FeaturedItaliani nel Mondo

A cosa serve la Storia? – What use is history?

By 21 Aprile 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

A cosa serve la Storia?

La Storia non serve solo a prevedere sommosse violente e grandi rivoluzioni, ma serve soprattutto per dare i mezzi per poter giudicare il mondo che ci circonda ed avere la consapevolezza che ci permette di prendere le migliori decisioni per il futuro.

Il 14 luglio 1789 alla notizia della caduta della Bastiglia Luigi XVI chiese “È una rivolta?”, la risposta del Duca di Liancourt fu tanto veloce quanto lapidaria, “No Sire, è una rivoluzione”.

Questo scambio è entrato nei libri di Storia e l’ho sentito per la prima volta a scuola seguito poi dalla domanda inevitabile di uno studente, “ma il Re non poteva prevedere l’arrivo della Rivoluzione?”. Il nostro insegnante l’ha utilizzato per illustrare come il re non aveva i mezzi e la consapevolezza per capire che decenni di cattiva amministrazione e un senso di oppressione sempre in aumento tra la popolazione stava portando il paese alla rivoluzione.


Oggi con il senno di poi potremmo vedere e capire i passi storici, iniziando con l’Illuminismo, che aveva portato la Francia a questa rivoluzione che segnò la fine di una dinastia, vide l’Impero glorioso ma breve di Napoleone, che era il segnale che stava per iniziare un’epoca nuova della Storia dell’Uomo che oggi non è ancora finita.

Però Luigi XVI e i suoi consiglieri non potevano capire le conseguenze delle decisioni loro e dei loro predecessori.

Non possiamo dire altrettanto dello Zar russo Nicola II che, visto il ruolo del suo paese nella caduta di Napoleone, sicuramente studiò la Storia di quel periodo violento. Senza dubbio, con il fallimento della rivolta sanguinosa del 1905 lui si considerava al di sopra di ogni pericolo al suo potere, ma si sbagliava e anche lui finì come Luigi XVI, giustiziato da una parte del popolo che lui rappresentava, almeno in teoria.

La Rivoluzione Francese è un fatto raro nella Storia, un episodio nuovo che nessuno poteva prevedere fino in fondo. Fu la destituzione del re non da parte di un’altra famiglia aristocratica, come si era visto spesso per millenni, ma dal suo stesso popolo. Poi, nessun libro di Storia dell’epoca avrebbe potuto prevedere la violenza e la spietatezza del Terrore che finì solo con Napoleone, che divenne Imperatore di un paese che solo pochi anni prima voleva essere una democrazia.

Dal 1789 abbiamo visto altre rivoluzioni del genere, delle quali quella Russa fu la più importante, ma tutte hanno seguito lo stesso modello di comportamento, la destituzione del re, un periodo di scontri tra i responsabili del complotto anti-monarchico, seguito da un periodo di violenza dal quale esce un dittatore ancora peggio del re destituito. Nel caso russo, il suo Napoleone si chiamava Stalin che certamente non aveva i meriti militari del suo predecessore francese.

Ma la Storia non serve solo a prevedere sommosse violente e grandi rivoluzioni, ma serve soprattutto per dare i mezzi per poter giudicare il mondo che ci circonda ed avere la consapevolezza che ci permette di prendere le migliori decisioni per il futuro.

Quando leggiamo la Storia della Grecia e di Roma del periodo classico vediamo gli stessi vizi umani che sentiamo nei notiziari ogni giorno. Vediamo la gelosia, la rabbia, l’ignavia e tutte le emozioni che dettano il comportamento dell’uomo. La scoperta di pietre con il nome del grande statista Temistocle ci dimostra come illeciti elettorali succedevano anche nell’Atene antica che molti utilizzano, impropriamente purtroppo, come modello della Democrazia moderna.

Il mondo nuovo in cui viviamo ha mezzi di comunicazione e di trasporto che gli antichi potevano solo sognare, ma gli istinti e i vizi personali di ogni individuo non sono mai cambiati nel corso del tempo.

Gli appartenenti dei Black Block si lamentano delle grandi multinazionali, ma non si rendono conto che queste società non sono che la versione moderna delle compagnie private che saccheggiarono il mondo in nome dei re e regine dell’Inghilterra, la Francia, la Spagna, il Portogallo e le altre potenze coloniali. Ci lamentiamo dei nostri politici, magari sognando un’epoca d’oro di politica “pulita” mai esistita, però ci scordiamo degli scandali che coinvolsero politici in ogni paese del mondo nel corso del tempo.

Nel mondo d’oggi abbiamo un esempio davvero lampante di come l’Uomo non riesca a capire le lezioni del passato. Ormai sono decenni che i paesi occidentali cercano di portare pace nel Medioriente, spesso partecipando in azioni militari di breve durata che creano problemi di lunga durata che a loro turno creano le condizioni per altri interventi brevi. Poi ci meravigliamo di ondate di profughi da paesi distrutti da interventi occidentali.

Tragicamente, mentre leggiamo i libri di Storia vediamo gli stessi paesi come campi di battaglia che sono ancora luoghi di conflitti moderni. È facile individuare Iran e Iraq, le antiche Persia e Babilonia e naturalmente Israele e i paesi che lo circondano. Diventa ancora più triste poi vedere quante volte leggiamo i nomi di Sudan, Cina, Cuba, Marocco, Algeria e potrei andare avanti per paragrafi di luoghi che erano nelle mire delle potenze internazionali, anche prima del ritrovamento di petrolio, oro, argento o altri minerali che molti ritengono siano gli unici motivi per le guerre.

In ogni caso, la Storia non serve solo per i capi di governo e i politici che decidono il destino dei nostri paesi, ma anche in ogni aspetto della nostra vita. Magari chiediamo condoni edilizi dopo aver costruito abusivamente un palazzo in una zona proibita, per poi lamentarci quando una pioggia forte porta via la casa costruita sul percorso di un fiume in secca, eppure vediamo casi del genere fin troppo spesso nei notiziari.

La Storia non è semplicemente una recitazione di date e re, di cadute di imperi e di ascese di mercenari e signorie. La Storia vera è guardare cosa aveva portato paesi e persone in determinate situazioni e come ne sono usciti, oppure molto spesso perché sono morti. La Storia vera è vedere e capire gli sbagli del passato per poter evitare destini tragici, come anche di trovare il modo di ripetere gli esempi di successo.

Quando guardiamo il passato vediamo il percorso che ha creato questo mondo in cui viviamo e potremo renderci conto che i nostri predecessori non erano poi così diversi da noi. Oggi vediamo i ricchi che comprano Ferrari e aerei privati per dimostrare le loro ricchezze e potere, invece nel passato i potenti costruivano palazzi e pagavano artisti per sfoggiare al mondo il frutto dei loro lavori e, spessissimo, dei loro complotti segreti.

Nel suo capolavoro “Il Mestiere delle Armi” il regista Ermanno Olmi ci fornisce una finestra sul passato per vedere come è morto Giovanni de Medici, detto Delle Bande Nere. Vediamo la mentalità provinciale dei Gonzaga e D’Este che porterà alla sua morte per tradimento in campo di battaglia.

Possiamo veramente dire che siamo meglio di questi signori che regnavano sulle nostre città importanti per secoli? Basta vedere il campanilismo politico italiano che dura ormai da decenni al Parlamento Europeo a Strasburgo per vedere come programmi partitici domestici hanno la precedenza sulle priorità nazionale e per capire che non abbiamo ancora capito le lezioni di certi episodi del nostro passato, e nemmeno tanto lontani.

Cosa c’è meglio della Storia per insegnarci come evitare di ripetere per l’ennesima volta gli sbagli del passato e creare un mondo migliore? Però, per farlo bisogna cominciare ad insegnare la Storia a scuola perché molti dei nostri esponenti politici moderni certamente non l’hanno fatto…

 

di emigrazione e di matrimoni

What use is history?

History does not only serve to predict violent uprisings and great revolutions, above all it serves to give us the means to be able to judge that world around us and to have the awareness that allows us to make the best decisions for the future

On July 14, 1789 on hearing the news of the fall of the Bastille French King Louis XVI asked, “Is this a revolt?” The reply by the Duke of Liancourt was a fast as it was blunt, “No Sire, this is a revolution”.

This exchange entered the history books and I heard it for the first time at school when it was followed by the inevitable question by a student, “But couldn’t the King see the Revolution was coming?” Our teacher used this to illustrate how the King did not have the means or the awareness to understand that decades of bad administration and an ever growing sense of oppression amongst the population was bringing the country to revolution.

With hindsight today we see and understand the historical stages, beginning with the Enlightenment, that brought France to the Revolution that marked the end of a dynasty, saw Napoleon’s glorious but brief Empire and was the signal that a new Era of Human history was about to begin and that today has not yet ended.

However, Louis XVI and his advisers could not understand the consequences of their decisions and those of their predecessors.

We cannot say as much for Russia’s Tsar Nicholas II who, considering his country’s role in Napoleon’s fall, had surely studied that violent period of history. Without doubt after the failure of the bloody revolt in 1905 he considered himself above any threat to his power but he was wrong and he too finished like Louis XVI executed by a part of the population that he represented, at least in theory.

The French Revolution was a rare occurrence in history, a new episode that nobody could have fully foreseen. It was the dethroning of a King, not by another aristocratic family as we had seen for millennia, but by his own population. And then, no history book of the time could have foreseen the violence and the ruthlessness of the Terror that ended only with Napoleon who became Emperor of a country that only a few years before wanted to become a democracy.

Since 1789 we have seen other such revolutions, of which the Russian was the most important, but all followed the same model of behaviour, the dethronement of a ruler, a period of clashes between those responsible for the anti-monarchist plot followed by a period of violence out of which came a dictator that was even worse than the deposed monarch. In the case of Russia, its Napoleon was called Stalin who certainly did not have the military merits of his French predecessor.

But history does not only serve to predict violent uprisings and great revolutions, above all it serves to give us the means to be able to judge that world around us and to have the awareness that allows us to make the best decisions for the future.

When we read the history of Classical Greece and Rome we see the same human vices that we read in the news today. We see jealousy, rage, ignorance and all the emotions that dictate Man’s daily behaviour. The discovery of stones with the name of the great statesman Themistocles shows us how electoral fraud also happened in ancient Athens which many use, improperly unfortunately, as a model for modern democracy.

The new world in which we live has means of communication and transportation that the people of the ancient past could only dreamed but the instincts and personal vices of each individual have never changed over time.

The members of the Black Block complain about the large multinationals but they do not realize that these companies are only the modern versions of the private companies that sacked the world in the name of Kings and Queens of England, France, Spain and Portugal and the other colonial powers. We complain about our politicians, maybe with the dream of a “clean” Golden Age of politics that never existed, however we forget the scandals that involved politicians in every country in the world over time.

In today’s world we have a truly striking example of how man cannot understand the lessons from the past. For decades now western countries have been trying to bring peace to the Middle East, often taking part in short-lived military operations which create long term problems which in turn create the conditions for other brief interventions. And then we are amazed at the waves of refugees from the countries devastated by the western interventions.

Tragically, when we read history books we see the same countries as battlefields that are still places for modern conflicts. It is easy to identify Iran and Iraq, the ancient Persia and Babylon, and naturally Israel and the countries that surround them.  This becomes even sadder when we see how many times we read the names of Sudan, China, Cuba Morocco, Algeria and I could continue for paragraphs of places that became the targets for international powers, even before the discovery of oil, gold, silver or other minerals that many believe are the sole reasons for wars.

In any case, history does not serve only for heads of government and politicians who decide the destinies of their countries but also for every aspect of our lives. We may ask for building amnesties after having illegally constructed a building in a forbidden area and then we complain when strong rain takes away a house built on a dry riverbed and yet we see such cases all too often in the news.

History is not simply a recitation of dates and Kings, the fall of Empires and the rise of mercenaries and ruling families. True history is to look at what brought these countries and people into certain situations and how they came out or, very often, why they died. True history is to see and understand the mistakes of the past in order to be able to avoid repeating tragic fates, as well as also to find the way to repeat the successful examples.

When we look at the past we see the path that created the world in which we live and we can understand that our predecessors were not so different from us. Today we see the rich who buy Ferraris and private airplanes to show their wealth and power and instead in the past the powerful built palaces and paid artists to show the world the fruit of their labours and very often their secret plots.

In his masterpiece “Il Mestiere delle Armi” (The Profession of arms) the film director Ermanno Olmi gives us a window to the past to see how Giovanni de Medici, called “Delle Bande Nere” (of the “Black Bands” due to the dark colouring of their armour) died. We see the provincial mentality of the Gonzaga and d’Este dynasties that brought about his death by betrayal on the battlefield.

Can we truly say we are better than those Lords who reigned over our major cities for centuries? We only have to look at the parochialism of Italian politics in the European Parliament in Strasbourg that has now lasted for decades to see how domestic political party agendas have taken precedence over national priorities and to understand that we have not yet learnt the lessons of certain episodes from our past and some not even so long ago at that.

What is better than history to teach us how to avoid repeating once again mistakes from the past and to create a better world? However, in order to do so we must teach history at school because most of our modern politicians certainly did not do so…


Scrivi alla Redazione

Siamo felici di valutare ogni tua segnalazione e pubblicare articoli che pensi possano essere di interesse pubblico

Per qualsiasi segnalazione scrivi a
[email protected]