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Attualità

Ma quale Cop27 d’Egitto? (parte 2) — But which COP27 in Egypt? (part 2)

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Tempo di lettura: 7 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Ma quale Cop27 d’Egitto? (parte 2)

di Marco Andreozzi

“Eppur si muove”. La frase attribuita a Galileo è in parte applicabile ai risultati piuttosto condivisibili della COP 27: in sintesi i Paesi ricchi si impegnano a supportare i Paesi in via di sviluppo ad adattarsi rispetto a “perdite e danni” da fenomeni naturali. Ironico che lo sviluppo tangibile dell’Occidente con l’ascesa dell’Italia etrusco-romana sia stato favorito da un periodo particolarmente caldo con temperature medie maggiori dell’oggi. Tacciato di negazionismo, uno studioso ambientalista-di-professione attacca (relata refero) fornendomi dati già noti e asserendo che si fida “dell’approccio revisioni-tra-pari (delle pubblicazioni), il migliore fin qui ideato per giudicare l’affidabilità e la serietà altrui”.

“La scienza e’ ormai interamente (99%) per l’interpretazione antropica dell’attuale cambiamento climatico poiché le evidenze sono forti e numerose, coadiuvate delle fondamentali leggi della fisica. Non esistono spiegazioni alternative supportate da fatti, gli aneddoti climatici citati a volte sono un mix di leggende, fatti di cui si prende quel che serve e verità fuori contesto. Localmente e per brevi periodi puo’ avere fatto piu’ caldo in passato rispetto a ora, ma gli studi piu’ completi dicono che il 98% della superficie terrestre non e’ mai stata cosi’ calda negli ultimi 2000 anni.” A proposito di fatti di cui si prende il meglio a proprio vantaggio, egli trascura di chiedersi, ad esempio, le cause della lunga fase di riscaldamento globale ‘romano’, cominciata attorno al 1000 a.C., quando la presenza umana stimata era di circa lo 0,5% di quella attuale (e senza consumi di watt-ora).

E ancora, “singoli episodi vulcanici hanno in effetti alterato parecchio la temperatura, ma non c’entrano nulla con l’attuale aumento dovuto ai gas serra di origine antropica”. Simpaticamente, il punto è esattamente quello. Che fare con variazioni dell’attività solare, effetto albedo (riflessione terrestre), influenza dei mari? Di fatto egli nega la scienza dei paleoclimatologi, che raccolgono dati proxy da registratori naturali della variabilità climatica come coralli, pollini, carotaggi di ghiaccio, anelli degli alberi, grotte, sedimenti oceanici e lacustri, dati storici. Insomma, tanta retorica tipo il “Vox Populi Vox Dei” recentemente ‘cinguettato’ a sproposito da Elon Musk. “Le obiezioni portate equivalgono a svicolare”, e cita “di alcune scemate sfuggite a Rubbia tempo fa (2014)”, che poi non ha più detto”. Rubbia in Senato fece osservazioni discutibili sia sul metano sia sulle temperature (in discesa di fatto nel 2010-2014), ma il suo intento era evidenziare la complessità del problema.

L’ambientalista-di-professione scrive poi che per il sottoscritto “tutte le istituzioni internazionali (il suo ambito) – scientifiche e politiche tutte – fanno schifo, sono brutte, sporche e corrotte, che possono avere tutti i torti e che, quindi, tanto vale non fare nulla”. Insomma, accuse false ed incapacità di dialogare, fermo nel proprio credo ‘religioso’: dinamica storica ricorrente tra le masse (anche laureate). Nota bene: nel Seicento l’organizzazione internazionale era a Roma, con numerose missioni intorno al mondo e il credo che sia il sole a ruotare intorno alla Terra. Poi Galileo inventa il metodo scientifico sperimentale: sappiamo com’è finita, e dei moti orbitali e rotazionali del nostro pianeta, le cui variazioni sono anch’esse molto influenti sui cambiamenti climatici. Ai tempi si moriva più spesso di epidemia e, senza cure scientifiche e vaccini, restava la preghiera: motivo della forza dei credo e della Chiesa, con vantaggi ‘terreni’ per coloro che con l’istituzione operavano.

Fig. 1: Annual global-mean temperature anomaly during the Holocene based on reconstructions and a transient simulation. Fonte: Nature Communications

Le risorse economiche sulla mitigazione piuttosto che sull’adattamento stanno un po’ come l’ormai provato sperpero di fondi del super bonus 110%, buono tipicamente per villette, rispetto alla ricaduta socio-ambientale di eventuali investimenti in efficientamento energetico per l’edilizia popolare, che avrebbero popolarizzato la questione climatica ed agito sul problema primario della  povertà energetica. Mutatis mutandis, quali incentivi pubblici sono preferibili? Quelli per arginare rischi di vivibilità – pensando alla distruttiva frana dell’isola di Ischia (in quella che è probabilmente la più affascinante regione turistico-costiera al mondo, ai piedi del Vesuvio) – o per l’energia fotovoltaica d’importazione, già più conveniente dell’elettricità da centrali a gas (ai prezzi di due anni fa) senza bisogno del supporto statale? Ad ogni modo, ieri alle isole Hawaii il vulcano Mauna Loa (il più grande al mondo) è tornato ad eruttare: le particelle di  fuliggine emesse daranno senz’altro il loro contributo al raffrescamento del pianeta. Riflettere.

DA ClimateDashboard-global-surface-temperature-graph-20220624-1400px.jpg | fonte: NOAA Climate.gov

 

But which COP27 in Egypt? (part 2)

by Marco Andreozzi

“And yet it moves”. The phrase attributed to Galileo Galilei is partly applicable to the rather acceptable results of COP 27: in summary, rich countries are committed to supporting developing countries to adapt with respect to “losses and damages” from natural phenomena. It is ironic that the tangible development of the West with the rise of Etruscan-Roman Italy was favored by a particularly warm period with average temperatures higher than today. Accused of denialism, a professional-environmentalist scholar attacks (relata refero) providing me with already known data and asserting that he trusts “the peer-review approach, the best so far devised for judging the reliability and the seriousness of others ”.

“Science is now entirely (99%) for the anthropic interpretation of the current climate change since the evidence is strong and numerous, assisted by the fundamental laws of physics. There are no alternative explanations supported by facts, the anecdotes cited are sometimes a mix of legends, cherry-pickings and truths out of context. Locally and for short periods it may have been warmer in the past than it is now, but the most comprehensive studies say that 98% of the earth’s surface has never been warmer in the last 2,000 years. Speaking of cherry-pickings, he neglects to ask, e.g., the causes of the long ‘Roman’ global warming phase, which began around 1000 BC, when the estimated human presence was around 0.5% of the current one (and without watt-hour consumption).

And again, “individual volcanic episodes have in fact altered the temperature quite a lot, but have nothing to do with the current increase due to anthropogenic greenhouse gases”. Nicely, that’s exactly the point. What to do with variations in solar activity, albedo effect (reflection from planet Earth), influence of the seas? In fact, he denies the science of paleoclimatologists, who collect proxy data from natural recorders of climate variability such as coral, pollen, ice cores, tree rings, caves, ocean and lake sediments, historical data. In short, a lot of rhetoric like the “Vox Populi Vox Dei” recently tweeted inappropriately by Elon Musk. “The objections raised are equivalent to getting out of the way”, and he mentions “some silly things that the Italian physicist Carlo Rubbia said some time ago”, which he then never said again ”. Nobel laureate Rubbia made questionable observations in the Senate (2014) both on methane and on temperatures (in fact decreasing in 2010-2014), but the intent was to highlight the complexity of the problem.

The professional-environmentalist then interprets my opinion as “all international institutions (his working sphere) – scientific and political all of them – suck, are ugly, dirty and corrupt, and can be entirely wrong so that, therefore, it is better to do nothing ”. In short, false accusation and inability to have a dialogue, closed in his own ‘religious’ credo: a recurring historical dynamic among the masses (including university graduates). Nota bene: in the seventeenth-century, the international organization was headquartered in Rome, with several missions around the world and the belief that the sun revolves around planet Earth. Then Galilei developed the experimental scientific method: we know how it ended, and of the orbital and rotational motions of our planet, the changes of which happen also to be very influential on climate change. At the time people died more often of epidemics and, without scientific treatments and vaccines, there was nothing but prayers: a reason for the strength of a ‘religious’ credo and of the Roman Catholic Church, with ‘earthly’ advantages for those who worked with the institution.

Fig. 1: Annual global-mean temperature anomaly during the Holocene based on reconstructions and a transient simulation. Fonte: Nature Communications

Economic resources on mitigation rather than on adaptation are a bit like the now proven misallocation of the “super bonus 110” funds (a past Italian government incentive scheme for house renovation with focus on efficient isolation and renewable energy), typically good for villas, compared to the socio-environmental relapse of possible investments in energy efficiency for social housings, which would have popularized the climate question while acting on the primary problem of energy poverty. Mutatis Mutandis, what public incentives are preferable? Those to stem risks of livability – thinking of the destructive landslide of the island of Ischia (in what is probably the most fascinating coastal-tourist region in the world, at the foot of Vesuvius volcano) – or for imported photovoltaic power, already cheaper than gas-burnt electricity (at prices two years ago) without the need for state support? In any case, yesterday at the Hawaii islands, the Mauna Loa volcano (the largest in the world) has returned to erupt: the released soot particles will certainly contribute to the cooling of planet Earth. Think it over.

DA ClimateDashboard-global-surface-temperature-graph-20220624-1400px.jpg | fonte: NOAA Climate.gov

Marco Andreozzi, è Dottore in Ingegneria Meccanica, Economia/Amministrazione (Politecnico di Torino), tecnologo industriale e specialista del settore energetico, proviene da esperienze professionali in cinque multinazionali in Italia e paesi extra-europei, e come direttore generale; nomade digitale dal 2004, e sinologo, parla correttamente il mandarino.
Marco Andreozzi, is Doctor of mechanical engineering (polytechnic of Turin – Italy), industrial technologist and energy sector specialist, comes from professional experiences in five global corporates in Italy and extra-European countries, and as business leader; digital nomad since 2004, and China-hand, he is fluent in Mandarin.

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