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ABRUZZO – Atri e l’incanto senza tempo della Notte dei Faugni: il racconto di un rito che accende l’alba

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Ogni anno, tra il 7 e l’8 dicembre, Atri vive una notte che non assomiglia a nessun’altra. La Notte dei Faugni.

di Laura Marà

Ogni anno, tra il 7 e l’8 dicembre, Atri vive una notte che non assomiglia a nessun’altra. La Notte dei Faugni, ormai conosciuta anche fuori regione, è un mix di tradizione, musica e convivialità che richiama migliaia di persone nel centro storico.

L’edizione 2025 si è chiusa con grande partecipazione e ha confermato che questo evento, pur antichissimo, continua ad avere un fascino molto attuale.

Un rito che attraversa i millenni

I Faugni – o Li Faegn – non sono soltanto fasci di canne ardenti: rappresentano un’eredità che affonda le radici nel culto del dio Fauno, protettore delle campagne e della fertilità. In epoca preromana, i fuochi accesi nella notte d’inverno erano un gesto propiziatorio, un invito alla rinascita della luce.

Con la cristianizzazione del rito, nel V secolo, la tradizione si è intrecciata alla devozione mariana, senza però perdere il suo legame ancestrale con la natura, il fuoco e il tempo ciclico. Ancora oggi, i Faugni incarnano questo doppio respiro: sacro e profano, memoria e rinnovamento.

L’edizione 2025: una città in festa, tra cultura e spettacolo

Il prologo nelle Cisterne Romane

La lunga notte atriana si è aperta nel tardo pomeriggio con il convegno “Doganella, Tratturi e Transumanza”, ospitato nelle affascinanti Cisterne Romane di Palazzo Acquaviva. Un dialogo profondo sulle radici del territorio, seguito dall’inaugurazione della mostra “Le Vie della Lana e del Fuoco” e da degustazioni legate alla tradizione pastorale.

L’accensione del Fuoco Sacro

Alle 19, in Piazza Duomo, l’accensione del Fuoco Sacro ha segnato l’avvio ufficiale della festa. Un momento suggestivo, quasi solenne, che ha catturato l’attenzione di visitatori e cittadini.

Musica, strade in fermento e arte che risuona ovunque

Dal calare del sole fino alle prime ore del mattino, le vie di Atri si sono animate di suoni e incontri: concerti, spettacoli diffusi, cenoni condivisi e brindisi improvvisati.

Dalla Bottega dello Swing all’apertura, passando per lo spettacolo di Giampaolo Morelli, le performance di Ramio, degli Exentia e il concerto di Francesco Baccini, tra i momenti più attesi della serata in cui la musica ha accompagnato ogni passo.

Dopo la mezzanotte, tra spettacoli di fuoco, artisti di strada, DJ set e la cover band dei Liga, il centro storico si è trasformato in un mosaico di energia e creatività. Il live di Osvaldo Bianchi alle 2.30 ha aggiunto un’ultima nota vibrante a una notte che sembrava voler durare per sempre.

Il rito dell’alba: quando il fuoco incontra la memoria

Alle 5 del mattino, nel silenzio ancora denso della notte, il rintocco maestoso del Campanone della Cattedrale ha richiamato la comunità al cuore del rito. È in quell’istante che la città cambia respiro.

I Faugni, accesi con il Fuoco Sacro, hanno iniziato la loro lenta avanzata lungo le vie del centro: fasci di canne incandescenti che fendono il buio, sprigionando scintille e calore. Una processione antichissima, accompagnata dalla banda “V. & B. Celli”, capace di emozionare e riunire, di far sentire ogni partecipante parte di una storia più grande.

La Messa dell’Aurora ha chiuso la celebrazione, mentre l’alba colorava di rosa i tetti della città.

Una tradizione che vive grazie alla comunità

Il successo dell’edizione 2025 conferma la forza di una tradizione che continua a crescere grazie alla collaborazione tra associazioni, comitato organizzatore, Comune e Regione.
Lo ricorda anche l’assessore alla Cultura Domenico Felicione:

«I Faugni sono un patrimonio prezioso, un’eredità che vive perché tutti, cittadini e realtà locali, partecipano alla sua tutela».

Una notte che resta nel cuore

Ora che la luce del giorno ha dissolto le ultime braci, Atri ritorna alla sua dimensione quotidiana. Ma il ricordo della Notte dei Faugni rimane nell’aria: nei sorrisi, nelle musiche che ancora sembrano risuonare tra i vicoli, nel bagliore del fuoco che ha segnato il passaggio verso un nuovo inizio.

Una notte che non si osserva soltanto: si vive, si attraversa, si custodisce.

E già si attende il prossimo dicembre, quando il fuoco dei Faugni tornerà a illuminare l’alba di Atri.

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