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Italiani in Australia con visti temporanei nei tempi di COVID-19 – Italians in Australia with temporary visas under COVID-19

By 5 Aprile 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Italiani in Australia con visti temporanei nei tempi di COVID-19

Tra le vittime della pandemia mondiale sono molte migliaia le persone in Australia che in effetti sono state avvisate di “tornare a casa” dal Governo nazionale. Facili a dirsi, ma non affatto facile da fare e per molti motivi.

Per avere un punto di vista autorevole su questa situazione drammatica abbiamo chiesto ad Angela De Marco, un’agente professionale d’immigrazione, anche esperta del riconoscimento di qualifiche professionali ed accademiche straniere, che ci spiega come si trovano i nostri connazionali nella terra australe.

di Angela De Marco, Agente Professionale d’Immigrazione in Adelaide South Australia

ITALIANS IN AUSTRALIA ON TEMPORARY VISAS (gli Italiani in Australia con visti temporanei), insieme a tanti altri titolari di visti da tutto il mondo sono in shock oggi dopo aver sentito la risposta del Governo Australiano sulla loro situazione.


L’Australia s’è sempre appoggiata sul contributo di immigrati per colmare le carenze di capacità lavorative e per intraprendere i lavori che gli abitanti locali non vogliono fare. I titolari di WHV (Working Holiday Visa, cioè visti di vacanza lavorativa) assistono il lavoro rurale, mentre gli studenti universitari  aiutano l’economia dando un contributo al settore d’istruzione e la creazione di oltre 240.000 posti di lavoro! Con le loro competenze i lavoratori sponsorizzati da datori di lavoro contribuiscono a formare personale locale.

Malgrado tutto questo, il messaggio alla gente che ha dato così tanto al paese e che si è trovata improvvisamente senza lavoro a causa della pandemia COVID-19 è: “Se non potete sostenervi da soli, provvedetevi a  tornare a casa!”

Nella sua presentazione alla stampa del 4 aprile 2020 l’onorevole Alan Tudge, il Ministro ad interim responsabile per Immigrazione, Cittadinanza, Servizi agli Immigrati e gli Affari Multiculturali, non ha offerto una parola di compassione e comprensione delle difficoltà che i titolari dei visti temporanei stanno affrontando. Non c’è stato riconoscimento dell’incertezza che potrebbero sentire, il senso di isolamento d’essere lontnai dai cari, dalla famiglia. Sembra che non ci sia alcun riconoscimento del fatto che questa gente ha costruito una vita (anche se temporanea) in Australia, mentre si impegnavano negli studi, il loro lavoro specializzato o le vacanze lavorative. Molti hanno figli a scuola, contratti d’affitto da onorare, bollette da pagare, proprio come ogni famiglia australiana. Non c’è stato alcun riconoscimento delle migliaia di dollari spese da molti per poter studiare in Australia, per potersi trasferire con le famiglie in Australia per lavorare, né alcun riconoscimento che la loro intera vita sarebbe stata uno spreco di tempo e denaro, per non parlare di una cosa impossibile da fare!

Le parole “tornate a casa” sembrano facili – ma la realtà è molto più complicata dell’acquisto semplicemente di un biglietto per prendere un volo per casa! Le gente ha stabilito una vita in Australia! Lasciare il paese impegna tempo e settimane di pianificazione. Inoltre, i viaggi di ritorno non sono sempre possibili visto che i paesi sono bloccati e gli aeroporti sono chiusi.

 “Agli studenti si raccomanda di chiedere l’appoggio della famiglia,” ha detto il Ministro ad interim, senza mai riconoscere che anche queste famiglie sparse in tutto il mondo stanno subendo gli effetti di COVID-19 e probabilmente sono chiuse in casa, improvvisamente disoccupate e probabilmente nemmeno in grado di poter aiutare.

Attualmente l’Australia ha 600.000 studenti internazionali. Costituiscono un contributo importante al settore terziario e l’economia, sostenendo, come abbiamo scritto sopra, 240.000 posti di lavoro in Australia. L’unica concessione da parte del Ministro è stata che: gli “studenti che siano stati qui oltre 12 mesi che si trovano in difficoltà economiche potranno accedere al loro fondo pensione australiano” Mentre potrebbe sembrare una soluzione, la realtà è che la somma del fondo accumulato sarà minima, visto che gli studenti possono solo lavorare un limite di 40 ore ogni due settimane e quanto potranno accumulare in cosi poche ore? Non molto! 

Inoltre, gli studenti internazionali che lavorano curando gli anziani e come infermieri, sono in grado di lavorare ore in più in supporto di questi settori critici.

Anche gli studenti internazionali che lavorano nei grandi supermercati coprono ore straordinarie per aiutare a riempire gli scaffali durante la grande domanda. In ogni caso, dal primo maggio le loro ore torneranno al massimo di 40 ore ogni due settimane.

Per coloro che sono sponsorizzati da datori di lavoro a causa delle loro qualifiche indispensabili, il Governo ha anche offerto appoggio limitato. Molti di questi lavoratori, (139.000 in totale) sono stati fondamentali allo sviluppo e l’espansione di imprese in Australia. Molti proprietari di imprese potranno testimoniare che il successo delle loro aziende è dovuto alla capacità, lavoro duro e l’impegno dei loro lavoratori sponsorizzati.

Il Ministro ad interim ha spiegato che coloro che hanno visto le loro ore ridotte, o che sono stati temporaneamente dimessi, vedranno restare valido il loro visto. Per questo siamo grati. Comunque, non ci sarà appoggio finanziario dal governo – benché questi lavoratori paghino le tasse come qualsiasi altro cittadino. Con il disappunto dei loro datori di lavoro, che non possono usufruire del Job Keeper Payment (Pagamento per mantenere lavoro) che li avrebbe aiutati a mantenere in essere i loro posti e a coprire gli stipendi. Per esempio, con la chiusura dei ristoranti, bar e alberghi, migliaia di lavoratori dell’hospitality hanno perso il loro posto. I datori di lavoro riescono a rimanere a galla offrendo pasti da asporto ai clienti regolari. Molti degli chef che fanno questo lavoro hanno visti temporanei. Questi lavoratori aiutano i loro datori a pagare l’affitto e continuare le attività da poter riaprire di nuovo quando la vita tornerà alla normalità. Tuttavia, il datore di lavoro potrebbe non pagare del tutto lo stipendio dello chef. Se lo chef fosse australiano il datore di lavoro potrebbe ottenere un sussidio saltuario per pagare lo stipendio e mantenere aperto il posto. Non c’è sussidio se il lavoratore ha il visto temporaneo.

Purtroppo i titolari di visti temporanei per lavoratori qualificati che siano stati sospesi, avranno 60 giorni per poter trovare uno sponsor nuovo, un’impresa impossibile nelle circostanze attuali. Quei lavoratori dovranno lasciare l’Australia. Questo è un modo orribile di licenziare lavoratori che hanno contribuito così tanto.

A mio parere, la risposta del Governo è poco lungimirante! Una volta passato il periodo di crisi avremo bisogno di questa gente che ci aiuta a ricostruire la nostra economia. Pensiamo davvero che coloro che siano stati costretti ad andarsene torneranno volentieri? Ne dubito!

Un modo alternativo per rispondere a questa situazione sarebbe stato di offrire un sostegno finanziario, solo per passare questo periodo. Un gesto del genere avrebbe mostrato l’apprezzamento per il loro contributo al nostro paese. Offrire un pò di sostegno per superare la tempesta sarebbe stato un’opzione migliore di quel che appare come uno schiaffo. Questa mancanza di compassione probabilmente sarà palese nella perdita di miliardi di dollari di entrate da futuri studenti e lavoratori.

Certo, bisogna riconoscere che la nostra situazione attuale è tutt’altro che normale. Le non-azioni del nostro governo volte a fornire diritti fondamentali a persone sul suolo australiano, sono contrarie ai diritti individuali a far rispettare i loro diritti umani fondamentali. Lo trovo imbrazzante.

Il Migration Institute of Australia (Istituto d’Immigrazione d’Australia), tanti gruppi dalle comunità degli immigrati, il CISA (Council of International Students Australia, Consiglio degli studenti internazionali Australia) e il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), un ente consultivo del Parlamento e il Governo d’Italia su tutte le questioni riguardanti gli italiani all’estero, hanno fatto lobbying verso il Governo australiano. Le loro legittime istanze sono cadute nel vuoto.

Il CISA ha dichiarato deludenti i commenti del Primo Ministro!

In Australia ci sono circa 118.000 persone con il Working Holiday visa (Visto di Vacanza Lavorativa), un visto per prevede diritti condizionali di lavoro.

Flessibilità limitata per il loro impegno è stata fornita per coloro che lavorano in settori cruciali come la salute, cura degli anziani e i disabili, l’agricoltura, la lavorazione del cibo e servizi per l’infanzia. Questi lavoratori saranno esentati dal limite di lavoro di sei mesi con un singolo datore di lavoro, e potranno beneficiare di un altro visto per continuare a lavorare in questi settori essenziali se il visto attuale scadrà nei prossimi sei mesi.

Comunque, i titolari di visti di vacanza lavorativa che temono di non poter sostenersi per i prossimi sei mesi dovrebbero provvedere a lasciare il paese.

Mi sembra che nemmeno in tempi in cui il paese sta soffrendo, i nostri leader sono in grado di mostrare compassione o empatia per gli altri. Sono poco lungimiranti, e governano con arroganza, a loro manca la capacità di rispettare e riconoscere il contributo di gente che ha dato così tanto per rendere l’Australia il paese meraviglioso che è oggi.

Mi domando cosa succederebbe se tutta questa gente che è stata avvisata di lasciare il paese se ne andasse? Ho il sospetto che quando usciremo dalla crisi l’Australia si troverà in difficoltà senza l’appoggio e l’impegno di coloro che danno così tanto, benché possessori solo di visti temporanei.

Vorrei finire con due citazioni di una lunga lettera aperta all’onorevole Scott Morrison, il Primo Ministro d’Australia, dello studente internazionale Pavani Ambagahawattha.  Credo che rifletta quel che sente la maggior parte degli immigrati temporanei in questo momento:

…Signor (Primo Ministro), la sua dichiarazione ha chiarito il nostro valore per la sua amministrazione. Per voi, noi siamo solo mucche da mungere per il denaro che sfruttate con gusto prima di sputarci sulla terra. In che modo questa pandemia ti costringe a trattarci con la dignità che meritiamo come esseri umani? Come osiamo lamentarci d’aver perso i nostri posti di lavoro e affrontare problemi banali come la fame, lo sfratto e l’incapacità di pagare le tasse scolastiche  che le vostre università continuano a pretendere?

… Signor Morrison, prima o poi questa pandemia finirà e passeremo da essere pesi morti ad essere risorse. Allora, voi tornerete a dare il benvenuto agli studenti internazionali in questo paese affettuoso, solidale e muliticulurale. Quando verrà quel giorno non ci dimenticheremo come ci avete trattati durante la crisi di COVID-19. Non ci dimenticheremo che abbiamo perso i nostri lavori e abbiamo smesso di arricchire la vostra economia, ci avete detto di andarcene. Non dimenticheremo questo, quando si passerà dalle parole ai fatti, che avete preferito lasciarci morire di fame piuttosto che sostenerci.

Cordiali saluti

Pavani Ambagahawattha.

di emigrazione e di matrimoni

Italians in Australia with temporary visas under COVID-19

Amongst the victims of the worldwide pandemic there are many thousands of people in Australia which have effectively been told to “go home” by the country’s government. This is easy to say but it is not at all easy to do and for many reasons.

In order to have an authoritative point of view of this dramatic situation we asked Angela DeMarco, a professional migration agent in Australia and also an expert in the recognition of overseas professional and academic qualifications to explain to us the situation of our felloe countrymen and women in the Sothern land.

 by Angela DeMarco, Professional Migration Agent in Adelaide South Australia

ITALIANS IN AUSTRALIA ON TEMPORARY VISAS, along with so many other temporary visa holders from around the world, are in shock today after hearing the response of the Australian Government to their dilemma.

Australia has always relied on the contribution of migrants to fill skill shortages and to undertake the work that locals do not want to do. Working holiday visa holders assist with agricultural work whilst international students boost the economy through their contribution to the education sector and the creation of over 240,000 jobs! Employer sponsored workers contribute with their skills and ability to train local staff.

Despite this, the message given to people who have given so much to our country and who have suddenly found themselves without work as a result of the COVID-19 epidemic, is:

 “if you cannot support yourselves – then make arrangements to go home!”

In his presentation to the media on 4th April 2020, the Hon Alan Tudge MP Acting Minister for Immigration, Citizenship, Migrant Services and Multicultural Affairs, offered not one word of compassion and understanding for the difficulties temporary visa holders are going through.  There was no acknowledgement of the uncertainty they may be feeling, the sense of isolation at being far from loved ones, from family.  There appeared to be no acknowledgement that these people have established a life (although temporary) in Australia, whilst they commit to their studies, their skilled employment or their working holiday. Many have children in schools, rental agreements to honour, bills to pay – just like every Australian family. There was no recognition of the thousands of dollars spend by many to be able to study in Australia, to be able to transfer their families to Australia for work, nor any acknowledgement that to suddenly uproot their entire lives would be a waste of money and time, not to mention an impossible thing to do!

The words “go home” sound so simple – but the reality is that it is so much more complicated than just booking a ticket and catching a flight home! People have established a life in Australia! Leaving the country takes time and weeks of planning. In addition, return flights are not always possible as countries are in lockdown and airports are closed.

“Students are encouraged to rely on family support” said the Acting Minister – never once acknowledging that those families scattered in countries all around the world are also experiencing the effects of COVID-19 and are probably in lock down, suddenly unemployed and possibly no longer in a position to help!

Australia has 600,0000 international students at present. They are an important contributor to our tertiary sector and economy, supporting, as mentioned earlier, 240,000 Australian jobs. The only concession offered by the Minister was that: for “Students who have been here longer than 12 months who find themselves in financial hardship will be able to access their Australian superannuation.”   Whilst this may appear to be a solution, the reality is, the amount of superannuation accumulated will be minimal as students can only work a limit of 40 hours per fortnight and how much superannuation can they accumulate with so few hours?  Not much!

In addition, International students working in aged care and as nurses are able to work extended hours to support these critical sectors.

International students working in the major supermarkets are also above to work extended hours to help get stock on shelves during the high demand.  From 1 May, however, their hours will return to the maximum 40 hours a fortnight.

For those who are employer sponsored because of their much-needed skills, the Government has also offered limited support. Many of these workers (139,000 in total) have been crucial to business development and to the expansion of businesses in Australia. Many business owners will vouch that the success of their businesses is due to the skills, hard work and commitment of their sponsored workers.

The Acting Minister explains that those who had had their hours of work reduced or who have been temporarily stood down – their visa will remain valid.  For this we are very grateful! However, there will be no financial support from the Government – even though these workers pay tax like any other citizen.  To the disappointment of their employers, they are unable to access the much-welcomed Job Keeper Payment which would have assisted their employers to keep their jobs open and to cover their wages.  For example, with the shutdown of restaurants, cafes and hotels, thousands of hospitality workers have lost their jobs.  Employers are managing to stay afloat by offering take away meals to their regular patrons.  Most of the chefs doing the work are on temporary visas.  These workers are helping their employers pay the rent and keep the business going so as to be able to reopen again when life goes back to normal. However, the employer may not be able to pay the Chef’s full salary.  If the Chef was an Australian the employer would be able to obtain a wage subsidy to help pay the salary and keep the position open.  There is not support if the worker is on a temporary visa.

Unfortunately, those temporary skilled visa holders who have been laid off work – will have 60 days to find a new sponsor – an impossible task under the current circumstances. These workers will have to depart Australia. This is a terrible way to dismiss people who have contributed so much.

In my opinion, the response of the Government is shortsighted!   Once the period of crisis is over, we will need this cohort to help us rebuild our economy.  Do we really think that those that have been told to leave will willingly return? I doubt it!

An alternative way to respond to this situation would have been to offer some financial support, just to see people through. Such a gesture would have shown appreciation for their contribution to our country. Offering a little support to ride the storm would be a much better option than what feels like a slap across the face.  This lack of compassion is likely to result in a loss of billions of dollars in revenue from future students and workers.

Of course, it needs to be noted that the situation we are in is far from a normal situation. The non-actions of our government towards providing fundamental rights to persons on Australian soil is contrary to the rights of individuals to have their basic human rights met. I find this embarrassing.

The Government has been lobbied by the Migration Institute of Australia, numerous ethnic community groups, the Council of International Students Australia (CISA) and The General Council of Italians Abroad (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – CGIE), a consultative and advisory body to the Italian Parliament and Government on all matters concerning Italians abroad.  Their pleas have gone to deaf ears.

The Council of International Students Australia (CISA) have declared the comments from the Prime Minister as disappointing!

There are about 118,000 people in Australia on a Working Holiday visa (or backpacker visa) – a visa which provides conditional work rights.

Limited flexibility to their employment has been provided to those that work in the critical sectors of heath, aged and disability care, agriculture, food processing, and childcare.  These workers will be exempt from the six-month work limitation with the one employer and eligible for a further visa to keep working in these critical sectors if their current visa is due to expire in the next six months.

However, those working holiday makers that do not have the confidence to sustain themselves over the next six months should make arrangements to leave the country.

It appears to me that not even in times that our nation is suffering, are our leaders able to show compassion or empathy for others. They are short sighted, and lead with arrogance, lacking the ability to respect and acknowledge the contribution of a people who have given so much to make Australia the wonderful country it is today.

I wonder what would happen if all those people who are told to go home would leave?  I suspect that when we come out of this crisis, Australia might find itself in trouble without the support and commitment of those who give so much even though they are only on temporary visas!!

I would like to end by providing you an open letter to the Prime Minister of Australia written by an International student, Pavani Ambagahawattha.  I believe it reflects what most temporary migrants are feeling right now:

Sir, your statement has made clear our value to your administration. To you, we are strictly cash cows that you exploit with gusto before spitting us back. How dare this pandemic force you to treat us with the dignity we deserve as human beings? How dare we complain about losing our jobs and facing trivial problems like starvation, eviction, and an inability to pay the school fees your Shylockian universities continue to demand?…

…Mr Morrison, someday, this pandemic will end, and we will go from being liabilities to assets. Then, you will go back to welcoming international students to this loving, supportive, multicultural country. When that day comes, we will not forget how you treated us during the COVID-19 crisis. We will not forget that when we lost our jobs and stopped enriching your economy, you told us to get out. We will not forget that, when the time came for you to put your money where your mouth was, you would rather let us starve than support us.

Yours sincerely,

Pavani Ambagahawattha.


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