Italiani nel Mondo

Chi siamo noi Italiani? – Who are we Italians?

By 20 Gennaio 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

Chi siamo noi Italiani?

Basta sfogliare un qualsiasi libro di Storia e la voce “Italia” in una qualsiasi enciclopedia importante per vedere le migrazioni, guerre e invasioni nella nostra penisola nel corso dei millenni

Come sua consuetudine Leo Longanesi ci riporta due osservazioni allo stesso tempo veritiere ed aspre su noi italiani: “L’italiano: totalitario in cucina, democratico in parlamento, cattolico a letto, comunista in fabbrica” e “Gli italiani sono buoni a nulla ma capaci di tutto”. La sua vita ci fa capire che in ogni senso lui aveva ed ha tuttora ragione e non solo nel senso politico.

Longanesi non solo era un editore, autore e artista autorevole, era anche amico di Mussolini e romagnolo come lui, perciò ha avuto un ruolo attivo nella sua ascesa al potere partecipando alla Marcia su Roma dell’ottobre del 1922 e alla propaganda del regime, ma ha anche visto con i propri occhi il costo, in tutti i sensi, di quel periodo buio della nostra Storia che doveva dare un senso “storico” ad essere “italiano”. Sappiamo tutti come finì quel periodo storico.


Poi, dall’altro versante storico del paese negli stessi anni, nella sua “Sono un Italiano”, un successo mondiale molto amato dagli italiani all’estero, Toto Cutugno ci parlò con orgoglio di un “partigiano come Presidente”. Si riferiva all’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini, ma in questi giorni abbiamo assistito alla decisione della maggioranza politica a Genova di respingere la proposta di dare il nome di Pertini a una sala consiliare degli uffici della Regione Liguria in quella città. Ovviamente c’erano politici che non volevano identificarsi con il “partigiano presidente”; in effetti Pertini ha svolto un ruolo essenziale nella Resistenza contro il Ventennio, finendo persino in carcere per le sue idee politiche.

Ma qual è la verità di noi italiani? Chi siamo veramente se non siamo capaci di fornire evidenze contrarie a questa realtà? 

Ogni giorno in un modo o l’altro, sia in Italia che all’estero tra le comunità italiane sparse in giro per il mondo, sentiamo questa domanda, ma come succede nella vita, la risposta non è semplice e quasi sempre lascia molti non solo perplessi, ma anche contrariati.

Tutto e niente

La risposta semplice sarebbe che siamo tutto e niente, come fa capire Longanesi. Siamo “santi, poeti e navigatori” come dice il famoso detto, siamo mafiosi, truffatori e ladri come molti dei nostri libri, film e fiction televisive dimostrano chiaramente, siamo il paese che ha esportato e continua ad esportare una percentuale non indifferente dei nostri giovani all’estero. Siamo il paese delle auto di lusso più desiderate nel mondo, come siamo anche il paese che sfrutta manovali clandestini nei campi di alcune regioni per fornire frutta e verdura sulle nostre tavole.

Gli italiani all’estero hanno dato esempi grandissimi di lavoro e intraprendenza in tutti i continenti, i figli e nipoti di questo emigrati sono scienziati, avvocati, politici, medici, architetti e tutti i mestieri che possiamo immaginare, che danno onore sia al loro paese di nascita/residenza che al loro paese d’origine. Ma in quegli stessi continenti tra questa gente onesta e produttiva ci sono sempre stati ed esistono ancora membri delle cosche criminali, che gestiscono il traffico di droga e altri atti illeciti e un gruppo in particolare, l’Ndrangheta, ha anche il titolo d’essere attualmente il gruppo criminale più grande e potente del mondo. Qualcuno sarà felice di questo presunto “onore”, ma per fortuna molti di più si vergognano d’essere associati con un “primato” del genere.

Molto di più

Ma noi italiani siamo molto di più. I nostri avi ci hanno lasciato il patrimonio culturale/storico più grande del mondo e di questo siamo giustamente fieri. Ma non abbiamo finito di costruire questo patrimonio. I nostri artisti, architetti, registi e attori continuano a dare contributi importanti in tutti i campi della Cultura.

E il nostro contributo cresce anche nella scienza con italiani e figli e nipoti di italiani che fanno ricerche importantissime in tutto il mondo, e l’esempio più lampante e spettacolare oggi si trova nello spazio dove il nostro Luca Parmitano è l’attuale comandante della Stazione Spaziale Internazionale, e dove anche la nostra Samantha Cristoforetti ha svolto un ruolo essenziale.

Lo stesso vale in tutti i campi dell’industria dove nome e brand italiani e/o di origine italiane forniscono prodotti e occupazione in tutto il mondo.

Purtroppo i discorsi su l’essere “italiani” gettano un’ombra sulle nostre imprese con una parola che tristemente ha allusioni su un passato politico, e non solo italiano, che speriamo non si ripeterà più nel mondo.


 Puri o non?

Spesso sentiamo o leggiamo qualcuno dire “sono italiano al 100%, sono italiano puro”. Questa frase dovrebbe far ridere, invece fa piangere perché noi esseri normali non siamo prodotti in fabbriche in milioni di esemplari timbrati e tutti identici.

Ricordo la prima visita ai parenti in Italia quando conobbi tre cugini, un fratello e due sorelle, lui nero di capelli, una sorella bionda e l’altra coi capelli rossi. In quell’immagine vedo la realtà delle origini del nostro paese. Certo, l’Italia ha fatto la Storia, ma la penisola nella forma di stivale che ora porta quel nome è anche stata tragicamente vittima di quella stessa Storia.

Ora esiste la moda di fare le analisi del DNA e molti si arrabbiano quando vedono le percentuali con origini che meno si aspettano, ma queste tracce ci danno le prove concrete di questo aspetto del nostro passato. I risultati delle prove del DNA non coprono le ultime tre, quattro o cinque di generazioni italiane ma risalgono a molte migliaia di anni, a quando non esisteva l’Europa, tantomeno l’Italia, Francia o Inghilterra.

Basta sfogliare un qualsiasi libro di Storia e la voce “Italia” in una qualsiasi enciclopedia importante per vedere le migrazioni, guerre e invasioni nella nostra penisola nel corso dei millenni. Solo a memoria mentre battiamo possiamo nominare i fenici, i greci, i cartaginesi, i longobardi, gli egizi, i vandali, i saraceni (arabi), i normanni (in effetti i vichinghi), i lanzichenecchi (mercenari svizzeri che hanno fatto il sacco di Roma nel 1527), gli spagnoli, i francesi (più volte) e nell’ultimo secolo gli austriaci, i tedeschi, gli americani e gli inglesi e i francesi con i soldati dei loro imperi. Siamo così ingenui da pensare che queste ondate belliche non abbiano lasciato tracce del loro DNA nel nostro paese?

Italiani oggigiorno

Gli italiani in Italia e gli italiani all’estero sono rami della nostra realtà. Chi è in Italia ha gli aspetti del nostro passato e del presente. Chi nasce e cresce all’estero contiene in sé le tracce delle culture di due paesi e deve essere fiero di questi patrimoni. Perciò noi oriundi siamo italo-australiani, italo-americani, italo-brasiliani e italo-argentini, ecc., ecc.

Ora in Italia nascono sempre di più figli di altre origini, degli immigrati che ora abitano nel Bel Paese. Anche loro sono figli di due mondi e si trovano nelle stesse situazioni dei figli e nipoti dei nostri parenti e amici all’estero.


Qualcuno si scandalizza vedendo ragazzi e ragazze di colore che indossano l’azzurro delle nostre squadre sportive internazionali. Ma questi ragazzi ci hanno portato, continuano a portare e porteranno al paese coppe, medaglie d’oro e altri trionfi sportivi, e non solo.

Allora chi è l’italiano vero, il ladruncolo o il truffatore di origini italiane, o i figli di immigrati nati e cresciuti nel paese che fanno vincere i nostri colori e fanno suonare il nostro inno alle cerimonie di premiazioni in giro per il mondo?

Essere italiano vuol dire molte cose, ma spetta a noi assicurare che questo avvenga in modo che l’esempio che seguiamo non sia “solamente” apparenza, ma intriso di valori che tutti noi dovremmo seguire.

Questo è il modello che dobbiamo avere in mente quando parliamo di “italiani”. Non importa il luogo di nascita, non importa il colore della pelle o le origini dei nostri genitori. Per essere italiani veri importa solo come ci comportiamo e le nostre imprese nella vita.

Come paese e come comunità italiane all’estero, non parliamo del “italiano” per motivi di politica o di retorica. Parliamo dell’italiano come esseri umani con tutti i loro pregi e difetti e riconosciamo e premiamo chi se lo merita e castighiamo, in ogni senso, chi non porta onore alle nostre origini.

 


di emigrazione e di matrimoni

Who are we Italians?

 We only have to leaf through a history book and look up “Italy” in any major encyclopaedia to see the migrations, wars and invasions in our peninsula over the millennia

As was his custom, Leo Longanesi left us two truthful and harsh observations about us Italians: “The Italian, totalitarian in the kitchen, democratic in parliament, Catholic in bed and communist in the factory” and “The Italians are good for nothing and capable of anything”. His life lets us understand that he was and still is right and not only in the political sense.

Longanesi was not only an authoritative publisher, author and a artist, he was also a friend of Mussolini and like he came from the Romagna, so he had an active role in his rise to power participating in the March on Rome of October 1922 and in the regime’s propaganda but he also witnessed personally the cost, in every sense, of that dark period in our history that should have given a “historical” meaning to being “Italian”. We all know how that historical period ended.

And then, from the other historical side of the country in the same years, “Sono un italiano” (I am an Italian), a worldwide hit that is much loved by the Italians overseas, Toto Cutugno spoke with pride of a “partigiano come Presidente” (a partisan as our President). He referred to former President of the Republic Sandro Pertini but in recent days we saw the decision by the political majority in Genoa to reject the proposal to give Pertini’s name to a board room of the Liguria Region in that city. Obviously there were politicians who did not want to be identified with the “partisan President” and effectively Pertini has played an essential role in the Resistance against the dictatorship and ended up in prison for his political beliefs.

But what is the truth about us Italians? Who are we truly if we are capable of giving contrary evidence of this reality?

We hear this question every day in one way or another, both in Italy and overseas amongst the Italian communities spread around the world but as happens in life, the answer is not simple and almost always leaves many not only perplexed but also annoyed.


Everything and nothing

The simple answer would be that we are everything and nothing, as Longanesi makes clear. We are “saints, poets and navigators” as the famous saying states, we are mafiosi, swindlers and thieves like many of our books, films and TV programmes clearly show, we are the country that has exported and continues to export a non-indifferent percentage of our young people overseas. We are the country of the world’s most desired luxury cars and we are also the country that exploits clandestine labourers in the fields of some regions to supply fruit and vegetables for our tables.

The Italians overseas have given great examples of work and resourcefulness in all the continents and the sons and grandchildren of these migrants are scientists, lawyers, politicians, doctors, architects and in all the trades that we can imagine and they give great honour to both their country of birth/residence and to their country of origin. But in these same continents amongst these honest and productive people there have always been and there still are members of the criminals gangs who manage drug trafficking and other illegal acts and one group in particular, the ‘Ndrangheta, also has the title of currently being the world’s biggest and most powerful criminal organization. Some may be happy with the presumed “honour” but luckily many more are ashamed to be associated with a “record” of this type.

Much more

But we Italians are much more. Our forefathers left us the world’s greatest cultural/historical heritage and we are justly proud of this. But we have not finished building this heritage. Our artists, architects, directors, musicians and actors continue to give major contributions in all the fields of Culture.

And our contributions also grow in the sciences with Italians and the children and grandchildren of Italians who carry our very important research around the world and the most striking and spectacular example today is in space where our Luca Parmitano is the current commander of the International Space Station where our Samantha Cristoforetti also played a major role.

The same is true in all the fields of industry where Italian names and brands, and/or of Italian origin, supply products and jobs to the entire world.

Unfortunately, these discussions on being “Italians” throw a shadow on our deeds with a word that sadly has allusions from a political past, and not only Italian, that we hope will never be repeated in the world.

Pure or not?

We often hear or read someone say “I am 100% Italian, I am a pure Italian”. This phrase should make you laugh, instead it makes you cry because we normal human beings are not produced in factories in millions of stamped and identical examples.

I remember the first time we visited the family in Italy and met three cousins, a brother and two sisters. He had black hair, one sister was blonde and the other had red hair. I saw the reality of our country’s origins in that image. Of course, Italy made history but the boot shaped peninsula that now bears that name was tragically also the victim of that same history.

There is now a fashion of doing DNA analysis and many are angered when they see percentages with origins they least expect but these traces give us solid proof of this aspect of our past. The results of the DNA tests do not cover three, four or five generations of Italians but go back thousands of years to when Europe did not exist, much less Italy, France or England.

We only have to leaf through a history book and look up “Italy” in any major encyclopaedia to see the migrations, wars and invasions in our peninsula over the millennia. Only by heart as we type we can name the Phoenicians, the Greeks, the Carthaginians, the Lombards, the Egyptians, the Vandals, the Huns, the Saracens (Arabs), the Normans (effectively the Vikings), the lanzichenecchi (landesknechts, Swiss mercenaries that carried out the Sack of rime in 1527), the Spanish, the French (a number of times), and in the last century the Austrians, the Germans, the Americans and the British and the French with the soldiers of their empires. Are we so naive as to think that these waves of wars left no trace of their DNA in our peninsula?

Italians today

Italians in Italy and overseas are branches of our reality. Those in Italy have aspects of our past and the present. Those who are born and raised overseas have the traces of the culture of two countries, and must be proud of these heritages. Therefore we oriundi (people of Italian origin overseas) are Italo-Australians, Italian Americans, Italo-Brazilians, Italo-Argentineans, etc, etc.

More and more children of other origins are now being born in Italy, the children of the migrants who now live in the country. Their children are also children of two worlds and are in the same situations as the children and grandchildren of our relatives and friends overseas.

Some are shocked when they see young men and women of colour wearing the blue of our international sporting teams. But these young people have brought us, continue to bring and will bring to the country cups, gold medals and other sporting trophies and more

So, who is the real Italian, the thief or the swindler of Italian origins or the children of migrants born and raised in the country who make our colours win and make our national anthem be played in awards ceremonies around the world?

Being Italian means many things but it is up to us to ensure that this happens in a way that the example we follow is not “only” in appearance but imbued with the values that we should all follow.

This is the model we must have in mind when we talk about “Italians”. The place of birth does not matter, the colour of the skin or the origins of the parents do not matter. In order to be true Italians only our behaviour and deeds matter.

As a country and as Italian communities around the world, let us not talk about “Italians” for political or rhetorical reasons. Let us talk of Italians as human beings with all their strengths and weaknesses and recognize and reward those who deserve it and punish those who do not honour to our origins.

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