Notre Dame de Paris: rinvio ad Aprile 2021 per lo spettacolo in scena al PalaCatania

Notre Dame de Paris, l’adattamento del romanzo di Victor Hugo, in due atti e con le musiche firmate da Riccardo Cocciante rinviato al PalaCatania di Catania ad Aprile 2021. L’ennesimo slittamento nel mondo dello spettacolo, settore messo in ginocchio dalla pandemia. 

La musica delle campane dello spettacolo Notre Dame de Paris rimarrà ferma e con loro il canto dei protagonisti in grado di emozionare e far rivivere sul palcoscenico l’atmosfera parigina. Una notizia che, con i tempi duri che stiamo vivendo, non desta stupore, ma rimane difficile da accettare per tutti gli amanti che sognavano di trovarsi al PalaCatania di Catania e che dovranno attendere il 22 aprile 2021 per vedere in scena lo spettacolo con le musiche firmate da Riccardo Cocciante. Uno slittamento annunciato da Vivo Concerti e cominciato il 19 marzo con l’aggravarsi della situazione e successivamente spostato al 3 aprile, data impossibile da garantire. I biglietti acquistati saranno validi per le nuove date dell’adattamento in due atti del romanzo di Victor Hugo, dal successo intramontabile in tutti i paesi, scritto da Luc Plamondon e di Pasquale Panella, diretto dal regista Gilles Maheu, con le coreografie ed i movimenti di scena creati da Martino Müller, i costumi di Fred Sathal e le scene di Christian Ratz.

Una decisione difficile, dunque, quella della rinvio come lo è quella in cui verte il settore artistico della musica, del teatro e del cinema con tutte le sue maestranze, in questo momento bloccate in un limbo, in attesa di nuove misure sul loro destino. In molti sono stati gli attori che hanno mostrato il loro disappunto sulla mancanza di chiarezza sul futuro del settore, tanto da diffondere su Facebook il documento L’attore visibile. Firmato da 150 attori tra cui: Vittoria Puccini; Pierfrancesco Favino; Luca Zingaretti; Lino Guanciale per citarne alcuni, ha lo scopo di richiedere un fondo di emergenza da destinare agli artisti in difficoltà.

Un appello rilanciato anche in occasione dei David di Donatello, al quale il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini ha risposto ricordando “l’impegno per gli ammortizzatori sociali per tutto il mondo dello spettacolo, ammortizzatori che non c’erano, perché non vogliamo lasciare indietro nessuno” e la speranza di una stagione estiva fatta di piazze, usate come grandi arene e l’importanza di far ripartire l’industria del cinema, di cui discuterà nell’incontro previsto per domani.

Siracusa: Astrea in memoria di Stefano Biondo dona 6200 mascherine artigianali con l’iniziativa “Una mascherina dal cuore”

L’associazione Astrea in memoria di Stefano Biondo di Siracusa, con la sua presidente Rossana La Monica ha donato, da Marzo ad oggi, 6200 mascherine cucite a mano con l’iniziativa “Una mascherina dal cuore”, di cui ci ha parlato anche la presidente onoraria, l’attrice romana Rosa Pianeta.

La generosità non conosce limiti, e questa diventa più forte nel momento del bisogno, in cui unire le forze e reagire è necessario per poter superare le difficoltà. É lo spirito che guida da sempre l’associazione Astrea in memoria di Stefano Biondo a Siracusa (di cui abbiamo parlato nel 2014), impegnata nella battaglia di solidarietà verso le persone in difficoltà. Proprio nei giorni precedenti alla pandemia, la sua presidente Rossana La Monica, le associazioni aretusee (Ago e filo, Arci, Stonewall, Zuimama, Arciragazzi, Gruppo Mamme, Aipd, Lilt e Avo) e i volontari, sono scesi in campo con l’iniziativa “Una mascherina dal cuore” e, armati di macchina da cucire, ago e filo hanno realizzato quei beni imprescindibili per la sicurezza e ormai diventati rari da reperire: le mascherine.

Un’iniziativa nata come intuizione, dopo i primi campanelli di allarme dell’emergenza e che, da Marzo ad oggi, ha contribuito con la donazione di ben 6200 mascherine, tutte realizzate a mano in cotone, igienizzabili e riutilizzabili con una speciale apertura che permette di cambiare il filtro in carta forno, materiale idrorepellente.

Un progetto in cui non sono mancati momenti di difficoltà: “Non è stato facile -dice Rossana La Monica- sia perché sono stata criticata, offesa e calunniata da chi non credeva sull’importanza di questo ausilio, sia per reperire le 25 volontarie che da casa cucissero lo stesso modello di mascherine, sia per trovare il materiale, dato che i negozi addetti erano tutti chiusi e, non è stato facile far fronte alle centinaia richieste subito ricevute. I primi giorni si dormiva veramente poco, ma sono una persona a cui piacciono le sfide e qui la posta in gioco era la salute delle persone. Ogni mattina iniziavo il giro delle volontarie per ritirare le mascherine e  portare loro il materiale, tutto nella massima sicurezza con l’uso di guanti, mascherine e i “panari”, cestini collegati a cordicella che scendono da finestre e balconi. Il pomeriggio, invece, cucivo e prendevo prenotazioni fino a notte fonda” .

Fatica, ma anche soddisfazione per il legame rafforzato con i volontari, le associazioni e persone che hanno dato il loro supporto: “Sono orgogliosa-prosegue Rossana- di aver conosciuto persone meravigliose e rafforzato la stima dei miei volontari e di associazioni amiche. Dopo la prima settimana, con la comunicazione del prefetto altri volontari hanno potuto aiutarmi e i numerosi appelli per il reperimento dei materiali delle mascherine hanno funzionato, e le stesse persone a riceverle ricambiavano con la donazione di materiali. Anche alcuni negozi, seppur chiusi, hanno donato materiali . Lo rifarei altre mille volte”.

Soddisfazione e supporto all’iniziativa anche dalla presidente onoraria dell’Associazione, l’attrice romana Rosa Pianeta che ci parla di Astrea: “Sono onorata di far parte dell’associazione che, ancor prima che si dichiarasse la pandemia, ha compreso l’importanza dell’uso delle mascherine e ha cominciato a crearle e a distribuirle a tutti: anziani, malati, medici, lavoratori, infermieri e anche ai bimbi, malgrado lo scetticismo e, in alcuni casi, gli insulti di chi non ne aveva capito l’importanza”.

 

Un atto di generosità che va oltre la donazione di mascherine, perché ogni giorno Rossana e i volontari lavorano per garantire pacchi di viveri agli indigenti e hanno anche avviato una raccolta fondi: “In collaborazione con le altre associazioni solidali -prosegue Rosa Pianeta- hanno raccolto e distribuito gli aiuti, tutto senza nessun finanziamento pubblico, ma con le proprie forze e grazie al buon cuore dei donatori che credono in Astrea; voglio precisarlo-conclude- perché trovo giusto elogiare chi aiuti non ne ha avuti e ha lavorato fin dall’inizio con le proprie forze, alacremente e senza sosta. Ringrazio Astrea e i cittadini di buon cuore”.

La Banca di Credito Cooperativo di Pachino dona 50 mila euro a cinque ospedali siciliani

La Banca di Credito Cooperativo di Pachino ha donato 50 mila euro per l’acquisto di materiale medico sanitario per cinque ospedali della Sicilia e ha pensato anche alle famiglie indigenti con uno stanziamento di somme per buoni spesa.

Agire in maniera solidale e partecipe, può essere un prezioso rimedio alle condizioni di crisi ed emergenza che stiamo vivendo in questi giorni; é l’esempio di alcune aziende che hanno convertito la propria produzione per poter dare il loro personale contributo al Paese, mentre altre hanno deciso di intervenire con donazioni; tra queste la Banca di Credito Cooperativo di Pachino in Sicilia, che ha donato 50 mila euro per l’acquisto di materiale sanitario. Ad usufruire della donazione cinque ospedali: il Maggiore di Modica; il Trigona di Noto; l’Umberto I di Siracusa; l’ospedale di Acireale e di Taormina. Tra il materiale medico sanitario acquistato e donato ci sono: 3 ventilatori polmonari; 12 elettrorespiratori con casco; 2 defibrillatori; 1 elettrocardiografo; 8 saturimetri; 4 aspiratori portatili; 1 carrello emergenza; 3 pompe siringa e 300 litri di gel disinfettante.

“Per noi è importante in questo momento- spiega il presidente Concetto Costa- esprimere sostegno in favore della sanità del nostro territorio, che con grande coraggio sta contrastando questa situazione di emergenza in condizioni difficili. Abbiamo scelto di farlo concretamente, confrontandoci con gli ospedali per sopperire alle mancanze più urgenti. D’altra parte la nostra missione, da sempre, è quella di sostenere le imprese che, rappresentano il tessuto produttivo del nostro territorio e stanno subendo gravissimi danni per il periodo di inattività. Sentiamo -conclude-ancora più in questo momento la responsabilità forte di attutire gli effetti della crisi e aiutare le aziende a mantenere una condizione di attività, che gli permetterà di rimettersi in moto e riguadagnare il terreno perduto. Un pensiero va anche alle famiglie disagiate, verso cui interverremo con aiuti essenziali”. Solidarietà che non riguarda, dunque, solo gli ospedali, ma anche le numerose famiglie che stanno vivendo questo momento di profonda crisi, con lo stanziamento da parte del Consiglio di Amministrazione, nei diversi Comuni in cui è presente, di somme per la distribuzione di buoni spesa. Dall’Istituto di credito sono state attivate anche le misure attive sul Fondo centrale di garanzie delle PMI, il fondo solidarietà per i mutui prima casa, le misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medio imprese colpite dall’epidemia di COVID-19 e l’addendum contrattuale all’accordo ABI per il credito 2019 del 6 marzo 2020.

“Sicilia si cura” l’app per monitorare a distanza i contagi da Covid-19

Un’applicazione digitale dal nome “Sicilia si cura”, messa a punto dalla Regione Sicilia e l’assessorato della Salute e Protezione civile regionale per monitorare il numero dei contagi, avere sotto controllo lo stato di salute delle persone in quarantena ed il flusso degli asintomatici.

La tecnologia, in questi giorni di emergenza da Covid-19, è lo strumento che sta mostrando il suo lato positivo e rivoluzionario, dallo smart working ai corsi di formazione on line, fino a diventare uno strumento di supporto e presidio per la sicurezza. Questo è accaduto in Sicilia, con l’app “Sicilia si cura”, soluzione digitale per: monitorare i contagiati da coronavirus, dialogare con chi è in quarantena e ad avere un maggiore controllo degli asintomatici. Per poter usufruire del servizio messo in atto dalla Regione Sicilia insieme all’assessorato della Salute e Protezione civile regionale, basta effettuare la registrazione attraverso i canali messi a disposizione dalle autorità sanitarie, come il sito www.siciliacoronavirus.it, dopodiché saranno inviati un sms e una mail all’utente contenente username ed un link per la creazione della password da inserire nel proprio smartphone o tablet, con geolocalizzazione attiva nel territorio della Regione Siciliana. Nell’Isola attualmente, secondo quanto riportato dai dati della Regione Sicilia, è stato registrato il numero di 60 casi guariti, 57 decessi ed identificata Catania come la città con il maggior numero di contagi, per questo, l’obiettivo di “Sicilia si cura” è quello di poter creare un processo informativo in cui l’utente ha un ruolo fondamentale, indicando il luogo da cui sta trascorrendo la quarantena, mettere a conoscenza sullo stato di salute fino a due volte al giorno e definire i contatti avuti con altre persone, tutto nel rispetto della privacy.

Correre ai confini, sospesa l’impresa sportiva di Luca Naso

L’astrofisico ed atleta Luca Naso decide di sospendere in Abruzzo l’impresa Correre ai Confini, il viaggio di 365 giorni in giro per l’Italia, nel rispetto delle nuove disposizioni ministeriali di emergenza da coronavirus. Un sogno di condivisione, fatto di tenacia e con il sostegno di associazioni sportive, amministrazioni comunali e cittadini.


Un sogno audace, un progetto e prima di tutto un’esperienza umana di condivisione quella di Correre ai confini (di cui  abbiamo parlato https://thedailycases.com/limpresa-dellastrofisico-siciliano-luca-naso-correre-ai-confini-percorrere-tutta-litalia-in-365-giorni/) creata dall’astrofisico ed atleta Luca Naso, che doveva condurlo in 365 giorni a percorrere  lo Stivale, ma l’emergenza coronavirus e le nuove disposizioni ministeriali ne hanno comportato la sospensione. Una notizia annunciata ieri dallo stesso Naso, visibilmente commosso, con un video su Instagram: «Credo che le restrizioni imposte- dice Luca- rendano impossibile continuare a seguire gli obiettivi, le idee ed i valori di Correre ai confini. Non voglio proseguire e macinare chilometri da solo, perché l’impresa si fonda sulla condivisione. Ho deciso di stravolgere ogni aspetto della mia vita per realizzare questo sogno insieme agli altri. Mi dispiace di non riuscire a completare l’intero percorso, ma sono contento che tutti e 70 i giorni di Correre ai confini sono stati vissuti intensamente, con gioia e generosità dalle tante persone che si sono lasciate contagiare dalla positività di questo progetto».

Una decisione difficile, ma responsabile dimostrata anche con l’isolamento volontario al suo rientro in Sicilia. Partito l’1 gennaio da Catania, la forza e la tenacia del runner lo hanno condotto tra infortuni ed acquisizione di una piena consapevolezza di sé in Calabria, Basilicata, Puglia, Molise fino in Abruzzo. Durante il suo cammino, a fare la differenza, dunque, sono state le associazioni sportive, amministrazioni comunali ed i cittadini che, con la loro generosità, hanno contribuito a rendere possibile il sogno del runner. «Sono stato- dice Luca- in posti diversi ed ho incontrato persone diverse, ma non mi sono mai sentito fuori posto. Anzi, mi sono sempre sentito a casa, perché le persone che ho incontrato hanno fatto loro questo sogno. É stato uno scambio reciproco di emozioni, sentimenti e valori. Persino in questi giorni molto difficili, tante persone hanno confermato la loro intenzione di partecipare al progetto. Correre ai confini non era un’idea folle, era un’idea audace. Folle sarebbe stato non interrompere adesso».

Rinviato il “Giusy Ferreri live 2020” in via precauzionale.

L’atteso live tour 2020 di Giusy Ferreri, in partenza questa primavera con due date previste a Catania e a Palermo, è stato rinviato. A dare la notizia, la stessa cantante sul suo profilo Instagram: “In linea con le varie precauzioni che l’Italia sta prendendo”. Ai fan sono stati messe chiarite le modalità di rimborso dopo aver acquistato i biglietti.

Il timore dilagante per la diffusione del Coronavirus, che sta coinvolgendo il Paese con più mille casi di contagio, mostra segni tangibili in una diminuzione delle attività quotidiane degli italiani, come andare a fare la spesa nei grandi centri commerciali o recarsi al ristorante e non risparmia neanche gli eventi in calendario nell’ambito musicale. A tal proposito, la cantante Giusy Ferreri in via precauzionale, ha deciso di rinviare il “Giusy Ferreri live 2020”, in giro per l’Italia con suoi più grandi successi, ma anche gli ultimi singoli come “Momenti perfetti”, previsto in partenza da Milano il 2 marzo con 2 date siciliane: il 15 marzo ai Candelai di Palermo e il 16 al MA di Catania. Nella pagina Instagram della cantante nata a Palermo si legge: “In linea con le varie precauzioni che l’Italia sta prendendo, io e il mio team di lavoro riteniamo gesto di buon senso, se pur a malincuore, rimandare il mio imminente tour di marzo 2020. Sono certa -conclude- che avremo presto nuove occasioni da condividere. Chi aveva comprato i biglietti ovviamente verrà rimborsato.” Parole che hanno suscitato solidarietà e comprensione da parte dei suoi fan, che possono ottenere il rimborso del biglietto presso il punto vendita dove è stato acquistato, entro e non oltre il 20 marzo 2020. Per chi ha acquistato i biglietti online su TicketOne o tramite call center con modalità “ritiro nel luogo dell’evento”, il rimborso potrà essere richiesto tramite una comunicazione via email all’indirizzo:
ecomm.customerservice@ticketone.it, sempre entro e non oltre il 20 marzo 2020. Invece, per l’acquisto con modalità “spedizione tramite corriere espresso”, il rimborso dei biglietti potrà essere richiesto con una comunicazione di richiesta aggiungendo in allegato i biglietti, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, entro e non oltre il 20 marzo 2020 (farà fede la data del timbro postale) all’indirizzo: TicketOne S.p.A. – Via Vittor Pisani 19 – 20124 Milano (C.a. Divisione Commercio Elettronico).

“Carmen”, l’opera senza tempo di Bizet inaugura la stagione lirica al Bellini di Catania

La “Carmen”, opera di Georges Bizet inaugura la stagione lirica al teatro Massimo Bellini di Catania. In scena dal 25 febbario al 3 marzo, sotto la direzione artistica di Fabrizio Carminati, la regia di Luca Verdone, i costumi di Alberto Spiazzi, il maestro del coro Luigi Petrozziello e voci del panorama internazionale.

Passione, gelosia e desiderio per un’opera in cui la libertà di amare e di vivere, scorrono inarrestabili come un fiume in piena nell’animo di coloro che li provano, è la “Carmen” di Georges Bizet. Con questa opera immortale in quattro atti, tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée del 1845, sarà inaugurata la stagione lirica del Teatro Massimo Bellini dal 25 febbraio al 3 marzo, sotto la direzione di Fabrizio Carminati (da gennaio direttore artistico del Teatro), la regia di Luca Verdone, con il maestro del coro Luigi Petrozziello e i costumi di Alberto Spiazzi. A far vibrare le assi del palcoscenico, la voce dei protagonisti di fama internazionale: la mezzosoprano Anastasia Boldyreva (Carmen), il tenore Gaston Rivero (Don José) , il baritono Simone Alberghini (Escamillo), Daniela Schillaci (Micaela). Siviglia 1820, la gitana Carmen, sospettata di contrabbando viene accusata di aver accoltellato qualcuno nella fabbrica di sigari dove lavora. Al sergente Don José, innamorato della sua sorellastra Micaela, viene dato l’incarico di verificare l’accaduto. Carmen viene condotta in cella e disperata prega Don José di liberarla dicendogli che lui è innamorato di lei. Il sergente favorisce, così la sua fuga. Tornata in libertà , la voce e la sensualità di Carmen fanno breccia nel cuore del torero Escamillo, ma lei è innamorata di Don José, il quale decide di disertare l’esercito e fuggire con lei e i contrabbandieri sulle montagne. Il loro rapporto, ben presto, si logora a causa dei litigi e le carte predicono la morte di Carmen e quella di José. L’arrivo di Escamillo ingelosisce Don José, che minaccia di sfidarlo in duello, ma viene fermato da Micaela che annuncia l’imminente morte della madre di  José, il quale prima di andare via giura vendetta nei confronti di Carmen ormai conquistata da Escamillo.

È il giorno della corrida a Plaza de toros , il pubblico acclama Escamillo nell’Arena, nel frattempo, Carmen incontra José che prova a convincerla a stare di nuovo con lui, ma il rifiuto le sarà fatale. Il sangue scorre, Carmen vine uccisa dall’uomo che diceva di amarla.

“Belle ripiene”, la prima commedia in una vera cucina da marzo in Sicilia.

“Belle ripiene”, la commedia tutta al femminile per la regia di Massimo Romeo Piparo raggiunge la Sicilia con tre appuntamenti a marzo: il 24 a Ragusa; il 26 a Barcellona Pozzo di Gotto e il 27-28 a Palermo. La storia di quattro donne, che in cucina condividono esperienze, tradizioni differenti e momenti di ilarità. Con degustazione finale per gli spettatori.

Confessioni, aspetti di vita e amori, sono gli ingredienti immancabili nella cucina della commedia “Belle ripiene” diretta dal messinese Massimo Romeo Piparo con tre appuntamenti a marzo in Sicilia: il 24 a Ragusa, il 26 a Barcellona Pozzo di Gotto e il 27-28 a Palermo. Tratta dalla pièce di Giulia Ricciardi, viene messa in scena un’allegra opera dal gusto pink, che mette al centro le vicende di quattro donne: Rossella Brescia (Ida), Tosca D’Aquino (Ada), Roberta Lanfranchi (Leda) e Samuela Sardo (Dada), intente a destreggiarsi in cucina, luogo di incontro, di scambio e condivisione di tradizioni e dialetti differenti. A far da sfondo alla vicenda, l’innovativa scenografia curata da Teresa Caruso corredata da una reale cucina girevole professionale, in cui le protagoniste si divertiranno a cucinare piatti che, poi, saranno serviti al pubblico in sala con la consulenza dello chef enogastronomico Fabio Toso. Tra risate e leggerezza, le pietanze cucinate rispecchiano la terra di origine di ciascuna protagonista: Roma, Napoli, Salento e l’Alta Padana e per l’occasione è stato creato lo “scrigno Belle Ripiene”, un raviolone ripieno di cime di rapa, guarnito con guanciale croccante, pomodoro piennolo confit e fonduta di stracchino. Non mancheranno altre gustose pietanze come: il risotto allo zafferano e gamberi boreali; le mezzelune pere, taleggio con crema di zucca e castagne e le perle di salmone croccante, yogurt ed erba cipollina. Tanta preparazione per le quattro attrici che, per calarsi nei panni del loro personaggio, hanno seguito un corso intensivo di cucina professionale al Centro di Formazione Engim S.Paolo, seguite dallo chef Fabio Toso, e sostenuto l’esame per il certificato H.A.C.C.P per la somministrazione di cibo al pubblico.

Nata per far divertire uomini e donne, “Belle Ripiene” gira intorno ad una passione comune, unico strumento che avvicina e demolisce le differenze e barriere tra gli individui e che lascerà gli spettatori sazi di risate.

Il vecchio casolare dove fu ucciso Impastato pronto all’esproprio

In contrada Feudo a Cinisi, il vecchio casolare dove nel 1978 è stato ucciso dalla mafia Peppino Impastato, é  pronto all’esproprio per essere un luogo della memoria. A confermarlo, il decreto del dirigente generale della Regione Siciliana Sergio Alessandro, con il quale si informa l’avvio di esproprio dell’immobile e del territorio circostante.

Uno spiraglio di luce penetra da una piccola finestrella e fende i muri di pietra ingrigiti dalle intemperie, quelle che negli anni si sono abbattute sul vecchio casolare di contrada Feudo a Cinisi, dove nel 1978 la mafia uccise Peppino Impastato, giornalista, militante della Democrazia Proletaria e fondatore di Radio Aut. Un luogo, dentro il quale rimasero imprigionati per sempre il respiro e gli ultimi istanti di Peppino, finalmente è pronto a divenire posto della memoria. Il Dipartimento Regionale dei Beni culturali ha reso pubblico il decreto del dirigente generale della Regione Siciliana Sergio Alessandro, con il quale si informa l’avvio di esproprio del casolare e del territorio circostante da parte della Soprintendenza di Palermo, mentre la Città Metropolitana avrà il compito di attuare il recupero dell’immobile e renderlo fruibile.

Una notizia, che arriva dopo circa un mese dal Protocollo d’intesa firmato a Palazzo d’Orléans tra Regione Siciliana, Città metropolitana di Palermo e Comune di Cinisi per il: “Coordinamento delle iniziative volte all’acquisizione e al restauro del casolare dove è stato ucciso Peppino Impastato”.
Una vicenda che, dopo anni, sembra giungere ad una soluzione. Cominciata nel 2011, quando la Regione Siciliana decide di acquisire il casolare a scopo commemorativo. Un proposito non avviato, poiché il proprietario del fondo rifiuta l’offerta di acquisto da parte della Regione. Da qui, l’impossibilità della riuscita della procedura di esproprio, messa per anni da parte. Il risultato? La conseguente trasformazione del casolare in una discarica. Una situazione inconcepibile e denunciata più volte anche dal fratello di Peppino, Giovanni Impastato.

Adesso, quel luogo potrà essere restituito alle persone che credono e hanno sempre creduto in Peppino, senza accettare mai le menzogne di un suo ipotetico suicidio nel tentativo di preparare un attentato, né ai depistaggi né alle omissioni. Quei muri diventeranno non solo il simbolo degli ultimi istanti dell’attivista, ma emblema di una voce che ancora oggi riecheggia con la stessa forza di quel 1977.

La iettatura al teatro Massimo di Palermo con “Non è vero, ma ci credo”.

Essere perseguitati dalla sfortuna e da un influsso malefico: la iettatura. Questo è l’apparente destino del protagonista della commedia “Non è vero, ma ci credo” al Teatro Massimo di Palermo dal 24 gennaio al 2 febbraio per la regia di Leo Muscato, con protagonista Enzo De Caro. Risate e riflessione per un’opera in chiave contemporanea.


Un influsso malefico, esercitato da alcune persone su altre, spesso, con la sola presenza: la iettatura. Semplice credenza popolare o fondo di verità? Attorno ad essa gira la commedia in tre atti scritta nel 1942 da Peppino De Filippo “Non è vero ma ci credo”, dal 24 gennaio al 2 febbraio al Teatro Massimo di Palermo. Messo in scena dal regista Leo Muscato, che ha ereditato la direzione artistica della compagnia di Luigi De Filippo, l’opera é arricchita dalle scenografe di Luigi Ferrigno, i costumi da Chicca Ruocco e le luci da Pietro Sperduti. A dar vita alla personalità dei personaggi, la scelta di un cast d’eccezione, capitanato dall’attore napoletano Enzo De Caro con al suo fianco: Giuseppe Brunetti; Francesca Ciardiello; Luciana De Falco; Carlo Di Maio; Giorgio Pinto; Ciro Ruoppo; Massimo Pagano; Fabiana Russo e Gina Perna. L’opera, adattata alla contemporaneità è ambientata nella Napoli degli anni ’80 in cui Mario Merola, Pino Daniele e Maradona sono figure idolatrate e, proprio in questo scenario si sviluppa la vicenda dell’avaro e scaramantico imprenditore Gervasio Savastano, tormentato dal pensiero di essere perseguitato dalla sfortuna e dalle iettatura, poiché gli affari non vanno bene.

La causa di tutto ciò, viene ricollegata alla figura del collega Belisario Malvurio che, accusato di portare iella, viene licenziato. Le cose non vanno bene neanche in casa con gli affetti: la figlia Rosina è innamorata di un giovane che Gervasio non approva. Un barlume di speranza irrompe nella sua vita, quando in ufficio si presenta Alberto Sammaria, un nuovo intraprendente e intelligente ragazzo con una caratteristica: la gobba. Con una successione di vicende divertenti e paradossali, si arriverà al colpo di scena finale.

Una commedia tutta da ridere, dalla quale ricavare uno spunto di riflessione per comprendere come, in fondo, siamo tutti un po’ condizionati dal fattore fortuna/sfortuna, usato per giustificare situazioni di cui, in realtà, siamo artefici.

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