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#oraomaipiù. Meeting di Rimini, nelle parole di Mario Draghi l’assenza di attenzione al capitale umano femminile

By 26 Agosto 2020 No Comments

Ancora una volta le donne sono state messe nell’angolo delle riserve come se tutte le riflessioni scaturite dal 2006 in poi sulla Womenomics, secondo la quale il lavoro delle donne è oggi il più importante motore dello sviluppo mondiale, non fossero più così rilevanti

di Isa Maggi – Stati generali delle Donne- Alleanza delle Donne

Al Meeting di Rimini le parole di Mario Draghi hanno individuato due importanti parole chiave per il rilancio del Paese: i  giovani e l’ innovazione.

Ancora una volta le donne sono state messe nell’angolo delle riserve come se tutte le riflessioni scaturite dal 2006 in poi sulla Womenomics, secondo la quale il lavoro delle donne è oggi il più importante motore dello sviluppo mondiale, non fossero più così rilevanti.


Oppure lo sono a momenti alterni.

Alcune politiche hanno scritto a Mario Draghi invocando l’attenzione al capitale umano femminile. Ma non sono più credibili: hanno gestito fette di potere per anni e anni senza mai portare a casa risultati rilevanti per noi donne.

Ora tocca alle donne imprenditrici, professioniste, insegnanti, lavoratrici mettere in campo la propria forza e la propria energia. #oraomaipiù è il grido delle donne che il 27 giugno si sono strette intorno ad una importante Alleanza che ha messo al centro i territori, il lavoro, le competenze, la formazione.

Nel 2020 la pandemia ha determinato, secondo i dati dell’Istat, seicentomila occupati in meno da febbraio: il 47% della diminuzione di occupazione è giovanile e il 53%, per la prima volta è femminile.

Da tempo stiamo dicendo e suggerendo alla politica che occorre creare le condizioni del lavoro perché il protagonismo delle donne possa concretizzarsi e diventare motore di sviluppo locale.

Le elezioni regionali di #settembre2020 rappresentano quindi, per politici e politiche lungimiranti, una grande opportunità per mettere al centro, nei vari territori, le questioni legate all’affermarsi del lavoro femminile e delle condizioni fondamentali per sostenere le imprese delle donne. I dati sono sempre più allarmanti, non solo per l’aumento della disoccupazione femminile ma anche per il vertiginoso decremento del numero delle imprese “in rosa” e di quelle “migranti”. Le imprese femminili avevano resistito nel corso della grande crisi del 2008, che essendo di natura recessiva aveva colpito di più le imprese degli uomini. Ora la crisi ha colpito le imprese delle donne, della ristorazione, dei servizi di prossimità, del turismo e occorre intervenire subito con una legge specifica che dia fondi concreti ai progetti d’impresa delle donne e non solo garanzie statali.

Prima che la rabbia sociale esploda la Politica si deve decidere di utilizzare per le donne parte delle risorse del Recovery Fund, per la formazione, la valorizzazione delle competenze, le azioni di innovazione sociale, una vera sostenibilità, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del paesaggio, il turismo sostenibile, la semplificazione delle procedure, lo snellimento della Pubblica Amministrazione.

E finalmente si crei un welfare di prossimità che metta al centro la persona e le famiglie, con servizi di quartiere e di condominio, a livello sociale e con una medicina territoriale di base diffusa.

A 4 anni dal terremoto e dalla distruzione di Amatrice e di molti Comuni del centro Italia mi vergogno, come italiana, di vedere che nulla è stato fatto in maniera definitiva e credibile. Eppure molti di quei commissari sono ora al Governo o hanno ruoli rilevanti nella gestione della cosa pubblica. Non ci fidiamo più.

I Patti delle Donne per ognuna delle 7 Regioni che andranno al voto il 20 settembre e il Piano Nazionale per l’Occupazione femminile già nelle mani della Ministra Bonetti e inviato agli uffici dei Ministri Amendola e Gualtieri sono la soluzione offerte dalle donne italiane per vincere la vera sfida sul futuro, in modo trasversale e competente, per il bene di tutte e di tutti.


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