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Cinema & Teatro

Taormina 72: Russel Crowe e quel Decimo che non smette di emozionare

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Russel Crowe al Taormina Film Festival 2026
Tempo di lettura: 3 minuti

Russel Crowe al Festival di Taormina 2026 torna a far brillare il protagonista Massimo Decimo Meridio con due consigli motivazionali ai giovani.

Un passo sfiora “l’arena”, l’attesa è alta e tutti gli occhi sono su di lui: il Gladiatore.  

Il Colosseo di Roma e i duelli con animali feroci però questa volta non c’entrano, perché ad accogliere il noto combattente Russel Crowe sono la marea di fan e giornalisti della 72esima edizione del Taormina Film Festival. 

L’attore e cantante neozelandese è arrivato a Taormina per presentare in anteprima mondiale il suo ultimo film “Bear Country – La Vendetta Perfetta” di Derrick Borte in sala dal 26 agosto.  

Il cast del film “La vendetta perfetta”

Prima di ritirare l’Achievement Award l’attore di 62 anni ha partecipato a una conversazione con i fan e a una conferenza stampa, dove non sono mancati curiosità, consigli e confessioni dell’attore. A partire dall’energia, che continua a non arretrare di fronte a combattimenti sul set e la coerenza nello scegliere personaggi e mondi mai interpretati.

Per procedere con i retroscena da set di Master & commander, dove il regista Peter Weir metteva la musica per creare la giusta atmosfera lavorativa e il ruolo ne Les Misérables dal cast stellare e gioioso.   

Nonostante i tanti ruoli interpretati quello che, a distanza di 26 anni, continua a “perseguitarlo” è Il Gladiatore. Film che gli è valso l’Oscar con suo stupore e shock: “È stata una sorpresa – dice Crowe – che fossi stato candidato, avendo la sindrome dell’impostore e avendola, quando citano il tuo nome il mondo ti cade davanti. Un’esperienza incredibile!”.

Russel Crowe a Teatro Antico di Taormina

Un film in cui le scene di battaglia erano tutte realistiche: “A quell’età ero fottutamente pazzo. Quando all’inizio cade il cavallo c’è lo stuntman, lui si è spaccato la faccia, mentre io mi sono fatto fare le ferite. E anche nella scena con le tigri c’era lo stuntman, poi c’ero sempre io. Ero determinato a dare a Ridley le inquadrature migliori”.  

Un film dal grandissimo successo di botteghino che non è riuscito a replicare con il sequel perché privo, a detta dell’attore del nucleo morale: “A quell’epoca dovevano esserci delle scene di sesso tra Decimo e personaggi femminili. Ho respinto questa idea e mi sono battuto con la produzione, perché era la storia di un uomo che sta vendicando la morte della moglie e del figlio. Inserire quelle scene avrebbe distrutto il viaggio!”.  

L’attore dopo le celebri battute “Sono Massimo Decimo Meridio” che hanno mandato in visibilio i fan si è congedato dalla sala con la lettura, in anteprima, del discorso di ringraziamento in cui cita il cantante Ultimo. Discorso poi, declamato davanti al pubblico a Teatro Antico. E ricordando ai ragazzi che scelgono la carriera cinematografica di far tesoro di due regole: dettaglio e collaborazione.

Ogni parte di un film diventa più forte, perché vi siete concentrati sui dettagli e sulla natura collaborativa del rapporto che sia con regista, attore, produttore, direttore della fotografia… sono tutti elementi importanti. La collaborazione è come imparare a ballare con un partner”. 

 

 

 

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