Italia
I Lucani tifano Juventus, tra le ‘preferite’ anche l’Inter. Milanisti in netta minoranza.
Juventus, Inter e Milan sono le squadre più seguite dagli sportivi in Basilicata. Dominano Juve e inter, rispettivamente al 31,3% e 26%, con i milanisti, fanalino di coda al 15%.
di Nicola Lacerenza

In Basilicata non esistono differenze tra Nord e Sud. Almeno nella classifica del calcio. La Iuventus è amatissima dalla maggioranza dei tifosi lucani. I quattro Club bianconeri presenti nella Regione svettano per numero di tifosi con una maggioranza del 31,3%. Una grande soddisfazione per gli juventini lucani, ma non ci si può cullare sugli allori.
I neroazzurri, con il loro 26% di tutto rispetto, sono radicati nel territorio con ben ventuno inter club. I milanisti, solo terzi sul podio con il 15 per cento di seguaci, possono almeno vantarsi di avere come roccaforte Matera. Degli 11 Milan club totali in Basilicata, ben quattro si trovano nella “città dei sassi”. La vera competizione resta tra Juve e Inter. Più tifosi la prima, più club l’altra. A quanto pare non è il numero di club che decide anche il numero dei fans. «Non è importante che gli Inter Club siano ventuno e gli Juventus Club quattro. E’ la capacità organizzativa quella che conta, il coordinamento tra club- spiega Vito un socio del club iuventino di Venosa – Il nostro club include nelle trasferte organizzate per seguire la Iuve anche tifosi provenienti da altri Comuni della provincia di Potenza, alcuni distanti come Avigliano». Troppo facile, però, incolpare l’organizzazione.
Il tifoso è mosso innanzi tutto dalla passione e dal senso di appartenenza e di legame con la squadra del cuore. Forse lo juventino e l’Interista sono due “specie” diverse di tifoso. Un po’ come l’orso bianco e l’orso bruno. «Naturalmente – continua Vito – noi juventini siamo spesso definiti come “arroganti”. D’altronde sarebbe difficile non esserlo dal momento che noi vinciamo sempre. Probabilmente questo ci spinge ad essere più competitivi sul territorio. All’interista invece non importa la competizione, ma soffrire delle proprie sconfitte». Di sicuro un parere non imparziale quello del tifoso bianconero, che non nasconde la spocchia di chi vince “sempre”, a suo dire, e riconosce all’Inter un carattere “masochista”. Ad affibbiare per primo, l’infelice e duro appellativo alla squadra neroazzurra, fu lo storico vice presidente, nonché acceso tifoso dell’Inter, l’avvocato Giuseppe Prisco, il quale sostenne nel corso di una conferenza stampa che “è impossibile essere interisti senza essere un’po’ masochisti”.
«L’ex vice presidente Prisco è un grande e non posso dargli torto – dice Giovanni dell’Inter club di Matera – anche se io non parlerei di “masochismo” ma di Inter come “scuola di vita”. Il tifoso juventino – prosegue – è come un ragazzino viziato che vuole tutto e subito, senza sapere cosa sono i sacrifici. L’interista, invece, sa che nello sport, come nella vita, non si può vincere senza prima imparare a perdere. L’interista – conclude – è come un ragazzino con la testa sulle spalle, consapevole che, per ottenere dei risultati nella vita, bisogna fare la gavetta». Se qualcuno credeva che in un mondo popolato da corpi tatuati, veline e macchine sgargianti non ci fosse spazio per l’umiltà e una sana dose di filosofia di vita, si sbagliava di grosso. Alla domanda se la “gavetta” dell’Inter avrà mai fine, Giovanni risponde con un filosofico: «Vaffa****». Fine della conversazione, ma non importa. Uno dei lati più belli del tifo è quello di sentirsi, in qualche modo, rappresentati dalla propria squadra del cuore. Il che è equivale al tentativo di provare ad essere sé stessi. Questa, al di fuori delle classifiche e degli spalti, è l’unica vera vittoria. L’unica cosa che conta.
