A Capodanno l’operazione “COUNTDOWN” della Guardia Costiera

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Più controlli e più qualità per il cenone degli italiani

Si sta concludendo in queste ore l’operazione complessa della Guardia Costiera “COUNTDOWN” che – da inizio dicembre – ha visto impegnati tutti i Comandi territoriali del Corpo nei controlli lungo l’intera filiera ittica, dal mare ai principali mercati ittici della penisola, fino alla tavola dei consumatori, per evitare che nei cenoni degli italiani possano trovarsi prodotti ittici pescati e commercializzati illegalmente, a seguito della crescente richiesta che si registra in corrispondenza delle festività.

 L’operazione “COUNTDOWN” ha visto così il personale del Corpo operare al fine di tutelare gli “anelli più deboli” della filiera ittica, ovvero le specie ittiche sottoposte a particolare protezione, il consumatore finale – per evitare possibili frodi ed assicurare un prodotto sempre tracciabile e sicuro – fino agli onesti professionisti del settore, che con sacrificio adempiono agli obblighi di legge proponendo prodotti certificati e di qualità.

La catena operativa disposta a livello nazionale dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, interfaccia periferica, operativa e amministrativa, del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, grazie all’attività di coordinamento svolta a livello locale dai Centri di Controllo Area Pesca distribuiti capillarmente nei 15 Comandi Regionali Marittimi, ha permesso nel solo mese di dicembre di effettuare circa 10.000 controlli lungo l’intera filiera commerciale, con impiego di mezzi aerei, navali e nuclei subacquei della Guardia Costiera, coinvolgendo circa 5.500 tra uomini e donne del Corpo. Ciò ha portato a circa 400 provvedimenti di sequestro attraverso i quali è stato impedito che oltre 40 tonnellate di prodotto ittico, non idoneo al consumo umano e dal valore commerciale stimato in circa 600.000 €, giungessero sulle tavole del consumatore, che si aspetta invece un prodotto sicuro e di qualità garantita. Nell’ambito dell’attività anzidetta sono state anche elevate 600 sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore ad 1 milione di euro e redatte circa 100 notizie di reato.

 “L’operazione Countdown – afferma il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio MARTINA – dimostra ancora una volta l’efficacia del nostro sistema di controlli. Il lavoro degli uomini e donne della Guardia Costiera garantisce verifiche capillari a tutti i livelli della filiera in ogni periodo dell’anno. Questo non è solo sinonimo di qualità e sicurezza per i consumatori ma anche di tutela e conservazione di un grande patrimonio come l’ecosistema marino. Bene dunque il lavoro portato avanti fin qui. Andiamo avanti senza abbassare la guardia e salvaguardando un settore fondamentale per l’economia del nostro Paese.”

   I dati sopra citati rientrano nella significativa attività condotta durante tutto il 2016 dal Corpo, nella vigilanza e controllo del settore pesca (nelle schede allegate sono riportati sia i dati dell’operazione “COUNTDOWN” sia i dati complessivi dei controlli della Guardia Costiera sulla filiera della pesca riferiti al 2016).

 Tra le operazioni più rilevanti, quella messa a segno pochi giorni prima dell’inizio delle festività natalizie dal Comando Regionale della Liguria, che ha comportato il sequestro di oltre 7 tonnellate di tonno a pinne gialle, specie oceanica, ingannevolmente etichettato come “tonno mediterraneo”. Inoltre, in diverse località del nord Italia, lo stesso Comando ha scoperto depositi e ristoranti che commerciavano prodotti privi di etichettatura o con etichettatura contraffatta, per un totale di oltre 2 tonnellate di prodotti ittici sequestrati.

 Il Comando regionale di Venezia, inoltre, ha sequestrato oltre 1200 kg di prodotto ittico non tracciato ed in condizioni igieniche tali da non consentirne il consumo umano in un ristorante etnico della provincia di Bergamo. Nel deposito annesso al ristorante sono stati rinvenuti, oltre a generi alimentari scaduti, anche alcuni scatoloni di fuochi d’artificio, stoccati insieme ai prodotti alimentari.

 In Calabria, nell’ambito delle attività di verifica in mare, il personale di quel Comando Regionale, invece, ha rinvenuto un palangaro abusivo, sprovvisto dei distintivi identificativi previsti dalla normativa nazionale ed europea, con alcuni esemplari di pesce spada sotto la taglia minima, che sono stati prontamente liberati. La cattura di esemplari in età giovanile rappresenta una delle violazioni più impattanti sugli stock ittici soprattutto per tonno e pesce spada, che raggiungono l’età riproduttiva dopo alcuni anni dalla nascita.

 A Napoli e a Pozzuoli, grazie all’attività di polizia condotta lungo la filiera della pesca ed il monitoraggio del territorio, è stata accertata la presenza di un impianto abusivo – completo di circuito idrico di riciclo dell’acqua –, ove è stato rinvenuto un ingente quantitativo di molluschi (tra cui datteri di mare, specie la cui cattura è assolutamente vietata) e astici illecitamente detenuti e pronti per essere immessi nel circuito commerciale natalizio.

 A Bari, ancora, sono stati sequestrati 860 kg di molluschi, rinvenuti a bordo di un furgone, privi di qualsiasi informazione di tracciabilità e bolli sanitari e, pertanto, potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori. Vista l’impossibilità di stabilirne la provenienza, il prodotto è stato avviato alla distruzione.

 A Castellammare di Stabia, infine, a conclusione di un’attività di intelligence condotta dal personale della Capitaneria di porto, sono state identificate e denunciate 13 persone, delle quali una tratta in arresto per attività di prelievo del dattero di mare nella zona della costiera sorrentina. L’anzidetta attività vietata di prelievo del pregiato molluschi porta i subacquei ad utilizzare martelli che spaccano la roccia, producendo danni irreversibili all’ecosistema marino.

Reggio Calabria, il lavoro nel 2016, un bilancio della CCIAA

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A Reggio Calabria il mercato del lavoro è sempre in affanno; emergono però dinamiche occupazionali positive per i giovani e le donne.

di C. Taccone

Dopo un primo trimestre dell’anno 2016 particolarmente critico sul fronte del mercato del lavoro, tra aprile e giugno 2016 si rilevano segnali di distensione, con una crescita nel numero dei lavoratori e una contestuale flessione delle persone in cerca di occupazione, soprattutto nella fascia giovanile.

Se però si guarda al bilancio complessivo del primo semestre dell’anno, il dato che ne emerge non è positivo, risentendo di una prima fase di significativo affanno.

La partecipazione al mercato del lavoro nel periodo gennaio-giugno 2016 è in calo a Reggio Calabria: dopo un 2015 di sostanziale stazionarietà, si registra una contestuale flessione sia nel numero dei disoccupati, sia nel numero degli occupati, con conseguente riduzione delle forze di lavoro complessive. In particolare, le forze di lavoro provinciali diminuiscono del 2%, mentre in Calabria (+1,7%) e in Italia (+0,8%) il trend è opposto. La flessione delle forze di lavoro riguarda prevalentemente la componente maschile; aumentanoinfatti di 4mila unità le donne attive, poco più di metà delle quali occupate e per la restante parte in cerca di occupazione.

I disoccupati nel primo semestre 2016 in provincia di Reggio Calabria si attestano poco sotto le 39mila unità, diminuendodell’1,7%. Essendo diminuiti sia i disoccupati che le forze di lavoro, rimane sostanzialmente stabile il tasso di disoccupazione provinciale, che passa dal 22,1% del 2015 al 22,2% del primo semestre 2016. Si è ridotta comunque la quota di giovani tra i 15 e i 24 anni in cerca di occupazione: il dato provinciale rimane in ogni caso preoccupante, pari al 50,6%, (12,7 punti più alto del valore nazionale), ma in progressivariduzione già dal 2014e in flessione di quasi 8 punti percentuali nel solo ultimo semestre.

All’uscita dei dati trimestrali sull’andamento del mercato del lavoro, il Dr. Ninni Tramontana, Presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, afferma: «Il trend in riduzione del numero di giovani che cercano lavoro soprattutto nel periodo aprile – giugno 2016 è  molto importante, sebbene siano evidenti le difficoltà che caratterizzano il nostro territorio sul fronte dell’occupazione; la quota di giovani che non riescono a trovare un impiego è in discesa ma la strada da percorrere è ancora lunga. La Camera di Commercio è impegnata a supportare questa dinamica con importanti iniziative quali i percorsi di formazione per i giovani nell’ambito del progetto “Crescere in Digitale” e il supporto offerto ai NEET che aspirano ad intraprendere attività imprenditoriali tramite l’iniziativa “Crescere Imprenditori”».

Oltre ai disoccupati, anche gli occupati sono in calo nel primo semestre, perché l’aumento delle lavoratrici è più che compensato, in termini assoluti, dalla riduzionedegli occupati di sesso maschile, con circa 136mila posti di lavoro in totale, cioè il 2,1% in meno rispetto all’anno scorso. Si tratta di un nuovo minimo storico, che segna una perdita di 33mila lavoratori rispetto al 2006. Così, mentre a livello nazionale l’occupazione è tornata timidamente a crescere dal 2014, Reggio Calabria non riesce ad agganciare la dinamica nazionale.Il tasso di occupazione locale sperimenta una nuova flessione, attestandosi al 37,1% (era 37,5% nel 2015), di 2 punti percentuali inferiore alla media calabrese (39,2%), e a quasi 20 punti da quella italiana (57%).È pur vero, comunque, che dopo un primo trimestre estremamente negativo, tra aprile e giugno 2016 i posti di lavoro reggini sono aumentati, anche se non abbastanza da controbilanciare le perdite del trimestre precedente.Si può dunque sperare in un primo passo verso la tanto attesa inversione di tendenza rispetto aun calo medio annuodel 2,2% tra il 2006 e il 2015.

 

 

[1]Not in Education, Employment or Training: si trattadei giovani che non sono impegnati nello studio, né nel lavoro e né nella formazione.

MISE: PARTE NUOVA MISURA DI SOSTEGNO A PMI PER RILANCIO E VALORIZZAZIONE MARCHI

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Le imprese interessate potranno presentare domanda a partire dal 4 aprile 2017.Risorse per 4,5 milioni di euro

 

 

E’ oggi in Gazzetta Ufficiale l’avviso relativo al bando per la concessione di agevolazioni alle piccole e medie imprese per la valorizzazione dei marchi la cui domanda di deposito sia antecedente al 1 gennaio 1967. L’intervento, ideato dalla Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – del Ministero dello Sviluppo economico è finalizzato a sostenere la capacità competitiva delle PMI attraverso il rilancio e la valorizzazione economica dei marchi che rappresentano un pezzo di storia del nostro Paese.

Le imprese interessate potranno presentare domanda a partire dal 4 aprile 2017.

Le agevolazioni sono finalizzate all’acquisto di beni strumentali e di servizi specialistici esterni per favorire la valorizzazione produttiva e commerciale del marchio e dei prodotti/servizi ad esso correlati, nonché il rafforzamento del marchio, la sua estensione a livello comunitario e/o internazionale e l’ampliamento della sua protezione.

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 4,5 milioni di euro.

RIMEDI INTERNAZIONALI CONTRO IL FEMMINICIDIO

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Dalla  CEDAW (Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna)  adottata nel 1979, passando per la Convenzione di Istanbul, le buone prassi in tutela delle donne nel mondo

di Valentina Spagnolo

Le premesse sul femminicidio  si ricollegano ad un fenomeno delittuoso, legato fortemente alle relazioni connesse a livello culturale e soprattutto dall’assenza di un incontro tra soggetti, posti e aperti all ‘ascolto. Un’esamina dei rimedi giudiziari per tali manifestazioni, sono fornite dalla querela per Stalingrado, certamente ora conclamato mezzo, per permettere una libera distanza, in situazioni compromettenti ogni tipo di relazione. L’ultimo iter legislativo parlamentare presentato in Agosto, ha confermato il fenomeno di contrasto alla moltitudine di episodi, soprattutto domestici. Lo stesso termine femminicidio, è coniato dall’antropologa messicana Marcela Lagarde, sulla base di esperienze testimoniate dalle donne messicane, marginalizzate da una cultura machilista. La teorica utilizzata da Lagarde, racchiude l’insieme dei comportamenti indulgentemente protratti, mediante discriminazioni e posizioni privilegiate in ambito pubblico e privato. Nonostante tali contributi, mostrati nel nostro Paese, la maggior parte dei delitti rilevati statisticamente, sono significativamente una chiara risposta di confronti relazionali, stabiliti soprattutto al Nord, mediante confronti di testimonianze straniere. Le risposte fornite dal Comitato Cedaw, ha senz’altro posto dinamicamente un sistema di raccoglimento, sia per i dati che i fenomeni in stretto controllo. Sebbene ciò, la carenza evidente in Italia, è ufficialmente un riferimento di recepimento certo statistico, per migliorare il contenimento sia delle pratiche clandestine marginalizzate, che l’accoglimento delle minori e le madri. A dar vigore a tale normativa, è stato propulsivo l’apporto della Convenzione di Istanbul, ratificato il 19 Giugno, con approvazione del Consiglio d’Europa del 7 Aprile 2011. Tale Convenzione, ha certamente lo scopo di contenere i fenomeni dilaganti, ed ampliare la tutela verso la prevenzione degli atti di violenza domestica, la penalizzazione dei matrimoni forzati, le mutilazioni genitali femminili, aborto e la sterilizzazione forzata. La lotta alla violenza, contro le donne, non è più una banalizzazione, oppure una riduzione ad invenzione mediatica. La cooperazione nel manifestare quotidianamente, a voce aperta ogni atto e fenomeno di contrasto anzidetto, costituisce un dialogo diretto per la soluzione di ogni caso specifico di abuso relazionale. La diffusione di strutture e centri d’ascolto, sono un punto d’inizio, per l’ampliamento e la dilatazione della concezione di persona , in quanto donna ; un forte superamento per ogni tipo di limite claustrofobico dilaniante. L’analisi di ricerca Innocenti dell’UNICEF , grazie alle esperienze documentate nelle aree di alta incidentalita’ (Senegal, Egitto, Kenya, Sudan), evidenzia i piani d’azione nazionale, contestuali al femminicidio. In Sudan, l’infibulazione, o meglio E/MGF , è macabramente una delle pratiche maggiormente diffuse tra i 15 ed i 49 anni. L’espressione escissione/mutilazione genitale femminile, viene praticata regolarmente presso i Saninika ed i Mantingo , e molto meno diffusa presso i minori gruppi etnici. La percentuale in confronto, rivela che quasi tutte le donne a conoscenza della pratica, ritengono di concepirla una pratica da proferire, trasmettere tra madre e figlie, in quanto socialmente consentita. Nonostante nel 1999 la pratica sia diventata ufficialmente illegale, considerata reato punibile ; la legge ha inserito tale pratica all’interno di un contesto più ampio di prevenzione e tutela per le donne. Proprio attraverso il Programma di Empowerment, l’azione dell’ ONG Toston, è stata la prima organizzazione ad incorporare in maniera sistematica un approccio basato sui diritti umani, nei programmi comunitari rivolti verso il Senegal. Mediante dei corsi tenuti nelle lingue locali, utilizzando elementi delle tradizioni culturali, tra cui canzoni, danze, proverbi e rappresentazioni teatrali.

Andrea Iacomini (Portavoce UNICEF Italia): “In Siria 7 milioni di bambini vivono in povertà

 

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Assedi spesso impediscono maggiori sforzi umanitari. Urgente soluzione politica del conflitto

“Con l’intensificarsi delle operazioni militari nelle aree di Aleppo, Damasco rurale, Homs rurale, Idleb, Raqqa e Deir ez Zor la crisi umanitaria in Siria non accenna a migliorare anzi è spesso ostacolata dai combattimenti” li dichiara Andrea Iacomini Portavoce UNICEF Italia “Pensavamo che con l’evacuazione da alcune zone a rischio la popolazione sarebbe stata al sicuro ma non è affatto così: basti pensare che il solo intervento militare nella zona di Raqqa ha prodotto oltre 10.000 sfollati e 175.000 bambini a rischio per le difficili condizioni igienico sanitarie e alimentari“ “al netto dei centinaia di morti, tanti sono bambini dell’ultimo anno in Siria e degli oltre 300 bambini reclutati come  soldato  – continua Iacomini – colpisce il fatto che nella regione 7 milioni di bambini vivono in povertà ed oggi risultano ancora più vulnerabili a causa delle rigide temperature. Nonostante i grandi sforzi delle organizzazioni umanitarie è ancora molto difficile raggiungere la popolazione che vive nelle zone assediate. In Siria infatti abbiamo 1/3 degli ospedali fuori uso e il 70% della popolazione senza accesso all’acqua, di cui 1 milione con poco cibo e medicine.”
“L’UNICEF ha risposto a questo grande bisogno portando acqua a 15 milioni di persone sfollate, vaccinando i bambini contro la polio, intervenendo contro la malnutrizione e la povertà ma è impensabile risolvere l’emergenza umanitaria se le parti del conflitto continuano a combattere senza alcun rispetto dei civili da quasi sei anni” –conclude Iacomini.

Le cartucce per stampanti sono più costose dello Chanel n. 5: tutti i consigli pratici per risparmiare

 

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Il mercato delle cartucce per stampanti in Italia rappresenta una buona percentuale del mercato IT (Tecnologia) e sviluppa un fatturato globale di 1094 miliardi di euro.

Le cartucce per stampanti rappresentano circa il 30% dei costi di cancelleria di un’azienda e pesano spesso anche sul bilancio di tante famiglie che hanno una stampante collegata al PC di casa. Il mercato delle cartucce per stampanti in Italia rappresenta una buona percentuale del mercato IT (Tecnologia) e sviluppa un fatturato globale di 1094 miliardi di euro. Se poi analizziamo le spese all’interno delle aziende, ci accorgiamo di come i costi di stampa hanno raggiunto il 30% delle spese di cancelleria varia. Particolare da non sottovalutare la maggior parte delle cartucce per stampanti ink jet sono più costose di un famosissimo profumo di lusso. Abbiamo infatti confrontato i prezzi delle cartucce per ink jet più vendute in Italia e le sorprese non sono mancate.Facendo un calcolo, molto semplice, del costo delle cartucce suddiviso il contenuto espresso in millilitri, abbiamo scoperto che la maggior parte delle cartucce hanno un costo superiore al famosissimo profumo Chanel n. 5. Esiste un sistema per risparmiare sulle cartucce per stampanti? Lo abbiamo chiesto a Bruno Mutti, imprenditore e blogger di targetsas.it  esperto di tematiche inerenti l’ufficio, che ci ha stilato una lista di 5 consigli per risparmiare fino al 70% sui consumi e sui costi della stampa.

  1. Acquistare la cartuccia in versione alta capacità. I brands più conosciuti vendono le cartucce in versione standard e alta capacità ma se fate il calcolo del loro prezzo suddiviso per il contenuto espresso in millilitri vi accorgerete che quelle ad alta capacità sono nettamente preferibili (e più economiche)
  2. Acquistate quando è possibile le confezioni multiple o chiamate anche multipack. Sono confezioni che contengono 2/3 cartucce e sono molto scontate rispetto al loro codice singolo.
  3. Acquistate la cartuccia in versione compatibile. O meglio, provatela, testatela e se funziona senza nessun problema, avete fatto un ottimo risparmio.
  4. Sostituite il carattere Times New Roman con il font Spranq eco sans che trovate facendo una semplice ricerca su google. Questo carattere è studiato appositamente per risparmiare anche il 10% di inchiostro
  5. Fate sempre un’anteprima di stampa evitando così di stampare inutilmente pagine che non servono.

L’infografica completa della guida su come risparmiare sulla cartucce per stampanti è scaricabile al link www.targetsas.it/documenti/cartucce-info.pdf

Emergenza debiti, a Cosenza uno sportello per aiutare imprenditori e famiglie in difficoltà

 

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Il servizio di consulenza è gratuito, usufruibile solo tramite appuntamento, contattando il numero verde 800 892393

Per venire incontro alle esigenze di cittadini e imprenditori l’associazione “CesConsumatori” ha deciso di offrire consulenze gratuite su come affrontare il problema dell’indebitamento, uno dei problemi più diffusi in città, e trovare la soluzione migliore senza ‘scivolare’ nelle trappole dalla ludopatia e dell’usura.

Ad oggi è attivo uno “Sportello Emergenza Debiti” a Rende, in Via Kennedy 126, un luogo dove esporre le proprie problematiche e trovare, insieme ai consulenti dell’associazione, la migliore soluzione ai propri problemi e da gennaio il servizio sarà attivo anche a Cosenza nella circoscrizione di Via Popilia.
Il servizio di consulenza è gratuito, usufruibile solo tramite appuntamento, contattando il numero verde 800 892393
“Sempre più privati e aziende si rivolgono alla nostra Associazione per avere consulenze in materia di indebitamento: fisco, banche, finanziarie ma anche piccoli debiti per bollette di luce o gas non pagate. I numeri sono impressionanti. Esistono però diverse soluzioni per ridurre i debiti e sospendere le azioni esecutive: dall’opposizione alle cartelle esattoriali, spesso prescritte o con difetto di notifica, all’usura nei mutui e prestiti, dal saldo e stralcio alla surroga, dalla rinegoziazione alla legge “salva suicidi”, spiega Rocco Guerriero, Presidente Nazionale CesConsumatori. “Negli ultimi 10 anni l’indebitamento nella provincia di Cosenza è cresciuto del 141%. L’emergenza debiti ormai è una priorità assoluta che va risolta. Le strade per uscirne sono tante anche per evitare che il cittadino non trovando una mano si affidi a soluzioni peggiori, dalla ludopatia all’usura. Offriremo consulenza gratuita a tutti i cittadini in difficoltà con uno sportello in città”.

GABRIELE OTTAIANO:LA PASSIONE E LA FORZA DELLA MUSICA

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Intervista al Maestro Gabriele Ottaiano PROF. di PIANOFORTE – pianista, direttore di coro e  saggista.                           

di Marina d’Angerio di Sant’Adjutore

 

Chi è Gabriele Ottaiano e come nasce la sua passione per la musica?

La passione per la musica è sicuramente nata dopo l’ imposizione dello studio da ragazzo, poi mi sono appassionato tardivamente. Mi sono  diplomato con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Musica di Salerno, dove in seguito ho anche conseguito il diploma di Musica Corale e Direzione di Coro. Successivamente mi sono Laureato in  Lettere Moderne con tesi sperimentale sulle: ‘tradizioni popolari della musica alfonsiana’.  Ho insegnato sin da giovanissimo nella scuola secondaria nonché presso vari Conservatori di Musica. Dopodichè sono risultato ‘vincitore nel ‘94 del concorso a cattedra di pianoforte principale. Attualmente sono docente ordinario presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli.

Il pianoforte è il suo strumento: come mai lo ha scelto rispetto agli altri?                                                                                                                  

Tutto è dipeso dalla vicinanza alla mia abitazione, di un insegnante serio e competente, che ho avuto modo di conoscere da ragazzino, il Prof. Luigi Paduano.

Quali sono i suoi compositori preferiti e quale repertorio predilige?                                          

Suono e studio di tutto senza tralasciare nulla, quando posso.

Maestro Gabriele dopo numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali vinti in quale Paese si è esibito e quale svolta ha avuto la sua vita ?                                                                                                

Dopo la mia tournee in Argentina, propongo stabilmente concerti e recital in varie città italiane ed estere per importanti enti  ed associazioni culturali . Ho effettuato numerose registrazioni per la Rai e la Radio Vaticana. Da anni collaboro con Comuni, Enti  ed Associazioni come direttore artistico di concorsi pianistici e rassegne musicali. Ho avuto l’onore di presiedere giurie di prestigiosi concorsi nazionali ed internazionali.

Quando ha iniziato gli studi musicali e quali sono i Maestri che ricorda con stima ed ammirazione?                                                                                                                                                                                                                         Da giovane e per volontà paterna. Il primo Maestro è stato già citato; il secondo è un grande uomo di vita e di cultura e lo ritengo, sicuramente, il mio Maestro di vita : Francesco Cirillo, attuale mio collega. Devo tributare  un merito particolare a due persone , che mi sono sempre state vicino e che sono state i miei numi protettori e validi insegnanti di composizione e musica corale : i padri redentosisti Alfonso Vitale e Paolo Saturno; e il grande compositore Carmine Pagliuca.

Ha inciso un CD?                                                                                                                                                                                 Si, il titolo è  “NON SOLO DUE…MANI”: sono dei pezzi scritti per una formazione molto strana e stravagante : dodici pianisti sistemati su due pianoforti a coda….proposta originale….che ha il suo seguito…edito dalla Monocordo edizioni. Mi interesso da anni alla letteratura pianistica a più mani .                                                                                 Come a più mani? Non solo due o al massimo quattro mani?                                                           

No, si parte da sei mani fino a ventiquattro mani . Disposti su due pianoforti, dodici pianisti in tutto (tra alunni ed ex alunni), per un concerto spettacolo di nuova concezione.                                                                                      

Come è nata questa idea? Qual’é il valore didattico-educativo di questa nuova proposta concertistica?                                                 

‘E stato dimostrato da più di centocinquant’ anni che suonare insieme raffina il senso musicale e rende il pianista in grado di risolvere tutti i problemi relativi al suo strumento musicale ; e poi l’unione fa la forza ! I ragazzi si divertono, fanno un’ esperienza  curriculare ed il concerto diventa uno spettacolo che desta curiosità, allegria e simpatia nel pubblico.

Esiste in commercio una letteratura musicale per ventiquattro mani?

Diversi compositori contemporanei hanno scritto per la nostra formazione e speriamo che altri ne seguano le orme. Certamente è ancora una letteratura musicale sperimentale.                                                                                                                                                                                

Cos’altro avete in programma?                                                                     

A breve uscirà un altro CD per 24 mani, coro, e musica  elettronica.                                                                                  Come nasce la sua passione per la scrittura ed in particolare per la    narrativa?                                           Dalla curiosa volontà di voler sdrammatizzare la vita quotidiana con i suoi problemi.

Quali saggi ha scritto e quali argomenti ha trattato ?

“TRATTATI E METODI”: nato da un lavoro di ricerca per una tesi di una mia allieva….cercando e sperando di dare una possibilità ai prossimi….

Ha una sua scuola o associazione ?

Sono il fondatore dell’Accademia della Musica Partenopea “Luigi Paduano” e del coro “Nuove Armonie”,oggi “Modigliani Senior,”  che da anni si occupa della diffusione della cultura musicale presso scuole e centri di formazione. L’accademia della musica Partenopea sviluppa progetti per la scuola dell’infanzia e primaria attraverso l’utilizzo dello strumentario ORFF.  Una scuola nata per caso e per scommessa circa vent’anni fa.

Con quale rivista collabora?                                                                                                                                

Collaboro da tempo con la rivista: “Cultura e Società”.

 Ha qualche consiglio da dare ai giovani concertisti che desiderano partecipare a concorsi pianistici nazionali ed internazionali?                                                                                              

Insistere , insistere, insistere!!!

Sito web personale www.gabrieleottaiano.com/

 

 

 

 

 

Ritorna il pranzo in famiglia per le festività 2016

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Una conferma per il food and beverage Made in Italy

In un periodo pieno di incertezze come quello attuale non c’è da stupirsi se il ritorno al pranzo di Natale in famiglia riscuote un così ampio consenso da parte degli italiani. Per le festività del 2016 ben 9 italiani su 10 hanno infatti optato per il tradizionale pranzo parentale, complici molteplici fattori tra cui la paura degli attentati, la deflazione ma soprattutto la propensione degli italiani alla gestione sempre più attenta del portafoglio familiare.
A confermarlo anche i professionisti del settore, come ad esempio il dr. Riccardo Fornasier, food and beverage manager e titolare del brand italiano Vignantica con all’attivo 120 punti vendita dedicati al suo vino, che ci ha informato su come sono andate le vendite delle festività natalizie del 2016 e su qual’è il trend dei consumi del food and beverage Made in Italy. “Confcooperative ha stimato 4,6 miliardi di spese per i menù delle feste e confermo che i risultati parlano chiaro e che gli italiani preferiscono il pranzo in famiglia. In più secondo sempre Confcooperative delle 600 milioni di bottiglie previste 470 milioni saranno di prosecco, ulteriore conferma che il vino italiano rappresenta ad oggi la prima scelta per il pranzo di natale ed il cenone di capodanno”. “Credo che questa tendenza sia dovuta oltre che alla situazione di deflazione in corso, che ha visto una diminuzione dei prezzi al consumo pari allo 0,1% rispetto all’inizio dell’anno, soprattutto al livello qualitativo del food and beverage Made in Italy che si conferma ancora una volta come locomotiva trainante per il nostro paese. Basti pensare che, secondo Confartigianato, quest’anno l’export di specialità alimentari italiane ha al suo attivo ben 30,9 miliardi, il 3,3% in più rispetto all’anno precedente” continua ancora il manager. “Dobbiamo analizzare bene queste cifre che ci portano ad una conclusione importante; gli italiani scelgono la qualità a tavola e soprattutto si stà sempre più consolidando la convinzione che mangiar bene non sia solo un piacere per il palato ma anche per la salute, perciò sono fermamente convinto che la tendenza al consumo di cibi e vini di qualità sarà un fenomeno in costante aumento anche per il 2017 non solo per gli italiani ma anche per gli stranieri worldwide che confermeranno le aspettative positive per l’originale Made in Italy” ha concluso Riccardo Fornasier.

Mosul, Unicef: orrore colpisce soprattutto i bambini

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IACOMINI (PORTAVOCE UNICEF ITALIA): “SITUAZIONE UMANITARIA A MOSUL E IN IRAQ DRAMMATICA. STRUTTURE AL COLLASSO. ORRORE COLPISCE SOPRATTUTTO I BAMBINI”

“A Mosul e in Iraq è in corso una grave emergenza umanitaria con cifre impressionanti” lo dichiara Andrea Iacomini Portavoce dell’UNICEF Italia” Ad oggi sono 109 mila le persone sfollate da Mosul di cui 52 mila bambini. L’80 per cento degli sfollati sono stati accolti in campi di accoglienza a nord e sud di Mosul ma ci sono ancora 1,5 milioni di persone a rischio di cui 1,2 di rimanere sfollate, 600 mila sono bambini ed 1 milione di persone sono tagliate fuori dall’assistenza umanitaria, con migliaia di famiglie senza acqua per danni alle condotte idriche” prosegue Iacomini  “E’ un quadro di rara gravità “ I bambini sono le vittime sacrificali di questa situazione. 52 sono stati uccisi e 150 feriti nel 2016 sebbene notizie non confermate parlino di 244 bambini uccisi e 34 usati come attentatori suicidi. Cifre dell’orrore che si sommano alle oltre 170 gravi violenze e abusi ai danni di 380 piccoli innocenti. ISIS prosegue ad usare la violenza sessuale come tattica di terrore contro donne e bambini di minoranze etnico religiose e perdura l’uso di civili come scudi umani per rallentare l’avanzata militare, forzati a restare in case presidiate da cecchini. Siamo inoltre preoccupati per l’arresto di minori detenuti come combattenti e terroristi e per i controlli di sicurezza fuori dai centri di screening. Ma non finisce qui. Aumentano i rischi con l’avanzare dei combattimenti nelle aree densamente popolate con gravi difficoltà d’accesso e assistenza medica per i bambini feriti sulla linea del fronte. La situazione è drammatica non solo nelle aree di prima assistenza ma anche nella zona di Erbil dove arrivano centinaia di bambini feriti” “Rivolgo un appello al Premier Gentiloni e al Ministro degli Esteri Alfano affinchè l’Italia ponga al centro della sua azione internazionale anche la situazione in Iraq divenuta urgente al pari di altri teatri di guerra in corso in questo momento. In tutta la regione infatti sono oltre 10 milioni le persone colpite dal conflitto, la metà sono bambini. Dal 2014 nel paese il quadro generale è impressionante: 3,1 milioni di sfollati, 3,5 milioni di bimbi non vanno a scuola, 1500 bambini vittime di rapimenti, oltre 300 arruolati come soldato. 1400 bambini uccisi e altrettanti feriti cui bisogna aggiungere il dato allarmante di quasi 1 milione di bambine divenute spose prima dei 15 anni. Sono numeri che spero servano a riaccendere i riflettori su una grave crisi al pari di quelle in Yemen e Siria” conclude.

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