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L’Italia che non poteva mai essere – The Italy that could never be

By 3 Maggio 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

L’Italia che non poteva mai essere

Erano ragazzi, erano davvero ragazzi e sono riconosciuti nella Storia, la Scienza, le fiction, la letteratura e anche al cinema come i “Ragazzi di via Panisperna”.

“E se…” sono probabilmente le due parole più utilizzate quando parliamo del passato, e in modo particolare della Storia. Ciascuno di noi le ha utilizzate per esprimere rimpianti per sbagli, ricordando momenti chiave della vita per poi tornare a trattare i problemi d’oggigiorno.

La più celebre “E se …” della Storia è probabilmente: “E se Napoleone non avesse invaso la Russia?” e come tutte le altre volte che utilizziamo la frase ci troviamo a non sapere mai la risposta giusta, semplicemente perché non esiste.


Nella Storia d’Italia ci sono molti momenti di “E se…” cominciando dagli Etruschi e i Greci, però, c’è un grande “E se…” del nostro passato che poteva davvero segnare una grande svolta nella qualità della nostra vita, e al centro della domanda non c’è un Papa, un Cesare, un re straniero, un Capitan di ventura, oppure un dittatore, bensì un gruppo di ragazzi. Dalla foto in testa all’articolo sembrano apparentemente normali ma in un modo o l’altro hanno contribuito a cambiare il mondo, ma non potevano fare niente per cambiare l’Italia perché le loro circostanze non hanno permesso di farlo.

Nel fare qualche riflessione sulla loro vita e perché non potevano aiutare a cambiare per il meglio il loro paese di nascita, cominciamo anche a capire che in fondo, quella domanda iniziale non è altro che il riconoscimento di fallimenti del passato e non tentativi per risolvere le loro conseguenze.

Via Panisperna

Erano ragazzi, erano davvero ragazzi e sono riconosciuti nella Storia, la Scienza, le fiction, la letteratura e anche al cinema come i “Ragazzi di via Panisperna”. In ordine della foto principale, da sinistra a destra, sono Oscar D’Agostino, il “chimico” del gruppo, Emilio Segrè, Premio Nobel della Fisica nel 1959, Edoardo Amaldi che contribuì all’eventuale formazione del CERN (Centro Europeo di Ricerche Nucleari e l’ESA (l’Agenzia Spaziale Europea), Franco Rasetti che abbandonerà la fisica per ottenere successo nella paleontologia e la botanica ed infine Enrico Fermi, il loro docente all’Istituto di Fisica dell’Università di Roma a via Panisperna della stessa città. Le foto superiore a destra è Bruno Pontecorvo che fuggì dall’Italia per la sua ideologia per trasferirsi in Unione Sovietica ed aiutare altri fisici ad ottenere Premi Nobel, ed infine Ettore Majorana, un matematico brillante con una vita turbolenta che sparì nel 1938 e che diventò soggetto a molte voci e indagini della polizia, giornalisti e tutti coloro che volevano sapere che fine abbia fatto il ragazzo più misterioso del gruppo.

Ovviamente il  più celebre, e per molti il più controverso, era Enrico Fermi che contribuì al celebre Project Manhattan, che portò alle bombe nucleari che devastarono le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, ponendo fine alla seconda guerra mondiale. Però, in un modo o l’altro ciascuno di questi ragazzi straordinari diedero contributi fondamentali a molti aspetti della fisica e specificamente al nucleare.

Sarebbe facile dire “E se…” chiedendoci come sarebbe l’Italia oggigiorno tecnologicamente se avessero potuto lavorare in pace, purtroppo questo non è stato possibile. Infatti, se guardiamo certi aspetti del loro mondo capiremmo che il loro “E se…” sarebbe stato ancora più tragico.

I due dittatori

L’aspetto più facile da capire del destino dei “Ragazzi” è stato la presenza di due dittature: quella di Mussolini in Italia e quella di Hitler in Germania. Segrè era ebreo, come anche la moglie di Enrico Fermi ed entrambi i fisici dovettero fuggire le conseguenze delle orrende leggi razziali. La fede di Bruno Pontecorvo non era religiosa bensì politica e quindi anche lui dovette fuggire dalle repressioni che probabilmente l’avrebbero portato ai campi di concentramento. Nel caso di Pontecorvo, ovviamente sentiva la mancanza del paese natio perché dopo la morte nel 1993 le sue ceneri furono divise in due per essere sepolte in quel che era l’URSS, ora la Russia, ed in Italia.

Inoltre, e peggio ancora, se fossero rimasti in Italia, Fermi e Pontecorvo non avrebbero avuto vita facile perché Hitler aveva ordinato ai suoi scienziati di cercare di costruire una bomba atomica. Non sapremo quanto erano vicini ma non c’è alcun dubbio che Fermi e Pontecorvo avrebbero avuto pressioni a contribuire a questo progetto capeggiato del fisico tedesco Werner Heisenberg.

In questo caso, la guerra poteva benissimo finire in ben altro modo e il mondo sarebbe stato davvero molto diverso da quel che conosciamo e certamente non nel meglio.

Queste erano le condizioni che resero impossibile che questi scienziati straordinari potessero rimanere in Italia per aiutare il loro paese a diventare un esempio tecnologico per il mondo. Però, le loro ricerche e scoperte portarono alle paure della Guerra Fredda.

Mistero

Fermi diventerà poi una figura controversa negli Stati Uniti, sia perché ebbe un ruolo fondamentale nella creazione del nucleare e la bomba atomica, sia perché si ribellò al progetto di costruzione dell’ancora più potente bomba all’idrogeno, anche se alla fine decise di far parte del progetto nella speranza di poter mostrare che una bomba del genere non era possibile. La Storia dimostra che in questo si sbagliava.

In un articolo breve non è possibile entrare nel merito delle vite degli altri componenti di questo gruppo unico. Con un’eccezione, ciascuno di loro ha potuto fare lavori importanti nei propri campi e sono diventati motivi d’orgoglio per tutto il paese.

L’eccezione è il matematico Ettore Majorana che diventò il centro di una tempesta di misteri e voci che non è mai sparita del tutto. Fermi considerava il ragazzo siciliano alla pari con geni del passato come Galileo e Newton, eppure il suo nome, anche se ben noto nel mondo scientifico, non ha la risonanza col pubblico internazionale che il suo lavoro merita.

Il 25 marzo 1938 il giovane professore di fisica teorica dell’Università di Napoli salì a bordo di una nave per poi sparire per sempre. Nel corso dei decenni da allora questo capitolo misterioso è stato al centro di innumerevoli congetture, alcune per motivi sulla vita privata, alcune in base a teorie improbabili o con poca sostanza, che hanno riempito libri, pagine di riviste ed sono stati anche il tema di documentari e film.

In ogni caso, questi misteri e controversie non fanno niente per togliere a Majorana e gli altri “Ragazzi” la gloria delle loro imprese. Come gruppo e come individui hanno davvero cambiato il mondo e regolarmente le loro ricerche sono le origini di scoperte moderne.

Patrimonio

Però, non dobbiamo cedere alla tentazione di “E se…”. La vita non è fatta di “se” e “ma”. La vita è fatta di episodi, banali ed importanti, di decisioni, e a volte dal caso e ancora più spesso da coincidenze che nessuno poteva mai programmare, come una manciata di ragazzi brillanti che si incontrano a Roma per gli studi, che svolgono ricerche e fanno scoperte che cambiarono per sempre le nostre concezioni dell’Universo e svelarono il potere contenuto in un semplice atomo.

Ma nel capire che chiedere “E se…” non ha alcun senso dobbiamo anche e soprattutto renderci conto che la Storia è molto più grande di qualsiasi individuo. Ha le sue regole e una di queste è che nessun individuo o gruppo di individui è immune agli effetti dello sviluppo storico intorno a sè, e che anche loro devono piegarsi alle forze che guidano il destino di ciascuno di noi, non importa quanto bravo o potente.

I Ragazzi di Via Panisperna sono un capitolo fondamentale della Storia d’Italia e anche la Storia del mondo ed è uno di cui, come italiani, dobbiamo essere fieri perché erano la continuazione del lavoro dei nostri grandi scienziati nel corso della Storia, che in ogni senso sono alla pari dei nostri grandi autori e artisti e molto spesso sono dimenticati quando parliamo del nostro Patrimonio Culturale nazionale.

di emigrazione e di matrimoni

The Italy that could never be

They were young men, they really were young men and they are recognized in history, science, TV series, literature and also in the movies as the Ragazzi di via Panisperna (Young men of via Panisperna).

“What if…” are probably the two words we use most when we talk about the past and especially history.  All of us have used them to express regret for mistakes when we remember key moments in our lives and then we return to dealing with today’s problems.

The most famous “What if…” in history is; “What if Napoleon had not invaded Russia?” and like all the other times we use the phrase we find ourselves never knowing the right answer simply because it does not exist.

There are many “What if…” moments in Italy’s history, starting from the Etruscans and the Greeks. However there is a great “What if…” in our past that could have marked a great turning point in the quality of our lives and at the centre of the question is not a Pope, a Caesar, a foreign King, a mercenary or a dictator but rather a group of young men. From the photo at the head of the article, they appear to be normal but in one way or another they contributed to changing the world but they could do nothing to change Italy because their circumstances did not allow them do so.

As we reflect on their lives and because they could not help their country to change for the better let us also start to understand that basically the initial question is only the recognition of past failures and not an attempt to solve their consequences.

Via Panisperna

They were young men, they really were young men and they are recognized in history, science, TV series, literature and also in the movies as the Ragazzi di via Panisperna (Young men of via Panisperna). In order of the main photo, from left to right, they are Oscar D’Agostino, the group’s “chemist”, Emilio Segrè winner of the 1959 Nobel Prize for Physics, Edoardo Amaldi who contributed to the formation of the CERN (Europe’s Nuclear Research Centre) and the European Space Agency, Franco Rasetto who would abandon physics to achieve success in palaeontology and botany and finally Enrico Fermi, their lecturer at Rome University’s Institute of Physics in via Panisperna in the heart of the city. The top photo on the right is Bruno Pontecorvo who fled Italy due to his ideology to eventually move to the Soviet Union and help other physicists win Nobel Prizes and finally Ettore Majorana, a brilliant mathematician with a troubled life who disappeared in 1938 and became the subject of many rumours and investigations by the Police, journalists and all those who wanted to know what happened to the most mysterious member of the group.  

Obviously the most famous member, and for many also the most controversial, was Enrico Fermi who contributed to the famous Manhattan Project that led to the nuclear bombs that devastated the Japanese cities of Hiroshima and Nagasaki which brought World War Two to an end. However, in one way or another each of these young men gave major contributions to many aspects of Physics and especially nuclear power.

It would be easy to ask “What if…” to wonder how Italy would be today technologically if they could have worked in peace, unfortunately this was not possible. Indeed, if we look at certain aspects of their world we would understand that their “What if…” would have been even more tragic.

The two dictators

The easiest aspect of the destiny of the “Young men” to understand was the presence of two dictatorships, that of Mussolini in Italy and Hitler’s Germany. Segrè was a Jew, as was

Enrico Fermi’s wife and both physicists had to flee the consequences of the horrendous Racial Laws in Italy. On the other hand, Bruno Pontecorvo’s belief was not religious but political and he had to flee the repression that would probably have taken him to the concentration camps. In Pontecorvo’s case he obviously missed his country of birth because after his death in 1993 his ashes were divided into two to be buried in what was the USSR, now Russia, and in Italy.

Furthermore and worse still, if they had stayed in Italy Fermi and Pontecorvo would not have had an easy life because Hitler had ordered his scientists to try to build an Atomic bomb. We will never know how close they came but there is no doubt that Fermi and Pontecorvo would have been pressured to contribute to this project led by the German physicist Werner Heisenberg.

In this case the war could very well have ended very differently and the world would truly have been quite different from the one we know and certainly not for the better.

These were the conditions which made it impossible for these scientists to stay in Italy to help their country to become a technological example for the world. However, their research and discoveries eventually led to the fears of the Cold War.

Mystery

Fermi then became a controversial figure in the United States, both because he played an essential role in the creation of nuclear power and the Atomic bomb and also because he rebelled against the project to build the even more powerful Hydrogen bomb, even if in the end he decided to take part in the project in the hope of showing that such a bomb was impossible. History shows that he was wrong in this.

In a short article it is not possible to enter into the merits of the lives of the other members of this unique group. With one exception, each one of them was able to carry out major work in their fields and became the source of pride for all the country.

The exception was the mathematician Ettore Majorana who became the centre of a storm of mystery and rumours that never completely disappeared. Fermi considered the young man from Sicily on a par with geniuses from the past such as Galileo and Newton and yet, although well known in the world of science, his name does not have resonance with the international public that his work deserves.

On March 25, 1938 the young Professor of Theoretical Physics of Naples University boarded a ship and then disappeared forever. Over the decades since then this mysterious episode has been the focus of countless conjectures, some for reasons of his private life, some based on improbable theories, or ones with little substance, that have filled books, pages of magazines and was also the subject of documentaries and films.

In any case, these mysteries and controversies did nothing to take away from Majorana and the other “Young men” the glory of their deeds. As a group and individuals they truly changed the world and regularly their research has been the origin of modern discoveries.

Heritage

However, we must not give in to the temptation of the “What if…” Life is not made of “ifs” and “buts”. Life is full of trivial and important episodes, decisions, and at times of chance and even more often by coincidences that nobody could ever plan, such as a handful of brilliant young men who meet in Rome for their studies who carry out research and make discoveries that changed forever our conception of the Universe and revealed the power contained in a simple atom.

But in understanding that asking “What if…” has no sense, we must also and above all understand that history is much bigger than any individual. It has its rules and one of these is that no individual or group of individuals is immune to the effects to the development of history around them and that they too must bow down to the forces that guide the destiny of each one of us, no matter how good or powerful.

The Young men of via Panisperna were an essential chapter in Italy’s history and also of world history and it is one that we as Italians must be proud because they were the continuation of the work of our great scientists over the course of history that in every sense is equal to our great authors and artists and very often they are forgotten when we talk about our national Cultural Heritage.


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