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Arte & Cultura

L’arte come volano di pace e di condivisione nell’incontro di Paola Zanoni “Dialoghi, Visioni e Percorsi. Dentro l’arte, oltre l’opera”

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Artisti ed esperti d’arte riuniti per esaltare l’importanza del pensiero creativo umano come costruttore di benessere condiviso. Spicca la presenza di Sara Penco centrale nella ricostruzione della presenza della Maria Maddalena nel Giudizio Universale della Cappella Sistina, apostola degli apostoli ed emblema del credo dell’umanità Cristiana.

Il 19 Ottobre u.s. a Villa Altieri, a Roma, si è tenuto il convegno “Dialoghi, Visioni e Percorsi. Dentro l’arte, oltre l’opera”, organizzato dalla Presidente dell’Academy of Art and Image, Paola Zanoni, conduttrice e giornalista.

Tra i relatori ed insigniti di riconoscimenti a vario titolo sono intervenuti il Consigliere Segretario dell’Assemblea Capitolina On. Fabrizio Santori, il Presidente della V Commissione Cultura Mario Luciano Crea, Sua Eccellenza Monsignor Antonio Staglianò Presidente della Pontificia Accademia di Teologia, il giornalista Amedeo Goria, la prof.ssa Maria Stella Giorlandino Presidente della Fondazione Artemisia ETS e architetto, il giornalista e conduttore Amedeo Goria e l’autorevolissimo esperto d’arte prof. Claudio Strinati.

Nel corso dell’evento sono state presentate le opere dell’artista marchigiano Gaetano Carboni, pittore e docente di materie artistiche scomparso nel 2015, esposte in uno spazio all’interno della sala. Hanno presenziato ili dottor. Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura. Erano presenti alcuni parenti dell’artista: il dottor. Antonio Puce, innovazione manager; la nipote dottoressa Iolanda Maria Carboni; l’esperta di Beni Culturali dottoressa Benedetta Puce.

Nella seconda sessione l’attrice Marta Bifano ha letto alcuni passaggi del libro dell’autore Marco Villani Shock Radio – Storia e Sociologia della Zanzara” edito da Curcio Editore. Il libro è stato poi commentato affrontando il tema dei giovani nel mondo della cultura da Don Luigi Trapelli, Cappellano della Polizia di Stato, dalla prof.ssa Vincenza Palmieri, Presidente dell’Istituto di Pedagogia Famigliare e ambasciatrice di pace, dalla prof.ssa Cristina Siciliano Presidente di Armando Curcio Editore, dal prof. Renato Pellegrino, Direttore del Centro Studi Upter e dal prof. Tiziano Costanzo, Consulente Direzionale.

Notevole apprezzamento per il libro è stato espresso dall’avv. Ascanio Cascella, sindaco di Velletri e dal dottor Mario Luciano Crea, Presidente della V commissione cultura della regione Lazio.

La dottoressa Zanoni ha poi consegnato attestati di benemerenze, premi e titoli accademici. Il colonnello Giancarlo Mignone, in servizio presso lo Stato Maggiore della Difesa di Roma, che si occupa di cooperazione militare, affari politici trattati internazionali, ha spiegato la complessa situazione e le tensioni geopolitiche di questo particolare periodo storico; la prof.ssa Vincenza Palmieri è stata premiata quale “Esempio di Cultura Coraggio ed Umiltà al servizio dei più fragili”; Alessandra Mangiacapra, campionessa italiana di Karate e Gianluca Iovine, allenatore – entrambi delle Fiamme Oro – hanno ricevuto il premio per i loro successi in ambito sportivo; premiato anche il cantautore Marco Vicini La Rocca, il fisico Valerio Rossi Albertini; il Presidente della Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini; Marco Frattolillo, agente della Polizia di Stato e attore; Valter D’Errico, produttore, regista e sceneggiatore Di Cuore Mio, cuore tuo.

Poi sono stati accolti i nuovi accademici.

Il Convegno si è focalizzato sull’arte quale risorsa foriera di contenuti che vanno oltre la materia che costituisce un manufatto.

Nell’affrontare i temi del convegno si è tornati a parlare degli studi della restauratrice Sara Penco che, proponendo l’ipotesi di identificazione di Maria Maddalena nel Giudizio di Michelangelo, sta suscitando un crescente interesse mondiale che riaccende i riflettori sulla figura della donna più misteriosa e affascinante della storia della cristianità e conferisce all’affresco di Michelangelo nella cappella Sistina un aspetto inedito, intriso di un potente messaggio di speranza.

Il volume “Maria Maddalena nel Giudizio di Michelangelo” è edito da Scripta Maneant. L’introduzione è della giovane e promettente esperta d’arte della casa editrice, Asia Graziano, autrice della monografia su Artemisia Gentileschi. La prefazione è a cura della professoressa Yvonne Dohna Schlobitten, docente presso l’Università Gregoriana e studiosa di fama internazionale, da sempre attenta al tema del ruolo della donna nella Chiesa.

Gli studi di Sara Penco sono stati presentati al mondo nel Dicembre 2024 in occasione di una conferenza stampa alla Stampa Estera, a Roma, proprio a ridosso dell’inaugurazione dell’anno giubilare della Speranza. A distanza di quasi due anni il tema continua a suscitare un crescente interesse iniziando a coinvolgere anche esperti teologi e stimati esponenti del mondo accademico, che stanno confermando sempre di più la coerenza di questi contenuti con la codifica di un aspetto fondamentale del Giudizio; proprio quello che alcuni teologi come Monsignor Timothy Verdon esortano da tempo a cercare nell’affresco: l’ “aspetto positivo” che lo renda idoneo a stare sopra all’altare.

Gli esperti stanno inoltre evidenziano che gli studi di Sara Penco, pur rappresentano un coraggioso contributo volto ad integrare l’arte nota di uno dei capolavori della storia dell’arte e della cristianità più ammirati al mondo, hanno conquistato credibilità in virtù del fatto che ogni ragionamento è supportato da fonti documentali validate e da una ricca e generosa bibliografia.

La dottoressa Paola Zanoni ha aperto la giornata con la premiazione al dottor Roberto Giacobbo e al suo coautore Massimo Fraticelli per lo spessore culturale del programma Freedom, al quale è stata regalata la scultura l’Intesa realizzata dall’artista Fabrizio Savi. Il conduttore ha condiviso il successo mediatico del programma e ha citato il servizio “Esclusivo” su “Maria Maddalena nel Giudizio di Michelangelo”, andato onda in prima serata su Rete4. La puntata ha proposto al grande pubblico l’intervista all’autrice degli studi, integrando la sua spiegazione con l’opinione di Sua Eccellenza Monsignor Antonio Staglianò, presente in sala, e del prof. Antonio Rocca (Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Viterbo); stimato esperto d’arte che si è già occupato di Michelangelo e che si è espresso favorevolmente sull’assoluta coerenza del percorso di studi concentrato nel proporre e motivare l’identificazione della figura di Maria Maddalena nella donna che si trova accanto alla Croce, all’estremo margine destro dell’affresco.

Sara Penco, ospite tra i relatori di Villa Altieri, ha evidenziato la potenza del messaggio di evangelizzazione che Michelangelo, introducendo la figura dell’Apostola degli Apostoli nel Giudizio Universale, ha voluto imprimere sulla parete che ospita l’altare: il luogo dove, attraverso il Sacramento della Comunione, l’umanità si avvicina a Dio in attesa della fine del mondo. La raffigurazione della Parusia, infatti, conclude il ciclo narrativo della storia della cristianità rappresentato nella Cappella Sistina.

“ … Questa inedita chiave di lettura … ”, spiega l’autrice, “ … tiene in forte considerazione il contesto personale, sociale e religioso nel quale Michelangelo, proprio in quegli anni – e anche grazie alla frequentazione con la Marchesa Vittoria Colonna e con il circolo degli Spirituali – aveva forgiato la propria identità cristiana; fondata sulla fede pura e incondizionata.

Buonarroti affrescò la parete che ospita la celebrazione del rito eucaristico ponendo al centro del programma iconologico ed iconografico l’amore di Dio per l’umanità… rammentando così il significato stesso della Parusia: la promessa di Gesù che il Giudizio Universale sarà un giudizio di grazia.

Strumentalizzando la cruenza della condanna del peccato, Michelangelo esorta a riflettere sull’importanza di rimanere saldi nella Croce, conferendo una straordinaria potenza al concetto di evangelizzazione per il quale l’Apostola degli Apostoli assume un ruolo imprescindibile …”.

Sara Penco spiega come: “… il riconoscimento della Maddalena nel Giudizio Universale sia assolutamente coerente con la tipologia che contraddistingue le caratteristiche iconografiche della santa. La donna, infatti, è bionda e interamente vestita del color giallo croco, che simboleggia la capacità di discernimento. Ella, pur essendo relegata all’estremo margine destro della parete, è accanto ad una delle due più imponenti Croci delle quattro presenti nella composizione ed è intenta a baciare il legno della traversa: non può che essere Maria Maddalena!

La determinazione della santa nel rimanere salda nella Croce, simbolo per eccellenza della fede cristiana e unica sorgente di speranza, fa di lei il prototipo della possibilità di riscatto e l’esempio della forza della fede che conquista la salvezza …”.

Di grande autorevolezza le riflessioni del professor Claudio Strinati, che ha sottolineato come esista una funzione artistica dentro le nostre menti: non solo in quelle di coloro che hanno realizzato le opere d’arte, ma anche in quelle degli esperti che le studiano per codificarne i significati. “ … E’ proprio sulla base di questi presupposti … ”, spiega, “ … che si inserisce il contributo che ci accompagna in un percorso come quello spiegato da Sara Penco …” definendolo: “ … molto brillante e universalmente apprezzato da tutti gli esperti d’arte …”.

Il prof. Strinati ha proseguito con alcune riflessioni che indagano una risposta alla domanda che molti si sono posti in questi due anni: come “… nessuno si fosse mai accorto della presenza di Maria Maddalena nel Giudizio Universale …”. L’esperto ha spiegato che “ … questi studi rappresentano un esempio tipico della capacità di una visione attenta; una pulsione foriera di un contributo volto a scongiurare il rischio di perdere informazioni che l’autore dell’opera voleva comunicare …”.

In tal senso i contributi scientifici conferiscono un grande valore nella implementazione dell’arte nota.

Il prof. Strinati ha ricordato il fantasioso aneddoto sul Mosé che racconta come Michelangelo, ultimata la statua, l’abbia colpita chiedendo al marmo perché non parlasse. La morale è che bisogna incoraggiare a liberare la mente dai dogmi e ricordare quanto sia interessante finalizzare i contributi di ognuno a “far parlare” per dare vita al dialogo.

Il prof. Strinati ha definito “magnifica” la ricostruzione degli studi di Sara Penco, perché contraddistinti da una base “fortemente scientifica” e ha affermato che il brevetto per metodo Smarticon, ideato da Sara Penco, è di per sé: “ … privo di contraddizione, perché l’arte si fabbrica scientificamente. Nell’epoca classica, infatti, Michelangelo doveva dipingere con una scienza vera e propria; quindi la relazione arte-scienza è intrinseca perché all’epoca non si poteva produrre arte senza una competenza scientifica. In realtà il punto interessante è proprio questo: ogni artista che produce un’opera d’arte vuole che parli; vuole che arrivi qualcuno che parli al suo posto per parlare all’umanità. La bellezza vien posta quale elemento centrale, intesa come bellezza delle idee, del dialogo. Quello che oggi manca anche sul piano politico. Questo rifugge la bellezza suprema dell’essere umano.”

Questa giornata di confronto si è rivelata davvero preziosa, perché ha lasciato emergere l’importanza del linguaggio universale dell’arte quale strumento di dialogo e, di conseguenza, l’importanza fondamentale degli sforzi profusi per la sua comprensione che passa, inevitabilmente, dalla capacità di osservare, ascoltare e comprendere la “ragione di esistere” del manufatto stesso: l’ermeneutica nell’opera d’arte.

“Non c’è una definizione dell’arte, ma un sentimento dell’arte; che coincide con il limite tra l’ovvio e l’inconoscibile e che anima quella pulsione che ci rende migliori. La medicina per antonomasia dell’anima, perché l’arte è un beneficio!” ha spiegato Strinati.

Non possiamo che ricollegare gli argomenti di questo convegno ai temi centrali nella Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV.

Ricordiamo anche l’iniziativa della quale vi avevamo già raccontato nel nostro giornale: l’evento “Maria Maddalena. Patrimonio Culturale, dignità umana e linguaggio della speranza”, organizzato dall’Institute for Advanced Studies and Cooperation (IASC), tenutosi il 22 Luglio u.s. in occasione della Festa di Santa Maria Maddalena, elevata da Papa Francesco nel 2016 al grado di Festa nel Calendario Romano Generale.

Viene, dunque, spontaneo chiedersi se non sia una casualità che proprio la Chiesa, la più generosa committente di opere d’arte al mondo, stia assumendo un ruolo centrale nel sensibilizzare anche per porre la cultura quale strumento di dialogo, capace di “strumentalizzare” il linguaggio universale dell’arte quale modello foriero di comprensione reciproca.

Ma questo enunciato non conferma forse il fatto che l’evangelizzazione assume, ancora una volta, un ruolo indispensabile per auspicare in quella fratellanza compromessa dalla incapacità di comunicare?

E questo concetto non ci ricorda forse il celebre racconto della Torre di Babele (Genesi 11, 1-9) edificata dall’umanità intera per sfidare Dio nell’arrivare fino al cielo e causa della punizione del Signore nell’infliggere ai popoli il castigo di disperdersi sulla Terra affinché l’umanità possa comprendere l’origine delle diversità?

Forse il mondo intero è accomunato proprio dalla ricerca di un denominatore comune, che possa contrastare le divergenze per aprire al dialogo, alla comprensione e alla speranza di costruire la pace per la sopravvivenza dei nostri figli.

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