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La nostra rete internazionale da potenziare – Our international network that must be upgraded

By 30 Aprile 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

La nostra rete internazionale da potenziare

Vogliamo fare qualche riflessione sulla rete internazionale italiana che esiste, ma che spesso non svolge un ruolo davvero attivo ed efficace per promuovere iniziative e scambi culturali e commerciali tra l’Italia e i paesi di residenza degli italiani all’estero.

I Comites (Comitati per gli Italiani all’Estero) esistono da tempo e vengono eletti dai nostri parenti e amici all’estero, che sono cittadini italiani e registrati all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) dei consolati. Come dice l’articolo 1 della legge 286/2003 citata nel sito del Ministero degli Affari esteri, i Comites sono “organi di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari”.  Secondo la grandezza della zona consolare questi organi sono composti da 12 o 18 componenti.

Purtroppo altri sviluppi hanno messo questo ruolo di rappresentanza in ombra e per questo motivo abbiamo l’obbligo di guardare i Comites con un altro occhio, in un modo che fin troppo spesso è nominato ma fino ad ora non è stato attuato: che dobbiamo potenziare i Comites per dare alle nostre comunità il compito per cui sarebbero perfettamente adatte non solo per l’Italia, ma anche per i loro paesi di residenza.


Tristemente, come abbiamo scritto ripetutamente nel corso di questa rubrica, e rafforzato dall’On. Fabio Porta nella sua recente intervista con noi, gli italiani all’estero sono una risorsa per il paese, ma una risorsa non vale niente se non viene utilizzata nel modo giusto.

Ma per arrivare ai suggerimenti per potenziare i Comites dobbiamo guardare con occhio critico il punto debole della rete dei Comites.

Parlamentari

Quando parliamo di “rappresentanza” delle comunità all’estero, come possiamo negare che l’istituzione delle circoscrizioni estere e l’elezione di 18 parlamentari alla Camera dei Deputati e il Senato non sia una rappresentanza più forte e diretta delle nostre comunità all’estero?  Anche se dobbiamo aggiungere il cavillo che diciotto sono pochi in mezzo a circa mille parlamentari, e sarà peggio ancora quando la legge per la riduzione del numero di parlamentari sarà approvata con un numero finale di dodici eletti all’estero sparsi in circoscrizioni ancora più difficili da gestire rispetto a quelle che abbiamo visto fino ad ora.

Perciò dobbiamo chiederci, non sarebbe il caso di ridefinire i compiti dei Comites e di  rivedere come vengono nominati i suoi componenti? E anche come si svolgono le sue riunioni per assicurare che possano dare un contributo solido ai rapporti tra paesi?

Ma il modo in cui sono formati i Comites fa poco per garantire che i suoi componenti possano avere un ruolo efficace per compiti definiti nel sito del Ministero: https://www.esteri.it/mae/it/servizi/italiani-all-estero/organismirappresentativi/comites.html

Difatti, l’elezione dei Comites non garantisce la presenza di componenti con le competenze e l’esperienza per promuovere scambi culturali ed economici, senza dimenticare la promozione della lingua italiana che dovrebbe essere una priorità assoluta, anche per cercare un mercato davvero mondiale per i nostri autori e quindi per dare un aiuto consistente alla nostra editoria che è in crisi da tempo, prima ancora dell’attuale emergenza sanitaria mondiale. Questo discorso vale anche per il nostro cinema che indubbiamente ha bisogno di trovare un mercato ancora più grande per i suoi prodotti, che spesso sono così “italocentrici” che sono difficili da presentare al pubblico internazionale.

Elezione o no?

La presenza dei parlamentari crea un “conflitto di interessi” tra il ruolo di rappresentanza dei Parlamentari e quello dei Comites. Quindi, non sarebbe il caso di non eleggere più i Comites bensì di scegliere i suoi componenti secondo criteri precisi di qualifiche ed esperienza, per realizzare i compiti da svolgere nel corso del loro mandato?

Naturalmente qualcuno dirà che in questo modo verrebbe meno il dare voce alle collettività locali, allora la soluzione sarebbe di eleggere una parte dei Comites dalle comunità, magari 2 nel caso dei Comites di 12 e 3 in quelli dei 18. In questo modo ci sarà sempre la voce delle comunità all’interno del legame tra l’Italia e le comunità all’estero, anche per motivi che spiegheremo sotto.

Inoltre, nel caso di questa composizione mista dei Comites e per far riconoscere pubblicamente l’importanza di questo compiti, il “presidente” del Comites potrebbe essere, non uno dei suoi componenti, ma proprio il console stesso per assicurare più forza al messaggio del ruolo del Comites e anche per assicurare che i progetti siano in linea con quelli descritti nella legge e nel sito.

Compiti

Quindi, in primis i Comites dovrebbero avere componenti che conoscono come promuovere la Cultura in generale, oltre la conoscenza della realtà dei sistemi scolastici di ciascun paese per poter inserire l’italiano nelle scuole. Ci vuole poco per capire che “allestire una mostra d’Arte”, per dare un esempio di promozione, non è semplice e che oltre a richiedere tempo ha bisogno di gente che capisca le esigenze per mostre del genere e di sapere scegliere i soggetti adatti per i loro mercati.

Nei casi di mostre d’arte, ecc., speriamo anche che una parte non piccola del ricavato di mostre all’estero del futuro andrebbe ai musei e gli altri luoghi di origine dei pezzi, per fornire i soldi necessari per restaurare e mantenere che spesso il governo nazionale è incapace di fornire, e quindi il lavoro dei Comites darebbe anche un altro contributo fondamentale delle comunità italiane all’estero al paese, che non si sono mai tirate indietro quando il loro paese d’origine  ha avuto bisogno di aiuto.

Ovviamente questo aspetto di qualifiche ed esperienza vale ancora di più per le ricerche, scambi e promozioni commerciali e così via, che non possono essere lasciati al caso o a scelte “fortuite” quando i componenti sono eletti al Comites.

Naturalmente con i Comites misti, i componenti eletti dalla comunità avrebbero il ruolo fondamentale di fare da “connessione” tra le comunità locali e i lavori e le manifestazioni organizzati dagli altri componenti dell’organo. Difatti, vista la grandezza delle nostre comunità in tutti i paesi, questo ruolo di coinvolgere tutta la comunità sarebbe fondamentale per assicurare il successo economico di mostre, presentazione di film, libri e anche prodotti commerciali italiani nel futuro.

Realtà

Sentiamo spesso dei commenti ironici e non raramente di sdegno verso i Comites, e quindi bisogna rivedere la struttura e il funzionamento in modo da affrontare il fatto che in molti luoghi questi organismi non hanno il valore e l’efficacia che dovrebbero avere come organi di rappresentanza delle comunità con le autorità del nostro paese d’origine.

Come spesso accade, sulla carta e nelle parole della legge e il sito del Ministero i Comites sono importanti, ma nella realtà dobbiamo chiederci; possiamo davvero dire che i frutti di questi organi siano stati pari ai sogni e le speranze di chi li ha designati?

Crediamo davvero che questi sogni e speranze siano possibili, ma il mezzo che abbiamo a disposizione, sia per motivi politici, sia per motivi degli eletti non adatti per i loro ruoli effettivi, non ha dato la vera possibilità di svolgere ruoli efficaci ed quindi importanti sia per le comunità italiane all’estero che per l’Italia stessa e anche i loro paesi di residenza.

La nostra Cultura e tutti gli altri prodotti del Bel Paese hanno bisogno di promozione, ricerche, e di un pubblico internazionale pari alla loro grandezza. In teoria i molti milioni di italiani sparsi in giro per il mondo costituiscono di per sé un potenziale enorme, ma possiamo dire in tutta onestà che riconosciamo davvero questa realtà, o forse non siamo riusciti ancora a trovare il modo di poterlo metterlo in moto davvero?

Tristemente, la risposta è negativa e per questo dobbiamo capire che i Comites devono essere potenziati in modo efficace e sistematico con scopi ben precisi, per poter dare finalmente alle comunità italiane nel mondo quel ruolo attivo ed efficace che fino ad ora è venuto a mancare, per mancanza di progetti veri e persone qualificate capaci di realizzarli.

Solo agendo in modo da poter coinvolgere i migliori nostri componenti in giro per il mondo e dare loro un ruolo vero in progetti seri, riusciremo a costruire una vera rete internazionale degli italiani nel mondo.

 

 

di emigrazione e di matrimoni

Our international network that must be upgraded

We want to express a few thoughts about an international Italian network that often does not carry out a truly active and effective role for the promotion of initiatives and cultural/commercial exchanges between Italy and the countries of residence of Italians overseas.

The Comites (Committees for Italians overseas) have existed for some time and are elected by our relatives and friends overseas who are Italian citizens and registered in the AIRE (Anagrafe degli italiani residente all’estero, Register of Italians resident overseas) at the consulates. As stated in article 1 of Italian Law 286/2003 quoted in the website of Italy’s Foreign Affairs Ministry, the Comites are “representative organ of the Italians overseas in the relations with the diplomatic/consular representations” Depending on the area of the consulate these organs are made up of 12 or 18 components.

Unfortunately, other developments have overshadowed this role of representation and for this reason we have a duty to look at the Comites with another eye, one that all too often has been mentioned but up till now has not been implemented. We must upgrade the Comites to give our communities the task for which they are perfectly suitable not only for Italy but also for their countries of residence.

Sadly, as we have often written repeatedly during the years of this column and was reinforced by the Honourable Fabio Porta in a recent interview with us, Italians overseas are a resource for the country but a resource is worth nothing if it is not used in the right way.

But in order to reach these suggestions for upgrading the Comites we must take a look at the weak point of the network of Comites.

Parliamentarians

When we talk about the “representation” of communities overseas how can we deny that the institution of the overseas electorates and the election of 18 parliamentarians to Italy’s Chamber of Deputies and Senate is not a stronger and more direct representation of our overseas communities? Even if we add the technicality that eighteen is not many amongst about a thousand parliamentarians and will be worse still when the law for the reduction of the number of parliamentarians will be approved with a final number of twelve spread around the world that will see the electorates even harder to manage from than those we have seen up till now.

Therefore we must ask ourselves; would it not be the case to redefine the tasks of the Comites and to review how their members are appointed, as well as how they conduct their meetings in order to ensure that they can give a solid contribution to the relations between countries?

But the way with which the Comites are formed do little to ensure that its members can play an effective role in the tasks defined in the Ministry’s website:

https://www.esteri.it/mae/it/servizi/italiani-all-estero/organismirappresentativi/comites.html

In fact, the election of the Comites does not guarantee the presence of members with the skills and the experience to promote cultural and economic exchanges, without forgetting the promotion of the Italian language that should be an absolute priority, also for looking for a truly worldwide market for our authors and therefore to give a major contribution to our publishing industry that has been in crisis for some time, even before the current international health emergency. This also applies to our cinema which undoubtedly needs to find an even bigger market for its products that are often so “Italo-centric” that they are hard to present to the international audience.

Elections, yes or no?

The presence of the parliamentarians creates a “conflict of interest” between the representative role of the parliamentarians and that of the Comites. Therefore, would it not be the case to no longer elect the Comites but rather to select the components according to precise qualifications and experience in order to carry out the tasks the tasks to be undertaken during their mandate?

Naturally some will say that in this way it would fail to give a voice to the local communities, so the solution would be to elect a part of the Comites from the community, maybe 2 in the case of the Comites with 12 members and 3 in those with 18. In this way it would always be the voice of the community within the link with Italy and Italian communities, as well as for reasons we will explain below.

Furthermore, in the case of mixed composition of the Comites and in order to recognize publicly the importance of these tasks, the Chairman of the Comites should not be one of its members but precisely the Consul to ensure guarantee more strength to the message of Comites’ role and also to ensure that the projects are in line with those described by the Law and in the website.

Tasks

So, first of all the Comites should have members that know how to promote Culture in general, as well as knowledge of the reality of the school systems of each country in order to insert Italian in the system of each country. It takes little to understand that “setting up an Art display”, to give only one example of promotion, is not easy and that as well as requiring time needs people who understand displays in general and to know how to select the subjects that are suitable for their markets.

In the cases of displays of Art, etc, we also hope that a not insignificant part of the income of the overseas displays in the future would go to the museums and the other places of origin of the pieces to supply the funds necessary for restoration and maintenance that the national government is often unable to give and therefore the work of the Comites would also be another fundamental contribution to Italy from the Italian communities overseas that have never held back when their country of origin needed help.

Obviously this aspect of qualifications and experience is even more valid for research, commercial exchanges and so forth that cannot be left to chance or to “fortuitous” choices when the members of the Comites are elected.

Naturally, with the mixed Comites the members elected by the community would have the essential role of making the “connection” between the local communities and the work and events organized by other members of the organization. Indeed, given the size of our communities in all the countries, this role of involving all the community would be fundamental for ensuring the financial success of displays, the presentation of films, books and other Italian commercial products in the future.

Reality

We often hear ironic and not uncommonly disdainful comments about the Comites and therefore we have to review the structure and the functioning in a manner to deal with the reality that in many places these bodies do not have the value and the effectiveness they should have as representative bodies of the communities with the authorities of their country of origin.

As often happens, on paper and in the words of the law and the Ministry’s website the Comites are important but in reality we must ask ourselves; can we truly say that the results of these bodies has been equal to the dreams and hopes of those who designed them?

We truly believe that these dreams and hopes are possible but the means that we have available, whether for political reasons or that those elected were not suitable for their effective roles, they have not been given the real possibly of carrying our effective and therefore major roles for both the Italian communities overseas and Italy herself, as well as their countries of residence.

Our Culture and all Italy’s other products need promotion, research and an international audience equal to their greatness. Theoretically the many millions of Italians on their own spread around the world constitute an enormous potential but can we honestly say that we truly recognize this reality and that we have been able to find a way to really set it in motion?

Sadly the answer must be in the negative and for this reason we must understand that the Comites must be upgraded effectively and systematically with very precise purposes in order to finally give the Italian communities around the world that active and effective role that has been lacking up till now due to the lack of true projects and of qualified people capable of carrying them out.

Only by acting so that we involve the best people around the world and give them a real role in serious projects will we be able to build a true network of Italians around the world.


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