Politica
Tar del Lazio boccia una nomina su quattro dei Direttori super-musei
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Per Franceschini è assurdo fare distinzioni sulla nazionalità dei candidati

Il Tar del Lazio boccia la nomina di alcuni Direttori stranieri nei musei italiani: 5 dei 20 direttori dei super-musei. Ma in questi cinque ci sono anche tre italiani. Per il Tar lo scarto minimo dei punteggi tra i candidati meritava un giudizio più incisivo “piuttosto che motivazioni criptiche ed involute”.
“Trovo strano – afferma il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini – che la sentenza parli di stranieri quando in realtà i direttori europei e ciò contrasta con la Corte di Giustizia Europea e il Consiglio di Stato: io sono avvocato e uomo politico con esperienza, so che le sentenze non vanno commentate ma contrastate nelle sedi proprie”.
In merito al meccanismo di selezione, per il Tar “il bando non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani in quanto nessuna norma derogatoria consentiva al MIBACT di reclutare dirigenti pubblici al di fuori delle indicazioni, tassative, espresse dall’art. 38 d.lgs. 165/2001”; anche perché “se il legislatore avesse voluto estendere la platea degli aspiranti ricomprendendo anche cittadini non italiani lo avrebbe detto chiaramente”.
In più i giudici amministrativi censurano la scelta di far svolgere la prova orale ‘a porte chiuse’. Annullate così le nomine di due direttori stranieri e tre italiani. I giudici hanno invece respinto il ricorso che riguardava la posizione di Eike Schmidt, che resta quindi Direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze, così come quello relativo a Cecile Holberg alla Galleria dell’Accademia di Firenze.
“Non ho parole, ed è meglio…”. Franceschini quindi annuncia che farà ricorso al Consiglio di Stato, anche se i direttori sospesi “saranno sostituiti ad interim”. Ai 7 professionisti cooptati dall’estero sono stati affidati musei tra i più importanti in assoluto, dagli Uffizi a Brera, da Capodimonte alla Galleria Nazionale di Urbino.
Via quindi a Schmidt per gli Uffizi, 47enne esperto di arte fiorentina- Tedesca anche Cecile Hollberg, storica e manager della cultura che dirige, sempre a Firenze, la Galleria dell’Accademia. A Brera la gestione è stata affidata al museologo e manager culturale James Bradburne, 59 anni, ex direttore di Palazzo Strozzi, canadese di cittadinanza britannica, già direttore della Fondazione Palazzo Strozzi. Al Palazzo Ducale di Mantova è arrivato l’austriaco Peter Assman. E ancora, a Capodimonte lo storico dell’arte francese Bellenger, 60 anni, grande esperto internazionale, al Parco archeologico di Paestum il tedesco Gabriel Zuchtiregel, mentre per la splendida Galleria Nazionale delle Marche di Urbino è stato scelto l’austriaco quarantenne Peter Aufreiter, storico dell’arte.
Per Franceschini “è assurdo fare distinzioni sulla nazionalità dei candidati. Il direttore della National Gallery è italiano mentre quello del British Museum è tedesco. Davvero un grande danno di immagine”.
Infine Franceschini si dice “preoccupato per la figura che l’Italia fa nel resto del mondo”, e ora i Direttori “saranno sostituiti ad interim”.
