Arte & Cultura
Roma, “Sotto il sole di Tobruk”: all’Accademia d’Egitto un incontro dedicato alla memoria e all’accoglienza
L’appuntamento ha intrecciato memoria storica e testimonianze familiari, ponendo al centro il valore dell’accoglienza e il legame tra la cultura italiana e quella egiziana.
Si è svolta giovedì 22 ottobre, all’Accademia d’Egitto a Roma, nella cornice di Villa Borghese, la presentazione del romanzo “Sotto il sole di Tobruk” di Rita Leonetti. L’appuntamento ha intrecciato memoria storica e testimonianze familiari, ponendo al centro il valore dell’accoglienza e il legame tra la cultura italiana e quella egiziana.
Alla presenza della direttrice dell’Accademia, Dott.ssa Rasha Saleh, l’autrice ha dialogato con Marwa Fawzy, già addetta culturale dell’Ambasciata egiziana in Italia e docente di Letteratura italiana all’Università di Ain Shams, ed Emilio Scalise, medico e psicoterapeuta, giornalista pubblicista e fotoreporter, studioso del fronte nordafricano della Seconda guerra mondiale. Ha moderato Massimiliano Baglioni, della redazione Canale81 Lazio.

Il romanzo ripercorre le vicende degli ufficiali italiani che, dopo la guerra sul fronte nordafricano, conobbero la prigionia nel campo britannico di Yol, in India, ai piedi dell’Himalaya. Leonetti ha illustrato le motivazioni dell’opera, soffermandosi anche sull’attenzione riservata dai militari indiani ai prigionieri italiani e sui rapporti di rispetto che seppero nascere oltre i ruoli imposti dal conflitto.
Emilio Scalise ha condiviso la testimonianza del padre Vittorio, citato nel libro, ricordando l’incontro con una famiglia egiziana e l’ospitalità ricevuta. Un’esperienza all’origine di un duraturo legame familiare con l’Egitto. Il successivo ritorno del padre a Tobruk e al sacrario di El Alamein ha rappresentato anche uno degli stimoli alla realizzazione del romanzo.

Da questo racconto è emersa una riflessione sull’accoglienza nella cultura egiziana e sul deserto come luogo di solidarietà: un territorio difficile, nel quale la conoscenza dell’ambiente e l’aiuto reciproco assumono un valore essenziale. Marwa Fawzy ha approfondito la vicinanza tra le due culture, mentre Baglioni ha richiamato l’immagine del Mediterraneo come ponte d’acqua tra Italia ed Egitto.
Una piccola esposizione all’ingresso della sala ha accompagnato la presentazione con reperti, sabbia di El Alamein, copricapi militari e una macchina Enigma portata da Emilio Scalise.
In conclusione, il professor Giuseppe Anelli, presidente della Fondazione Sapientia Mundi, ha omaggiato l’autrice, i relatori, il moderatore e la direttrice dell’Accademia con una croce di Horus realizzata da bambini con focomelia e una medaglia raffigurante la Nike. Un gesto accompagnato da un richiamo simbolico alla vittoria e alla luce del faro di Alessandria, come segno di unione tra i due Paesi.

La serata si è conclusa con un momento conviviale dedicato ai sapori dolci della tradizione araba egiziana.
