Arte & Cultura
Il ponte tra sacro e presente: la memoria ferita di Loredana Manciati a Palestrina
Al Museo Diocesano, l’installazione “Martirio” mette in dialogo la figura di Sant’Agapito con il dramma contemporaneo dei bambini vittime di guerra.
di Alessio Zedda
Il Museo Diocesano di Palestrina torna protagonista dell’arte contemporanea, una forma espressiva potente, che si inserisce, tuttavia con discrezione ed eleganza, in uno spazio aperto alla meraviglia per la sua vocazione storica e per la funzione spirituale che offre allo spettatore con l’installazione dell’opera “Martirio”, dell’artista e poetessa Loredana Manciati. L’artista romana propone un lavoro di grande impatto, legato al tema del sacrificio e dell’innocenza violata. L’eclettismo espressivo dell’opera moltiplica gli stimoli volti ad una riflessione profonda, capace di costruire un simbolico ponte temporale che collega il presente alla memoria custodita dalla Chiesa Barocca.

L’accostamento voluto dall’artista è tipico di un percorso curatoriale audace, ma rigoroso, che favorisce l’incontro metaforico tra il martirio di Sant’Agapito, il giovane patrono quindicenne che scelse la morte pur di non rinnegare la propria fede, con la tragedia che travolge le giovani vittime dell’attuale conflitto israelo-palestinese. Alla critica non sfugge, in proposito, il tentativo della Manciati, ben riuscito, di oltrepassare i limiti dell’esercizio estetico per farsi “strumento di pensiero”, testimonianza di devozione, attestazione di Fede.

Il linguaggio polifonico dell’opera esalta ed integra disegni rigorosi e componimenti poetici, su una struttura portante che libera il potere del simbolismo su un elemento tessile cui demandare la funzione espressiva più suggestiva: un drappo di stoffa purpurea che si estende verso l’altare, unendo idealmente la terra al cielo. La funzione simbolica assume concretezza e incarnazione reale, tremendamente vera, nel ricamo dei nomi delle giovani vittime sul tessuto sanguinante, materializzando la visione di un grido in grado di squarciare il silenzio osceno, la cecità dell’odio, l’indifferenza del mondo.
L’ingresso del tema “forte” suggerito da Loredana Manciati, in una scena dalla profonda impronta vitale, in un contesto popolato dalle opere solenni del Seicento Barocco, entra in risonanza armonica con l’alternarsi dei vuoti e dei pieni che rivelano i volumi dell’architettura sacra. L’effetto è estetico, ma si estende con leggerezza elegante oltre la superficie dell’emozione visiva per congiungere l’arte con la Fede attraverso il ponte simbolico realizzato dalla responsabilità storica cui siamo chiamati.

La mostra è visitabile fino al 31 ottobre in Via Roma, 23 a Palestrina, presso il Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra. Il Museo sarà aperto ogni venerdì mattina dalle 9:30 alle 12:30 e il venerdì pomeriggio dalle 15:30 alle 18:30. È inoltre possibile visitare la mostra tutti i giorni su prenotazione, compresi i festivi, chiamando il numero 069534428 o scrivendo a museodiocesano@diocesipalestrina.it.
