Roma, Teatrocittà a Torrespaccata: una eccellenza dimenticata dalla politica romana

By 31 Marzo 2019Arte & Cultura

A Roma l’arte più difficile è quella di “decidere”,  e quando si tratta di fare delle scelte è meglio rimandarle a chi verrà dopo, con buona pace di chi nel silenzio e nell’indifferenza generale ha piantato dei fiori. 

di Andrea Cavazzini

Ieri mattina sono andato a Teatrocittà, una piccola realtà di Torrespaccata in Via Guido Figliolini 18, strappata all’indifferenza e spesso all’immobilismo di una politica che ciclicamente nelle occasioni che contano(per loro), amano fare passerella e proclami, che sistematicamente riempiono pagine di giornali, ma al contempo svuotano le attese e le speranze di chi quotidianamente, con abnegazione e passione, cerca di creare riferimenti e punti di ritrovo in un quartiere a sud di Roma dove le alternative possibili sono le bische, i bar e la strada.

Silvia Grassi è una di queste eroine che insieme alla direttrice artistica di Teatrocittà Patrizia Schiavo, promotrice di questa ammirevole iniziativa, è riuscita a dispetto di un impasse amministrativo e decisionale (in questo le giunte si assomigliano tutte) a recuperare dall’abbandono un locale adibito a discarica svuotandolo di “monnezza” e riempiendolo di “contenuti”. 


Naturalmente pagano le utenze, usufruiscono di un’ordinanza di “custodia guardiana” disposta dall’ex Presidente del X municipio, Medici, a maggio del 2013, ma la loro posizione rimane di assoluta provvisorietà. Quello che oggi potrebbe andar bene domani forse non lo sarà più e quindi si vive con la consapevolezza che tutto quello che è stato costruito con fatica e sacrificio in tre lunghi anni possa venire cancellato da un momento all’altro.

Voglio evitare le solite litanie sulla valenza culturale del teatro, ma mi domando perché è cosi complicato dare un riconoscimento formale e sostanziale dal punto di vista legislativo ad associazioni che operano e che si spendono sul territorio dando vita non solo a spettacoli di ottima fattura anche con artisti di indiscusso valore, cito su tutte Agnese Fallongo di recente alla Cometa, ma anche creando una didattica a favore di giovani e adulti che si vogliono cimentare con l’arte teatrale in modo amatoriale, unica fonte di sostentamento dell’associazione .

A Roma l’arte più difficile è quella di “decidere” e quando si tratta di fare delle scelte è meglio rimandarle a chi verrà dopo, con buona pace di chi nel silenzio e nell’indifferenza generale ha piantato dei fiori. 
E’ vero che il teatro non gode di ottima salute e il mestiere più difficile di questi tempi, è ‘portare la gente’ come dice Silvia Grassi, ma questo status quo che suona sinistro come un vero e proprio abbandono istituzionale, non fa che peggiorare la situazione. Si spara sulla croce rossa! 

E il tanto sbandierato mood valido per tutto l’arco costituzionale di riqualificare le periferie dimenticate, nell’incuria e nella mancanza di ritrovi qualificati di aggregazione continueremo a sentirlo dai soliti noti ormai svuotati di ogni credibilità.
La politica come sempre la fanno i cittadini volenterosi e non i professionisti della parola… attraverso azioni, iniziative e luoghi come Teatrocittà

Segnalo che a partire dal 30 marzo grazie alla collaborazione di Teatrocitta con la Compagnia Uscite D’Emergenza diretta da Davide Romeo, prenderà il via “CORPO MOBILE” un vero e proprio festival della danza giunto quest’anno alla terza edizione, aperto a 30 compagnie provenienti da tutta Italia e con 6 coreografi che metteranno a disposizione la loro professionalità attraverso dei workshop mirati. Tema di questa edizione è ABITARE nelle sue più varie interpretazioni.

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