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La sfida di creare una comunità italiana mondiale Parte 2- The challenge of creating a worldwide Italian community Part 2

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Tempo di lettura: 9 minuti

di emigrazione e di matrimoni

La sfida di creare una comunità italiana mondiale. Parte 2

Nella prima parte di questo articolo (LINK) abbiamo spiegato la situazione delle nostre comunità all’estero per capire il contesto per iniziare la sfida per creare una comunità italiana mondiale.

Infatti, abbiamo concluso la prima parte nominando due collanti che potrebbero darci i mezzi per unire queste comunità individuali in una comunità italiana mondiale, la lingua italiana, e i futuri partecipanti al Progetto del “Turismo delle radici” che aiuterà i discendenti dei nostri emigrati a scoprire le loro origini in Italia.

Partiamo dalla lingua che è di importanza assoluta non solo perché ci definisce, ma anche perché le nostre comunità hanno lingue diverse secondo il paese di residenza, come spiegato nella prima parte.

Allora è facile capire che una futura comunità italiana mondiale dovrebbe avere come base di comunicazione la lingua italiana.

E per poter fare questo dobbiamo, come paese, impegnare più forze nell’incoraggiare i discendenti dei nostri emigrati nel corso di ben più di 150 anni, e non solo loro, a voler imparare la nostra lingua.

E in questo dobbiamo avere la partecipazione proattiva non solo della RAI, ma anche dei nostri mezzi di informazione perché fino ad ora il mondo non ha mai saputo abbastanza della realtà complessa che è l’Italia di oggi.

Difatti, produrre e presentare i programmi e articoli solo in italiano non fa niente per raggiungere in pieno il potenziale mercato di oltre 85 milioni di persone in tutti i continenti.

Invece, presentando il palinsesto internazionale della RAI con sottotitoli, e gli articoli di ogni genere in varie lingue avrebbe due effetti importanti.

Il primo, e ovviamente, di dare a RAI World un pubblico internazionale molto più grande, con tutti i benefici in termini di introiti pubblicitari che si basano sul pubblico vero che non è che una piccola percentuale del pubblico potenziale.

Il secondo effetto è di, finalmente, dare ai non-italofoni la vera possibilità di capire i nostri programmi, cantanti, documentari, ecc., per poter avere una vera idea della grandezza del nostro Patrimonio Culturale, e in questo modo per fare capire al mondo che gli stereotipi degli italiani che vediamo fin troppo spesso, anche e purtroppo nelle pagine social degli italiani all’estero, non sono una vera rappresentazione di quel che la Cultura italiana è.

Di conseguenza, e se presentato nel modo giusto, il nuovo pubblico internazionale sarebbe incoraggiato a voler imparare la nostra lingua per poter apprezzare in pieno quel che la nostra lingua e la nostra Cultura possono offrire a loro.

Senza dimenticare che il Governo Nazionale dovrebbe fare molto di più per aiutare gruppi a promuovere e poi insegnare la nostra lingua all’estero, sia ai giovani che agli adulti.

E il risultato di tutto questo non sarebbe solo di creare la basi per la comunità italiana mondiale, ma anche la creazione di un mercato internazionale vero per i nostri prodotti culturali, partendo da libri e musica che non hanno mai raggiunto i livelli possibili grazie alla presenza di comunità italiane in molti paesi.

E il secondo collante è il Turismo delle radici che darà ai giovani oriundi la possibilità di scoprire le loro radici italiane, e anche di vedere con i propri occhi le meraviglie nascoste dal mondo per il motivo semplicistico di promuovere quasi esclusivamente tre città, Roma, Firenze e Venezia, e fare finta che non esistano altre città d’Arte che hanno scritto pagine intere della Storia del mondo, non solo artistica, ma anche scientifica e in ogni campo dell’esistenza umana.

E proprio questa è la forza del Progetto perché è organizzata dalle Regioni, che sono responsabili per i rapporti con gli italiani all’estero, allora potranno mostrare città, e altri luoghi importanti che fin troppo spesso sono ignorati nelle nostre promozioni culturali internazionali.

Queste scoperte daranno poi ai partecipanti la voglia di sapere di più della nostra Cultura e di volere eventualmente imparare la nostra lingua.

E, visto che la migliore promozione di qualsiasi prodotto, e non solo la Cultura, è il passaparola, i partecipanti al Turismo delle radici diventeranno i promotori delle meraviglie scoperte in quel che saranno esperienze indimenticabili nel nostro paese.

Quindi, se progettati bene, questi due collanti daranno un impeto fondamentale verso la creazione della comunità italiana mondiale.

Certo, ci saranno altre sfide di affrontare in questi due aspetti, come, e tristemente, i rapporti difficili che spesso ci sono tra famiglie in Italia e i parenti all’estero, e gli organizzatori già lo sanno, ma ogni sfida valida ha i propri problemi e non abbiamo dubbi che, visti i potenziali benefici per tutti di questo progetto, che vedremo proposte interessanti presentate nel prossimo futuro per attirare i discendenti dei nostri emigrati al loro paese di origine.

Però, c’è un aspetto che molti considerano importante che non abbiamo ancora nominato in questo articolo, la cittadinanza, e il motivo è semplice, e anche disarmante.

Avere la possibilità d’essere cittadino italiano dipende dalle decisioni degli avi e, allora, molti discendenti hanno perso questa possibilità decenni e decenni fa quando gli avi decisero di cambiare cittadinanza. Per di più, ci son famiglie in cui, a seconda di quando l’avo cambiò cittadinanza, interi rami dell’albero genealogico sono composti da cittadini italiani, o potenziali tali, e interi rami non lo sono affatto.

Di conseguenza, non sapremo mai che percentuale dei nostri parenti e amici abbiano la possibilità d’essere cittadini italiani ma, in fondo, non importa per lo scopo della comunità italiana mondiale.

Infatti, sono TUTTI discendenti di emigrati italiani, con lo stesso Patrimonio Culturale, con le stesse radici e la stessa voglia di conoscere il proprio passato, e queste sono le qualità perfette per fare parte dell’eventuale comunità italiana mondiale.

Quindi, l’eventuale comunità italiana mondiale non deve essere creata con la distinzione tra queste due categorie, partendo dal Turismo delle radici.

Naturalmente, qualcuno risponderà a questo articolo dicendo che si tratta di un sogno irrealizzabile, ma lo è davvero nel mondo d’oggi? E chi dice questo sbaglia di brutto.

La tecnologia d’oggi permette comunicazioni facili e a basso costo che non erano possibili fino a non tanti anni fa. Inoltre, i viaggi ora costano relativamente poco e ci vuol poco a viaggiare da un continente all’altro. Basta pensare che Roma-Australia è possibile in una ventina di ore quando nel passato lo stesso viaggio impegnava settimane, se non addirittura mesi.

Allora, non arrendiamoci alle voci negative, che esistono sempre e che, purtroppo tra italiani fin troppo spesso sono le voci più forti.

Cominciamo a pensare, non in termini individuali, ma come una grande comunità, composta da individui che hanno TUTTI un fattore in comune, essere di origini italiane e tutto il resto segue naturalmente.

In fondo, come italiani, sia in Italia che all’estero, non abbiamo assolutamente niente da perdere nella creazione di una vera comunità italiana mondiale, anzi, avremmo molto da guadagnare in termini di benefici, e non solo economici, se lavorassimo insieme per un progetto del genere.

Si, è una sfida importante, e ci vorrà l’impegno di molti in tutti i continenti, partendo dall’Italia stessa, ma è ora che smettiamo di pensare in modo passivo su qualsiasi progetto riguardo gli italiani all’estero e cominciamo ad agire in modo diretto per realizzare questo sogno condiviso da molti in giro per il mondo…

The challenge of creating a worldwide Italian community. Part 2

In the first part of this article (LINK) we explained the situation of our communities overseas to understand the context to start the challenge of creating a worldwide Italian community.

In fact, we concluded the first part by naming two glues that could give us the means to unite these individual communities into a worldwide Italian community, the Italian language, and the future participants of the “Turismo delle radici” (Tourism of the origins) that will help descendants of our migrants to discover their origins in Italy.

Let us start with the language that is of absolute importance not only because it defines us, but because our communities have different languages depending on the country of residence., as we explained in the first part.

So, it is easy to understand that a future worldwide Italian community should have the Italian language as the basis of communication.

And to be able to do this, we must, as a country, put more effort into encouraging the descendants of our migrants of well over 150 years, and not only them, to want to learn our language.

And in this we must have the proactive participation of not only RAI, but also of our means of information because, up to now, the world has never known enough of the complex reality that is Italy today.

In fact, producing and presenting programmes and articles only in Italian does nothing to reach the full market potential of more than 85 million people in all the continents.

Instead, by presenting RAI’s international programming with subtitles, and articles of every type in various languages, would have two important effects.

The first, and obviously, to give RAI World a very much bigger international audience, with all the benefits in terms of advertising revenue that is based on the real audience which is but a small percentage of the potential audience.

The second effect is to finally give non-Italian speakers the real possibility to understand singers, documentaries, etc., to be able to have a true idea of the greatness of our Cultural Heritage, and in this way to make the world understand that the stereotypes of Italians we see all too often, even and unfortunately on the social media pages of Italians overseas, are not a true representation of what Italian Culture represents.

Consequently, and if presented in the right way, the new international audience could be encouraged to want to learn our language in order to fully appreciate what our language and Culture can offer them.

Without forgetting that the National Government should do more to help groups to promote and then teach our language overseas, to both young people and adults.

And the result of all this would not be to only create the basis for the worldwide Italian community, but the creation of a real international market for our cultural products, starting with books and music that have never reached the levels possible thanks to the presence of Italian communities in many countries.

And the second glue is the “Turismo delle radici” which will give young oriundi (people of Italian origins) the chance to discover their origins, and also to see with their own eyes the marvels hidden from the world for the simplistic reason of promoting almost exclusively three cities, Rome, Florence and Venice, and pretending that there are no other cities of Art that have written whole pages of the history of the world, not only artistic, but also scientific and in every field of human existence.

Ans this is precisely the strength of the Project because it is organized by the Regions which are responsible for relations with the Italians overseas, so they will be able to put on show the cities and other important places that all too often ignored by our international cultural promotions.

These discoveries will then give the participants the desire to want to know more about our Culture and to eventually want to learn our language.

And, considering the better promotion of any product, and not just Culture, is by word of mouth, the participants of the Turismo delle radici will be come promoters of the wonders discovered in what will be unforgettable experiences in our country.

Therefore, if planned well, these two glues will give a fundamental impetus towards the creation of a worldwide Italian community.

There will, of course, be other challenges to face in these two aspects, such as, and sadly, the difficult relations that often exist between Italian families in Italy and the relatives overseas, and the organizers already know this, but every valid challenge has its own problems and we have no doubt that, given the potential benefits for everybody of this project, that we will see interesting proposals presented in the near future to attract the descendants of our migrants to their country of origin.

But there is one aspect that many people consider important that we have not yet mentioned in this article, citizenship, and the reason is simple, and even disarming.

Having the possibility of being an Italian citizen depends on the decision of their ancestors, and so many descendants lost this possibility decades and decades ago when the ancestors decided to change citizenship. Moreover, depending on when the ancestor changed citizenship, whole branches of that family tree are made up of Italian citizens, or potential citizens, and entire branches that are not at all.

Consequently, we will never know what percentage of our relatives and friends overseas have the chance to be Italian citizens, but it does not matter for the purpose of the worldwide Italian community.

In fact, they are ALL descendants of Italian migrants with the same Cultural Heritage, with the same origins, and the same desires to know their past, and these are the perfect qualities to be part of the eventual worldwide Italian community.

Therefore, the eventual worldwide Italian community must not be created with the distinction between these two categories, staring with the Turismo della radici.

Of course, someone will respond to this article by saying that it is an impossible dream, but is it really so in today’s world? And whoever says that is dead wrong.

Today’s technology allows easy and cheap communications which was impossible until a few years ago. In addition, travel is now relatively cheap, and it does not take long to travel from one continent to the other. We only have to think that Rome-Australia is possible in about twenty hours, when in the past the same trip took weeks, or even months.

So, let us not give in to negative voices that have always existed and that, unfortunately, all too often are the loudest voices between Italians.

Let us start to think, not in terms of individuals, but in terms of big communities, made up of individuals who ALL have one thing in common, being of Italian origin and all the rest follows naturally.

After all, as Italians, in both Italy and overseas, we have absolutely nothing to lose in the creation of a real worldwide Italian community, on the contrary, we would have much to gain in terms of benefits, and not only economic ones, if we worked together for such a project.

Yes, it is a major challenge, and it will need the commitment of many people in all the continents, starting from Italy itself, but it is time we stop thinking passively of any project concerning Italians overseas and we start to take direct action to make this dream shared by many people around the world come true…

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