Italiani nel Mondo

La Prima Vittima- The First Victim

By 14 Agosto 2019 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

La Prima Vittima

In un mondo dove le “fake news” hanno un ruolo fin troppo importante, soprattutto in politica, abbiamo davvero bisogno di imparare la Storia perché queste “fake news” sono la prova che abbiamo dimenticato le lezioni del passato e che rischiamo di ripetere tragedie evitabili

Di Gianni Pezzano

Troppo spesso pensiamo alla Storia come una foto fissa composta di data e luoghi precisi che formano la strada che porta al mondo d’oggi. Però la Storia non è bianca e nera come molti credono, bensì un ritratto impressionista del passato in cui alcune sezioni sono coperte e solo con il tempo troviamo la chiave per poter vedere le zone oscure.


Sentiamo dire che “i vincitori scrivono la Storia” e per questo motivo molti diffidano dei libri di Storia, preferendo luoghi comuni e detti popolari invece di fare le dovute ricerche per poter scoprire quando possibile, e proprio questa è la chiave, cosa sia davvero successo in episodi del passato.

Però, con il tempo le chiavi si trovano e gli storici, professionisti e anche dilettanti talentuosi, riescono a scoprire quelle prove fondamentali per smentire le bugie del passato. Bugie che non raramente capovolgono i nostri pregiudizi verso personaggi e fasi della Storia.

E in questo abbiamo una lezione importante da imparare ancora oggi.

La prima vittima

“La verità è la prima vittima delle guerra” e questo luogo comune è uno dei pochi che possiamo dire con assoluta certezza riflette la verità nascosta del passato e le bugie che poi ne seguono.

Noi in Europa viviamo in un’epoca fortunata. Con l’eccezione dei Balcani post Tito, siamo alla quarta generazione che non ha subito gli orrori di guerra. I nostri nonni sono stati gli ultimi a vedere il loro paese rovinato da battaglie e quindi non abbiamo una idea vera degli orrori nascosti in quelle sei lettere.

Abitiamo in democrazie moderne dove la stampa svolge un ruolo essenziale per informarci delle decisioni dei nostri capi di governo, ma non sappiamo che in guerra la stragrande maggioranza delle decisioni governative devono essere tenute segrete alla popolazione.

Certo, pensiamo che vogliono nascondere sbagli ed errori di giudizio, e anche questo succede, ma durante la guerra ogni pezzo d’informazione è una potenziale arma, sia propagandistica che come mezzo per scoprire quali armi e  movimenti di truppe potrebbero far vincere o perdere una battaglia.

Per decenni il governo britannico ha tenuto segreto il progetto “Ultra”, il loro nome in codice per la macchina tedesca “Enigma”, un computer rudimentale, che utilizzavano per inviare messaggi criptati via radio alle loro forze armate con gli schieramenti di battaglia e i bersagli del prossimo attacco. Il progetto era così segreto che nemmeno i generali britannici e per molto tempo persino gli alleati americani, sapevano della sua esistenza.

Ma ancora oggi non sappiamo tutto di quel progetto perché, come ha dimostrato il film “The Imitation Game” che ne racconta la storia, le autorità britanniche hanno dovuto fare scelte dolorose per evitare che i tedeschi capissero che il loro codice “infallibile” era stato decriptato. Ancora oggi rimangono segretati documenti di quel progetto e chissà cosa contengono tanto che il governo teme la loro uscita.


Allo stesso modo i governi della Francia, Gran Bretagna e gli Stati Uniti hanno tenuto segreto il loro intervento armato in Russia dopo l’Armistizio dell’11 novembre 1918, che ufficialmente pose fine alla Grande Guerra per cercare di far fallire la rivoluzione bolscevica, e questo è la chiave per la decisione presa di assassinare la famiglia reale russa, cioè per evitare che fosse liberata dai “russi bianchi” appoggiati dei paesi occidentali. Per nascondere queste azioni i governi hanno falsificato i rapporti ufficiali di dati e luoghi di battaglia dove morirono i loro soldati e persino i loro luoghi di sepoltura e hanno tenuta nascosta questa operazione fallita per decenni. Questo intervento fu la causa naturale ed inevitabile dei rapporti tesi tra la nascente Unione Sovietica e l’occidente, che vediamo ancora oggi tra la moderna Russia e gli stessi paesi.

Ma proprio il fatto che ora sappiamo di questi interventi vuol dire che il tempo apre molte porte che una volta erano chiuse e per questo motivo dobbiamo smentire un detto che fin troppo spesso viene utilizzato da chi cerca di falsificare la Storia, spesso per motivi di politica moderna invece che di correttezza storica.

Aforisma

“I libri di Storia sono scritti dai vincitori”. Certo e per motivi ovvi questo è valido nei primi anni dopo qualsiasi conflitto, ma non per questo dobbiamo pensare che i fatti nascosti non escano con il tempo, sia con la desecretazione di documenti, che con la scoperta da parte di storici e anche archeologi di tracce e prove concrete che mettono prima in dubbio le versioni ufficiali, e poi per riscrivere quei capitoli dei libri di Storia basati su falsità, sia che siano intenzionali che frutto d’interpretazione errata per mancanza d’informazione.

Uno storico vero non scrive senza aver confermato le fonti della sua informazione e nei casi di docenti universitari le loro opere sono soggette ai controlli dei loro pari per assicurare che siano precise e affidabili. Questo è un aspetto che pochi sanno quando leggono i libri di Storia e che un lettore che vuol davvero capire il passato deve tenere in mente quando li legge.

Ogni giorno vediamo uscire libri nuovi su personaggi fondamentali come Giulio Cesare, Napoleone, Hitler, Lenin e tutti gli altri attori principali della Storia del mondo, ma le informazioni che utilizzano sono limitate dalle capacità dei loro autori.

Ogni volta che esce un nuovo documento, oppure testimonianze o prove archeologiche di determinati episodi sono scoperti,  i libri di Storia devono subire cambiamenti per riflettere queste prove.


Ma a confondere le acque, e molti di questi utilizzano proprio quel detto dei vincitori, sono quelli che scrivono libri per falsificare la Storia, non per correttezza storica, ma per motivi di politica moderna, per riabilitare personaggi del passato e renderli più ”appetibili” al pubblico d’oggi.

Un caso particolare di questo è lo pseudo storico inglese David Irving, legato all’ultra destra non solo in Inghilterra ma anche in Austria e Germania, che cercava di “riabilitare” l’immagine di Hitler, a partire dal negare l’esistenza dell’Olocausto. Per questi suoi tentativi non solo gli è stato proibito di recarsi in molti paesi, ma ha persino subito una condanna in Austria dove ha trascorso un periodo in carcere.

Con questo non intendiamo affatto dire che ogni libro di Storia deve essere accettato come oro colato, anzi proprio l’opposto. Le opere dello storico vero sono sempre soggette al giudizio, proprio perché il tempo può cambiare il modo in cui valutiamo il passato perché ancora non sappiamo tutto quel che è davvero successo, e non solo in episodi del lontano passato.

Ma non per questo dobbiamo automaticamente dire che tutti i libri di Storia siano falsi.

Infatti, la Storia è proprio la materia che ci da la chiave per vedere non solo il passato, ma anche il presente, perché la Storia vera e seria ci insegna che dobbiamo controllare le fonti di quel che leggiamo, anche per poter capire i discorsi dei politici moderni.

In un mondo dove le “fake news” hanno un ruolo fin troppo importante, soprattutto in politica, abbiamo davvero bisogno di imparare la Storia perché queste “fake news” sono la prova che abbiamo dimenticato le lezioni del passato e che rischiamo di ripetere tragedie evitabili.


Difatti, la verità rimane ancora la prima vittima perché siamo proprio noi a non volerla conoscere perché non vogliamo vedere smentiti i nostri pregiudizi. Vediamo il prezzo ogni giorno nelle cronache politiche, ma abbiamo il coraggio finalmente di imparare la lezione e prenderne atto?

di emigrazione e di matrimoni

The First Victim

In a world where “fake news” has an all too important role, especially in politics, we truly need to learn history because this “fake news” is the proof that we have forgotten the lessons of the past and that we risk repeating tragic mistakes.

By Gianni Pezzano

All too often we see history as a fixed photo made up of precise dates and places that form the road that brought us to today’s world. However, history is not black and white as many believe but rather an impressionist portrait of the past in which some sections are covered and only over time we find the key to be able to see the dark areas.

We hear people say that “the victors write history” and for this reason many do not trust history books, preferring clichés and popular sayings instead of carrying out the due research to discover, wherever possible, and this is precisely the key, what really happened in key episodes in the past.

But over time the keys are found and historians, professional and even talented amateurs, discover the essential proof that proves wrong the lies of the past. Lies that often overturn our prejudices towards people and phase of history.


And in this we still have important to learn today.

The first victim

“Truth is the first victim of war” and this cliché is one of the few that we can say with absolute certainty reflects the hidden truth of the past and the lies that then follow.

We in Europe live in a fortunate age. With the exception of the post-Tito Balkans, we are in the fourth generation in the continent that has not suffered the horrors of war. Our grandparents were the last to see their country ruined by battles and therefore we have no real idea of the horrors hidden behind those three letters.

We live in modern democracies in which the Press carries out an essential role to inform us of the decisions by our heads of government but we do not know that the great majority of decisions during war must be kept secret from the population.

Of course we want to think that they want to hide mistakes and errors of judgment, and this too happens, but during war every piece of information is a potential weapon, both for propaganda purposes and as a means of knowing the weapons and movements of troops that could win or lose a battle.

For decades the British government kept secret its “Ultra” project, their code name for the “Enigma” device, a rudimentary computer, the Germans used for sending messages via radio in code to their armed forces for their order of battle and the targets for the next attack. The project was so secret that not even the British generals and for a long time even the American allies knew of its existence.

And still today we do not know everything about that project because, as shown in the film “The Imitation Game” that tells the story, the British authorities had to make painful choices to avoid making the Germans understand that their “infallible” code had been broken. Today documents about that project are still secret and who knows what they contain that the government fears their release.

In the same way the governments of France, Great Britain and the United States kept secret their armed intervention in Russia after the Armistice of November 11, 1918 that officially ended the Great War to try to make the Bolshevik Revolution fail and this is the key for the decision to assassinate the Russian royal family, in other words to avoid them being freed by the “White Russians” who were supported by the western countries. In order to hide these actions the governments falsified their official reports of dates and places of battle where their soldiers died and even their burial places and they kept this failed operation secret for decades. This intervention was the natural and inevitable cause for the strained relations between the nascent Soviet Union and the West that we still see today between modern Russia and the same countries.

But the very fact that we now know about these interventions means that time opens many doors that were once closed and for this reason we must prove wrong a saying that all too often is used by those who search to falsify history, often for reasons of modern politics rather than historical correctness.

Saying

“The victors write history”. Of course, and for obvious reasons, this is valid for the first years after any conflict but not for this we must think that the hidden facts will not come out over time, whether by the declassification of documents or the discovery by historians and even archaeologists of traces and solid proof that first question the official versions and then rewrite those chapters of the history books that were based on falsehoods, both intentional and of interpretation due to lack of information.

The true historian does not write without having confirmed the sources of information and in the cases of university scholars their works are subject to peer review to ensure they are precise and reliable. This is an aspect that few know when they read history books and that a reader who really wants to understand the past must take into account when reading them.

Every day we see new books released on fundamental characters such as Julius Caesar, Napoleon, Hitler, Lenin and all the other main characters of the world’s history but the information that they use is limited to the skills of their authors.

Every time a new document is released, or testimony or archaeological proof of determined episode are found the history books must be changed to reflect this proof.

But muddying the water are those who write books to falsify history, and many of them use the very saying about the victors, do so not for historical correctness but for reasons of modern politics to reform people from the past to make them more “attractive” to today’s public.

One particular case of this is the English pseudo historian David Irving, tied to the far right not only in England but also in Austria and Germany, who tried to “rehabilitate” Hitler’s image, starting with denying the Holocaust. Due these attempts not only is he banned from travelling to many countries but he has even been condemned in Austria where he spent a period in jail for this activity.

By this we do not at all intend saying that every history book must be considered as the absolute truth, in fact the opposite is the case. The works of the true historian are always subject to judgment for the very reason that time can change how we see the past because we still do not know everything of what really happened, and not only in episodes from the distant past.

But this does not automatically mean that all history books are false.

In fact, history is precisely the subject that gives us the key to seeing not only the past but also the present because true and serious history teaches us that we must check the sources of what we read and also for understanding the speeches of modern politicians.

In a world where “fake news” has an all too important role, especially in politics, we truly need to learn history because this “fake news” is the proof that we have forgotten the lessons of the past and that we risk repeating tragic mistakes.

Indeed, truth is still the first victim because we are the very ones who do not want to know the truth because we do not want to see our prejudices proved wrong. We see the price of this decision every day in the political news but do we have the courage to finally learn the lesson and to take action?

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