Attualità
In difesa di Alice Weidel, neo-nazi che contraddice e si contraddice
Tutti contro Alice Weidel in un ciarlare moralista su vicende private della leader AfD che è lesbica, vive in Svizzera, ha due figli di 9 e 12 anni, adottati assieme a un’immigrata srilankese. Ma la politica dovrebbe essere confronto di idee e visioni della società, non confronto di stati civili e di denunzie dei redditi.
di Toi Bianca
In apertura chiedo perdono a Leonardo Sciascia per aver parafrasato ciò che dichiarò in una famosa intervista a Marcelle Padovani: “Di me vorrei che si dicesse: contraddisse e si contraddisse”.
Il maestro “di Regalpetra” con quella frase squarciò la tela della ipocrisia, della infallibilità, del conformismo “ideologico”, evidenziando il valore culturale dell’eresia.
E quell’impercettibile atomo di Sciascia che è in me, da siciliano, mi sta inducendo un fastidio dolciastro per le giaculatorie che leggo in questi giorni contro Alice Weidel, leader di AfD, il partito di estrema destra che ha vinto in Sassonia e che punta a guidare la Germania.
Il fastidio non riguarda le posizioni politiche della Weidel che sono a mio parere pessime, indecenti, e pericolosissime (perché i tedeschi hanno dimostrato di essere serissimi anche nel male e le storie parallele di Mussolini e Hitler indicano purtroppo la cifra della differenza fra noi e loro).
Quello che mi infastidisce è l’approccio moralistico sulle vicende private della leader AfD che è lesbica, vive in Svizzera, ha due figli di 9 e 12 anni, adottati assieme a un’immigrata srilankese, Sarah Brossard, con cui si è legata in unione civile 15 anni fa. Certamente per una che si dice paladina della famiglia “tradizionale” e che è dichiaratamente contro l’immigrazione, non si tratta di una contraddizione da poco.
Ma io non sopporto la politica guardata dal buco della serratura e non dal palco di un comizio, non sopporto le valutazioni fatte sulle chiacchiere in camera da letto e non sulle prese di posizione ufficiali, non sopporto soprattutto il mettere in mezzo persone che non c’entrano niente, come la compagna di Alice e i suoi due figli, per far polemica politica e per acchiappare quattro like.
E che poi queste contraddizioni vengano enunciate ed esposte al pubblico ludibrio dai politici italiani di cui davvero verrei vederne uno che è senza un peccato privato e in grado di scagliare la prima pietra. Perché in Italia i sostenitori della famiglia tradizionale hanno famiglie tradizionali? Salvini? la Meloni? E Vannacci sposato con un’immigrata? E i sostenitori del popolo dei lavoratori? La Schlein in Svizzera c’è nata e non in una famiglia di minatori. Conte fra imprese amiche e affari immobiliari della consorte è un pastorello del presepio? E Fratoianni fra Tesla e lidi per vip? E Bonelli quanti giorni ha zappato la terra?
A me pare che la politica dovrebbe essere confronto di idee e visioni della società, non confronto di stati civili e di denunzie dei redditi. A me pare che la Weidel vada aspramente contrastata non per la compagna e la residenza e la prole, ma per le cose assurde che dice e il progetto inquietante che ha per la Germania, e per l’Europa.
Chi grida e denuncia le sue contraddizioni private non fa altro che un sommo esercizio di ipocrisia.
Perché tutti contraddicono e si contraddicono. Non tutti con l’intelligenza di Sciascia.
