Cinema & Teatro
Nei cinema il malinconico film biografico sulla vita di Pino Daniele ‘Je so pazzo’
Nei cinema il malinconico film biografico sulla vita di Pino Daniele, uno dei più apprezzati cantautori della musica italiana e napoletana.
di Marvyn Mura
Ad oltre dieci anni dalla prematura scomparsa di Pino Daniele, esce nelle sale Je so’ pazzo, il film biografico sulla vita dello storico cantautore napoletano, liberamente basato sul romanzo biografico “Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce” del figlio di Pino, Alessandro Daniele; il film ripercorre i primi 25 anni di vita del cantante, dalla giovinezza fino al successo e allo storico concerto del cantautore tenutosi in Piazza del Plebiscito a Napoli di fronte a oltre 200 mila spettatori.
Je so’ pazzo è diretto dal regista Nicola Prosatore (già candidato ai nastri d’argento con il film Piano piano), prodotto da Filippo Valsecchi e Rai Cinema ed è stato presentato negli scorsi giorni nella nuova edizione della “Festa del Cinema di Roma 2026”.
Il film di Prosatore si distingue dalle solite piatte fiction televisive, per via di una buona cura formale nella regia, per un ritmo calzante che non annoia mai e per dei dialoghi più realistici e mai artificiosi. Il film segue quasi pedissequamente la classica struttura del film biografico basato sulla vita di un musicista; viene mostrato in modo efficace l’infanzia e l’adolescenza tortuosa di Pino nei quartieri poveri di Napoli, il rapporto conflittuale e difficile di Pino Daniele con il padre e la graduale ascesa nel mondo della musica, la prima firma discografica del cantautore come cantante solista, i primissimi fallimenti ma anche i tanti successivi successi; partendo dai primi localini con la sua band progressive jazz “Batracomiomachia” insieme al suo amico d’infanzia Rosario Jermano, per finire con il concerto solista davanti a Piazza del Plebiscito insieme alla sua superband composta da James Senese, Tony Esposito, Rino Zurzolo e Tullio De Piscopo.

Je so’ pazzo mostra anche l’aspetto romantico della vita di Pino Daniele, romantico sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista sentimentale; viene infatti mostrato il suo amore per la chitarra, per la sua musica e per i suoi testi senza compromessi, ma anche il suo amore per la corista Dorina Giangrande, poi diventata la prima moglie di Pino. Interessante vedere nel film che il graduale successo musicale di Pino Daniele corrisponda anche con il graduale logoramento della relazione amorosa con Dorina, che perde l’amore per Pino Daniele dopo che nota nel cantante dei cambiamenti caratteriali in peggio dovuti al troppo successo; inoltre le lunghe ed estenuanti tournée di Pino con la sua band, aumentano ulteriormente il distacco emotivo e sentimentale con Dorina, moglie devota, costretta a crescere da sola i loro due figli.

Nicola Prosatore evita fortunatamente di realizzare un film didascalico (anche se non mancano delle licenze poetiche in alcune parti), realizza invece un film molto toccante, a cui aggiunge anche delle sorprendenti e gradevoli momenti ironici che spesso stemperano il tono malinconico del film, rendendo il film un apprezzabile e per nulla pesante esperienza dolce e amara.
Da lodare anche la scelta del casting, Massimiliano Caiazzo è un credibile Pino Daniele, anche se in qualche occasione forse esagera con le smorfie, Mariasole Pollio è molto brava nel ruolo della dolce Dorina; impressionante l’attore scelto per James Senese, è praticamente uguale al virtuoso sassofonista, azzeccato anche Luca Chikovani nel ruolo di Tony Esposito, mentre forse poco somigliante l’attore che interpreta Tullio De Piscopo.
Un film che sta dividendo il pubblico e i fan di Pino Daniele, ma che onestamente ho trovato riuscito e per gran parte rispettoso della vita del cantautore e virtuoso chitarrista napoletano; se siete dei fan di Pino Daniele e della sua musica (ci sono quasi tutte le sue hit più famose dei primi anni, da Napule é a Quanno chiove), non posso non consigliare la visione di Je so’ pazzo.
