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Gli Sciacalli odierni – Today’s jackals and profiteers

By 15 Marzo 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Gli Sciacalli odierni

Ogni periodo ha le sue prove dure e l’Italia, come altri paesi, si trova a dover lottare contro un male che non guarda in faccia a nessuno, e in modo particolare tra quelli di una certa età e con condizioni pre-esistenti che rendono la malattia ancora più pericolosa

Uno dei detti più celebri di Giulio Andreotti era “A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina”. Come tutti i detti del compianto Primo Ministro c’è un tocco di triste amarezza e ancora di più di verità, e per questo facciamo bene a tenere ben in mente questo detto durante questo periodo difficile sotto il segno del coronavirus.

Ogni periodo ha le sue prove dure e l’Italia, come altri paesi, si trova a dover lottare contro un male che non guarda in faccia a nessuno, e in modo particolare tra quelli di una certa età e con condizioni pre-esistenti che rendono la malattia ancora più pericolosa. E proprio perché si tratta di questa categoria di vittime vulnerabili, i soliti sciacalli stanno uscendo per cercare di sfruttare l’occasione.


Purtroppo, questi sciacalli moderni sono assistiti dalla tecnologia moderna che rende ancora più difficili identificare chi abbia buone intenzioni e chi cerchi di trarre vantaggi, di molti tipi, dalla tristezza alla disperazione altrui.

Offerte ingannevoli

Quasi dal primo giorno sono uscite le offerte di assistere gli anziani e chi si trovano in difficoltà per rendere la loro vita più facile. Viste le istruzioni di dover restare a casa, offrono di venire a domicilio per fare i dovuti controlli. Inevitabilmente le intenzioni di questi “angeli” è ben diversa perché cercano di entrare in casa con l’intenzione di fare truffe, se non compiere furti alla loro vittime.

Ad assistere questi delinquenti nel loro intento è la tecnologia moderna, e in modo particolare i social, che aiuta a tenere i colpevoli anonimi, anche se sembrano  fornire identità sicura, ma spesso si tratta solo di una percezione che anche i più giovani non riescono a capire.

Inoltre, tramite i social possono arrivare richieste che rispondono ai nostri bisogni di sapere che ci siano cure e rimedi per il virus che sta colpendo il mondo.

È così cominciano ad arrivare richieste di amicizie, oppure messaggi come quello in testa all’articolo, che vogliono far credere d’avere una medicina o una terapia capace di guarire i malati di Covid 19.

I venditori farlocchi del passato con i loro carri e spettacoli sono diventati i corrispondenti informatici che compiono i loro inganni tramite il computer, tablet o cellulare, a chi vuole solo poter avere una vita tranquilla senza il pericolo della malattia, oppure nella speranza di poter trovare una cura che la medicina moderna non ha ancora avuto il tempo di trovare.

A coloro che sentono le tentazioni di rispondere a questi ciarlatani chiediamo di avere la pazienza di aspettare un momento e chiedersi come mai queste “cure” non siano state annunciate dalla stampa, oppure offerte alle società farmaceutiche multinazionali e/o governi che pagherebbero moltissimi soldi per aver accesso alla scoperta. Senza dimenticare poi che queste cure non sono passate per i controlli della autorità nazionali dei paesi colpiti e quindi non solo non abbiamo la certezza che siano efficaci, ma, peggio ancora, non siano addirittura nocive alla salute. Basti pensare che un noto predicatore religioso negli Stati Uniti è stato deferito dalle autorità mediche per aver pubblicizzato una “medicina” a base di argento che non ha mai subito alcun controllo e che non ha alcun effetto benevolo sul virus.

Questa è una parte del lavoro degli sciacalli moderni, che non si limitano solo ad offrire medicine misteriose.

Informazioni false

Nel mondo d’oggi l’informazione vale quanto le azioni della borsa o i soldi in banca. Per questo motivo negli ultimi anni abbiamo visto l’esplosione di siti e pagine dei social di presunte “agenzie di stampa”, oppure di siti farlocchi che danno notizie che sembrano vere per ottenere l’effetto di aumentare i “mi piace” e i contatti, per avere accesso ai soldi della pubblicità.

Questi siti non sono amministrati da giornalisti, non sono registrati con gli organi nazionali competenti, non rispondono alle autorità responsabili e agiscono solo per cercare di attirare la maggiore attenzione possibile e quindi  poter aumentare gli introiti della pubblicità.

Questi siti utilizzano titoloni chiamati “click bait”, cioè acchiappaclick, perché attirano l’occhio degli utenti che cercano la conferma dei propri pregiudizi, oppure per sfruttare l’ignoranza, nel senso di non sapere, degli utenti che non sa riconoscere notizie vere, che poi si rivelano montature, manipolazioni oppure bugie intenzionali.

Negli ultimi anni il pubblico si sente deluso dalla stampa tradizionale e si è diretto a pagine che sembrano dire “quel che gli altri non dicono”. Purtroppo, queste notizie sono ingannevoli.

Inoltre, questi operatori in malafede non sono soggetti alle leggi, la deontologia e i controlli che i giornali e i giornalisti devono rispettare per poter praticare il loro mestiere. Il giornalista che sbaglia ha l’obbligo di correggere uno sbaglio, e paga un conto salato con la giustizia se lo fa, come anche un cittadino che si sente tirato in ballo in modo scorretto ha il diritto di poter pubblicare la propria risposta nella testata, un diritto che non esiste in questi siti e le pagine false.

Tristemente, anche in questo, ci sono esempi di sciacallaggio da parte di personaggi che dovrebbero ‘conoscere’, ma cercano di promuovere i loro programmi.

Altre intenzioni

Proprio perché i social sono un mezzo potente, come abbiamo visto durante la campagna presidenziale negli Stati Uniti nel 2016, i partiti politici ufficiali si dirigono sempre di più a operatori informatici per spargere il loro messaggio politico e il programma che intendono presentare agli elettori. Purtroppo, non solo in Italia ma anche in molti paesi, l’operato non è poi così trasparente.

Molti partiti politici hanno utilizzato questi siti e pagine più per smentire i loro oppositori, spesso con notizie manipolate, che per promuovere i loro programmi. Le controversie della campagna presidenziale degli Stati Uniti era proprio in questo senso, screditando l’avversario con immagini manipolate e allusioni vaghe di scorrettezze senza fornire prove.

Uno può dire che questo sia, parafrasando il generale prussiano von Clausewitz, la continuazione della politica vecchia con altri mezzi, e potrebbe essere così, ma altri gruppi hanno reso il gioco politico molto pericoloso, gruppi come quelli che utilizzano i social per negare fatti storici importanti come la Shoah, per promuovere politiche estreme che non hanno più posto nel mondo moderno ma che si vorrebbe far tornare alla ribalta.

La crisi del coronavirus ha messo in risalto tutti questi aspetti perchè in molti siti le discussioni diventano politiche divisive invece di solidarietà e di onestà di comportamento e intenzioni, che son l’unica via di uscita da questa strada triste il più presto possibile.

Nel cadere nel tranello di diffonditori di truffe, menzogne e giochi politici sporchi rendiamo ancora più difficile il lavoro dei professionisti medici/scientifici e tutti gli altri che lavorano incessantemente per curare i nostri malati e per trovare una cura per evitare altre diffusioni del virus nel futuro.

Inoltre, nel cadere in questi tranelli rendiamo più difficile riportare il paese di nuovo a una società civile dove questi comportamenti scorretti non dovrebbero avere posto.

Così, la prossima volta che vediamo messaggi vaghi e misteriosi, notizie sensazionali, dubbiose e senza fonti non premiamo il pulsante per condividerli, ma prendiamo il tempo per controllare se siano vere e, se necessario, segnalare i siti falsi agli amministratori.

Certo, ci sarà sempre gente in malafede e perciò, come disse Andreotti, dobbiamo “pensare male” fino a prova contraria, ma se diffondiamo falsità e cure inesistenti diventiamo noi gli sciacalli d’oggigiorno di cui gli altri non devono fidarsi.

Come dice l’immagine in testa all’articolo, “Meglio essere l’ultimo tra i leoni che il primo tra gli sciacalli”.

Inviate le vostre storie a: [email protected]

 

di emigrazione e di matrimoni

Today’s jackals and profiteers

Every era has its trials and Italy, just like other countries, is now finding itself having to fight an ill that looks nobody in the face, especially those of a certain age and with pre-existing condition which makes the disease even more dangerous

Former Italian Prime Minister Giulio Andreotti was famous for his sayings and one of the best known was “A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina” (Thinking bad of others is a sin but often you are right). Like all the late politician’s sayings there is a touch of bitterness and even more of truth and it is for this reason that we would do well to bear this saying in mind during this difficult period under the sign of the coronavirus.

Every era has its trials and Italy, just like other countries, is now finding itself having to fight an ill that looks nobody in the face, especially those of a certain age and with pre-existing condition which makes the disease even more dangerous. And it is because it involves vulnerable victims that the usual profiteers are coming out to try and exploit the occasion.

Unfortunately these modern jackals and profiteers are helped by modern technology which makes it even harder to identify those with good intentions and those who try to draw advantages, of many types, from the sadness and desperation of others.

Deceptive offers

From almost the first day offers began to appear for assistance to the elderly and those who are in difficulty to make their lives easier. In view of the instructions to stay at home they offer to come to homes to carry out the necessary tests. Inevitably the intentions of these “angels” are very different because they try to enter the home with the intention of scamming, if not stealing from their victims.

Modern technology is helping these delinquents in their intent and especially the social media which helps to keep the offenders anonymous, even if they seem to provide secure identity, but this is often only a perception that even the younger people cannot understand.

Furthermore, messages with requests that can answer our needs to know that there are cures and remedies for the virus that is affecting the world come through the social media.

And it is in this way that we receive requests for friendship or messages such as the one at the head of the article from those who want to make people believe they have a medicine or a treatment that can cure those suffering from Covid 19.

The snake oil salesmen of the past with their wagons and shows have become the IT correspondents who carry out their deceptions through the computer, tablet or mobile phone to those who only want to have a peaceful life free from the danger of the disease, or in the hope of being able to find a cure that modern medicine has not yet had the time to find.

We ask those who feel the temptation to answer these charlatans to have the patience to wait for a moment and ask themselves how come these “cures” have not been announced by the Press or been offered to the multinational pharmaceutical companies and/or governments  which would pay a lot of money to have access to the discovery. Without forgetting that these cures have not undergone the controls of the national authorities of the countries hit by the virus and therefore not only do we have no certainty that they are effective or, worse still, they are not outright harmful to health. We only have to think that a famous television preacher in the United States who was ordered by the medical authorities to desist after having advertised a “medicine” based on silver that had never been subjected to controls and that has no benevolent effect on the virus.

This is part of the work of the modern profiteers who do not limit themselves only to offering mysterious medicines.

False information

In today’s world information is worth as much as shares in the stock exchange or money in the bank. For this reason, we have seen in recent years an explosion of sites and social media pages of alleged “press agencies” or of false sites that report seemingly real news to achieve the effect of increasing the “likes” and contacts in order to have access to the money from advertising.

These sites are not managed by journalists, they are not registered with the competent national bodies, they do not answer to the responsible authorities and they act only to try and attract the greatest attention possible and therefore increase their income from advertising.

The headlines used by these sites are called “click bait” because they draw the eye of users who are looking for confirmation of their prejudices or to exploit the ignorance of the users who cannot recognize real news but they are then revealed as fabrications, manipulation or deliberate lies.

In recent years the public had felt disappointed in the traditional Press and has moved on to sites that seem to say “what the others do not say”. Unfortunately, this news is misleading.

In addition, these operators in bad faith are not subject to the laws, codes of behaviour and the checks that the newspapers and journalists must respect in order to be able to practice their profession. The journalist who makes a mistake has the obligation to correct the mistake, and may a heavy price according to the law if he does so, just as a citizen who feels wronged has the right to be able to publish his reply in the newspaper, a right that does not exist in these false sites and pages.

Sadly, there are also examples of profiteering on the part of people who should “know” but who try to promote their agendas.

Other intentions

Precisely because the social media is a powerful means, as we saw during the 2016 presidential campaign in the United States, the official political parties are increasingly turning to IT operators to spread the political message and agenda they intend presenting to their electors. Unfortunately, not only in Italy but also in many countries, the work is not so transparent.

Many political parties have used these sites and pages more to belie their opponents, often with manipulated news, than to promote their agendas. The controversies of the American presidential campaign were in this very direction, by discrediting the opponent with manipulated images and vague allusions of improper behaviour without providing proof.

One can say that this is, paraphrasing Prussian general von Clausewitz, the continuation of the old politics by other means, and this could be so, but other groups have made this political game very dangerous, like groups that use the social media to deny major historical facts such as the Holocaust and to promote extremist politics that no longer have a place in the modern world but which they would like to see return under the spotlight.

The coronavirus crisis had highlighted these issues because in many sites the discussion become politically divisive instead of being of solidarity and honest behaviour and intentions which are the only way to get out of this sad road as quickly as possible.

By falling into the trap of the spreaders of scams, lies and dirty politics we make the work of medical-scientific professionals and all the others who are working unceasingly to cure our sick and to find a cure to avoid spreading the virus further in the future even harder.

Furthermore, by falling for these traps we make it even harder to bring the country back to a civil society where this improper behaviour should not have a place.

So, the next time we see vague and mysterious messages and sensational dubious news without sources let us not press the button to share them until we have taken the time to check to see they are true and, if necessary, report the false sites to the administrators.

Of course there will always be people of bad faith and therefore, as Andreotti said, we must “think badly” until proven otherwise but is we spread the false news and nonexistent cures we ourselves become today’s jackals and profiteers that others must not trust.

As the image above the article states, “Better to be the last amongst the lions than the first amongst the jackals”.

Send your stories to: [email protected]

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