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CPAC arriva a Roma: il dialogo costituzionale oltre gli schieramenti politici-CPAC Comes to Rome: Constitutional Dialogue Beyond Political Alignment
CPAC arriva a Roma: il dialogo costituzionale oltre gli schieramenti politici
Il Prof. Gabriele Pao-Pei Andreoli invitato a partecipare in qualità di studioso nell’ambito della sua ricerca sul Costituzionalismo Post-Quantistico, mentre Roma si prepara ad accogliere un confronto transatlantico di alto livello su sovranità, sicurezza e futuro delle istituzioni democratiche
Di TheDailyCases Editorial Staff
Roma si prepara a diventare il teatro di un nuovo e significativo capitolo nel rapporto tra le culture politiche europee e americane.
Dal 4 al 6 settembre 2026, la capitale italiana ospiterà le attività inaugurali collegate a CO ITALIA e CPAC Italy, riunendo esponenti del mondo politico, diplomatico, imprenditoriale, filantropico e culturale provenienti dall’Italia, dall’Europa e dagli Stati Uniti.
Il programma ufficiale individua nella sovranità, sicurezza, prosperità e nei valori occidentali alcuni dei temi centrali dell’incontro.
Il profilo politico dell’iniziativa è rilevante. Secondo quanto riportato da Il Giornale, gli inviti sarebbero stati estesi al Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, al Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e al Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, insieme ad altri rappresentanti del Governo italiano.
Il quotidiano segnala inoltre la presenza di Matt Schlapp, presidente dell’American Conservative Union e figura centrale del CPAC, e di Marcel Kaminstein, consulente che opera a stretto contatto con l’amministrazione Trump.
La stessa Giorgia Meloni non è estranea all’ambiente del CPAC: la stampa italiana ha ricordato le sue precedenti partecipazioni agli incontri dell’organizzazione, a testimonianza di un dialogo ormai consolidato tra alcuni settori del mondo conservatore italiano e statunitense. Anche Il Riformista ha presentato l’iniziativa di settembre come una significativa prima tappa dell’arrivo del CPAC in Italia.
È in questo contesto di alto profilo che il Prof. Gabriele Pao-Pei Andreoli è stato invitato a partecipare in qualità di studioso, in relazione alle sue ricerche sul Costituzionalismo Post-Quantistico e sulla trasformazione della governance costituzionale nell’era dell’intelligenza artificiale, delle tecnologie quantistiche e di sistemi digitali sempre più potenti.
Il Costituzionalismo Post-Quantistico indaga come i principi costituzionali possano essere chiamati a evolvere nel momento in cui le capacità tecnologiche trasformano il tradizionale rapporto tra individuo, Stato, imprese e sistemi di potere.
La questione di fondo supera le convenzionali divisioni politiche: come può la democrazia costituzionale continuare a tutelare la persona umana quando la tecnologia stessa diventa uno strumento di influenza e di potere senza precedenti?
Intelligenza artificiale, calcolo quantistico, sistemi predittivi, tecnologie cognitive e concentrazione dei dati stanno già mettendo in discussione concetti che la teoria costituzionale considerava un tempo relativamente stabili.
La privacy non può più riguardare soltanto la corrispondenza o gli spazi fisici. La sicurezza si estende sempre più oltre la difesa territoriale, fino a comprendere dati, reti di comunicazione e infrastrutture digitali critiche. La stessa libertà potrebbe richiedere nuove forme di tutela laddove le tecnologie diventino capaci di analizzare, prevedere o potenzialmente influenzare il comportamento umano.
La ricerca di Andreoli ha conseguentemente posto particolare attenzione sulla dignità umana, la libertà cognitiva, la responsabilità tecnologica, la cooperazione internazionale e la costruzione di garanzie costituzionali capaci di rimanere efficaci anche in condizioni di trasformazione tecnologica radicale.
Il CPAC rappresenta una tradizione politica chiaramente identificabile. La ricerca accademica svolge, tuttavia, una funzione differente.
Uno studioso che si occupa di governance costituzionale deve poter dialogare con prospettive conservatrici, liberali, progressiste e di altra natura senza trasformare il confronto intellettuale in adesione ideologica.
Il costituzionalismo esiste, del resto, proprio perché le società pluraliste contengono visioni differenti e talvolta concorrenti della sovranità, del governo e del bene comune.
Un ambito particolarmente rilevante nelle ricerche di Andreoli riguarda il mutamento del significato stesso di sovranità.
Le tecnologie digitali operano sempre più frequentemente oltre i confini nazionali. I sistemi di intelligenza artificiale funzionano attraverso molteplici giurisdizioni; le minacce informatiche possono colpire istituzioni situate in continenti diversi; il calcolo quantistico potrebbe in prospettiva mettere in discussione sistemi crittografici sui quali fanno affidamento governi, istituzioni finanziarie e infrastrutture strategiche.
In queste condizioni, sovranità e cooperazione internazionale non possono essere considerate semplicemente come concetti contrapposti.
Il lavoro di Andreoli esplora, piuttosto, il concetto di interoperabilità costituzionale: nazioni e sistemi costituzionali differenti non devono necessariamente diventare identici, ma possono avere bisogno di un insieme sufficiente di garanzie comuni che permetta loro di cooperare preservando al contempo la propria autonomia istituzionale, democratica e culturale.
Il programma romano prevede diversi giorni di incontri, conversazioni e attività di networking tra partecipanti europei e americani, culminando nel lancio ufficiale di CO ITALIA insieme a CPAC Italy.
Per Andreoli, la partecipazione rappresenta l’opportunità di contribuire e, al tempo stesso, osservare un significativo dibattito internazionale nel quale sovranità, sicurezza, libertà e relazioni internazionali si intrecciano sempre più profondamente con la trasformazione tecnologica.
Essa riflette una delle proposizioni centrali del Costituzionalismo Post-Quantistico: l’architettura costituzionale del futuro non può essere elaborata all’interno di un unico schieramento politico. Deve emergere attraverso il dialogo tra istituzioni, nazioni, culture e differenti visioni della società.
In questo senso, Roma diventa non soltanto la sede di un importante incontro politico, ma anche un laboratorio nel quale osservare e interrogare l’evoluzione del rapporto tra potere, tecnologia, sovranità e libertà umana.
CPAC Comes to Rome: Constitutional Dialogue Beyond Political Alignment
Prof. Gabriele Pao-Pei Andreoli invited to participate as a scholar within his research on Post-Quantum Constitutionalism, as Rome prepares to welcome a high-level transatlantic dialogue on sovereignty, security and the future of democratic institutions
By TheDailyCases Editorial Staff
Rome is preparing to become the setting for a significant new chapter in the relationship between European and American political cultures.
From 4 to 6 September 2026, the Italian capital will host the inaugural activities connected with CO ITALIA and CPAC Italy, bringing together political, diplomatic, business, philanthropic and cultural figures from Italy, Europe and the United States. The official programme identifies sovereignty, security, prosperity and Western values among the central themes of the gathering. The political profile of the initiative is considerable. According to Il Giornale, invitations have been extended to Italian Prime Minister Giorgia Meloni, Deputy Prime Minister and Foreign Minister Antonio Tajani, and Deputy Prime Minister Matteo Salvini, together with other representatives of the Italian government. The newspaper also identifies Matt Schlapp, chairman of the American Conservative Union and a central figure in CPAC, and Marcel Kaminstein, a consultant working in close contact with the Trump administration. Meloni herself is no stranger to the CPAC environment: Italian press coverage recalls her previous participation in CPAC gatherings, illustrating the established dialogue between sectors of the Italian and American conservative worlds. Il Riformista has similarly presented the September initiative as an important first stage in CPAC’s arrival in Italy.
Within this high-level context, Prof. Gabriele Pao-Pei Andreoli has been invited to participate as a scholar, in connection with his research on Post-Quantum Constitutionalism and the transformation of constitutional governance in the age of artificial intelligence, quantum technologies and increasingly powerful digital systems. Post-Quantum Constitutionalism investigates how constitutional principles may need to evolve as technological capabilities transform the traditional relationship between the individual, the State, corporations and systems of power. The underlying question transcends conventional political divisions: how can constitutional democracy continue to safeguard the human person when technology itself becomes an unprecedented instrument of influence and power?
Artificial intelligence, quantum computing, predictive systems, cognitive technologies and the concentration of data are already challenging concepts that constitutional theory once considered relatively stable. Privacy can no longer concern only correspondence or physical spaces. Security increasingly extends beyond territorial defence to encompass data, communications networks and critical digital infrastructure. Freedom itself may require new protections where technologies become capable of analysing, predicting or potentially influencing human behaviour.
Andreoli’s research has consequently placed particular emphasis on human dignity, cognitive freedom, technological accountability, international cooperation and constitutional guarantees capable of remaining effective under radically changing technological conditions.
CPAC represents a clearly identifiable political tradition. Academic inquiry, however, performs a different function. A scholar examining constitutional governance must be able to engage with conservative, liberal, progressive and other perspectives without transforming intellectual dialogue into ideological adherence. Indeed, constitutionalism exists precisely because plural societies contain competing visions of sovereignty, government and the common good. One area particularly relevant to Andreoli’s research is the changing meaning of sovereignty. Digital technologies increasingly operate beyond national borders. Artificial intelligence systems function across multiple jurisdictions; cyber threats can affect institutions across continents; and quantum computing may eventually challenge cryptographic systems protecting governments, financial institutions and critical infrastructure. Under these conditions, sovereignty and international cooperation cannot simply be considered opposites.
Andreoli’s work explores instead the concept of constitutional interoperability: different nations and constitutional systems need not become identical, but may require sufficient common guarantees to cooperate while preserving their institutional, democratic and cultural autonomy. The Rome programme envisages several days of meetings, conversations and networking between European and American participants, culminating in the official launch of CO ITALIA together with CPAC Italy. For Andreoli, participation offers an opportunity to contribute to and observe a significant international debate in which sovereignty, security, freedom and international relations increasingly intersect with technological transformation. It reflects a central proposition of Post-Quantum Constitutionalism: the constitutional architecture of the future cannot be developed within a single political camp. It must emerge through dialogue across institutions, nations, cultures and competing visions of society.
In this sense, Rome becomes not merely the venue for an important political gathering, but a laboratory in which the evolving relationship between power, technology, sovereignty and human freedom can be examined.
