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Italiani nel Mondo

Gli Emigrati Italiani e la Chiesa Cattolica-Italian Migrants and the Catholic Church

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Tempo di lettura: 7 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Gli Emigrati Italiani e la Chiesa Cattolica

In questo ed il prossimo articolo vogliamo trattare alcuni aspetti di un legame fondamentale dell’Emigrazione Italiana nel mondo, il legame con la Chiesa Cattolica.

Sarebbe banale dire che la Fede cattolica è stata importante per i nostri emigrati ma pochi in Italia si rendono conto dei ruoli, e quanto siano stati importanti, della Chiesa non solo nella vita dei nostri emigrati, ma anche dei loro figli e discendenti e non solo per i riti in chiesa. Sempre ricordando che fino al 1965 la messa cattolica era celebrata in latino e non nelle lingue locali e dunque questa decisione del Concilio Vaticano II ha avuto un effetto anche nella vita dei nostri parenti ed amici all’estero.

Nel trattare questo tema dobbiamo partire da un dettaglio non insignificante della nostra emigrazione che è spesso dimenticato nel mondo d’oggi. Una volta stabilitisi nel nuovo paese di residenza i nostri emigrati richiamavano nel paese nuovo non solo parenti ma anche amici dai loro paesi d’origine, creando piccole comunità che si parlavano nei loro dialetti e, naturalmente, cercavano di mantenere le loro tradizioni, compresi i loro vari Patroni.

Quindi in tutto il mondo comunità italiane hanno, ed in molti casi continuano a festeggiare, le Feste di molti Santi e Madonna secondo le origini delle locali comunità italiane.

Purtroppo queste usanze non erano ben viste da tutti i preti non-italiani, in modo particolare quelli di origini irlandesi, che hanno creato disagi tra parroci e parrocchiani italiani.

In almeno un caso queste differenze sono arrivate al punto che nei primi anni ’70 un parroco ad Adelaide in Australia rifiutava di fare celebrare la messa in italiano per i molti fedeli italiani nella parrocchia. Per fortuna questo era un caso esagerato, ma dimostra benissimo le differenze di vedute tra le varie fazioni della comunità cattolica.

Ora, con il passare delle generazioni queste feste stanno sparendo, alcune del tutto, oppure hanno preso forme che i loro fondatori stenterebbe a riconoscere se le vedessero ora. Ma questi cambi ci fanno capire benissimo come le usanze e tradizioni italiane cambiano all’estero quando i nostri parenti e amici sono in contatto con altre culture.

Però, molti in Italia oggigiorno avrebbero una grande sorpresa nello scoprire che il ruolo della Chiesa Cattolica non era limitato solo ai sacramenti e feste, ma aveva un ruolo essenziale della vita delle famiglie anche in un campo particolare, l’educazione dei figli e discendenti.

Per molti figli d’italiani all’estero, maschi e femmine, le elementari sono trascorse nelle scuole di vari Ordini di suore. Nel caso della mia prima scuola nei primi anni ’60, le classi si svolgevano nella chiesa parrocchiale di un quartiere popolare di Adelaide in Australia dove durante la settimana la chiesa era divisa per permettere le lezioni alle quattro classi. Alla fine dei quattro anni di scuola gli alunni venivano spediti a scuole/collegi di solo maschi o solo femmine ed è continuato così anche se quasi tutti i collegi non sono limitati solo maschi o femmine.

Questi collegi privati erano gestiti da Ordini di frati e suore riconosciuti per i loro meriti accademici. Questi Ordini comprendevano i Gesuiti, i Salesiani, i Dominicani, i Maristi ed i “Fratelli delle Scuole Cristiane” di san Giovanni Battista de la Salle, per nominarne solo alcuni.

I costi di questi collegi non erano bassi. Anzi, molte famiglie facevano sacrifici enormi per poter permettere ai loro figli di frequentare queste scuole. Nel caso della mia famiglia, mia madre è andata a lavorare con l’espressa intenzione di pagare le spese del collegio che mio fratello Tony ed io abbiamo frequentato. E questo succedeva in moltissime famiglie italiane.

Ma queste scuole non tenevano conto delle origini dei loro alunni, per cui il curriculum non comprendeva materie/soggetti che potevano farci capire le nostre origini e il nostro Patrimonio Culturale, partendo dalla lingua italiana. Infatti, questo spiega perché molti figli/discendenti di emigrati hanno soltanto una conoscenza base della nostra lingua e una bassa consapevolezza della Storia e Cultura d’Italia, tranne l’epoca dell’Antica Roma ed il Rinascimento che sono stati indubbiamente due dei periodi storici più importanti del mondo.

Queste scuole erano severe non solo accademicamente ma anche a livello disciplinare e i castighi subiti dagli studenti non erano limitati solo a sospensioni oppure espulsione, ma erano anche castighi corporali che oggigiorno sono sconosciuti oppure impensabili.

Ma gli sforzi ed i sacrifici dei genitori erano ripagati dal semplice e preziosissimo fatto che queste scuole davano ai loro figli le capacità non solo di poter andare all’università, ma anche di prepararli in modo che non soffrissero le dure discipline educative universitarie come vedevamo negli studenti provenienti dalle scuole statali che, nelle università australiane, erano spesso la minoranza.

Questi ruoli della Chiesa Cattolica nella vita degli italiani all’estero meritano studi particolari perché hanno formato generazioni di discendenti di emigrati italiani ed oggigiorno in Australia e altri paesi, certi collegi cattolici fanno scuola ai pronipoti ed oltre dei primi figli di emigrati italiani di decenni fa.

Ma faremmo uno sbaglio enorme nel pensare che i ruoli della Chiesa Cattolica nella vita degli italiani all’estero sia limitato solo in quel che abbiamo descritto in questi pochi paragrafi. Ci sono altri aspetti della Chiesa nella loro vita che bisogna riconoscere e lo faremo nel prossimo articolo.

Come sempre invitiamo i nostri lettori ad inviarci le loro storie ed esperienze dei temi degli articoli a: gianni.pezzano@thedailycases.com

 

Italian Migrants and the Catholic Church

 

di emigrazione e di matrimoni

In this and the next article we want to deal with some aspects of one fundamental relationship of Italian Migration around the world, the relationship with the Catholic Church.

It would be banal to say that the Catholic faith was important for our migrants but few people in Italy realize the roles of the Catholic Church, and how important they were, not only in the lives of our migrants but also of their children and descendants and not only for the rites in church. Always remembering that up to 1965 the Catholic Mass was celebrated in Latin and not the vernacular and therefore this decision of the Second Vatican Council also had an effect on the lives of our relatives and friends overseas.

In dealing with this issue we must start from a not insignificant detail of our migration that is often forgotten in today’s world. Once settled in the new country of residence our migrants called not only relatives to the new country but also friends from their towns in Italy, thus creating small communities that spoke in their dialects and naturally they tried to keep their traditions, including their Patron Saints.

Therefore, Italian communities around the world used to and in many cases continue to celebrate the Feasts of Saints and Madonnas according to the traditions of the local Italian communities. Unfortunately these customs were not well regarded by all the non-Italian priests, especially those of Irish descent, which created problems between parish priests and Italian parishioners.

In a least one case these differences reached the point that in the early ‘70s a parish priest in Adelaide, Australia refused to allow Mass to be celebrated in Italian for the many Italian faithful in the parish. Luckily this was an exaggerated case but it shows very well the differences in points of view between the various factions in the Catholic community.

Now, with the passing of generations, the feasts are disappearing, some altogether and others have taken forms that their founders would struggle to recognize if they saw them now but these changes let us understand very well how Italian customs and traditions change overseas when our relatives and friends are in contact with other cultures.

However, many people in Italy would have a big surprise to discover that the role of the Catholic Church was not limited only to the sacraments and feasts but it also had an essential role in the lives on the families also in one particular field, the education of the children and descendants.

For many children of Italians overseas, male and female, primary school was in schools run by various Orders of Nuns. In the case of my first school in the early ‘60s the classes were held in the parish church of a working class suburb of Adelaide in Australia where during the week the church was divided into classrooms for the 4 classes. At the end of the four years of school the students were sent to school/colleges of only boys or girls and continued in this way even though today almost all the colleges are no longer limited to only boys or girls.

These private colleges were run by Orders of Brothers or Nuns recognized for their academic merits. These Orders includes the Jesuits, the Salesians, the Dominicans, the Marist Brothers and the “Brothers of the Christian Schools” founded by Saint John Baptist de la Salle, to name but a few.

The costs of these colleges were not low. Indeed, many families made huge sacrifices to allow their children to attend these schools. In the case of my family, my mother went to work for the express purpose of paying the costs of the college that my brother Tony and I attended. And this happened in many Italian families.

But these schools did not take into account the origins of their students, so the curriculum did not include subjects that could have helped us to understand our origins and our Cultural Heritage, starting with the Italian language. In fact this explains why many children/descendants of migrant have only a basic knowledge of our language and a low awareness of Italy’s Culture and history, except for the period of Ancient Rome and the Renaissance that were undoubtedly two of the world’s most important historical periods.

These schools were strict not only academically but also in their discipline and the punishments were not limited to only suspension or expulsion but they also included corporal punishments that are unknown or unthinkable today.

But the efforts and sacrifices of the parents were rewarded by the simple and invaluable fact that these schools gave their children the skills not only to go to university but also to prepare them in a way that they did not suffer the university’s strict educational discipline as we saw in the students who came from state schools who, in Australian universities, were often on the minority.

These roles of the Catholic Church in the lives of Italians overseas deserve particular study because they formed generations of descendants of Italian migrants and today in Australia and other countries certain Catholic colleges are now teaching the great grandchildren and beyond of the first children of Italian migrants decades ago.

But we would make a huge mistake in thinking that the roles of the Catholic Church in the lives of Italians overseas is limited only to what we have described in these few paragraphs. There are other aspects of the Church in their lives that need to be acknowledged and we will do this on the next article.

As always, we invite our readers to send us their stories and experiences to issues of the articles to: gianni.pezzano@thedailycases.com