Italiani nel Mondo

Il Dolore Indimenticabile – That Unforgettable Sadness

By 19 Settembre 2019 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Il Dolore Indimenticabile

Nancy Beaumont è deceduta ieri nella città di Adelaide all’età di 92 anni, e ora la città e il paese intero ricorderanno, di nuovo, i tragici fatti sul caso della scomparsa dei figli Jane di 9 anni, Arnna di 7 anni e il fratellino Grant di 4 anni, mai più ritrovati

di Gianni Pezzano

Per chi crede in un’altra vita, quella povera signora finalmente sa il vero destino dei suoi figli. Per chi non crede in un Dio quella povera signora lascia la vita nel dubbio più atroce.


Per il marito che ha perso un’altra volta sua moglie, la sua scomparsa non fa altro che aggiungere altra tristezza enorme che ha colpito non solo una famiglia ma tutta una città e poi, tramite i servizi televisivi, un intero paese non per giorni o per settimane ma per decenni.

Solo due altre famiglie capiranno quel dolore indescrivibile perché anche loro furono colpite dalla stessa sorte terribile, e nessun altro potrà mai capire i sentimenti di queste povere persone mentre i giornali e le televisioni presenteranno di nuovo i fatti e i misteri di quei giorni terribili di decenni fa.

Non importa che quella stessa città e quello stesso paese saranno colpiti da altri reati orribili, il nome di quella prima famiglia rimarrà sempre parte indelebile della coscienza di tutti, perché il caso non è stato solo un articolo di cronaca, ma il peggiore incubo possibile e ha lasciato una tristezza che non sarà mai dimenticata da almeno due generazioni nel paese.

I nomi

Si chiamavano Jane di 9 anni, Arnna di 7 anni e il fratellino Grant di 4 anni. Una parte della crudeltà di quel caso è che pochi ricordano i loro nomi, ma solo come erano descritti all’epoca dei fatti, “the Beaumont Children” (i figli dei Beaumont).

La madre dei bimbi si chiamava Nancy Beaumont ed è deceduta ieri nella città di Adelaide all’età di 92 anni, e ora la città e il paese intero ricorderanno, per l’ennesima volta, i tragici fatti sul caso e magari qualcuno parlerà anche di quell’altro molto simile di qualche anno dopo, che ebbe un eco enorme per la sorte tragica dei tre bimbi.

La mattina del 26 gennaio, 1966, festa nazionale e nel mezzo delle vacanze estive per l’Australia, Jane, Arnna e Grant sono andati al mare di Glenelg della città di Adelaide. Hanno preso il pullman dalla fermata vicino a casa e sono stati visti parlare con un uomo, mai rintracciato.

Quel giorno le due sorelle e il fratellino sono semplicemente spariti.

Ricerche inutili

Le ricerche sono iniziate quello stesso giorno, ma la polizia e le autorità non sono mai riuscite a trovare la soluzione di quell’incubo. Giravano voci di ogni genere, sulla loro morte, sul possibile trasferimento in un altro paese, che fossero stati venduti come “schiavi” e altre versioni ancora più incredibili e crudeli, che non facevano altro che aggiungere tormento al quel che già passavano Nancy e il suo vedovo Jim, che ora ultranovantenne è rimasto solo in una casa di cura con soltanto i suoi ricordi e i suoi dubbi.

Come oggi riportano i giornali locali, per anni i genitori hanno lasciato le camere dei ragazzi come la mattina della partenza, nella speranza che tornassero. Ma lo stress delle ricerche, i giornalisti che facevano ricordare tutto ogni volta che qualcuno dava loro qualche speranza, i dubbi impensabili erano troppo forti, e si erano separati.


Le ricerche di quei primi giorni e le settimane, mesi, anni e decenni dopo non hanno portato nessuna novità per Nancy e Jim. C’erano voci che un chiaroveggente olandese ne sapesse qualcosa e un uomo d’affari locale ha pagato le spese per portarlo ad Adelaide, nella speranza che desse un contributo fondamentale alle ricerche. Tutto invano.

L’unico indizio era l’identikit dell’uomo che era stato visto parlare con  Jane, Arnna e Grant, che ha fatto il giro della città e del paese, ma nessuno è riuscito a sapere chi fosse. Anche se ci sono stati alcuni suggerimenti.

Il caso non è mai stato chiuso e di tanto in tanto qualcuno avanza un’ipotesi, o pensa di ricordare un dettaglio sfuggito nella confusione del momento,  e allora i giornali fanno ricordare a tutti quel che i genitori hanno dovuto affrontare all’epoca, e che tre ragazzini erano spariti dalla spiaggia nel nulla, in mezzo a migliaia di persone senza che nessuno se ne accorgesse.

Le ricerche per quei ragazzini diventerà, e rimane ancora oggi, l’operazione di polizia più grande ed estesa nella Storia dell’Australia. E, malgrado tutti questi sforzi e l’ovvia disperazione di chi ne faceva parte, Nancy e Jim sono rimasti nel dubbio per 53 anni.

Per la città e per il paese è stata una specie di “fine dell’innocenza”. Fino a quel giorno i ragazzi della città potevano girare liberamente, ma l’incertezza e le paure che sono seguite quel giorno hanno fatto sì che tutti i genitori tenevano costantemente d’occhio i figli con il timore che subissero lo stesso destino.

Per noi ragazzi di allora era scocciante dire sempre dove dovevamo andare, con chi e per quanto tempo. Ma ora che siamo adulti capiamo molto di più i timori e le ossessioni degli adulti all’epoca. Poi, a farci capire ancora di più che questi timori non fossero poi campati in aria, è arrivato il secondo caso qualche anno dopo.


Il secondo mistero

Il 26 agosto 1973 Joanne Ratcliffe di 11 anni e Kirste di 4 anni erano ad Adelaide Oval, il campo sportivo più importante della città, per assistere a una partita di football australiano. Come Jane, Arnna e Grant, le due ragazze sono semplicemente sparite.

Come il caso di 7 anni prima, sono sparite in mezzo a migliaia di persone e come il caso precedente, sono state viste insieme a un uomo misterioso. L’identikit di quell’uomo distribuito dalla polizia era molto simile a quello del caso dei figli dei Beaumont. Di nuovo la notizia tragica ha sconvolto l’opinione pubblica e la polizia, che mai aveva accettato il fallimento delle ricerche precidenti, ha fatto tutto il possibile, ma nemmeno queste due ragazze sono mai state ritrovate.

Oltre ad aggiungere due altre famiglie al dolore insopportabile dei dubbi, chissà cosa pensavano Nancy e Jim Beaumont mentre i giornali non solo davano i pochi dettagli di quel caso, ma inevitabilmente presentavano più volte le somiglianze tra le due sparizioni.

Non possiamo dire niente di utile per risolvere queste tragedie, possiamo solo onorare la memoria e i dolori delle povere vittime, non solo dei cinque ragazzini spariti davvero nel nulla, ma anche dei genitori e i parenti che in pochi minuti hanno visto le loro vite distrutte.

Queste tragedie lasciano segni nelle comunità e alimentano il nostro timore dell’ignoto, perché non sono trame di film o libri, ma casi veri e le vittime potevano benissimo essere i nostri figli.

Onoriamo la memoria di Nancy Beaumont. Per chi crede, aggiungiamo i nomi di Nancy, Jane, Arnna, Grant, Joanne e Kirste alle nostre preghiere. E chissà quante persone ad Adelaide e in Australia lo faranno oggi con il timore per i propri figli.


Non possiamo fare niente per poter finalmente sapere il destino di questi ragazzini, ma, nel giorno della scomparsa di un’altra vittima di quei delitti, cerchiamo di fare il più possibile per aiutare le vittime più vulnerabili della nostra società, i nostri bambini.

 

di emigrazione e di matrimoni

That Unforgettable Sadness

Yesterday in the city of Adelaide Nancy Beaumont passed away at the age of 92 and now the city and country will remember once more the tragic facts of the disappearance of her children Jane of nine years, Arnna of 7 years and little brother Grant of 4 years who we never found again

by Gianni Pezzano

For those who believe in another life, that poor woman will finally know the true destiny of her children. For those who do not believe in God, that poor woman leaves this life with the worst of doubts.

For her husband who lost his wife once more, her passing did nothing but add to the great sadness that struck not only a family but all a city and then through the still new news services of the time, a whole country, not for days or weeks, but for decades.

Only two other families will understand that indescribable pain because they too were struck by the same destiny and nobody will ever understand the emotions of those poor people as the newspapers and television will present once more the facts and mysteries of those terrible day decades ago.


It does not matter that this same city and this same country will be struck by other horrible crimes, the name of that first family will always be an indelible part of everybody’s conscience because the case was not simple a news item, it was the worst nightmare possible and left a sadness that will never be forgotten by at least two generations in that country.

The names

Their names were Jane, nine years of age, Arnna 7 and Grant 4. One part of the cruelty of that case is that few remember their names but only how they were described at the time of the case, “The Beaumont Children”.

Their mother’s name was Nancy and she passed on yesterday in the city of Adelaide in Australia and now, for the umpteenth time, the city and the country will go over the known facts of the case and maybe someone will talk about the similar case a few years later that was a horrible echo of the three tragic children.

On the morning of January 26th, 1966, a national holiday and in the middle of the country’s summer holidays, Jane, Arnna and Grant went to Glenelg Beach in the city of Adelaide. They took the bus from the stop near home and they were seen talking to a man who was never traced.

That day the two young sisters and the brother simply disappeared.

The useless search

The search began that very day but the police and the authorities never found the truth about that nightmare. There were rumours of their deaths, the possible transfer to another country, that they had been sold as “slaves” and others that were even more incredible and crueller that only added torment to that Nancy and her husband Jim were already suffering. Now he is in his nineties and alone in a nursing home with only his memories and doubts.

As the local newspapers are reporting today, for years the parents left the children’s rooms as they were on the morning they left, in the hope they would return. But the pressure of the search and the journalists who made them remember every time that someone gave them some hope and the unthinkable doubts were too strong and they separated.

The search of those first days and the weeks, months, years and decades after brought Nancy and Jim no news. There was talk that a Dutch clairvoyant knew something and a local businessman paid to bring him to Adelaide in the hope that who could give an important contribution to the search. All in vain.

The only clue was the identikit of the man seen talking to Jane, Arnna and Grant that made the rounds of the city and country, but nobody knew who it was, even though there were hints.

The case was never closed and from time to time someone advances a theory, or someone thinks he or she remembers a detail that had been forgotten in the emotions of the time and the newspapers make everyone remember what the parents had to go through at the time and that three children disappeared from the beach into nothingness in the middle of thousands of people with nobody noticing.

The search became, and still is, the biggest and most extensive police operation in Australian history. And despite all these efforts, and the obvious desperation of those who took part, Nancy and Jim were left in doubt for 53 years.

For the city and the country it was a sort of “end of innocence”. Until that day the city’s children went around freely but the uncertainty and the fear that followed that day ensured that all the parents constantly kept an eye on their children with the fear that they would suffer the same fate.

For us children of the time it was annoying to always say where we were going, with whom and for how much time. But now that we are adults we understand much more the fears and obsession of the adults at the time. And then, to make us understand even more that these fears were not unrealistic, there was the second case a few years later.

The second mystery

On August 26th, 1973 Joanne Ratcliffe and Kirste Gordon were at Adelaide Oval, the city’s most important sport’s ground, to watch a game of Australian Rules football. Like Jane, Arnna and Grant, the two girls simply disappeared.

Like the case 7 years before, they disappeared in the midst of thousands of people and, like the previous case, they were seen together with a mysterious man. The identikit of that man distributed by the police was very similar to the case of the Beaumont Children. Once again the public was shocked and the police that had never accepted the failure of the previous search did everything possible, but these two girls too have never been found.

In addition to adding two other families to the unbearable pain of the doubts, who knows what Nancy and Jim thought while the newspapers not only gave the few details of that case, but inevitably presented once more, time and time again, the similarities between the cases.

We can say nothing useful to resolve these tragedies, we can only honour the memory and the pain of the poor victims, not only the five young children who truly disappeared into nothingness, but also of the parents who saw their lives destroyed in a few minutes.

These tragedies leave signs on their communities and feed our fears of the unknown because they are not films or books, they are real cases and the victims could very well have been our children.

We honour the memory of Nancy Beaumont. For those who believe, let us add the names of Nancy, Jane, Arnna, Grant,Joanne and Kirste to our prayers. And who knows how many in Adelaide and in Australia today will do so with fear for their children.

We can do nothing to finally know the destiny of these very young children, but on the day of the passing of another victim of those crimes, let us try to do the most possible to help our society’s most vulnerable victims, our children.

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