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In Russia migliaia di manifestanti in piazza contro la riconferma del presidente Vladimir Putin. Forti i sospetti di brogli

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Tempo di lettura: 2 minuti

Tra gli oltre mille arrestati il leader dell’opposizione Alexei Navalny

di Vito Nicola Lacerenza

 

Vladimir Putin ha stravinto le elezioni presidenziali russe nello scorso mese di marzo con un consenso record del 76%. Il risultato, però, non è stato accettato da gran parte della popolazione, sempre più convinta che la rielezione di Putin sia frutto di brogli. Ecco perché, pochi giorni fa, migliaia di persone sono scese in piazza in 19 città della Russia e hanno sfilato in segno di protesta, scontrandosi con la decisa reazione delle forze dell’ordine, che ha arrestato 1.029 manifestanti. A Mosca  sono finiti in carcere 703 manifestanti, ma un gran numero di fermi è stato effettuato anche a San Pietroburgo; a Krasnoyarsk, in Siberia e a Ekaterimburg, città a ridosso dei monti Urali, dove il corteo di protesta ha raggiunto le 5.000 persone. Tra gli arrestati c’è anche il leader dell’opposizione Alexei Navalny, organizzatore delle “proteste anti-Putin”.

È sempre accaduto che Navalny fosse detenuto dalla polizia con l’accusa d’aver dato luogo a “manifestazioni non autorizzate”, mentre una sola voltaè stato condannato per il reato di appropriazione indebita. La sentenza è stata emanata poco prima che il leader “anti-Putin” presentasse la sua candidatura alle presidenziali, che, secondo la legge russa, è concessa solo agli incensurati. L’atteggiamento notoriamente autoritario del presidente russo ha fatto sì che molti vedessero la condanna di Navalny  come una mossa strategica per estrometterlo dalla competizione elettorale. Sebbene la leadership di Putin sia più salda che mai, il malcontento generale della popolazione è sempre più evidente. Il peso delle sanzioni economiche, imposte da Stati Uniti e Europa alla Russia, per via dei suoi interventi militari in Crimea e in Siria, grava sui cittadini, che devono fare i conti con un costo della vita altissimo e un’economia in affanno. A far le spese di tale situazione sono sopratutto gli studenti e i lavoratori della classe media, non a caso, i principali sostenitori di Alexei Navalny.

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