Social Network

Attualità

Nadia Battocletti, dentro la storia della nuova stella dell’atletica italiana

Pubblicato

-

Tempo di lettura: 6 minuti

A soli 26 anni ha già conquistato un argento olimpico, titoli mondiali ed europei e numerosi record italiani. Dalla Val di Non ai vertici dell’atletica mondiale, la storia di un’atleta che ha fatto della pazienza e della strategia le sue armi più efficaci.

 di Laura Marà

Nadia Battocletti, chi è la nuova regina dell’atletica italiana

Ci sono atleti che costruiscono le proprie vittorie imponendo il ritmo dall’inizio alla fine. E poi ci sono quelli che osservano, studiano, aspettano. Nadia Battocletti appartiene alla seconda categoria.

Classe 2000, nata il 12 aprile a Cles, in Trentino, oggi ha 26 anni ed è una delle atlete più forti del panorama mondiale nel mezzofondo e fondo femminile. Gareggia per le Fiamme Azzurre ed è allenata da suo padre, Giuliano Battocletti.

Il suo presente è quello di un’atleta ormai stabilmente ai vertici internazionali: World Athletics la indica, tra le altre cose, al primo posto mondiale nel cross country e ai vertici delle classifiche dei 5.000 e 10.000 metri.

Le origini: una famiglia con l’atletica nel sangue

Nadia è cresciuta a Cavareno, in Val di Non, allenandosi inizialmente sulla pista di Cles e lungo i percorsi sterrati del territorio trentino.

Suo padre, Giuliano Battocletti, è stato un importante atleta azzurro del fondo e oggi è il suo allenatore. La madre, Jawhara Saddougui, è di origine marocchina e ha avuto a sua volta un passato agonistico, specializzandosi nelle gare di mezzofondo.

Il rapporto tra Nadia e suo padre è uno degli elementi più particolari della sua carriera. Giuliano non è soltanto il tecnico che prepara tabelle e allenamenti: è il padre che l’ha vista crescere e che, proprio per questo, conosce profondamente anche i segnali meno evidenti della figlia-atleta.

Una relazione speciale che Nadia ha più volte raccontato negli anni e che continua a rappresentare uno dei punti di forza del suo percorso sportivo.

Dalla montagna alla pista: una podista a tutto tondo

Definire Nadia Battocletti semplicemente una specialista dei 5.000 e 10.000 metri sarebbe riduttivo.

La sua carriera è stata costruita attraverso discipline e superfici molto diverse:

  • 1500 metri
  • 3000 metri
  • 5000 metri
  • 10.000 metri
  • 5 e 10 chilometri su strada
  • cross country
  • corsa in montagna

Da giovanissima ha praticato con successo anche la corsa in montagna, vincendo nel 2017 la WMRA Youth Cup. Una formazione completa che ha contribuito a renderla una delle atlete più versatili del panorama internazionale.

Il cross, la montagna e lo sterrato hanno costruito resistenza e sensibilità; la pista ha affinato velocità, tecnica e capacità tattica.

È probabilmente anche per questo che oggi Battocletti può adattarsi a gare profondamente diverse tra loro.

La sua arma segreta? Aspettare e poi accelerare

Chi ha seguito almeno una volta una gara di Nadia Battocletti conosce il suo modo di correre.

Non sempre parte davanti. Non ha necessariamente bisogno di guidare il gruppo.

La sua strategia può essere riassunta così:

restare nel gruppo, risparmiare energie, studiare la gara e accelerare nel finale.

È una tattica che richiede grande sicurezza, perché significa accettare di aspettare mentre altre atlete provano ad aumentare il ritmo.

Ma Battocletti possiede una caratteristica sempre più evidente: un cambio di passo che può diventare devastante negli ultimi metri.

Non è semplicemente una questione di velocità. È gestione dello sforzo, lettura della gara e capacità di conservare energie quando la tentazione sarebbe quella di rispondere immediatamente a ogni accelerazione.

La Nadia di oggi è una delle atlete più intelligenti tatticamente del fondo internazionale. E spesso, quando la gara entra nell’ultimo giro, è proprio lì che comincia la sua vera corsa.

Record italiani e numeri da grande campionessa

Secondo i dati aggiornati di World Athletics, Nadia Battocletti ha stabilito importanti record italiani, tra cui:

  • 1500 metri: 3’57″54
  • 3000 metri: 8’26″27
  • 3000 metri indoor: 8’26″44
  • 5000 metri: 14’23″15
  • 10 km su strada: 30’08

È una delle poche atlete italiane capaci di esprimersi ad altissimo livello su distanze così diverse, passando dalla velocità prolungata dei 1500 metri alla resistenza dei 10.000 e del cross.

Il suo record nei 5000 metri di 14’23″15 racconta già da solo la dimensione internazionale raggiunta dall’atleta trentina.

Ma è soprattutto la continuità a colpire: Nadia non è esplosa grazie a una sola gara straordinaria. È cresciuta stagione dopo stagione, costruendo una carriera sempre più solida.

Dall’argento olimpico ai trionfi mondiali ed europei

Il 2024 ha rappresentato uno spartiacque.

Agli Europei di Roma, davanti al pubblico italiano, Battocletti ha realizzato un’impresa storica vincendo l’oro sia nei 5000 sia nei 10.000 metri.

Pochi mesi dopo, alle Olimpiadi di Parigi, ha conquistato la medaglia d’argento nei 10.000 metri e si è classificata quarta nei 5000.

Da quel momento il suo nome è entrato definitivamente in una nuova dimensione.

Nel 2025 è arrivato un altro grande risultato ai Campionati del Mondo di Tokyo, con l’argento nei 10.000 metri e il bronzo nei 5000. Nel 2026, invece, Nadia ha conquistato il titolo mondiale indoor nei 3000 metri e ha continuato a raccogliere risultati di altissimo livello.

Quattro titoli europei su pista, una medaglia olimpica e un titolo mondiale indoor rappresentano, a soli 26 anni, un palmarès già straordinario per l’atletica italiana femminile.

Non solo corsa: tennis, musica, libri e altri sport

Nadia Battocletti non è cresciuta praticando esclusivamente atletica.

Il profilo olimpico del CONI indica il tennis tra gli altri sport praticati, mentre World Athletics ha raccontato come da giovane si sia cimentata anche in attività come nuoto, danza, arrampicata e basket.

Nel tempo libero ama la musica e la lettura. Tra le sue preferenze musicali è stata indicata anche la hardstyle, mentre ama leggere romanzi.

Ha inoltre portato avanti gli studi universitari in Ingegneria Edile e Architettura all’Università di Trento.

Un dettaglio che racconta bene la sua personalità: dietro l’immagine dell’atleta che percorre chilometri ogni settimana, c’è anche una ragazza che ha cercato di costruire un percorso personale e culturale parallelo alla carriera sportiva.

La rinuncia alla gara da 150 mila dollari: quando fermarsi diventa una scelta vincente

Ed è qui che Nadia Battocletti sembra dimostrare, anche fuori dalla pista, la stessa intelligenza tattica che utilizza in gara.

Nelle ultime settimane ha fatto discutere la decisione di rinunciare sia alla finale della Diamond League di Bruxelles sia ai World Athletics Ultimate Championships di Budapest, appuntamento che metteva in palio un premio massimo di 150 mila dollari per la vittoria. Una cifra importante, ma che non sarebbe comunque finita interamente nelle tasche dell’atleta: una parte sarebbe stata destinata al manager e sul premio avrebbe inciso anche la fiscalità.

Il tema della tassazione è particolarmente significativo per un’atleta italiana. Secondo i dati OCSE, nel 2024 il cuneo fiscale per un lavoratore single con salario medio era pari al 47,1% in Italia, contro una media OCSE del 34,9%, collocando il nostro Paese tra quelli con il livello più elevato, alle spalle soltanto di Belgio, Germania e Francia. Per un premio sportivo internazionale, tuttavia, il calcolo effettivo delle imposte non può essere ricondotto automaticamente a una semplice percentuale, perché dipende dal regime fiscale applicabile e dalle modalità con cui il premio viene corrisposto.

Il punto, però, resta: quei 150 mila dollari rappresentavano un premio lordo e potenziale, non una somma netta garantita all’atleta. Battocletti ha quindi scelto consapevolmente di non inseguirlo. La decisione, condivisa con il padre e allenatore Giuliano Battocletti e con il suo staff, nasce soprattutto da una programmazione sportiva precisa: dopo una stagione lunghissima, l’obiettivo è recuperare energie e arrivare pronta alla nuova stagione del cross, con gli Europei di dicembre già nel mirino.

«Nadia a dicembre deve già essere in palla», ha spiegato il padre, chiarendo la logica della scelta. In altre parole, la campionessa trentina ha preferito rinunciare a un’importante opportunità economica immediata per proteggere la continuità della propria carriera, dimostrando che, nello sport di alto livello, saper dire no può essere una forma di strategia tanto quanto saper accelerare al momento giusto.

La corsa più importante è quella che deve ancora arrivare

Forse è proprio questa la chiave per comprendere Nadia Battocletti.

A 26 anni ha già vinto più di quanto molti atleti riescano a conquistare in un’intera carriera. Eppure continua a correre come se il meglio dovesse ancora arrivare.

Ma possiede soprattutto una qualità meno misurabile con il cronometro: la capacità di non farsi trascinare sempre dall’urgenza.

Di non partire troppo presto.

Di non inseguire tutto.

Di scegliere.

E forse è proprio questa la lezione più interessante che arriva dalla ragazza della Val di Non diventata una delle grandi protagoniste dell’atletica mondiale.

Nelle sue gare Nadia Battocletti ha imparato che non sempre vince chi parte più forte.

Spesso vince chi riesce a conservare qualcosa per il momento decisivo.

E la sua storia, almeno per ora, sembra seguire esattamente lo stesso principio.

Aspettare. Prepararsi. E poi accelerare quando conta davvero.

Advertisement