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Arte & Cultura

A 100 anni dalla fondazione della Società di Studi Fiumani un francobollo commemorativo ne traccia la storia

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Emesso da Poste Italiane col Ministero delle Imprese e made in Italy il francobollo commemorativo dei 100 anni di vita della Società di studi fiumani, sorta a Fiume nel 1923 e poi ricostituita in esilio a Roma.

“Abbiamo lavorato perché la Societa’ di studi fiumani – Archivio Museo storico di Fiume divenga patrimonio culturale di tutti gli italiani. Un patrimonio europeo di cultura e studi che non rimanga confinato in una nicchia della memoria nazionale. La tutela e la vigilanza del Ministero della Cultura nata sin dal 1986 è ulteriore garanzia di studio e di obiettività. Con la legge 92/04 Il Giorno del Ricordo sono sorte ulteriori tutele e sostegni che fanno ben sperare nel futuro” è quanto dichiarato da Marino Micich nella nota di presentazione ai primi di ottobre del francobollo commemorativo dei 100 anni di vita della Società di studi fiumani, sorta a Fiume nel 1923 e poi ricostituita in esilio a Roma. ITALIA ITALIA ITALIA CHE NON MUORE.

La cerimonia organizzata dal ministero dell’Impresa e made in Italy con Poste Italiane e Zecca dello Stato, si è svolta a Roma presso il salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini, alla presenza della sottosegretario Fausta Bergamotto.

Fiume in Istria, oggi Rijeka, è stata per secoli oggetto di contese spesso sanguinose, essendo la città principale del golfo del Quarnaro e per l’esistenza di un importante e strategico cantiere navale. Già nel 1911, pur se sotto il dominio austriaco, la presenza di popolazione italiana era quasi il 50%, seguita da uno scarso 30% di croati e minoranze slovene, ungheresi, tedesche ecc.

Tra il 1920 ed il 1924 fu costituito lo stato libero di Fiume, poi avversato e costretto ad annettersi al regno d’Italia dal 1924 al 1945, quando al termine della seconda guerra mondiale l’Italia sconfitta cede quel territorio alla Jugoslavia di Tito. Oggi, dopo la dissoluzione di quest’ultima, la città è in territorio croato. In realtà già nella metà del 1700 e anche sotto il dominio austro-ungarico, la maggior parte della popolazione era italiana e la lingua più parlata era il dialetto ‘Fiuman’, una lingua italiana simile al dialetto veneto.

La storia di Fiume è controversa e variegata, e la Società di Studi Fiumani lavora ormai da un secolo allo scopo di tenere viva l’attenzione e la conoscenza delle nuove generazioni sulle vicende alterne di un territorio che, al termine del secondo conflitto mondiale, ha visto centinaia di migliaia di suoi figli sfollati e privati di ogni bene materiale, dal lavoro, alla casa, alle attività commerciali, ed in troppi casi privati della vita stessa con una morte atroce nelle foibe. Ma erano e devono restare italiani almeno nel nostro ricordo!

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