Connect with us

Italiani nel Mondo

Gli Emigrati Italiani nella Terza Età e la Chiesa Cattolica-Elderly Italian Migrants and Catholic Church

Pubblicato

il

Tempo di lettura: 7 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Gli Emigrati Italiani nella Terza Età e la Chiesa Cattolica

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato del ruolo della Chiesa Cattolica nella vita degli emigrati italiani nel mondo e dei loro discendenti. Ora vogliamo parlare del suo ruolo nella terza età dei nostri emigrati.

Leggi anche: Gli Emigrati Italiani e la Chiesa Cattolica-Italian Migrants and the Catholic Church

Prima di continuare, abbiamo notato commenti critici in risposta all’articolo sui social diretti verso la Chiesa da parte di alcuni utenti. Non neghiamo aspetti negativi della Chiesa che sono stati al centro di cronache tristi, come non neghiamo che ci potevano essere scuole e collegi cattolici che hanno fornito un’educazione dogmatica invece di un percorso accademico. Però, nelle esperienze dirette di chi scrive, come anche da parte di altri utenti, la Chiesa Cattolica ha fornito scuole, collegi e università in Australia, gli Stati Uniti, Canada e altri paesi, alla pari dei migliori di quei paesi. Come ci sono Ordini di frati e suore, a partire dai Gesuiti, i  Dominicani ed i Maristi dove il valore accademico della loro vocazione è parte integrale della loro missione per cui criticare tutti a causa di alcune scuole fa un disservizio agli atenei validissimi. Certo dobbiamo riconoscere gli sbagli della Chiesa come ha fatto più volte Papa Francesco, ma dobbiamo anche riconoscere il suo lavoro valido.

Continuando con il ruolo della Chiesa nella terza età degli emigrati, dobbiamo partire da un aspetto particolare della vita che colpisce moltissimi. Sappiamo che abbiamo la tendenza di perdere la memoria, soprattutto a breve termine, ma nel caso di emigrati questa perdita di memoria ha un effetto devastante perché molto spesso questo vuol dire perdere la capacità di parlare e capire la seconda lingua, cioè quella del paese di residenza, che nella terza età crea una sfida particolare per i gruppi di assistenza per gli anziani delle locali comunità italiane sparse per il mondo.

Infatti, in Australia e altri paesi gruppi italiani di assistenza forniscono servizi per aiutare i nostri anziani all’estero. Questo comprende non solo assistenza in casa, accompagnamento ecc., ma alcuni di questi gruppi hanno comprato e/o gestiscono case di riposa e cura per gli anziani dove non solo gli infermieri parlano un certo livello di italiano, ma i cibi, gli intrattenimenti e cosi via, sono anche in italiano per rendere la vita degli assistiti il più vicino possibile alla vita delle loro case.

In questi servizi i preti e in modo particolare le suore svolgono un ruolo fondamentale perché i nostri connazionali hanno sempre visto la Chiesa come base portante della loro vita.

Inoltre, preti e suore visitano gli anziani per dare loro comunione e sollievo spirituale non solo nelle case di cure, ma anche a casa e negli ospedali. Ogni giorno questi rappresentanti della Chiesa sono presenti nei momenti più difficili dei nostri anziani ed i malati di qualsiasi età, come assistono anche i parenti che spesso non sanno come reagire nel vedere il dolore e le condizioni precarie dei loro genitori, fratelli e sorelle.

Nel caso della gestione di case di riposo/cura degli anziani indirizzate ai nostri parenti e amici, in Australia è proprio un Ordine della Chiesa, gli Scalabriniani, che gestisce sei case/villaggi per anziani italiani nello Stato di New South Wales.

Chiunque all’estero abbia seguito il percorso doloroso dei propri anziani e malati, ha visto l’effetto delle visite del prete o delle suore nel dare loro la comunione, nel passare tempo a pregare o semplicemente parlare con loro quando gli infermieri non hanno il tempo di poterlo fare, persino nel dare loro l’estrema unzione per assicurare che i nostri cari abbiano l’anima in pace nei loro ultimi giorni. Sono ricordi indelebili che chiunque abbia visto questi episodi, come ho fatto con i miei genitori, non può dimenticare o non riconoscere.

Questi passaggi sono difficili per tutti, senza eccezioni, ma per i nostri cari cresciuti in un altro mondo dove la Chiesa svolgeva davvero un ruolo fondamentale, la presenza dei preti e le suore negli ultimi mesi o anni dei nostri anziani permette ai nostri cari di finire la loro vita come l’hanno vissuta, vicino alla Chiesa che ha segnato ogni passo della loro vita.

Questi sono aspetti della vita dei nostri parenti e amici all’estero che molti, anzi troppi in Italia non conoscono. Pensano che una volta stabilitisi all’estero gli emigrati  non avranno più bisogno di aiuti particolari, ma il tempo è crudele e negli ultimi anni molti di loro non vivono più nel nostro mondo ma vedono nella loro mente il mondo della loro gioventù e quindi vedere i preti e le suore in questi periodi spesso da una pace all’anziano che i figli e nipotini non riescono a dare loro perché non sanno come reagire quando vedono il padre o la madre in balia dei ricordi perché non c’è dolore più grande del momento che ti rendi conto che tuo padre o tua madre non ti riconosce più.

Ed è per questo che dobbiamo riconoscere ed apprezzare il ruolo della Chiesa nella terza età dei nostri anziani, perché loro danno assistenza ai nostri parenti e amici all’estero in momenti che coloro che non ci sono passati non possono immaginare tanto meno capire, proprio perché i preti e le suore lo vedono ogni giorno come parte della loro vocazione.

 

Elderly Italian Migrants and Catholic Church

 

di emigrazione e di matrimoni

In the last article we spoke about the role of the Catholic Church in the lives of Italian migrants and their descendants around the world. Now we would like to talk about its role in our migrants’ old age.

READ MORE: Gli Emigrati Italiani e la Chiesa Cattolica-Italian Migrants and the Catholic Church

However, before continuing, we noticed critical comments from users on the social media directed at the Catholic Church in response to the article. We do not deny negative aspects of the Church that have been at the centre of sad news item, just as we do not deny that there may have been Catholic schools and colleges that provided a dogmatic education instead of an academic path. But in the direct experience of the writer, as well as that of other users, the Catholic Church has provided schools, colleges and universities in Australia, the United States, Canada and other countries on a par with the best in those countries. Just as there are Orders of Friars and Nuns, starting with the Jesuits, Dominicans and the Marists in which the academic value of the vocation is an integral part of their mission, so criticizing all of them due to some schools does a disservice to the very valid campuses. Of course we must recognize the mistakes of the Church, as Pope Francis has done a number of times, but we must also recognize its valid work.

In continuing with the role of the Church in the old age of migrants, we must start from a particular aspect of life that hits a lot of people. We know that we have a tendency to lose our memory, especially in the short term, but in the case of migrants this loss of memory has a devastating effect because very often this means losing the ability to speak and understand the second language, in short the language of the country of residence, which makes their final years a particular challenge for groups assisting the elderly of local Italian communities spread around the world.

In fact, in Australia and other countries Italian welfare groups provide services to help our aged overseas. This includes not only domiciliary care, accompaniment, etc, but some of these groups have even bought and/or manage retirement and rest homes where not only do the nurses speak a level of Italian but the food, the entertainment and so forth are also in Italian to make the lives of their clients as close as possible to their lives at home.

Priests and particularly nuns carry out an essential role in these services because our fellow countrymen and women have always seen the Church as the backbone of their lives.

Furthermore, the priests and nuns visit the elderly to give them communion and spiritual relief not only in the aged care homes but also at home and in the hospitals. Every day these representatives of the Church are present in the most difficult moments of our elderly and sick of any age, just as they also assist the relatives who do not know how to react when they see the pain and precarious condition of their parents, brothers and sisters.

In the case of the management of the retirement/rest homes directed at our relatives and friends overseas, there is an Order in Australia, the Scalabrinians, that runs six care homes/villages for elderly Italians in the state of New South Wales.

Anyone overseas who has ever followed the painful path of their elderly or sick has seen the effect of the visits of the priests or the nuns to give them communion, to pass time praying or simply to speak with them when the nurses do not have the time to be able to do so, or even to give them the last rites to ensure our loved ones have their soul at peace in their final days. These are indelible memories that anyone who has seen these episodes, as I did with my parents, cannot forget or not recognize.

These passages are hard for everyone, without exception, but for our loved ones who were born and grew up in a world where the Church truly played an essential role the presence of the priests and the nuns in their final months or years allows them to finish their lives like they lived it, close to the Church that marked every step of their lives.

These are aspects of the lives of our relatives and friends overseas that many, indeed too many, people in Italy do not know. They think that once they have settled down overseas the migrants would no longer need particular help but time is cruel and in their final years many of them no longer live in our world but in their minds they see the world of their youth and therefore seeing the priests and the nuns in these periods gives the elderly a peace that the children and grandchildren cannot give them because they do not know how to react when they see their father or mother at the mercy of memories because there is no pain worse than the moment you realize that your father or mother no longer recognizes you.

And this is the reason that we must recognize and appreciate the role of the Church in the final years of our elderly because they assist our relatives and friends overseas in the moments that those who have not experienced it cannot imagine much less understand precisely because the priests and the nuns see it every day as part of their vocation.