Cinema & Teatro
Disclosure Day nelle sale
Purtroppo il nuovo film di Spielberg è deludente sotto quasi ogni aspetto, Disclosure Day è uno dei suoi film meno riusciti
di Marvyn Mura
Da amante del cinema di Steven Spielberg non potevo esimermi dal vedere l’ultima fatica del regista americano, è infatti uscito nelle sale Disclosure Day, ovvero il nuovo sci/fi diretto da Spielberg.
Purtroppo il nuovo film di Spielberg è deludente sotto quasi ogni aspetto, Disclosure Day è uno dei suoi film meno riusciti e in cui si nota una forte svogliatezza registica da parte del regista, ma l’aspetto più negativo del film è la sceneggiatura di David Koepp, che risulta l’elemento più debole del film.

Il film inizia già nel bel mezzo dell’azione, durante un incontro di wrestling un’organizzazione governativa trova Daniel Kelner (Josh O’Connor), colpevole di rubato degli importantissimi file governativi secretati che contengono video riguardante alieni e UFO; il suo compito è quello di portare questi file ad una compagnia “ribelle” che ha il compito di diffondere all’umanità suddetti video, Kelner riesce a fuggire prima di venire catturato; nel frattempo in Kansas, la giornalista meteorologa Margareth Fairchild (Emily Blunt), star del telegiornale locale, dopo aver visto un uccello cardinale rosso entrare in casa, inizia ad apprendere dei poteri speciali che le permettono di conoscere le vite private delle persone e di conoscere nuove lingue, ben presto lei si troverà coinvolta insieme a Kelner nella fuga dal governo e insieme cercheranno di diffonderà la verità per anni tenuta nascosta.
Purtroppo il film non è un nuovo Incontri ravvicinati del terzo tipo e nemmeno un nuovo E.T., manca del tutto l’ispirazione e l’impressione è quella di aver visto per quasi due ore un film che gira a vuoto e che ripete le stesse dinamiche (fuga-inseguimento-mascondiglio-fuga-inseguimento-nascondiglio) e per restanti venti, nel momento della “rivelazione”, ci vengono rivelate cose piuttosto ovvie a tutti, non viene mostrato nulla di nuovo per quanto riguarda i misteri sugli alieni (cerchi nel grano, abduction, avvistamenti UFO, incidente a Roswell e alieni grigi che interagiscono con gli umani..), oltre al fatto che tali rivelazioni vengono già in parte mostrate allo spettatore un’ora prima, quando Kelner mostra i video alla fidanzata; in generale comunque si ha la sensazione di vedere quasi un episodio allungato di X-Files.

Dal punto di vista registico è uno Spielberg con il pilota automatico e che ricicla se stesso più e più volte, qualche buona intuizione registica (il gioco continuo che fa con i riflessi), qualche interessante movimento di camera e qualche scena d’azione riuscita (come la scena del treno) non bastano a salvare un film zoppicante, per larghi tratti noioso e che offre poco da raccontare; gli unici momenti che offrono spunti interessanti sono le riflessioni su scienza e fede religiosa (anche se è solo accennata) e la sequenza quasi “fiabesca” del ricordo ritrovato di Margareth di quando era bambina, che è forse il momento più spielberghiano del film, anche se in parte rovinato dagli animali in computer grafica che risultano molto posticci.
La fotografia di Janusz Kamiński è da bocciare, con un abuso di lens flare (peggiori che in Minority Report) e dei colori verdognoli e digitali che rendono i volti dei personaggi del tutto artificiosi e finti; il binomio Spielberg/Kamiński non mi ha mai convinto molto, Spielberg ha dato il meglio di se dal punto di vista visivo con direttori della fotografia come Dean Cundey, Douglas Slocombe e Allen Daviau.
Non convincenti anche gli attori e le interpretazioni, a parte Emily Blunt (l’attrice più convincente del film), il resto passa dall’anonimato (Josh O’Connor) al costante overacting (Colman Domingo e Colin Firth).
L’aspetto più positivo del film è senza dubbio la colonna sonora di John Williams, che ad oltre 90 anni si conferma come uno dei migliori compositori sempre, vederlo ancora comporre epiche e ottime traccie di musica classica con il suo marchio di fabbrica è emozionante, anche se forse manca un tema ricorrente e memorabile.
Disclosure Day è uno dei film più deludenti dell’anno, un film fantascientifico anonimo e con un’idea vecchia, superficiale e superata di fare cinema di fantascienza, un film che non ha nulla di nuovo da offrire sul tema degli alieni (Arrival di Villeneuve da questo punto di vista era molto più interessante) e che non risulta interessante e appagante nemmeno dal punto di vista dell’intrattenimento e il fatto che sia stato diretto un autore iconico come Steven Spielberg rende Disclosure Day ancora più deludente.
