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Perché devo studiare l’Italiano?- Why should I study Italian?

By 22 Agosto 2019 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Perché devo studiare l’Italiano?

Qualsiasi ricerca per l’identità personale italiana è destinata a essere solo parziale per il semplice fatto di non sapere la nostra lingua in comune, perché è proprio questa lingua che ha portato a molti aspetti della nostra identità e non solo della nostra Cultura

Di Gianni Pezzano

Avevo 16 anni quando ho capito che la lingua che parlavamo in casa non era proprio l’italiano. La nostra casa era insolita tra gli italiani in Australia che, come gli immigrati italiani di prima generazione in altri paesi,si sposavano tra paesani o al massimo corregionali, ma nel nostro caso mamma era del Lazio e papà dalla Calabria e quindi la lingua in casa era la lingua nazionale.


Ero ben cosciente di questo perché i nostri amici spesso facevano commenti perchè parlavo “l’italiano”, però nel primo viaggio in Italia ho capito che benché riuscissi a spiegarmi abbastanza bene nella nostra lingua, mi mancava una base solida di grammatica e avevo un vocabolario limitato perché ancora leggevo poco in italiano, cosa che mi impediva di capire fino in fondo quel che vedevo e sentivo.

Infatti, quel primo viaggio in Italia mi ha fornito le prime prove che imparare bene la nostra lingua non solo aiuta a mantenere contatti con i parenti che prima non conoscevo, ma ad aprire le porte a nuove esperienze culturali che arricchiscono la vita e hanno come fonte il patrimonio culturale più grande del mondo.

All’epoca, come altri figli d’italiani in Australia, già studiavo il francese a scuola e ho continuato a farlo fino ai primi anni dell’università quando ho preso la decisione finalmente di  fare le lezioni formali in italiano che non esistevano per tutto il mio percorso scolastico in Australia. Quindi mi sono iscritto ai corsi della Società Dante Alighieri che mi ha portato a un livello accettabile dell’italiano che la vita ha poi migliorato, ma quelle lezioni hanno fornito ulteriori prove, confermate poi nel corso di molti viaggi in Italia e ora l’attuale residenza nel Bel Paese, che poter parlare l’italiano è importante.

Dischi

In quel primo viaggio ho conosciuto cantanti sconosciuti in Australia. Un nome in particolare mi ha impressionato, Lucio Battisti che era in mezzo a una carriera straordinaria di successi che ancora oggi hanno un impatto enorme sulla vita di molti in Italia.

Una sua canzone specifica mi ha colpito in quel viaggio, “Pensieri e Parole” ha avuto un impatto enorme sulla mia idea della musica italiana perché in casa sentivamo solo cantanti come Claudio Villa e Nilla Pizzi, i cantanti della generazione dei miei genitori. Il gioco di voce crea un duetto stupendo di emozioni espresse nelle parole del grande paroliere Mogol che è stato il soggetto di un nostro recente articolo

https://www.youtube.com/watch?v=7EA2YT0YS7c

Dopo tre mesi sono tornato in Australia con una valigia piena di dischi che era l’inizio di una collezione che comprende quel che è considerata la generazione più importante della musica italiana delle ultime generazioni, i cantautori.

Sommo poeta

Ma c’è un cantautore in particolare che chi non capisce la nostra lingua non può conoscere. Tristemente Fabrizio De André, il vero Sommo Poeta dei cantauori, è quasi sconosciuto ai figli d’Italia all’estero che sanno poco o niente della nostra lingua.

Per apprezzare davvero la musica di De André bisogna capirne le parole. Benché la musica sia sempre bella, sono le parole, quasi sempre scritte da lui stesso, che rendono la sua musica così potente. Purtroppo, per la loro natura le traduzioni sono sempre una versione minore della bellezza e la forza delle sue opere.


Per fortuna abbiamo trovato un filmato di una sua canzone che dimostra questa miscela potente di musica e parole. Scrisse la straziante “Preghiera di Gennaio” per commemorare la morte per suicidio del cantante e anche suo amico Luigi Tenco al Festival di San Remo del 1967. In un’epoca dove il suicidio era considerato un peccato dalla chiesa cattolica, lui fa un appello direttamente a Dio d’accogliere il suo amico in Paradiso. Ogni commento a riguardo questo testo sarebbe totalmente superfluo.

https://www.youtube.com/watch?v=aPfKrm4EEFw&list=RDrmqPe4P5mkE&index=4

Chi impara la nostra lingua impara a capire e finalmente apprezzare gente come De André, che fa parte della nostra Cultura in pieno merito insieme agli altri grandi scrittori e poeti.

Differenze linguistiche e culturali

Però sarebbe sciocco dire che imparare l’italiano è utile solo a capire cantanti nuovi. La Cultura italiana comprende altri generi che diventano più ricchi per noi quando finalmente riusciamo a capire la lingua che ci definisce.

Il primo è naturalmente il cinema. Capire la lingua ci fa capire che in molti casi i sottotitoli o doppiaggi tradotti che fin troppo spesso non danno al pubblico tutto il senso del messaggio dei registi e gli sceneggiatori. Il semplice fatto che in inglese non esistono differenza tra il lei e il tu non permette di giocare sull’intimità che il tu da a persone che si conoscono, e come il lei crea barriere tra persone che si, sono cordiali, ma per niente amichevoli.

Allo stesso modo, poter capire la lingua dei film permette al pubblico di capire sottigliezze perse  al traduttore che prepara eventuali sottotitoli/doppiaggi. Questo è una sbaglio che notiamo spesso nel vedere film in lingua inglese doppiati in italiano, nei quali i traduttori non hanno capito in pieno una frase o commento e quindi un aspetto del film è perso dal pubblico italiano.


Questo infatti dimostra l’altro grande aspetto di poter parlare la lingue italiana, quella di potere capire molto di più ogni aspetto non solo culturale del Bel Paese ma anche di poter capire ogni aspetto di tutta la sua vita, persino la vita quotidiana, che il semplice turista in soggiorno veloce non può mai capire bene.

Capire la lingua dell’altro paese fa capire le differenze tra lingue e quindi il perché autori cambiano di paese in paese in base alla lingua locale, perché pensare in una lingua con le sue regole specifiche cambia il modo di pensare quando devi trattare e scrivere temi.

La grande canzone “Il blu dipinto di blu” ha avuto grandissimo successo all’estero, ma pochi che conoscono la versione inglese capiscono che la canzone è molto più poetica di quel che è raccontato nella versione inglese. Difatti, non è un caso che quella versione ha avuto successo con il cantante italo-americano Dean Martin che ne cantò una parte proprio in italiano.

Naturalmente questo vale anche per la letteratura e la poesia dove molti aspetti delle capacità degli autori e i poeti, come per i cantautori, sono persi in traduzione.

Capire il passato

Queste differenze culturali incarnate nelle lingua di ciascun paese sono la chiave più importante nel capire davvero un’altra Cultura e diventa di importanza fondamentale per chi vuole veramente cercare di capire la parte italiana della propria identità personale.

Qualsiasi ricerca per l’identità personale italiana è destinata a essere solo parziale per il semplice fatto di non sapere la nostra lingua in comune, perché è proprio questa lingua che ha portato a molti aspetti della nostra identità e non solo della nostra Cultura.


Perciò dobbiamo incoraggiare chi vuole conoscere il proprio passato a pensare seriamente a imparare la lingua che definisce quella parte della loro identità perché quella lingua è la vera chiave per capire il loro passato, compreso quei libri di Storia, ecc., mai tradotti in inglese e altre lingue, che spiegano benissimo perché milioni di persone hanno lasciato il loro paese di nascita per fare una vita nuova all’estero.

Non parlare e capire l’italiano non ci impedisce di trovare quel percorso fondamentale, ma non potere parlare e capirlo ci impedisce di conoscere il passato fino in fondo perché la lingua, compresi i suoi dialetti, sono la chiave per conoscere davvero i nostri avi e le loro imprese. A partire dalla frase che spiega perché in maggioranza della prima generazioni di emigrati si sposava solo paesani o corregionali, “moglie e buoi dai paesi tuoi”.

E questo detto, che così tanti seguivano alla lettera, non è che una chiave di lettura del nostro passato.

di emigrazione e di matrimoni

Why should I study Italian?

Any search for Italian personal identity is destined to be only partial by the simple fact of not knowing our language in common because it is this very language that brought about many aspects of our identity and not only our Culture.

By Gianni Pezzano

I was 16 when I understood that the language we spoke at home was not truly Italian. Our home was unusual amongst Italians in Australia who, like most first generation Italian migrants in other countries, usually married people from the same town or at the most the same region, but in our case mamma was from Lazio and papà from Calabria and therefore the language we spoke was the national language.


I was well aware of this because our friends often made comments that I spoke “Italian”, however, during the first trip to Italy I understood that although I could explain myself well in our language I lacked the solid base of grammar and had a limited vocabulary because I still read little in Italian that stopped me from understanding fully what I saw and heard.

In fact, that first trip to Italy gave me the first proof that learning our language well not only helps to keep in touch with the relatives I did not know before but opened doors to new cultural experiences that enrich our lives and have as the source the world’s biggest cultural heritage.

At the time, like other children of Italian migrants in Australia, I was already studying French at school and I continued to do so up to the first years at university when I decided to finally take formal lessons in Italian that did not exist throughout my scholastic path in Australia. Therefore I enrolled in the courses of the Dante Alighieri Society that gave me an acceptable level that my life then improved and these lessons gave further proof, which were then confirmed during my many trips to Italy and now that I live in Italy, that being able to speak Italian is important.

Records

During that first trip to Italy I discovered many singers who were unknown in Australia. One name in particular impressed me, Lucio Battisti who was in the middle of an extraordinary career of hits that today still have an enormous impact on the lives of many in Italy.

One song specifically struck me during that trip. Pensieri e Parole (Thoughts and Words) had an enormous impact on my concept of Italian music because at home we only heard singers such as Claudio Villa and Nilla Pizzi, the singers of my parents’ generation. His play of voice creates a fantastic duet expressed in the words of the great lyricist Mogol who was recently the subject of one of our articles.

https://www.youtube.com/watch?v=7EA2YT0YS7c

After three months I went back to Australia with a suitcase full of records that was the start of a collection that includes what is considered the most important of the recent generations of Italian music, the cantautori (singer songwriters).

Poet Laureate

But there is one particular cantautore that those who do not understand our language cannot know. Sadly Fabrizio De André, the true Poet Laureate of our cantautori, is almost unknown to the children of Italy overseas who know little or nothing of our language.

In order to understand De André’s music you must understand the words. Although the music is always beautiful, the words, which are almost always written by him, are what make his music so powerful. Unfortunately, by their very nature, translations are always a minor version of the beauty and strength of his works.

Luckily we found a film clip of one of his songs that shows this powerful mix of music and words. He wrote the heart wrenching Preghiera di Gennaio (January’s Prayer) to commemorate the death by suicide of the singer, and also his friend, Luigi Tenco at the 1967 San Remo Song Festival. At a time when the Catholic Church considered suicide a sin he appealed directly to God to welcome his friend into Heaven. Any comment about these lyrics would be totally superfluous.

https://www.youtube.com/watch?v=aPfKrm4EEFw&list=RDrmqPe4P5mkE&index=4

Those who learn our language learn to understand and finally appreciate people like Fabrizio De André who fully deserves to be part of our Culture together with other great writers and poets.

Linguistic and cultural differences

However, it would be foolish to say that learning Italian would be useful only for understanding new singers. Italian Culture includes other genres that become richer for us when we finally understand the language that defines us.

Naturally the first is cinema. Understanding the language lets us understand that in many cases the translated subtitles or dubbing all too often do not give the audience the full sense of the message of the directors and screenwriters. The simple fact that English does not have the friendly tu (the former “thee” in English) and the formal lei does not allow the plays of words on intimacy that the tu gives to people who know each other and how the lei creates barriers between people who are cordial but not at all on friendly terms.

In the same way being able to understand the language of films allows the audience to understand the subtlety lost by the translator who prepares the subtitles/dubbing. This is a mistake that we often notice when we watch English language films dubbed into Italian in which the translators had not understood fully a phrase or comment and therefore the Italian audience loses an aspect of the film.

In fact, this shows another great aspect of being able to speak Italian, that of being able to understand much more every aspect not only of Italy’s Culture but also to understand every aspect of all its life, even day to day life, which a simple tourist on a quick trip can never understand.

Understanding the language of the other country lets you understand the differences between languages and therefore why authors change from country to country according to the country’s language with its specific rules because thinking in a language with its specific rules changes how to think when we have to deal with and write on themes.

The great song Il blu dipinto di blu “(Volare in English) had great success internationally but few of those who know the English version know that the song is much more poetic than the English version. Indeed, it was no accident that the English version was a hit with Italian American singer Dean Martin who sang part of the song in Italian.

Of course this also applies to literature and poetry where many aspects of the authors’ and poets’ skills, just like with the cantautori, are lost in translation.

Understanding the past

The cultural differences embodied in the languages are the most important key to truly understanding another Culture and they become of fundamental importance for those who truly want to try and understand the Italian part of their personal identity.

Any search for Italian personal identity is destined to be only partial by the simple fact of not knowing our language in common because it is this very language that brought about many aspects of our identity and not only our Culture.

Therefore we must encourage those who want to discover their own past to seriously consider learning the language that defines that part of our identity because that language is the true key to understanding their past, including those history books, etc. that have never been translated into English and other languages which explain very well why millions of people left their places of birth to make a new life overseas.

Not speaking and understanding Italian does not prevent us from finding that essential path but not being able to speak and understand it prevents us from knowing fully the past because the language and its dialects are the key to truly knowing our forebears and their deeds. Starting with the saying that explains why the majority of the first generation of migrants only married people from the same town or region, donne e buoi dai paesi tuoi (women and cows from your towns).

And this saying that many followed to the letter is only one key to our past.

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