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La Creazione di un Meme – The Creation of a Meme

By 19 Aprile 2020 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

La Creazione di un Meme

Negli ultimi anni i “meme” sono diventati i tormenti dei social. Prendono in giro i bersagli di turno ma fin troppo spesso il messaggio contenuto non è quel che sembra ed altrettanto spesso si basano su bugie.

Purtroppo, i meme non sono altro che la manipolazione dei lettori, a volte per motivi puramente politici, soprattutto nel caso dalle pagine di politici, oppure anche per altri motivi, come per screditare personaggi o prodotti, come vediamo ora con le ondate di falsità dei presunti pericoli del 5G.

Nel caso del soggetto di questo articolo il meme non solo falsifica la storia affascinante della bellissima foto in testa all’articolo, ma contiene la frase che è l’esatta antitesi di quel che la foto mostra e in questo caso esiste la prova dell’accaduto.


Allora guardiamo bene il meme in questione e vediamo come immagini, frasi e anche personaggi celebri sono utilizzati per motivi occulti e soprattutto farlocchi.

Bambi

L’immagine è irresistibile, un soldato che porta in groppa un asino per la campagne che è il simbolo del bisogno di “leadership”, la capacità di guidare le truppe o la gente. Invece la Storia vera, in entrambi i sensi della parola, della foto è ancora più bella.

L’asinello nella foto si chiamava “Bambi” e il soldato che lo porta non è un soldato della seconda guerra mondiale in Sicilia, bensì un harki (soldato maghrebino) della celebre Legione Straniera francese, e fu scattata nel Maghreb algerino nel 1958. Difatti, l’asino diventerà la mascotte pluridecorata del reggimento del soldato che lo salvò.

Inoltre, il meme dice che l’asino non fu portato per amore verso l’animale, invece, come dimostra il certificato “Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals” (Società  Reale per la prevenzione della crudeltà agli animali in Gran Bretagna) nell’attestato e decorazione al fianco al harki  che aveva salvato l’asinello, proprio perché era affamato e dissetato.

Infine, l’unità era il 13° Demi-Reggimento della Legione Straniera che, benché giovane in termini militari, fu fondata per partecipare nelle guerre tra la Finlandia e l’Unione Sovietica nel 1940, fu al centro delle unità francesi che appoggiarono Charles De Gaulle nelle lotte per liberare la Francia dai nazisti e molte altre battaglie nei decenni dopo la guerra mondiale, compresa la storica disfatta francese a Dien Bien Phu che mise fine al colonialismo francese in Vietnam.

Per chi vuole sapere di più di questa unità può trovare l’informazione in inglese al link: http://foreignlegion.info/history/13dble/  che chiaramente dimostra che il copyright alla foto appartiene alla Legione Straniera e quindi le origini della foto sono inconfutabili.

Avendo visto come questo meme sia un falso storico, possiamo capire benissimo che si tratta di  una critica a capi politici con un ragionamento sbagliato. Ma l’attrazione del meme è proprio nell’immagine bellissima che perde il senso dell’umanità del gesto del soldato con la manipolazione e la falsificazione della foto e la sua Storia vera.

Ma come si fa a creare un meme del genere e come si fa a riconoscere le falsità del messaggio?

Atto di creazione

Nel corso degli anni i meme hanno preso molte forme. Quelle più comuni sono di personaggi storici importante insieme a presunte citazioni che cercano di rinforzare oppure indebolire individui o categorie di personaggi, oppure anche per promuovere complotti che girano nel web fin troppo spesso.

Allora si vede una citazione di Aristotele, Napoleone, Churchill e altri personaggi del genere con un commento che sembra confermare le opinioni e/o pregiudizi del lettore pro o contro certi soggetti, e il lettore lo condivide automaticamente per dimostrare la propria sensibilità verso il soggetto. Con quel semplice click il lettore fa il gioco occulto del creatore del meme di diffondere idee o teorie false e manipolate.

Il lettore spesso cerca conferme di quel che pensa e questi messaggi semplici e, apparentemente chiari, sembrano fornire le prove inconfutabili di quel che pensa. Spesso diventa così convinto del messaggio che si offende quando qualcuno cerca di spiegare a lui o lei che la notizia e/o le immagini sono false e tutti noi abbiamo visto regolarmente i litigi online che ne seguono.

Ma come si fa a riconoscere i meme farlocchi e quindi evitare litigi sterili e infine inutili?

Riconoscere

Incredibilmente, la prima prova del meme falso si trova proprio nel messaggio. Se la grammatica è scorretta esiste una grande possibilità che tutto il meme sia falso. L’intenzione del designatore/creatore non è di fare l’autore ma diffondere idee e messaggi falsi e manipolatori, la grammatica spesso non fa parte dei suoi pensieri quando mette insieme il meme.

Peggio ancora quando lo sbaglio grammaticale è proprio nella citazione del personaggio celebre e dovrebbe già preavvisare il lettore del gioco occulto del disegnatore del meme. Purtroppo, il lettore in cerca conferme delle proprie idee e non nota dettagli del genere.

Per confermare l’autenticità della citazione basta fare una ricerca con Google con il nome del personaggio e la citazione stessa, nello spazio di pochissimi istanti il lettore scoprirebbe se la citazione sia vera o no.

Non raramente il lettore scopre che la citazione è stata manipolata dal creatore del meme. Un esempio è una presunta citazione di Aristotele che fa un commento riguardo il “capitalismo” che regolarmente fa il giro del web. Basti pensare che la parola “capitalismo” risale alla fine del ‘700 per capire che la citazione è falsa. E questo non è che un esempio di falsità dei meme.

Ovviamente la manipolazione si fa anche con l’immagine stessa. Basta dare una spiegazione diversa dell’immagine utilizzata che il lettore la interpreta nel modo sbagliato. Questo è il caso dell’asinello nella foto. La spiegazione della Sicilia della seconda guerra mondiale è plausibile e quindi il meme potrebbe essere vero, ma nel caso specifico, la storia raccontata è palesemente falsa e facilmente verificabile.

Come si fa a controllare un’immagine? Incredibilmente facile con l’internet, ma bisogna solo avere pazienza e anche un senso critico. Esiste il mezzo di fare “reverse image search” (ricerca a rovescio dell’immagine”) su Google. Basta scaricare l’immagine e utilizzare uno dei mezzi disponibili nelle ricerche per trovare le origini della foto. Però bisogna stare attenti, se il meme è virale molti delle prime risposte si riferiscono al meme, però con pazienza e logica si trova l’origine della foto/immagine e quindi si può sapere la veridicità del meme.

Manipolazione

Per alcuni queste considerazioni sono banali ma nel corso degli ultimi anni i meme sono diventati un’arma potente di disinformazione e fonte di non poche controversie online, persino tra amici e parenti. Tutti cerchiamo soluzioni facili a problemi odierni e i meme sembrano fornirle, ma nella nostra voglia di conferme, o di smentite, accettiamo fin troppo facilmente il meme che sia in accordo con le nostre idee.

Però, le controversie delle cosiddette “scie chimiche”, il giro feroce di presunti pericoli del sistema 5G delle reti cellulare, e persino il ritorno dei terrapiattisti dimostra come una tristemente non piccola parte della popolazione crede in idee che sono l’opposto della scienza, che si basa su un principio fondamentale, che le teorie devono essere provate in modo sistematico e facilmente verificabili.

I meme non fanno questo e la storia dell’asinello salvato dal harki ci fa capire benissimo come un’immagine davvero carina e che attira l’attenzione del lettore possa essere manipolata per motivi occulti e spesso per motivi non affatto etici.

Non cadiamo nel tranello dei disegnatori di questi meme. Siamo più critici e prendiamo i minuti necessari per confermare o smentire i meme. Non solo non faremo brutte figure, ma eviteremo di diffondere bugie e altre falsità che inquinano il nostro discorso pubblico, che non fanno altro che promuovere idee e programmi occulti e spesso pericolosi.

 

di emigrazione e di matrimoni

The Creation of a Meme

In recent years “memes” have become the bane of the social media. They deride their targets and all too often the message they contain is not what it seems and just as often based on lies.

Unfortunately, memes are only the manipulation of the readers, sometimes for purely political reasons, especially in the case of those of the pages of politicians, or also for other reasons, such as discrediting people or products as we are now seeing with the waves of falsehoods on the alleged dangers of 5G.

In the case of the meme that is the subject of this article the meme not only falsifies the story of the wonderful photo at the head of this article but contains a phrase that is the exact antithesis of what the photo shows and in this case there is proof of what happened.

So, let us look closely at the meme in question and let us see how images and also famous people are used for hidden and sometimes fraudulent reasons.

Bambi

The image is irresistible, a soldier carrying a donkey in the countryside that is the symbol of the need for “leadership”, the capacity to lead soldiers or people. Instead, the true history and the story of the photo are even more wonderful.

The name of the small donkey was “Bambi” and the soldier carrying him was not from the Second World War in Sicily but rather a harki (an Algerian soldier) of the famous French Foreign Legion and it was taken in 1958 in the Maghreb region of Algeria. In fact, the donkey became famous as a highly decorated mascot of the regiment of the soldier who saved him.

Furthermore, the meme says the donkey had not been carried for love of the animal, instead, as the certificate and medal from the British Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals alongside shows, the harki had saved the donkey for precisely the reason that the donkey was starving and thirsty.

Finally, the unit was the 13th Demi-Regiment of the Foreign Legion. Even though young in military terms, the unit had been founded to take part in the wars between Finland and the Soviet Union in 1940, the regiment was in the middle of French forces that supported Charles de Gaulle in his struggles to free France from the Nazis and in many other battles in the decades after the war, including the historic French defeat in Dien Bien Phu which out an end to French colonialism in Vietnam.

For those who want to know more about this unit, they can find information on the link http://foreignlegion.info/history/13dble/  which clearly shows that the copyright of the photo belongs to the Foreign Legion and therefore the origins of the photo are irrefutable.

Having seen that this meme is a falsehood of history, we can understand very well that the meme is a criticism of modern political leaders with the wrong reasoning. But the precise attraction of the meme is the beautiful image that, with the manipulation and falsification of the photo and its true history, loses its sense of humanity in the act by the soldier.

But how is such a meme created and how do we recognize the falsehoods of the message?

Act of creation

Over the years memes have taken many forms. The most common are of major historical characters together with alleged quotations that try to reinforce or weaken individuals or categories of people or also to promote conspiracy theories that all too often do the rounds of the web.

So we see a quotation by Aristotle, Napoleon, Churchill and other such people with a comment that seems to confirm the opinions and/or prejudices of the reader for or against certain subjects and the reader shares it automatically to show his or her sensibility to the subject. With a simple click the reader plays the hidden game of the meme’s creator of spreading ideas or false and manipulated theories.

Readers often look for confirmation of what they think and these simple and apparently clear messages seem to provide irrefutable proof of what they think. Often they are so convinced by the message that they are offended when someone tries to explain to them that the news and/or image are false and we have all seen the regular arguments online that then follow.

How do we recognize fraudulent memes and therefore avoid sterile and useless arguments?

Recognition

Incredibly, the first proof of a false meme is found in the message itself. If the grammar is incorrect there is a great probability that all the meme is false. The intention of the designer/creator is not to be an author but to spread false and manipulative ideas and often the grammar is not part of his or her thoughts when putting together the meme.

This aspect is made even worse when the error in grammar is in the quotation from the famous person and should act as a warning for the reader of the hidden game by the meme’s designer. Unfortunately, the reader in search of confirmation of his or her ideas does not notice such details.

In order to confirm the authenticity of the quotation we only have to do a search on Google with the person’s name and the quotation, in the space of a few short seconds the reader will discover whether or not the quotation is true.

Not uncommonly the reader discovers that the quotation has been manipulated by the meme’s creator. One example is the alleged quotation by Aristotle making a comment about “capitalism” which regularly makes the rounds of the web. We only have to think that the word “capitalism” goes back to the late 18th century to understand that the quote is false. And this is only one example a falsehood in memes.

Obviously the manipulation is also done with the image itself. We only have to give a different explanation for the image used and the reader interprets it in the wrong way. This is the case of the little donkey in the photo. The explanation of Sicily during the Second World War is plausible and therefore the meme could be true, but in this specific case the story told is patently false and easily verifiable.

How do you check an image? Incredibly easily with the internet but you only have to be patient and also critical. There is a means called “reverse image search” on Google. You only have to download the image and use one of the methods available to find the origin of the photo. However, you have to be careful, if the meme is viral many of the first answers refer to the meme but with patience and logic the origin of the photo/image can be found and therefore know the veracity of the meme.

Manipulation

These considerations may seem trivial to some but during recent years memes have become a powerful weapon for disinformation ant the source of many controversies online, even between friends and relatives. Everybody looks for easy solutions to today’s problems and the memes seem to provide them but in our desire for confirmation, or to prove ideas false, we all too easily accept the memes that seem to agree with our ideas.

However, the controversies of the so-called “chem trails”, the ferocious rounds of alleged dangers of the 5G mobile telephone networks and even the return of “flat earthers” sadly show how a not insignificant part of the population believes in ideas that are the opposite of science which is based on one precise concept, that theories must be proved systematically and be easily verifiable.

Memes do not do this and the story of the small donkey saved by the harki makes us understand very well how an image that is truly nice and draws the reader’s attention can be manipulated for reasons that are hidden and often not at all ethical.

Let us not fall into the trap of the designers of these memes. Let us be more critical and take the minutes necessary to confirm or deny the memes, we will not only avoid bad gaffes but we will avoid spreading the lies and other falsehoods that pollute today’s public debates that only promote hidden ideas and programmes that are often dangerous.


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