Marzo a Maastricht sulle rive della Mosa

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Marzo nel calendario mondiale degli eventi d’arte è da esattamente 30 anni il mese di TEFAF Maastricht la Fiera dell’Arte e dell’Antiquariato leader al mondo. 10 intensi giorni che attirano collezionisti, direttori di museo, art Advisor e appassionati da tutto il mondo nella bella e storica cittadina olandese sul fiume Mosa.
TEFAF è leader indiscussa per alcuni importanti motivi che assicurano la qualità della manifestazione: innanzitutto i 270 galleristi che giungono a Maastricht da 20 diversi paesi sono selezionatissimi. La lista d’attesa per entrarvi è lunghissima. “L’application” è infatti una procedura difficile da superare. Le gallerie devono rispettare alcuni parametri, primo tra tutti la qualità e la provenienza dell’opera. Inoltre gli esami per gli antiquari non finiscono qui. A Fiera allestita 29 comitati di Vetting, che riuniscono i più raffinati esperti delle più diverse discipline, visionano tutti, ma proprio tutti, i pezzi esposti.
Se all’origine TEFAF Maastricht è nata con gli Old Masters, soprattutto olandesi, negli anni ha ampliato e diversificato l’offerta tanto da includere arte proveniente da tutti i continenti. La Fiera copre 6.000 anni di storia con gli oggetti più sorprendenti allestiti nei 9 settori principali: TEFAF Antiques, TEFAF Classical Antiquities, TEFAF Curated, TEFAF Design, TEFAF Haute Joaillerie, TEFAF Modern, TEFAF Paintings, TEFAF Paper, e TEFAF Showcase. Tutto questo avviene al MEEC, il centro fieristico di Maastricht elegantemente allestito dalla star degli architetti Tom Postma.
Moltissimi visitatori soprattutto i collezionisti “di professione” si gettano a capofitto nella Fiera e vi rimangono il più possibile ma per tutti gli altri che hanno un po’ più di tempo da dedicare alla città, Maastricht offre non solo una bella città in gran parte area pedonale ma anche un programma di iniziative culturali molto interessante chiamato During TEFAF http://www.duringtefaf.nl/ perfetto per intrattenere i viaggiatori.
Ma Maastricht è soprattutto sede del Bonnefantem Museum disegnato dall’indimenticabile Aldo Rossi, architettura che si inserisce perfettamente nello skyline della città

Le prime proposte per “spazzar via la polvere dall’anima”

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Picasso diceva che “L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni”.
E di polvere se ne accumuna davvero molta. Ed ecco allora l’antidoto cui potremmo tutti ricorrere nell’anno che sta per iniziare.
Proposte diverse, in luoghi diversi per un anno che si prospetta molto generoso, a giudicare da questi primissimi appuntamenti.
Cominciamo da Roma, dove dal 19 gennaio al Museo Bilotti, si potrà ammirare Francesco del Drago. Parlare con il colore.
“I contrasti cromatici e la giustapposizione di determinate forme concorrono nel creare uno stato di eccitazione nelle aree cerebrali deputate alla visione”. Ne era convinto Francesco del Drago, cui il Bilotti dedica l’ampia retrospettiva. A curarla, il nipote, l’artista Pietro Ruffo, insieme ad Elena del Drago, figlia dell’artista.
E’ romano ma a celebrarlo stavolta è invece Milano. Renato Mambor. La retrospettiva lui dedicata con il sottotitolo “Connessioni invisibili”, sarà dal 9 febbraio alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Refettorio delle Stelline. «Voglio fare di tutto, ballare, cantare, scrivere, recitare, fare il cinema, il teatro, la poesia, voglio esprimermi con tutti i mezzi, ma voglio farlo da pittore perché dipingere non è un modo di fare ma un modo di essere». In una frase Mambor così offre una precisa immagine del suo essere artista. Come questa mostra perfettamente evidenzia.
Esposizione importante e molto attesa quella che il Palazzo della Meridiana di Genova propone dal 10 febbraio. E’ dedicata a Sinibaldo Scorza (1589 –1631). Favole e natura all’alba del Barocco. Nobile, destinato ad alti incarichi, scelse l’arte, travolto dalla passione per il disegno e la pittura. Geniale nel rappresentare animali, piante e fiori, sapeva infondere vita a storie favolose e paesaggi incantati. Ebbe sempre Genova nel cuore, anche se la sua città lo esiliò accusandolo di alto tradimento.
A Forlì, dall’11 febbraio, ai Musei di San Domenico, Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia. Rodolfo Valentino e le Divine, il Vate e il Grande Gasby. La Turandot e la moda. Il Rockefeller Center, la Chrysler e Metropolis, Tamara e i cactus di Venini…….. A Forlì rivive la grande stagione dell’arte e delle arti Dèco. Anni ruggenti e magmatici: quando l’Italia si confrontava con il mondo e il mondo l’ammirava.
Grande fotografia, dal 17 febbraio al MAN di Nuoro. Protagonista Berenice Abbott. Topografie. E’ la prima grande mostra antologica italiana dedicata a Berenice Abbott, tra le più geniali e controverse protagoniste della storia fotografica del Novecento. Una selezione di 100 meravigliosi scatti, per vedere il mondo attraverso i suoi occhi.
Tutta la grafica di Alberto Burri è esposta, dal 12 marzo, agli ex Essicatoi del Tabacco a Città di Castello. Con questi ulteriori 4mila metri quadri di percorso espositivo (il cosiddetto “Terzo Museo Burri”), giunge a completamento quello che è più grande Museo d’Artista al mondo. Nella nuova sezione, si potranno ammirare oltre 200 opere, l’intera produzione grafica di Burri che, iniziata nel 1950, si è conclusa nel 1994.
Doppio appuntamento, dal 17 marzo, a Padova. L’intera città sarà coinvolta dalla prima edizione di Be Comics!, mentre al Centro Culturale Altinate avrà inizio Super Robot World. La storia dei giganti d’acciaio da Mazinger Z a Evangelion tra fantasia e realtà. In mostra disegni originali, animation cel, manifesti, giocattoli e memorabilia. 16 sezioni per far rivivere una mitologica che è epopea. Protagonisti i robot, che pur mutando forma e materia, generazione dopo generazione, permangono nell’immaginario collettivo. Dal Giappone al mondo.
Il 18 marzo, alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, nel Parmense, prende il via Depero, il mago. Più di cento opere tra dipinti, le celebri tarsie in panno, i collage, disegni, abiti, mobili, progetti pubblicitari, per celebrare Depero, il geniale artefice di un’estetica innovativa che mette in comunicazione le discipline dell’arte, dalla pittura alla scultura, dall’architettura al design, al teatro. Il tutto in quello scrigno che è la Villa dei Capolavori.
Stesso giorno, ma nel più bel cuore della Toscana, ecco Il Buon Secolo della Pittura Senese. Dalla Maniera moderna al Lume Caravaggesco. Mostre in tre sedi: Pienza, Montepulciano, San Quirico d’Orcia. Beccafumi, Sodoma, il Riccio, il Rustichino…un grande secolo di pittura, quello del Seicento in terra senese. Che questa esposizione fa emergere. Tre sezioni che sono altrettante mostre, accompagnate da un itinerario che si estende per chiese e palazzi. Il tutto immerso in quel Patrimonio dell’Umanità che sono le Crete Senesi, straordinaria terra d’arte, di natura e di vini.
Il 4 aprile, Treviso festeggia l’apertura del nuovo Museo Nazionale della Collezione Salce che si presenta con la mostra La Belle Epoque. Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce, prima di un ciclo di tre mostre inaugurali. La rassegna è dedicata ai manifesti della “La Belle Epoque”. Per rivivere, attraverso i manifesti, i fasti di un momento storico tra i più vivaci e innovativi dell’epoca moderna.
Il 5 aprile a Milano, alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Wipe Out Design. La Selettiva. Ettore Sottsass jr, Ilmari Tapiovaara, Werner Blaser, Gunnar Birkerts, Attilio Marcolli, Nigel e Sheila Walters, Lucien Kroll, studio BBPR sono stati tra i partecipanti al concorso di design “La Selettiva”. I loro progetti sono esposti, insieme ad altri, al Refettorio delle Stelline accanto ad una teoria di creazioni di Leo Guerra e Cristina Quadrio Curzio, in una sorta di contro-esposizione dedicata al “Wipe Out Design”.E a due remake-artworks, omaggio a Doris Salcedo e Rachel Whiteread.
In occasione del Salone del Mobile.
Questo, e molto, molto altro, per un 2017 da vivere ad Arte.

Le rivelazioni piccanti di una modella social diventano un libro

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È fissata per gennaio la data di uscita di “Scottanti rivelazioni di una modella social“, il libro di Nicoletta Branco, modella messasi in mostra per i suoi post e immagini ammiccanti postate sui social network e che, forte dei suoi oltre 300mila followers, ha deciso di pubblicare le rivelazioni ed i retroscena dei suoi followers. Un libro che mette a nudo la cruda realtà con dettagli mai rivelati delle storie che capitano sui social network.

Le scottanti rivelazioni

Il libro è un’opera che conterrà i posts più bizzarri, le proposte più stravaganti e le più sconvolgenti perversioni delle persone, descritte con nomi di fantasia per la tutela della privacy delle persone coinvolte,  che definiamo comuni nella vita di tutti i giorni ma che in privato si lasciano andare ai vizi più inconfessabili.

Un lavoro definito “sconvolgente, crudo ma allo stesso tempo dolce e malinconico, ironico e grottesco” da chi finora ha avuto modo di leggerlo.

La mano di Nicoletta ha sapientemente racchiuso nelle oltre 205 pagine del libro le prime “scottanti rivelazioni” a cui pare ne possano seguire altre.

Le oscure verità dei social network

Nel libro sono contenute scottanti rivelazioni su medici, avvocati, professionisti di ogni età e provenienza geografica, single, uomini sposati e padri di famiglia.

E poi ancora diciottenni alla ricerca del primo amore, casalinghe, donne in carriera, ragazzine, feticisti, aspiranti schiavi, cafoni e cavalieri, borderline e novelli Christian Grey che ogni giorno si danno appuntamento sulla bacheca di Nicoletta.

L’universo maschile e femminile, con tutte le sue debolezze, le sue contraddizioni, i suoi desideri inconfessati, le sue perversioni  che danno vita a un variegato mondo dove i confini si fanno velati, la distinzione tra ciò che è “reale” e ciò che è “virtuale” è sempre più sottile ed il web si mostra per quello che è: il luogo privilegiato per nascondersi, fingere e bleffare ma anche per svelarsi, aprirsi e raccontarsi per ciò che si è veramente, fino a trovare il coraggio di essere finalmente quello che si è sempre desiderato e non si è mai osato nella vita “vera”.

Un mondo mai veramente svelato, racchiuso inizialmente in una pagina Facebook e che verrà presto rivelato  grazie al libro.

L’opera, edita da BookSprint Edizioni, contiene oltre 60 scatti fotografici della modella torinese e verrà presentata nel corso di diversi eventi previsti, a partire da gennaio, in tutta Italia.

LA PROTESTA E L’AMORE Quando ascoltavamo e cantavamo i cantautori

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Arriva il primo show concept interamente dedicato alla storia della musica leggera italiana, dal dopoguerra ai giorni nostri, con una particolare attenzione all’analisi del fenomeno dell’industria discografica degli anni 70/80 e alla nascita (e alla quasi scomparsa) dei cantautori.

L’anomalia è che, a proporlo, sia proprio un cantautore italiano che si è definito, già qualche anno fa autoironicamente “scomparso”.

Così racconta Luca Bonaffini, classe 1962, di essersi appassionato alla musica d’autore all’età di quindici anni, come tanti giovani studenti del periodo storico in cui nacquero le radio libere, quando frequentava la seconda superiore.

Diplomatosi maestro ha intrapreso la strada della musica leggera, realizzando – in oltre trent’anni di attività – dodici album come solista e collaborando con cantautori come Pierangelo Bertoli e Claudio Lolli (icone della cosiddetta canzone civile e politica italiana).

Ma cosa accadrà durante il reading-concerto?

Bonaffini racconterà, accompagnandosi con la chitarra, il suo incontro musicale con la storia contemporanea e dedicherà, per ognuna delle quattro serate, un momento MONOGRAFICO a un artista (musicista) che ha contribuito sia come autore, sia come strumentista a lasciare impronte significative nella discografia.
 Si comincia a Brescia il 2 marzo al Teatro Sereno con Guido Guglielminetti (autore di canzoni come “Un’emozione da poco” – classificatasi seconda nel 1978 al Festival di Sanremo- ,  bassista e produttore di Francesco De Gregori) per proseguire a Sarmede, in provincia di Treviso, il 18 marzo al Teatro Auditorium locale con la presenza di Dario Baldan Bembo (autore, tra gli altri, per Renato Zero, pianista e cantautore storico). Seguirà la terza tappa a Occhiobello (in provincia di Rovigo e a due passi da Ferrara) che si svolgerà il 24 marzo al Teatro Comunale: protagonista della monografia sarà il batterista Gianni Dall’Aglio (che ha suonato con Battisti, Mina, Celentano e tantissimi altri), tra l’altro fondatore e leader del gruppo I Ribelli e co-autore del successo discografico “Pugni chiusi” (cantata da Demetrio Stratos, front man degli Area); il tour si concluderà a Legnano il 28 marzo, presso il Teatro Ratti, con la presenza di Alberto Radius, uno dei più grandi chitarristi italiani, tra i fondatori del gruppo Formula Tre e cantautore italiano.

Gli artisti invitati riceveranno una targa, offerta dalla casa editrice Gilgamesh, alla carriera e, soprattutto, al percorso, dicitura stante ad indicare l’importanza dell’aver saputo coniugare professionalità, professionismo e spessore artistico.

Il costo del biglietto, volutamente popolare, è di euro 10,00.

Protom punta sulla Cultura: lancia Wall-T e nasce una nuova area di business a supporto dei Musei e delle istituzioni culturali

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Fiore all’occhiello dell’offerta, che va dall’assistenza tecnica alla pubblica amministrazione nella realizzazione dei progetti europei fino alla formazione, la realtà immersiva applicata alla cultura


Grazie alla cultura le imprese possono crescere e creare occupazione nel Mezzogiorno: è quanto dimostra Protom (http://www.protom.com), società leader a livello europeo nei servizi avanzati di ingegneria e consulenza per lo sviluppo di progetti e soluzioni ad alto grado di innovazione, che diversifica il suo business creando Wall-T (http://www.wall-t.it ): un’offerta dedicata ai Musei ed alle istituzioni culturali.
Una realtà nata a Napoli 21 anni fa, che ha chiuso il bilancio 2015 con un fatturato in crescita del 20% e che ha appena lanciato una campagna di assunzioni per 50 nuovi ingegneri per l’area IT.
Fiore all’occhiello nell’offerta dell’azienda per il settore Cultura, sono le competenze dell’area IT che, sfruttando le tecnologie legate alla realtà immersiva, permettono di ricostruire gli ambienti dell’Antica Roma o dell’Antica Atene, restituendoli al loro originario splendore. Il visitatore viene così coinvolto in un’esperienza che si propone di essere il più possibile realistica e multisensoriale. Si tratta di applicazioni che possono essere utilizzate anche per costruire gli innovativi Musei esperienziali, dedicati alla scoperta turistica e culturale dei territori o di ambienti difficilmente accessibili all’uomo.

“Negli ultimi anni- dichiara Fabio De Felice fondatore di Protom- l’azienda ha sfruttato la sua vocazione alla multidisciplinarietà per capitalizzare il know-how sviluppato nell’ambito della System Integration e della realtà virtuale ed immersiva, lavorando con le più grandi aziende internazionali. La coesistenza di competenze eccellenti provenienti da settori diversi ha reso possibile lo sviluppo di progetti altamente innovativi per la valorizzazione di asset in ambito Cultural Heritage.”
La capacità di garantire i più alti livelli di qualità nei servizi offerti, grazie all’impiego di tecniche di total quality e di project management applicate a processi complessi, candida, infatti, Protom ad essere il partner ideale nella progettazione e nella realizzazione di interventi originali ed innovativi anche in questo ambito.
“Mai come in questo momento – afferma il responsabile della Business Unit IT Giuseppe Santoro- le tecnologie di Information Technology sono in grado di creare business legato all’innovazione. La coesistenza di innovazioni nelle tecnologie di base, nei software e nei modelli del loro utilizzo cambierà ancor più radicalmente la nostra vita, introducendo e coinvolgendo altri sensi, permeando gli oggetti e le abitudini della nostra quotidianità e, nell’ambito dei beni culturali, recuperando la dimensione fantastica e l’antico rapporto con il meraviglioso”.

MISE: RIPARTE LA NUOVA SABATINI

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Ad oggi presentate  oltre 19 mila domande di agevolazione per un contributo concesso superiore a 360 milioni di euro

Dal 2 gennaio prossimo riparte lo sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi, a valere sullo strumento agevolativo “Nuova Sabatini” – istituito nel 2013 – concessi dal Ministero dello sviluppo economico a fronte di finanziamenti bancari quinquennali per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature.

560 milioni di euro, infatti, risultano essere le nuove risorse finanziarie stanziate dal Parlamento con la legge di bilancio 2017 per continuare ad agevolare le piccole e medie imprese che intendono investire in beni strumentali.

L’enorme successo riscosso dallo strumento agevolativo nel mondo imprenditoriale ha determinato sia la proroga di due anni – al 31 dicembre 2018 – per la concessione del contributo del 2,75% annuo sugli investimenti ordinari, sia la possibilità di accedere ad un contributo maggiorato del 30% – quindi al 3,575% annuo – per la realizzazione di investimenti in tecnologie digitali – compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification – e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

L’obiettivo è incentivare la manifattura digitale e incrementare l’innovazione e l’efficienza del sistema imprenditoriale anche tramite l’innovazione di processo e/o di prodotto.

In tempi brevi saranno aperti i termini per la presentazione anche delle domande per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

La Nuova Sabatini rappresenta uno strumento agevolativo di estremo rilievo per l’ammodernamento e la crescita del sistema produttivo italiano. Ad oggi, infatti, sono oltre 19 mila le domande di agevolazione presentate dalle piccole e medie imprese, per un ammontare di contributo concesso superiore a 360 milioni di euro.

A natale tradizioni nuove e vecchie

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Gli Italiani nel mondo esempio di integrazione tra popoli: il Natale un occasione per unire le nostre tradizione a quelle del Paese che ci accoglie

Di Gianni Pezzano

 

Basta pensare che in Australia non è insolito avere temperature di ben oltre i trenta gradi per capire che le tradizioni natalizie italiane non possono rimanere immutate tra gli emigrati italiani in quel paese. Alcune famiglie cercano di mantenere tutte le usanze dei loro vari paesi di origine, ma il tempo e le geografia si fanno sentire.

Partiamo dalla santa messa di mezzanotte che per molti è l’inizio vero della giornata e alcune parrocchie lo fanno in modo impossibile per l’Italia. Nella mia parrocchia da decenni la messa di mezzanotte si fa all’aperto per poter vedere il cielo stellato e quindi poter immaginare la stella che portò i Re Magi a Betlemme. La messa è soltanto il modo per poter rendere omaggio non soltanto all’occasione. La musica della messa è fornita dalla banda della comunità maltese con il coro di quella italiana e gli inni si alternano tra quelle due lingue e l’inglese del paese.

Nei primi due decenni dopo la guerra una parte importante delle feste era la telefonata in Italia e non è possibile sottovalutare l’importanza di queste chiamate. In un mondo di cellulari, Skype e altri mezzi di comunicazione bisogna ricordare che le telefonate erano carissime e tramite centralini, dunque bisognava prenotare mesi prima per assicurarsi la possibilità per il giorno di Natale o Capodanno.

Inevitabilmente le chiamate degli altri erano lunghe e gli appuntamenti slittavano, a volte di due o tre giorni. Non credo che la mia fosse l’unica famiglia dove noi bambini eravamo tenuti in casa per tutto il giorno, oppure i giorni seguenti, per poter far gli auguri ai nonni che non conoscevamo e per ringraziarli per i regali arrivati nei pacchi inviati mesi prima per garantire che arrivassero in tempo.

Con la stagione estiva, il natale in Australia cade in questa stagione,  molte famiglie decidono di approfittare per fare il pranzo, oppure la cena al mare, o per chi ha l’opportunità, vicino alla piscina di casa. In questi casi l’atmosfera è ancora più rilassata e gli scherzi inevitabili non mancano mai

Ma come sappiamo il punto centrale di queste feste non è nei regali, ma il punto focale sta nel pranzo e la cena che di solito nei miei ricordi di vita in quel continente,  aveva bisogno di settimane di preparazione. All’inizio il menù rifletteva il più possibile le tradizioni delle famiglie prima di partire per l’Australia, però non era possibile tenere assoluta fede per motivi di distanza. La differenza di stagioni tra i due continenti voleva dire che alcuni prodotti, come le castagne, non si trovavano per il Natale, senza scordare altri prodotti tipici italiani che in molti casi non sono disponibili all’estero, nemmeno oggi.

Poi, inevitabilmente si sentiva l’effetto del nuovo paese di residenza e cominciavamo a inserire i prodotti locali per modificare alcuna aspetti del menù tradizionale italiano. Per gli antipasti arrivavano le tortine e altre specialità australiane. Poi, anche per via della stagione sono arrivati i pesci locali e in alcuni casi, altri prodotti hanno trovato posto d’onore nei menu come i “Moreton Bay bugs”, crostacei sconosciuti all’estero.

Alla fine i cambi sono arrivati persino nei dolci. Naturalmente molti dei piatti italiani come gli strufoli prodotti in casa sono sempre stati presenti, ma nei primi anni non c’erano i panettoni e anni dopo i panettoni sono arrivati, anche i pandori ignoti alle famiglie meridionali. Infine, grazie all’amicizia con le famiglie australiane abbiamo imparato ad adorare il pudding inglese, la “Pavlova” australiana, una specie di meringa enorme, di solito servita con frutta e panna montata e il dolce australiano per eccellenza, il “Lamington”, quadrati di pan di spagna ricoperti con sciroppo di cioccolato e cocco. Confesso che mi mancano i Lamington che sono stati una costante della mia gioventù australiana e nessuno in Italia ha ancora avuto l’idea di introdurlo qui.

Ora il pranzo e le cene della stagione natalizia rappresentano non solo la nostre origini, ma anche e soprattutto il fatto che le famiglie italiane all’estero rappresentano due realtà ben diverse, quella del paese d’origine e quella di residenza. Guardando la pagine Facebook di varie comunità italiane all’estero vedo gli stessi cambiamenti in ogni paese, ciascuno con prodotti e tradizioni particolari che da a ogni comunità la sua identità specifica, ma sempre e dappertutto con une forte identità italiana.

La stagione natalizia è un simbolo fondamentale di quel che siamo ed è naturale che i cambi subiti all’estero siano lo specchio per dimostrare che i nostri parenti e amici  ancora sentono dentro di se i legami con l’Italia che non spariranno mai del tutto, ma naturalmente si aggiungono via via nuove tradizioni che sono il ponte con i loro nuovi paesi  di residenza. Ed è così che il Natale in tutto il mondo diventa un appuntamento dove la parola ‘integrazione’ vede i suoi migliori risultati. Perché chi è partito per un futuro migliore  porta con sé usi e costumi ma allo stesso tempo nel nuovo Paese di residenza mette insieme le proprie tradizioni con quelle del luogo che lo ha accolto

MANFREDI GELMETTI PRESENTA “CARAVAGGIO: LA PASSIONE”

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AL TEATRO PALAZZO SANTA CHIARA IL 28 E 29 DICEMBRE

 

Uno spettacolo tra danza, teatro e musica. “Caravaggio: La Passione” di e con Manfredi Gelmetti, in scena al Teatro Palazzo Santa Chiara il 28 e 29 dicembre 2016, vuole essere un’occasione per avvicinarsi al magico mondo dello straordinario pittore. Con Manfredi Gelmetti, Giulia Antonini, Eva Cioccoloni. E con
Sergio Varcasia alla chitarra, la voce di
 Serena Bagozzie Paolo Monaldi alle percussioni.

Caravaggio: La passione” – afferma Manfredi Gelmetti – permette di apprezzare le opere del Genio mediante l’accostamento di danza, musica, teatro e pittura mettendo in risalto sfumature ed emozioni che a volte con il solo ausilio dello sguardo non si ha l’opportunità di cogliere. Il tentativo è carpire l’anima tormentata, il lampo improvviso della fede di Caravaggio, colui che non ha mai creduto ad altro se non a quello che si vede perché soltanto ciò che è reale è razionale ed anche per Caravaggio, Dio resta inspiegabile. In questo estremo margine di dubbio c’è la grandezza di Caravaggio, nella forza di ciò che non si può spiegare”.

ILVA: DA GOVERNO INTERVENTI PER TUTELA SALUTE E ASSISTENZA FAMIGLIE AREA DI TARANTO

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Il provvedimento è parte del decreto legge ‘Interventi urgenti per la coesione sociale e mterritoriale’ che più in generale contiene misure volte ad affrontare le situazioni urgenti di criticità presenti in alcune aree del Mezzogiorno d’Italia.

Il Governo ha  approvato oggi in via d’urgenza un pacchetto di interventi pari a 100 milioni di euro in favore dell’Ilva e del territorio tarantino.  Le misure mirano a rafforzare i presidi sanitari dell’area e a realizzare un piano di responsabilità sociale d’impresa. Il provvedimento è parte del decreto legge ‘Interventi urgenti per la coesione sociale e mterritoriale’ che più in generale contiene misure volte ad affrontare le situazioni urgenti di criticità presenti in alcune aree del Mezzogiorno d’Italia.

“Con queste norme il Governo completa il pacchetto di interventi già adottati in favore dell’Ilva e del territorio tarantino, dedicando un’attenzione speciale alla tutela della salute e all’assistenza delle famiglie dell’area”, dichiara il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. È stato infatti stabilito un piano di misure di carattere assistenziale e sociale –  pari a 30 milioni di euro in 3 anni – per le famiglie disagiate dell’area di Taranto che  l’Amministrazione straordinaria dell’Ilva dovrà sottoporre al Ministero dello Sviluppo Economico. Il piano verrà concordato con i Comuni del territorio e monitorato dal Mise”.

“Daro’ personalmente massima priorità dedicando tempo e tutta la necessaria attenzione a queste misure – continua Calenda- che promuovono e realizzano il principio della responsabilità sociale di impresa”.
“Come è evidente da questo decreto – osserva il Ministro della Coesione territoriale e del Mezzogiorno Claudio De Vincenti – per l’Esecutivo il Sud rappresenta davvero una priorità. Prima abbiamo costruito i Patti, ora interveniamo puntualmente su alcune specifiche priorità, soprattutto della Puglia e in modo particolare di Taranto. Interveniamo con i 100 milioni di euro stanziati oggi che si vanno ad aggiungere ai 1662 messi in campo in precedenza. Fatti e cifre concreti, non petizioni di principio”.

 

IL PICCOLO PRINCIPE DAL 26 AL 28 DICEMBRE AL TEATRO TOR BELLA MONACA

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AL TEATRO TOR BELLA MONACA DAL 26 AL 28 DICEMBRE 2016 UNA FAVOLA PER TUTTE LE ETA’: IL PICCOLO PRINCIPE E L’AVIATORE, CON LA REGIA DI AMANDA SANDRELLI

 

Il Piccolo Principe è la storia più semplice e allo stesso tempo più intensa che tutti noi abbiamo letto. Una storia per ragazzi, ma soprattutto per gli adulti che non si sono mai dimenticati di essere stati bambini. Tutto è impreziosito dalla proiezione delle illustrazioni disegnate da Alvalenti, affermato grafico, illustratore e umorista. Lo spettacolo, rigorosamente per tutte le età, è in scena al Teatro Tor Bella Monaca dal 26 al 28 dicembre 2016, con la regia di Amanda Sandrelli. La drammaturgia da Antoine de Saint-Exupéry è di Samuele Boncompagni. Con Samuele Boncompagni e con Massimiliano Dragoni percussioni; Luca “Roccia” Baldini basso; Massimo Ferri chitarra e bouzouki; Lavinia Massai flauto; Gianni Micheli clarinetti e fisarmonica; Mariel Tahiraj violino; Stefano Ferri voce, musiche Massimo Ferri e Luca Baldini, con i testi delle canzoni di Stefano Ferri.

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