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Il Lago Ex Snia-Viscosa di Roma: una scoperta preziosa e casuale

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Tempo di lettura: 3 minuti

Il Lago Ex Snia-Viscosa, anche detto Bullicante o Lago Sandro Pertini è un Monumento Naturale che non merita di scomparire ancora!

 di Giordana Fauci    

 Ben pochi sono a conoscenza dell’esistenza di un lago a dir poco prezioso, scoperto in modo del tutto casuale a Roma: si tratta del Lago denominato Ex Snia Viscosa, collocato tra il quartiere Pigneto, la Via Prenestina, la Via di Portonaccio e il quartiere di Casal Bertone.

Un lago che è emerso casualmente in un ex sito industriale, per l’appunto sede della fabbrica CISA Viscosa, chiusa nel 1954.

Un lago che si trova all’interno di un territorio che nell’anno 1969 è stato integrato nel patrimonio della SNIA Viscosa, a seguito dell’assorbimento della CISA.

Un lago di cui, all’epoca nessuno era a conoscenza. Invero fino ad epoca recente.

Un lago che ha, perciò, continuato ad essere sconosciuto finanche quando, nel 1982, il terreno e le annesse strutture vennero vendute ad una prima società immobiliare che, a sua volta, nel marzo del 1990, lo cedette ad una seconda società immobiliare che, poco dopo, nell’aprile di quello stesso anno, ottenne l’autorizzazione ad edificarvi un immobile ad uso produttivo.

Un lago sconosciuto e, quindi, rimasto coperto ancora nel 1992, quando il terreno su cui si trovava venne acquistato da una terza società che, durante i lavori di costruzione di un ampio parcheggio, annesso ad un futuro grande centro commerciale, incappò in una zona acquifera a ben dieci metri di profondità, così provocando l’inondazione dell’area di costruzione e dei quartieri circostanti.

Perché fu proprio durante l’esecuzione di detti lavori che si scoprì che, nella vicina zona dell’Acqua Bullicante, si nascondeva un canale che, poi, venne denominato “Canale della Marranella”.

Ma le scoperte non finirono lì, perché, a soli cinque metri dal livello del terreno, emerse una seconda zona acquifera, invero di acqua minerale, originaria dei depositi vulcanici dei Colli Albani.

E proprio dall’incontro con quest’ultimo acquifero, gli scavi provocarono un’eruzione ed il conseguente riempimento dell’area lavori con acqua e, dunque, la nascita del Lago Ex Snia-Viscosa, anche detto Bullicante, ovvero Lago di Sandro Pertini”.

E, ad onore del vero, non può essere dimenticato un fatto oltremodo grave: la ditta incaricata di effettuare i lavori di costruzione, per evitare ritardi nella consegna, tentò di deviare l’acqua all’interno delle vicine fogne. Ma tale improvvisata soluzione non poté non creare un sovraccarico del sistema fognario, oltre alla rottura delle stesse condotte, così cagionando l’inondazione dell’intera Largo Preneste.

Fu così che l’acqua, invadendo l’area, impedì qualsiasi ulteriore sviluppo edile del territorio, perché da quel momento vi si formò un vero e proprio lago, mantenuto in equilibrio idrico proprio dalla continua affluenza dell’acqua.

Ovviamente l’incidente sollevò non poche preoccupazioni tra i comitati cittadini: soprattutto in merito alla validità del progetto di costruzione che, invero, portò alla presentazione di una denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma nella quale si contestava l’evidente illegalità della concessione edilizia.

E, del resto, ulteriori indagini e il successivo processo penale, confermarono la manipolazione dei piani di costruzione, altresì evidenziando l’illegalità delle strutture fino ad allora realizzate e, poi, rimaste incomplete.

Perciò, nell’anno 1993, con l’Ordinanza n.155 della VI Circoscrizione del Comune di Roma, si ordinò la demolizione delle costruzioni.

…Un’Ordinanza a cui fece appello il costruttore: ricorso che fu parzialmente accolto nell’anno 2010, proprio a causa della mancata difesa da parte del Comune.

E, finalmente, il 30 giugno del 2020, tra tante e tali vicissitudini, il Presidente della Regione Lazio firmò il Decreto nº T00108, così istituendo il Monumento Naturale Lago Ex SNIA-Viscosa, seppur non rimuovendo i manufatti risalenti ai lavori degli anni ’90.

Un Monumento Naturale divenuto straordinario e che, però, rischia ora di scomparire di nuovo, perché il timore per l’integrità dell’ecosistema persiste ancor oggi, a causa di progetti di sviluppo intensivo proprio nelle vicinanze dello stesso lago.

…Un Monumento Naturale, quindi, che è messo a rischio e che, al contempo, mette a rischio la flora e la fauna oramai nata e presente da anni all’interno dello stesso, come pure nell’area circostante in cui si è constatata la presenza di ben 71 specie avifauna, tra cui il Martin Pescatore, insieme a libellule, lucciole, rettili e mammiferi, a non voler dimenticare i fagiani.

Così, fin da novembre del 2023, i comitati cittadini continuano ad adoperarsi per esortate l’amministrazione comunale a proteggere il sito, promuovendo la definitiva espropriazione dell’area di un lago sì scoperto per caso ma che è, senza dubbio, divenuto il più grande lago naturale presente all’interno di Roma, oltre che simbolo di resistenza verso le speculazioni edilizie ed impulso ad una riqualificazione dei territori e delle loro bio-diversità.

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