Lucia Riina, quel nome “scomodo” sull’insegna del ristorante a Parigi


Lucia Riina risponde alle polemiche sul nome nell’insegna del ristorante in cui lavora a Le Parisien: «Penso che tutti abbiano il diritto di esprimersi e vivere la propria vita. Ho vissuto a Corleone da quando avevo 12 anni, epoca in cui mio padre fu arrestato. Ho avuto una vita normale. Oggi sono pittrice e madre di una bambina. Mio padre ha la sua storia, io la mia»

di Francesca Garofalo

“Il destino nel nome”, di quello che ha legami con un passato fatto di violenza e crudeltà, Riina. Ad opporsi ad una vita che rimanda alle colpe del padre è stata la figlia del boss mafioso Lucia Riina, 38 anni. Al centro delle polemiche, per l’insegna di un ristorante in cui lavora a Parigi “Corleone by Lucia Riina”, ha deciso di rompere il silenzio con un’intervista a Le Parisien “Non ho cercato di provocare né di offendere nessuno – spiega – volevo soltanto valorizzare la mia identità di pittrice e anche mettere in risalto la cucina siciliana. Affinché non ci sia nessun malinteso, vi annuncio che ho deciso di ritirare il mio nome dall’insegna del ristorante e dalle pubblicità”.


Trasferitasi a Parigi da 3 mesi dopo l’invito dell’artista Pascal Fratellini, a lavorare nel ristorante ed esporvi le opere “Io ricevo i clienti, mio marito si occupa del bar e impara il mestiere. Le mura non mi appartengono, non c’è nessun riciclaggio di denaro, come ho letto da qualche parte. Tutto è trasparente, Pascal ha fatto un mutuo con la banca e ci ha messo a disposizione un appartamento nel quartiere, dove viviamo con mia figlia di 2 anni. È un’opportunità per cambiare vita e vendere i miei quadri, anche se rimpiango il mio paese». Pochi i ricordi d’infanzia e poca la voglia di parlarne. «Sono stata al liceo, ho preso la maturità e ho studiato da commercialista. Non voglio essere associata all’immagine di mio padre, a tutto quello che è mafia. Voglio uscire da questa trappola. La mia vita è trasparente, non ho nulla da nascondere. Voglio essere conosciuta per quello che sono senza dover cambiare nome, scegliere uno pseudonimo. Ho cominciato con questo nome e con questo nome continuerò».

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