Attualità
Manovra, dal taglio Irpef alle targhe personalizzate
La novità più importante è il taglio delle tasse per il ceto medio. Cambia la seconda aliquota Irpef, che scende al 33% e si applica a chi guadagna fino a 50000 euro l’anno.
Di Francesca Fontana
Una manovra da 157 articoli che toccano un po’ tutti, dalle famiglie ai pensionati, dalle grandi aziende alle banche, passando per gli automobilisti che sognano una targa con il proprio nome in stile Usa.
La novità più importante è il taglio delle tasse per il ceto medio. Cambia la seconda aliquota Irpef, che scende al 33% e si applica a chi guadagna fino a 50000 euro l’anno. Una misura pensata per dare una mano a chi lavora e dichiara redditi medi, coinvolerà circa 3.2 milioni di persone. Si parla anche della Flat tax per chi sceglie il regime forfetario fino a 100000 euro, misura che dovrebbe convenire a circa 41000 contribuenti in tutta Italia.
Buone notizie per chi fa i turni di notte o lavora durante nei festivi. Arriva una tassa sostitutiva fissa al 15% sulle maggiorazioni in busta paga, entro un tetto massimo di 1500 euro all’anno. Per poter accedere a questa agevolazione bisogna però aver guadagnato non più di 40000 euro nell’anno precedente.
Dall’altra parte della bilancia ci sono i settori su cui lo Stato ha deciso di battere cassa per recuperare risorse. Le banche e le assicurazioni vedranno salire l’addizionale Ires di 3 punti percentuali sia nel 2027 che nel 2028, anche se è prevista una detrazione fino a 200000 euro per bilanciare la differenza. Il settore dell’energia subirà un aumento dell’Irap di 5 punti nel primo anno fiscale dopo il 31 dicembre 2026, per poi scendere a 3 punti percentuali nei due anni successivi. Ma le società energetiche non potranno scaricare questi aumenti sui prezzi delle bollette.
Stangata in arrivo anche per i mercati e per i grandi patrimoni. La Tobin tax sulle transazioni finanziarie viene raddoppiata, passando dallo 0.4% allo 0.8% del valore complessivo dello scambio. Stesso raddoppio colpisce le operazioni ad alta frequenza, l’aliquota sale dallo 0.04% allo 0.08%.
Per quanto riguarda i super ricchi che decidono di portare la residenza all’estero, debutta una vera e propria tassa di uscita. Chi si trasferisce e possiede investimenti finanziari per almeno 800000 euro dovrà pagare un’imposta del 26% sulla plusvalenza maturata sui titoli, cioè sulla differenza tra il costo di acquisto e il valore raggiunto, anche se i titoli non sono stati ancora venduti sul mercato.
Capitolo pensioni, dove si registra una frenata sulla rivalutazione automatica legata all’inflazione. L’adeguamento pieno al 100% ci sarà per i trattamenti che non superano 4 volte il minimo, fino a 2447.4 euro al mese. Più crescono le cifre più la percentuale di recupero diminuisce a scaglioni. Chi prende tra 4 e 5 volte il minimo, ossia fino a 3059.25 euro, avrà una rivalutazione dell’85%. Tra 5 e 6 volte il minimo la quota scende al 53%, mentre tra 6 e 8 volte si applica il 47%. Si scende ancora al 37% per gli assegni tra 8 e 10 volte la soglia minima, per finire al 32% di rivalutazione per le pensioni più alte che superano i 6118.5 euro mensili.
Chiudiamo con una curiosità che farà discutere, dal 1 marzo 2027 si potrà avere una targa personalizzata per l’auto, scegliendo la combinazione preferita di numeri e lettere. Il costo non è da tutti, dato che un privato dovrà sborsare fino a 1000 euro e un’azienda fino a 10000 euro, a cui andranno aggiunti i costi veri e propri di stampa della Zecca dello Stato. Se però si ha la pazienza di aspettare il 1 giugno 2027, le tariffe scenderanno esattamente alla metà, passando a 500 euro per i cittadini e 5000 euro per le imprese. Questa targa speciale sarà unica per il proprietario, che potrà tenersela e spostarla da una macchina all’altra ogni volta che decide di cambiare veicolo.
