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Il tatuaggio è per sempre, la superficialità no
L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che la pratica del tatuaggio comporta rischi infettivi e possibili complicanze quando non vengono rispettate adeguate condizioni igieniche, quando gli strumenti non sono correttamente gestiti o quando vengono utilizzati prodotti non conformi.
di Angela Terlizzi
Il tatuaggio è diventato negli ultimi anni una forma di espressione estremamente diffusa e non riguarda più soltanto una fascia specifica della popolazione. Piccoli simboli, scritte, disegni elaborati e tatuaggi con un significato personale fanno ormai parte dell’immagine di moltissime persone. Proprio perché la pratica è diventata così comune, però, rischiamo di dimenticare una cosa fondamentale: tatuare significa introdurre pigmenti nella pelle attraverso una procedura invasiva.
La scelta del disegno è naturalmente importante, ma non dovrebbe essere l’unica domanda da porsi prima di tatuarsi. Almeno altrettanto importante è capire chi eseguirà il trattamento, in quali condizioni, con quali materiali e attraverso quali procedure di sicurezza.
L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea che la pratica del tatuaggio comporta rischi infettivi e possibili complicanze quando non vengono rispettate adeguate condizioni igieniche, quando gli strumenti non sono correttamente gestiti o quando vengono utilizzati prodotti non conformi. Anche gli inchiostri meritano attenzione: nell’Unione Europea sono soggetti dal 2022 a specifiche restrizioni previste dal regolamento REACH, che ha limitato migliaia di sostanze chimiche utilizzabili negli inchiostri per tatuaggi e permanent make-up.
Per il cliente questo significa che fare domande non è un atteggiamento diffidente, ma una forma di consapevolezza. È ragionevole chiedere informazioni sui pigmenti, verificare che gli aghi siano monouso e confezionati, osservare le procedure di preparazione dell’area di lavoro e assicurarsi che il professionista operi in una struttura autorizzata secondo le norme applicabili.

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Anche la pelle deve essere considerata. Un tatuaggio non dovrebbe essere eseguito su una zona che presenta problemi cutanei senza una valutazione appropriata, e la presenza di nei o altre alterazioni della pelle merita particolare attenzione. In caso di dubbi è sempre opportuno rivolgersi a un medico.
Esiste poi una domanda che riguarda non la sicurezza, ma la consapevolezza: “Lo vorrei ancora tra dieci anni?”. È una domanda semplice, ma necessaria. L’Istituto Superiore di Sanità ricorda infatti che il tatuaggio è una pratica permanente e che la scelta del disegno e della zona dovrebbe essere attentamente ponderata.
Da professionista che lavora da molti anni con la pelle, penso che educare alla scelta consapevole sia parte della nostra responsabilità. Il tatuaggio può essere arte, memoria, identità, espressione personale. Proprio per questo merita di essere realizzato con competenza e rispetto.
Il disegno può essere scelto in cinque minuti. La pelle, invece, lo porterà molto più a lungo.
Angela Terlizzi è una professionista con esperienza pluriennale nel settore Estetico in ruoli di Master Dermopigmentista estetica e paramedicale, Master Estetician, Makeup Artist, e Face Training. Docente Dermopigmentazione nel corso di Estetica Medica
Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata. Docente AIME Dermopigmentazione nelle labbra Università di Roma Tor Vergata Facoltà di Medicina e Chirurgia. Docente AIME Dermopigmentazione dell’Areola mammaria Università di Roma Tor Vergata Facoltà di Medicina Chirurgia. Docente in Dermopigmentazione Camouflage Areola Mammaria Rome American Hospital. Docente Master Eyebrows Esthetic Institute Vienna Virginia USA. Docente Master Camouflage Esthetic Institute Vienna Virginia USA. Certificazione Skin DES Needling per cicatrici Dorota Bratek Roma IT. Certificate of Completion “ONCOLOGY SKIN SPECIALIST” Circadia University. Certificate of Completion “Dark Lips Neutralization” Tess Tattoo Academy.
