FeaturedItaliani nel Mondo

Le ‘malelingue’ che infangano l’Italia – Those who speak badly about Italy

By 25 Marzo 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Le ‘malelingue’ che infangano l’Italia

Tante le calunnie sui social sul modus operandi italiano contro il coronavirus, ma la prestigiosa rivista medica britannica “The Lancet”, la più autorevole del mondo, classifica il nostro paese tra i primi dieci del mondo

Le restrizioni a causa dell’attuale crisi del coronavirus hanno assicurato che molta gente in giro per il mondo passa sempre più tempo sui social, non solo per sapere gli ultimi sviluppi e soprattutto nella speranza di vedere notizie di una cura ancora lontana, ma specialmente per poter fare quattro chiacchiere per poter passare il tempo.

Non siamo stati da meno e infatti all’inizio del periodo di isolamento i social erano un modo di scambiare pareri con amici in più continenti. Purtroppo, quasi dal primo giorno ci siamo accorti che le notizie che giravano sull’Italia in questo periodo non erano precise, anzi, riportavano notizie che non erano veritiere, particolarmente verso la categoria che è indubbiamente quella più lodata nel paese oggigiorno, i medici e gli infermieri che hanno in cura i malati vittime del virus, a rischio della propria salute. Tragicamente molti di loro hanno sacrificato le loro vite per cercare di salvare le vittime del male moderno che ci affligge.


Quindi, i giorni al pc e tablet da allora non sono trascorsi a vuoto, ma, insieme ad altri che abbiamo visto sui social degli italiani nel mondo, a smentire menzogne che fanno molto male non solo all’immagine internazionale del nostro paese, ma soprattutto alle donne e uomini nelle corsie che curano i nostri malati.

Calunnie

L’immagine in testa all’articolo non è che una delle ultime di moltissime immagini e post che girano in molte pagine dei social degli italiani all’estero.

“I was told that Italy has stopped treating the elderly. Please can anyone tell me if this is true!” Per chi non capisce l’inglese, “Mi hanno detto che l’Italia ha smesso di curare gli anziani. Per favore, qualcuno mi può dire se questo è vero!”.

Non abbiamo dubbi della reazione dei nostri lettori in Italia. Il solo suggerimento che avremmo abbandonato i nostri anziani in questo periodo è una calunnia verso il nostro amore per i nostri anziani, è una calunnia verso i medici, infermieri e tutti gli altri che lavorano moltissime ore in condizioni orrende per salvare  più gente possibile.

Non riusciamo a capire come qualcuno dei nostri parenti e amici all’estero possano credere non solo che sia vero, ma che nessuno in Italia si sarebbe ribellato a un solo caso del genere, a partire dalla stampa.

Purtroppo questa calunnia è stata accompagnata anche da un’altra ancora peggiore.

“I medici in Italia rispediscono gli anziani a casa per morire”

Questa è la frase che più ci ha colpito, soprattutto perché contiene due aspetti che coloro che la diffondono non pensano minimamente. Il primo è che assolutamente non è vero. Ma il secondo è che mette in dubbio il senso dell’onore e del dovere del personale medico del paese. Quelli che diffondono queste frasi pensano davvero che  medici e infermieri spedirebbero i malati del virus a casa per morire e quindi assicurare la più larga diffusione del virus ai parenti, e quindi peggiorare ancora di più una situazione drammatica e tragica già di suo?

Nell’affrontare questo tema possiamo fare commenti che offenderebbero i nostri lettori, ma il semplice fatto che queste notizie e “pareri” siano condivise rivela il livello d’ignoranza all’estero della vera natura del virus, e il motivo perché il paese è chiuso in casa da settimane.

La realtà del virus

C’è in giro per il mondo il parere che il virus “è soltanto un’influenza”. Questo è naturale e all’inizio, in mancanza di informazioni precise dalla Cina, anche noi in Italia abbiamo pensato in questo modo. Ma non più e le statistiche dei morti spiegano il perché.

Come sentiamo ogni sera in Italia alle 18 alla televisione, il 10% di coloro colpiti dal virus hanno bisogno di cure intensive con ventilatori fino anche a tre settimane. Questo è il motivo per cui gli ospedali in Italia si trovano in grandissima difficoltà. Non perché eravamo senza mezzi, anzi l’Italia è il terzo paese del mondo per posti in cura intensiva ma nemmeno questo è stato abbastanza per riuscire a dare un ventilatore a tutti i malati del virus.

Molti all’estero cercano di dare la colpa al “sistema nazionale socializzato”, senza sapere che la prestigiosa rivista medica britannica “The Lancet”, la più autorevole del mondo, classifica il nostro paese tra i primi dieci del mondo. Purtroppo queste critiche spesso sono viziate da idee politiche piuttosto che dalla realtà italiana e dalla crisi. Questo non è altro che una forma di sciacallaggio di una situazione disastrosa.

A causa di questo utilizzo estremo delle cure intensive i nostri medici si trovano a fare scelte doverose, a compiere quel che gli inglesi chiamano “disaster triage”, cioè dover gestire le attrezzature in modo di assicurare che i mezzi siano utilizzati per aiutare  più malati possibile.

I medici devono prendere decisioni drastiche e dolorosissime per chi si ha dedicato la vita a salvare la vita degli altri, ma, in ogni caso e senza eccezione, le cure di coloro che non possono accedere ai ventilatori è assicurata fino all’ultimo sforzo del personale medico.

Non vorremmo mai trovarci a dover fare scelte del genere e il fatto che oltre 5.000 di questi medici e infermieri siano stati infettati dal virus, e molti dottori e infermieri morti di conseguenza, è la prova che non si tirano indietro dal fare il loro dovere.

Purtroppo i loro sforzi sono resi vani non solo da queste malelingue, ma dal comportamento che non capiamo da parte di altri paesi.

Perché?

Quel che più ci colpisce è perché le popolazioni degli altri paesi non hanno imparato dai nostri sbagli iniziali e perché non hanno agito in modo appropriato?

Continuiamo a veder i commenti di moltissimi in tutti i paesi che accusano la stampa di esagerare il pericolo e che il virus non è un vero problema. Abbiamo visto i governi del mondo ritardare di dare direttive alle loro popolazioni nel prendere le decisioni necessarie per ridurre la diffusione del virus per limitare le vittime.  Il tutto poi utile a ridurre il rischio che le unità di cure intensive non subiscano le stesse condizioni che vediamo in Italia. Purtroppo, per molti all’estero è già troppo tardi.

Tragicamente temiamo che molti impareranno troppo tardi questa lezione dell’Italia. In questo caso, capiranno perché le unità italiane sono state costrette a prendere decisioni difficilissime, ma sempre senza rinunciare a dare tutte le altre cure possibili a chi non ha trovato posto in terapia intensiva.

Nel frattempo possiamo solo fare un appello ai nostri parenti e amici all’estero di non ripetere le accuse infamanti e offensive perché la realtà è ben altra.

Infatti, gli sforzi dei nostri medici e infermieri stanno scrivendo una delle pagine più dolorose della nostra Storia, ma allo stesso tempo anche una delle più gloriose grazie propri ai loro sforzi.

Speriamo di non vedere più frasi del genere, ma sappiamo anche che ci sono incoscienti dappertutto e speriamo che la realtà li potrà far tacere al più presto possibile.

di emigrazione e di matrimoni

Those who speak badly about Italy

The restrictions caused by the current coronavirus crisis have ensured that many people around the world spend more and more time on the social media, not only to know the latest developments in the hope of seeing news of a cure that is still far away but especially to be able to chat away to pass the time.

We have not done less and in fact at the start of the period of isolation the social media was a way of exchanging opinions with people in other continents. Unfortunately, from almost the first day we noticed news doing the rounds about Italy in this period was not correct, rather they gave news that was not true, especially towards the category that has undoubtedly been the most praised in the country today, the doctors and nurses treating those infected by the virus at the risk of their own health. Tragically, many of them have sacrificed their lives to try and save the victims of the modern ill that afflicts us.

Therefore, the days spent on the pc and tablet since then have not been of leisure but, together with many others we have seen on the social media pages of Italians around the world, denying the lies that have caused much harm not only to our country’s international reputation but especially to the women and men in the wards who treat our sick.

Lies

The image at the head of the article is only one of the latest of many images and posts doing the rounds of many of the social media pages of Italians overseas.

“I was told that Italy has stopped treating the elderly. Please can anyone tell me if this is true!”

We have no doubt of the reaction of our readers in Italy. The mere suggestion that we would abandon our elderly in this period is a lie towards our love for our elderly and it is slander against the doctors, nurses and all the others who work very long hours in horrendous conditions to saves the live of the most people possible.

We cannot understand how some of our relatives and friends overseas can believe not only that it is true but that nobody in Italy would have rebelled at even one such case, starting with the press.

Unfortunately this slander was accompanied by one that was even worse. “The doctors in Italy send the elderly home to die”.

This was the phrase that struck us most, especially because it has two aspects that those who spread it do not consider in the least. The first is that it is absolutely not true. But the second is that it puts into doubt the honour and service of the country’s medical personnel. Do those who defend these phrases really believe that the doctors and nurses would send sick people with the virus home to die and therefore ensure that the virus spreads even more amongst the relatives and therefore make a situation that is already dramatic and tragic as it is even worse?

In addressing this issue we can make comments that could offend our readers but the simple fact that this news and “opinions” are being shared reveals the level of ignorance abroad of the true nature of the virus that is the reason why the country has been locked down for weeks.

The reality of the virus

There is an opinion around the world that the virus is “only a flu”. This is natural and at the start, due to lack of information from China, we in Italy also thought in this way. But we no longer do and the statistics of the deaths explain why.

Every evening at 6pm we in Italy hear on the television, 10% of those hit by the virus require intensive care with respirators for up to three weeks. This is the reason that the hospitals in Italy are having great difficulty. Not because we did not have means, indeed Italy is the third ranked country for intensive care spaces in the world and not even this was enough to give every person with the virus a ventilator.

Many people overseas have tried to place the blame on the “socialized national health system” without knowing that according to the prestigious British medical magazine “The Lancet”, the most authoritative in the world, classified our country in the top ten places. Unfortunately, these mistaken ideas are often marred by political considerations rather than by the reality of Italy and the crisis. This is only nothing more than slander of a disastrous situation.

Due to the extreme use of intensive care our treating medical personnel find themselves having to make dutiful choices, to carry out what is called “disaster triage”, that is to have to manage the equipment in order to ensure that the means are used to help as many sick people as possible.

The doctors have to make decisions that are drastic and very painful for those who dedicated their lives to saving others but, in any case and without exception, the treatment of those who cannot have access to the ventilators is ensured to the last effort of the medical staff.

We never want to find ourselves having to make decisions like that and the fact more than 5,000 of these doctors and nurses have been infected with the virus, and many doctors and nurses have died as a consequence, is the proof that they have not shied away from their duty.

Unfortunately their efforts have been made vane not only by these rumours but by the behaviour that we do not understand in other countries.

Why?

What strikes us most is why have the populations of other countries not learnt from our initial mistakes and why have they not acted more appropriately?

We continue to see comments by many in all the countries accusing the press of exaggerating the danger and that the virus is not a real problem. We have seen how governments delay the instructions to their populations to make the decisions needed to reduce the spread of the virus in order to limit the number of victims and for this purpose to reduce the risk that the intensive care wards do not suffer the same conditions that we see in Italy. Unfortunately, for many overseas it is already too late.

Tragically we fear that many will learn the lessons here in Italy too late. In this case, they will understand why the Italian teams have been forced to make difficult decisions but always without renouncing all the treatments possible to those who not found a place in intensive care.

In the mean time we can only appeal to our relatives and friends overseas to not repeat defamatory and offensive accusations because the truth is quite different.

In fact, the efforts of our doctors and nurses are writing one of the most painful pages of our history but at the same time also one of the most glorious thanks to their very efforts.

We hope not to see such phrases any more but we also know that there are irresponsible people everywhere and we hope that the others will be able to silence them as quickly as possible.

Lascia un commento

Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]