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Mantova e le Reliquie – Mantua and the Holy Relics

Gianni Pezzano

Pubblicato

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Mantova e le Reliquie

di emigrazione e di matrimoni

L’Italia è un paese retto da Cultura e Tradizione, e ora che ci stiamo avvicinando alla Settimana Santa di Pasqua vogliamo trattare un aspetto particolare delle tradizioni legate alla Fede Cattolica, una cerimonia svolta in una città quasi sconosciuta, anche in Italia, ma che ha un ruolo importante nella nostra Storia e Cultura, Mantova. 

Infatti, la grandissima e bellissima Basilica di Sant’Andrea della città dei Gonzaga conserva due reliquie religiose importantissime per i cattolici, il Preziosissimo Sangue di Gesù e l’Umilissima Spugna descritta nei Vangeli che fu data a Gesù morente impregnata di aceto. 

Secondo le tradizioni il sangue e la spugna furono portate dal legionario romano Longino che trafisse Gesù con la lancia. Fu guarito da una goccia di sangue e si convertì all’istante. Longino avrebbe raccolto il sangue e la spugna prima di fuggire. Nel 37 d.C., l’ex legionario si trovava a Mantova dove nascose le reliquie prima d’essere catturato e decapitato. Nell’804 Sant’Andrea avrebbe trovato il luogo dove furono nascoste e nell’808 Papa Leone III le dichiarò autentiche. 

Da allora Papi, Re, Imperatori e anche Presidenti della Repubblica italiana si sono recati regolarmente per venerare le Reliquie ora contenute in due vasi creati nel 1530 dal celebre artista fiorentino Benvenuto Cellini su commissione di Isabella d’Este. Questi vasi sono custoditi in una cripta nel centro della Basilica. Nel corso dei secoli una parte di queste reliquie furono donate a Re e Papi e così si trovano anche a Roma, Parigi ed altri importanti centri europei. 

Per capire l’importanza di questa tradizione basta vedere le immagini del filmato sotto per vedere che tutte la strutture e le opere artistiche ruotano attorno la cripta ottagonale che custodisce il Sangue e la Spugna. Inoltre, una Cappella è dedicata a San Longino e le opere d’arte mostrano scene della sua vita come anche quella di Sant’Andrea. 

Sin dall’inizio le chiavi della cripta e i vasi sono custoditi dalle autorità più importanti della città e questa tradizione continua ancora oggi con le 4 chiave custodite dal Vescovo, il Prefetto di Mantova, il Capitolo della Cattedrale e la Fabbricheria di S.Andrea che cura gli oggetti sacri. 

L’unica occasione speciale in cui i Vasi vengono esposti ai Fedeli è il Venerdì Santo in una cerimonia solennissima di cui quasi nessuno parla, come si vede nel filmato di una cerimonia del recente passato. 

Già con il suo Palazzo Ducale ed in modo particolare la stupenda Sala degli Sposi al suo interno, Mantova merita un posto d’onore nei libri di Storia dell’Arte, come la Signoria dei Gonzaga, la più longeva di tutte ha un posto importante nella Storia del paese, ma la Basilica di Sant’Andrea dimostra benissimo il connubio tra Potere e Religione che è stato parte fondamentale della Storia del nostra paese. 

 

Però, la cosa che più stupisce, e anche rattrista, sull’Italia oggi quando parliamo della nostra Cultura e Tradizioni, è come città come Mantova, e cerimonie come quella del Venerdì Santo a Mantova, siano sconosciute non solo all’estero, ma persino a una grande parte della popolazione italiana. 

In qualsiasi altro paese tali palazzi e tradizioni sarebbero mete di pellegrini e di turisti da tutto il mondo ed invece Mantova è un nome che molti all’estero conoscono solo dalla lirica perché era anche la città del Rigoletto di Giuseppe Verdi. 

E al nome di Mantova possiamo aggiungere Caltagirone in Sicilia, Urbino nelle Marche, Gaeta nel Lazio, Gerace in Calabria e così via. 

Allora cominciamo dal capire cosa conserviamo davvero in questo paese piccolo geograficamente che contiene il Patrimonio Culturale più grande del mondo che, disgraziatamente, conosciamo davvero poco, e Mantova dovrebbe darci una lezione importante per capire finalmente che la promozione della nostra Cultura non implica solo vantarla, ma anche farla conoscere a tutti, a partire dagli italiani stessi. 

 

Mantua and the Holy Relics

di emigrazione e di matrimoni

Italy is a country held up by Culture and Tradition and now that we are approaching the Holy Week of Easter we want to deal with a specific issue of the traditions tied to the Catholic Faith, a ceremony held in a city that is almost unknown even in Italy but that played a major role in our history and Culture, Mantua.

Indeed, the very large and beautiful Basilica di Sant’Andrea (Saint Andrew) in the city of the Gonzaga family protects two holy relics that are very important for Catholics, the Preziosissimo Sangue di Gesù (Most Precious Blood of Jesus) and the Umilissima Spugna (Most Humble Sponge) described in the Gospels that was given to the dying Jesus soaked in vinegar.

According to tradition the blood and the sponge had been brought there by Longinus, the Roman legionary who pierced Jesus with the lance. He was healed by a drop of his blood and was converted instantly. Longinus is supposed to have collected the blood and the sponge before running away. In 37AD the former legionary was in Mantua where he hid the relics before being caught and beheaded. It is said that in 804 Saint Andrew found the place where the relics were hidden and in 808 Pope Leo III declared them to be authentic.

Since then Popes, Kings, Emperors and even Presidents of the Italian Republic have gone there regularly to venerate the relics now contained in two vases created in 1530 by the famous Florentine artist Benvenuto Cellini who had been commissioned by Isabelle d’Este. These vases are kept in a crypt in the centre of the Basilica. Over the centuries samples of these relics have been given to Kings and Popes and so they can also be found in Rome, Paris and other major centres in Europe.

In order to understand the importance of this tradition we only have to watch the video below to see that all the building and the works of art revolve around the octagonal crypt that holds the Blood and the Sponge. In addition, one Chapel is dedicated to Saint Longinus and the works of art show scenes of his life as well as that of Saint Andrew.

From the beginning the keys to the crypt have been held by the city’s highest authorities and this tradition continues today with the 4 keys kept by the Bishop, the Prefect of Mantua, the Cathedral’s Chapter House and the Fabbricheria di S.Andrea that looks after the Basilica’s holy objects.

The only special occasion in which the Vases are exposed to the faithful is on Good Friday in a very solemn ceremony in which almost nobody talks, as can be seen in the video below of a ceremony of the recent past.

Mantua already deserves a place of honour in the books of the history of Art with its Ducal Palace and especially the Bridal Chamber inside, just as the Lordship of the Gonzaga family, the longest of all the Italy’s Lordships, has a major place in the country’s history but the Basilica of Saint Andrea shows very well the union of Power and Religion that has been a fundamental part of our country’s history.

However, the thing that most amazes and also saddens us about Italy today when we talk about our Culture and Traditions is how cities like Mantua and ceremonies like the one on Good Friday in Mantua are unknown, not only overseas, but even to a large part of Italy’s population.

In any other country buildings and traditions such as these would be destinations for pilgrims and tourists from around the world and instead Mantua is a name that many people overseas know only from Opera because it was also the city of Giuseppe Verdi’s Rigoletto.

And to the name Mantua we can add Caltagirone in Sicily, Urbino in the Marche, Gaeta in Lazio, Gerace in Calabria and so forth.

So, let us start by finally understanding what we really keep in this country that is small geographically but which holds the world’s biggest Cultural Heritage about which we sadly know truly little and Mantua could give us an important lesson in order to finally understand that the promotion of our Culture does not involve only boasting about it but also letting everybody know about it, starting with the Italians themselves.

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