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Le guerre dimenticate ed i “buonisti da reddito”

By 27 Agosto 2020 No Comments

Quando i nostri politici decideranno di togliersi le giacche, cravatte e tailleur dell’ipocrisia, per indossare la tuta da lavoro ed incominciare ad imbullonare quel ‘sangue-dotto’ che attraversa le guerre dimenticate e che produce migliaia e migliaia di morti ogni anno?

di Paolo Buralli Manfredi e Giuseppe Cossari – CTIM Australia

Molte, purtroppo, sono le guerre dimenticate che i politici della parte fortunata del mondo, l’Occidente, dimenticano completamente o fanno finta che non esistano per interessi nazionali, o per partenariato con l’una od entrambi le parti che si contendono il potere in quelle aree di guerra, e ci scusiamo per tutti i Popoli che stanno soffrendo e che per motivi di numero di battute, non riusciremo a menzionare.

Rifletteremo dunque, su diverse aree in conflitto, quelle dell’Africa e del Medio Oriente, con una deviazione in area Europea per raccontare quelle guerre che non interessano a nessuno e non sono prese in minima considerazione da tutto quel gruppo di “Buonisti da Reddito”, senza dimenticare: “l’immigrazione rende di più della droga”, parole pronunciate da Buzzi nelle intercettazioni nell’indagine di “Roma Capitale”, che hanno tanto a cuore quegli Esseri Umani che soffrono per le loro condizioni di vita.


È ancora in atto la guerra tra Turchia e Curdi, questi ultimi che, da più di quarant’anni chiedono l’indipendenza, e che sono stati puntualmente usati dalle nazioni per colpire indirettamente gli avversari economico-politici nelle aree limitrofe ai confini del non ancora indipendente Kurdistan. Una guerra che ha prodotto in tutti questi anni più di cinquantamila morti ed ancora, purtroppo ne produrrà, se le diplomazie dei “ben parlanti” non si decideranno a far obbligatoriamente sedere ad un tavolo le parti in guerra, per obbligarle a mettere la parola fine ad un conflitto assurdo.

Un’altra guerra totalmente e forse, volutamente silenziata da tutta l’opinione pubblica mondiale, è quella dello Yemen incominciata come guerra civile nel 2011 con l’esercito che si alleò con i ribelli del nord,  Huthi, Shiiti e Zoiditi  e che costrinse il Presidente, tramite un attentato bomba, ad abbandonare lo Yemen ed a rifugiarsi dagli amici dell’Arabia Saudita che, dopo aver creato una coalizione con diversi Paesi Arabi,  nel 2014 incominciò a bombardare indiscriminatamente lo Yemen senza preoccuparsi dei civili, con l’obiettivo di riportare il Presidente Ali Abdullha Saleh al potere. Operazione non riuscita perché fu assassinato nel 2017; nonostante i bombardamenti della coalizione Araba non c’è ancora un vinto ed un vincitore e da quel maledetto 2014, questa guerra ha prodotto qualcosa come diecimila morti e tre milioni di sfollati tutti civili disarmati e senza colpa alcuna.

Le parti in guerra, non hanno nessuna intenzione di cessare il fuoco e lo Yemen si sta trasformando in una delle più grandi catastrofi umanitarie, che sta producendo una carestia che decimerà almeno due generazioni di Yemeniti, ormai ammalati, feriti e denutriti, costretti, se l’opinione pubblica non interverrà celermente, ad un cammino che li porterà inevitabilmente alla morte.

Che dire poi dell’Ucraina, una guerra praticamente in Europa, iniziata anch’essa nel 2014 e che continua a mietere vittime senza che i professionisti dell’informazione, come si sono definiti i più grandi quotidiani e televisioni nazionali italiane in uno spot pubblicitario quasi a reti unificate, dedichino approfondimenti seri e precisi per portare i riflettori su una guerra dimenticata.

Uguale disastro umanitario lo troviamo in Siria che dal 2011 non trova pace ed ha prodotto, dall’ultimo dato comunicato, più di novantamila morti. Una guerra questa utilizzata dai media a corrente alternata, cioè solo se a vantaggio di una parte dell’opinione pubblica e secretata se non conveniente a quella parte.

Sì perché qui, le parti in gioco sono gli Usa, l’UE e la Turchia di Erdogan che sostengono ed appoggiano i ribelli, che contano nelle loro file anche i soldati dell’ISIS, di cui tra l’altro nessun quotidiano e TV nazionale da quasi un anno ci da informazione, che combattono il Governo di Bashar Hafez al-Assad ed i Russi di Putin, giunti a sostenere il Governo di Assad per tutelare  i loro interessi nella zona Medio-Orientale e cercare di ritagliarsi uno spazio in quell’area che è sempre stata, geo-politicamente, un area di enorme importanza strategica.

Chiudiamo riflettendo sulla questione immigrazione in Italia, sostenuta a gran voce dai “Buonisti da Reddito” e dal Governo Conte, addirittura a colpi di sentenze e ricorsi al TAR. E’ di questi giorni il braccio di ferro tra il Governatore della Sicilia Nello Musumeci e il Ministero dell’Interno Luciana Lamorgese riguardo la situazione insostenibile denunciata dal Governatore della Sicilia, sugli eccessivi sbarchi che stanno determinando una condizione che ormai si può considerare totalmente fuori controllo, ma che viene venduta come atto umanitario. Una situazione che ci porta a pensare ad un cortocircuito, visto che dalle immagini che si vedono nei TG e nel web, non riconosciamo i volti sofferenti e denutriti nè degli Yemeniti, né degli Ucraini, e tantomeno dei Curdi o dei Siriani che non solo non vengono aiutati a risolvere i loro conflitti, ma non vengono neanche considerati a livello mediatico, il che ci porta a chiedere a tutti gli Italiani ed a chiederci: “Siamo sicuri che il nostro Governo stia aiutando le persone giuste?”


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