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Scienziato australiano di centoquattro anni chiede il suicidio assistito perché “non è felice”

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Recentemente, l’uomo ha raggiunto la Svizzera per sottoporsi al suicidio assistito, una pratica che, in Australia, è concessa solo ai malati terminali con un’aspettativa di vita inferiore a sei mesi

di Vito Nicola Lacerenza

 

«Sono veramente pentito di essere arrivato a quest’età. Non sono felice, voglio morire!», ha detto lo scienziato australiano David Goodall il giorno del suo centoquattresimo compleanno. Recentemente, l’uomo ha raggiunto la Svizzera per sottoporsi al suicidio assistito, una pratica che, in Australia, è concessa solo ai malati terminali con un’aspettativa di vita inferiore a sei mesi. Non è il caso di Goodall, però. Lui potrebbe ancora vivere, ma non ne ha più voglia, da quando le sue condizioni di salute non gli hanno più consentito di coltivare le passioni di una vita: lo studio e il teatro. Attore e scienziato, Goodall ha iniziato ad insegnare, da giovanissimo, all’Imperial College of London, ottenendo, poi, la docenza all’università australiana di Melbourne, dove ha collaborato con atenei di altri continenti: le università americane degli Stati della California e dello Utah e con l’università africana del Ghana.

La frenetica vita accademica è valsa allo scienziato l’onorificenza dell’Ordine d’Australia, conferitagli all’età di 101 anni, quando, in qualità di ricercatore onorario della Edith Cowan University, nella città australiana di Perth, proseguiva i suoi studi, interrotti definitivamente nel 2016. Quando i vertici dell’ateneo hanno imposto a Goodall di ritirarsi  e “prendersi un meritato riposo”, per via della sua veneranda età. Ormai solo, coi figli e i nipoti  assorbiti dai loro impegni e gli amici di una vita defunti già da un pezzo, a Goodall non restava che la recitazione, per dare un senso alla sua vita. Ma, in seguito ad una caduta in camera da letto, i medici hanno giudicato l’ultracentenario “non autosufficiente”: una sentenza che gli ha comportato il ritiro della patente, il divieto di utilizzare i mezzi di trasporto pubblici e l’obbligo di attraversare la strada accompagnato da un’altra persona. Tali restrizioni hanno impedito a Goodall di raggiungere il teatro di Carlos O’Neil, dove recitava. E’ stato il suo addio alla carriera d’attore, il secondo, dopo aver lasciato l’università. Adesso l’ex professore ed ex attore vuole “congedarsi”, per la terza e ultima volta, dalla vita, contro l’opinione di coloro che vorrebbero impedirglielo. «Se uno decide di uccidersi, ciò è giusto abbastanza- ha detto Goodall- penso che nessuno dovrebbe interferire».

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