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Attualità

La strategia dei non pensanti

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Tempo di lettura: 4 minuti

Visioni di una nuova Economia mondiale.

di Giuseppe Cossari e Paolo Buralli Manfredi

 

Negli ultimi quindici anni abbiamo assistito al succedersi a capo delle Nazioni del Pianeta, a parte qualche caso raro, dei totali non pensanti che a nostro avviso, sono arrivati in quei posti solo grazie ad un disegno preciso, che i veri gestori e manovratori del Pianeta stanno mettendo in atto per cambiare l’economia mondiale che abbiamo conosciuto fino a oggi.

Anche i casi delle bambine prodigio, probabilmente, fanno parte di quel disegno.  Una per tutte Greta, che ha sensibilizzato milioni e milioni di giovani e meno giovani sul tema del surriscaldamento del pianeta e la produzione eccessiva d’inquinamento globale.

In realtà la spinta data alla piccola Greta dal Sistema e venduta come anti Sistema, e questo è un pezzo del disegno che ai gestori del mondo serve per ridisegnare l’economia mondiale che per esaurimento fisiologico, dovrà inevitabilmente cambiare e diventare un altro mostro per la produzione di potere e denaro.

Ovviamente, per poter controllare un cambio economico servono degli specifici passi: il primo passo, è convincere le popolazioni che la globalizzazione ha fallito e che il ritorno al “regionalismo” è la formula migliore per riportare la classe media al benessere perduto durante gli anni di globalizzazione.

In realtà quando si crea una nuova economia, bisogna renderla, almeno all’inizio controllabile da qui, il posizionamento delle pedine che sarcasticamente chiamiamo non pensanti. Tutta la campagna di comunicazione di Trump fu condotta con la visione di un ritorno all’isolamento e a quell’affermazione detta più volte come un mantra “America First”, era la prima fase per convincere la classe media Americana che incominciare ad uscire dalla globalizzazione li avrebbe riportati ad essere benestanti. Poi di seguito, ed è ancora in atto, la guerra dei dazi che servirà a tutelare le aziende che si convertiranno alla Green Economy ed alla produzione alimentare vegetale.

I pilastri della nuova economia si fonderanno su due precisi campi di sviluppo, il primo l’energia pulita o “Green Economy”, il secondo sul cambio d’alimentazione delle future generazioni.

La Green Economy e le nuove tecnologie legate ad essa, saranno il primo motore del nuovo sistema economico mondiale che permetterà di riportare masse di lavoratori, oggi disoccupati parziali o totali al lavoro, e di conseguenza anche tutte le riconversioni aziendali da qui al 2050 ( ricordatevi questa data) aiuteranno tutte le economie dei paesi industrializzati, che attualmente hanno dei grossi problemi con il PIL interno.

Invece, la conversione dei modelli di alimentazione delle future generazioni è partita con la creazione dei nuovi mezzi di comunicazione, il primo passo che il Sistema doveva compiere era l’auto distruzione e quindi, creare una comunicazione massiccia contro se stessi, cosa facilissima grazia all’appoggio dei Social Network.

Ed in effetti sono parecchi anni che sui social girano e gireranno, video violenti che trattano la tortura ed il maltrattamento degli animali, l’inquinamento a trecentosessanta gradi e le indicazioni per porre fine a questo scempio.

La continua presa di coscienza soprattutto dei più giovani, che sono naturalmente i più influenzabili, continuerà a creare quelli di cui il Sistema avrà bisogno per il cambiamento di un’intera economia globale, cioè: “ I futuri portatori del verbo, nonché i nuovi clienti!”, stiamo parlando dei Vegetariani, Vegani, Fruttariani!

Ovviamente il cambio di una produzione mondiale che si sposterà dalle produzioni animali a quelle vegetali, avrà bisogno di creare le basi per una clientela che conterà miliardi di persone, e qui arriviamo alle vicende degli altri non pensanti messi ai posti giusti, per costruire il futuro Sistema produttivo che dovrà ingrassare le nuove economie del mondo, economie ovviamente di Sistema, che cambia soltanto il pelo ma nell’essenza e nel comando rimangono totalmente invariate!

Il Presidente del Brasile e la sua idea di deforestazione aiutata dagli ultimi roghi, cui si dovrà indagare sul come si siano innescati, cambieranno morfologicamente quell’area che, casualmente, dovrà essere convertita in area agricola produttiva. I non pensanti che si susseguono a capo delle Nazioni del Continente Africano stanno svendendo anno dopo anno le terre Africane alle future Company che diventeranno i produttori dei nuovi prodotti vegetali per la nuova economia mondiale. Giusto un inciso, ovviamente queste continue vendite che in Africa vengono fatte a blocco, vale a dire con tutto quello che c’è dentro compreso uomini, donne e bambini, sono parte in causa delle immigrazioni di massa che stanno mettendo a dura prova tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo e l’Europa intera, che ancora oggi non ha trovato una soluzione congiunta per questo problema e che secondo noi non la troverà mai!

2050, qui sopra abbiamo scritto di non dimenticare questa data, lo abbiamo detto, perché nel mantra della piccola Greta questa data è fondamentale ed è usata per dare un tempo a tutti i Governi, ricordate, in ogni discorso esce che, se entro il 2050 non si porrà rimedio, il mondo finirà!

Ecco, la nostra versione per quanto sopra scritto è che entro il 2050 l’economia mondiale avrà abbandonato gran parte della vecchia economia, carbone, petrolio,  gas eccetera, per mettere a regime la nuova, basata sulle fonti rinnovabili e il cambio alimentare.  Forse chi scrive i discorsi alla piccola ecologista Greta intende la fine del mondo come la fine di un economia che ci ha accompagnato per più di cento anni, (https://thedailycases.com/greta-thunberg-e-i-diritti-negati-alla-sua-adolescenza/) e che morirà in quella data per far spazio al nuovo ordine mondiale che per istinto di sopravvivenza sta cambiando l’economia del mondo intero!

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