Non toccate gli alpini!

By 15 maggio 2018Italia

Attentati incendiari alle ferrovie e  scritte diffamatorie sui muri tentano invano di disturbare i festeggiamenti per la giornata nazionale degli alpini e la commemorazione per il centenario della Grande Guerra.

 


di Vito Nicola Lacerenza

 


“Alpini assassini”, “Alpini stupratori”, sono alcuni degli insulti scritti da anonimi teppisti nel vano tentativo di infangare il nome dei “soldati della montagna”, che gli italiani hanno imparato a conoscere, in oltre 150 di storia, per il loro valore militare e civile. A nulla sono serviti i tre attentati incendiari alle ferrovie trentine per impedire agli alpini, e a oltre 600 mila sostenitori, di raggiungere Trento, capoluogo del Trentino Alto-Adige. La città è stata il luogo scelto per ospitare l’adunata nazionale 2018 degli alpini, che, con la nota penna nera sul berretto, hanno sfilato nel cuore della regione sudtirolese dove, proprio un secolo fa, gli “eroi del Piave” lottavano contro l’armata dell’impero Austro-Ungarico. Era la prima guerra mondiale, il conflitto in cui sono morti, sulle Alpi, centinaia di migliaia di giovani e giovanissimi. Austriaci e Italiani, indistintamente. A loro è stata dedicata l’adunata di Trento, coincisa con il centenario della Grande Guerra.

«Sappiamo che durante la guerra il Trentino si è trovato con tanti soldati che avevano combattuto da una parte e dall’altra. Noi, con questo raduno, vogliamo mandare un messaggio importante- ha spiegato il Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero- ovvero che le guerre sono sempre qualcosa di distruttivo e vogliamo dire con forza che gli alpini credono nella pace e vogliono la pace». Ricordare i sanguinosi errori del passato per “volere la pace” è lo spirito con cui gli alpini hanno marciato sotto lo sguardo del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, presente alla  sfilata militare. La solennità dell’evento, comunque, non ha impedito ai “soldati delle montagne” di rilassarsi e godersi i festeggiamenti insieme al resto del popolo sudtirolese, lieto di far trovare agli alpini, come di consueto alla fine della parata, i piatti tipici della tradizione gastronomica locale, accompagnati dalle immancabili grappa, vino e birra. Tra i messaggi di pace, la voglia di festeggiare e i moltissimi “brindisi al corpo degli alpini”, i festeggiamenti hanno avuto un lieto fine.

 

 

 

 

 

 

 

 

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