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A natale tradizioni nuove e vecchie

redazione

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Gli Italiani nel mondo esempio di integrazione tra popoli: il Natale un occasione per unire le nostre tradizione a quelle del Paese che ci accoglie

Di Gianni Pezzano

 

Basta pensare che in Australia non è insolito avere temperature di ben oltre i trenta gradi per capire che le tradizioni natalizie italiane non possono rimanere immutate tra gli emigrati italiani in quel paese. Alcune famiglie cercano di mantenere tutte le usanze dei loro vari paesi di origine, ma il tempo e le geografia si fanno sentire.

Partiamo dalla santa messa di mezzanotte che per molti è l’inizio vero della giornata e alcune parrocchie lo fanno in modo impossibile per l’Italia. Nella mia parrocchia da decenni la messa di mezzanotte si fa all’aperto per poter vedere il cielo stellato e quindi poter immaginare la stella che portò i Re Magi a Betlemme. La messa è soltanto il modo per poter rendere omaggio non soltanto all’occasione. La musica della messa è fornita dalla banda della comunità maltese con il coro di quella italiana e gli inni si alternano tra quelle due lingue e l’inglese del paese.

Nei primi due decenni dopo la guerra una parte importante delle feste era la telefonata in Italia e non è possibile sottovalutare l’importanza di queste chiamate. In un mondo di cellulari, Skype e altri mezzi di comunicazione bisogna ricordare che le telefonate erano carissime e tramite centralini, dunque bisognava prenotare mesi prima per assicurarsi la possibilità per il giorno di Natale o Capodanno.

Inevitabilmente le chiamate degli altri erano lunghe e gli appuntamenti slittavano, a volte di due o tre giorni. Non credo che la mia fosse l’unica famiglia dove noi bambini eravamo tenuti in casa per tutto il giorno, oppure i giorni seguenti, per poter far gli auguri ai nonni che non conoscevamo e per ringraziarli per i regali arrivati nei pacchi inviati mesi prima per garantire che arrivassero in tempo.

Con la stagione estiva, il natale in Australia cade in questa stagione,  molte famiglie decidono di approfittare per fare il pranzo, oppure la cena al mare, o per chi ha l’opportunità, vicino alla piscina di casa. In questi casi l’atmosfera è ancora più rilassata e gli scherzi inevitabili non mancano mai

Ma come sappiamo il punto centrale di queste feste non è nei regali, ma il punto focale sta nel pranzo e la cena che di solito nei miei ricordi di vita in quel continente,  aveva bisogno di settimane di preparazione. All’inizio il menù rifletteva il più possibile le tradizioni delle famiglie prima di partire per l’Australia, però non era possibile tenere assoluta fede per motivi di distanza. La differenza di stagioni tra i due continenti voleva dire che alcuni prodotti, come le castagne, non si trovavano per il Natale, senza scordare altri prodotti tipici italiani che in molti casi non sono disponibili all’estero, nemmeno oggi.

Poi, inevitabilmente si sentiva l’effetto del nuovo paese di residenza e cominciavamo a inserire i prodotti locali per modificare alcuna aspetti del menù tradizionale italiano. Per gli antipasti arrivavano le tortine e altre specialità australiane. Poi, anche per via della stagione sono arrivati i pesci locali e in alcuni casi, altri prodotti hanno trovato posto d’onore nei menu come i “Moreton Bay bugs”, crostacei sconosciuti all’estero.

Alla fine i cambi sono arrivati persino nei dolci. Naturalmente molti dei piatti italiani come gli strufoli prodotti in casa sono sempre stati presenti, ma nei primi anni non c’erano i panettoni e anni dopo i panettoni sono arrivati, anche i pandori ignoti alle famiglie meridionali. Infine, grazie all’amicizia con le famiglie australiane abbiamo imparato ad adorare il pudding inglese, la “Pavlova” australiana, una specie di meringa enorme, di solito servita con frutta e panna montata e il dolce australiano per eccellenza, il “Lamington”, quadrati di pan di spagna ricoperti con sciroppo di cioccolato e cocco. Confesso che mi mancano i Lamington che sono stati una costante della mia gioventù australiana e nessuno in Italia ha ancora avuto l’idea di introdurlo qui.

Ora il pranzo e le cene della stagione natalizia rappresentano non solo la nostre origini, ma anche e soprattutto il fatto che le famiglie italiane all’estero rappresentano due realtà ben diverse, quella del paese d’origine e quella di residenza. Guardando la pagine Facebook di varie comunità italiane all’estero vedo gli stessi cambiamenti in ogni paese, ciascuno con prodotti e tradizioni particolari che da a ogni comunità la sua identità specifica, ma sempre e dappertutto con une forte identità italiana.

La stagione natalizia è un simbolo fondamentale di quel che siamo ed è naturale che i cambi subiti all’estero siano lo specchio per dimostrare che i nostri parenti e amici  ancora sentono dentro di se i legami con l’Italia che non spariranno mai del tutto, ma naturalmente si aggiungono via via nuove tradizioni che sono il ponte con i loro nuovi paesi  di residenza. Ed è così che il Natale in tutto il mondo diventa un appuntamento dove la parola ‘integrazione’ vede i suoi migliori risultati. Perché chi è partito per un futuro migliore  porta con sé usi e costumi ma allo stesso tempo nel nuovo Paese di residenza mette insieme le proprie tradizioni con quelle del luogo che lo ha accolto

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