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Ambiente & Turismo

Tre Donne, l’energia e il futuro che stiamo scegliendo

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Lettera aperta di Rosalba Giugni, Presidente della Fondazione Marevivo

Tre donne sono oggi protagoniste, con ruoli e posizioni politiche molto diverse, del dibattito sull’energia e sul futuro dell’Europa e dell’Italia: Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni ed Elly Schlein.

A loro vorrei rivolgere una domanda che viene prima delle diverse scelte politiche: quale mondo stiamo preparando ai nostri figli?

Parliamo di sicurezza energetica, indipendenza, competitività, costi. Tutto necessario. Ma mentre discutiamo di come produrre energia, il Pianeta ci manda segnali che non possiamo più ignorare.

Il clima cambia. Il mare si riscalda, si acidifica, perde biodiversità. Ecosistemi e comunità biologiche si trasformano con una rapidità alla quale molte specie non riescono ad adattarsi.

Eppure tornano le estrazioni di petrolio e gas, si riapre la prospettiva del nucleare mentre impianti solari ed eolici possono ancora incontrare percorsi autorizzativi lunghi e complessi.

Non voglio entrare in una disputa ideologica tra nucleare, solare o eolico. La domanda è più semplice: abbiamo stabilito le priorità giuste?

È necessario continuare la ricerca sulle tecnologie del futuro, compresa la fusione. Ma il futuro del clima si decide adesso e molte soluzioni per ridurre le emissioni esistono già.

Dobbiamo accelerare ciò che possiamo fare oggi. Continuare a cercare nuovi giacimenti significa prolungare il modello che ha contribuito a creare il problema che dobbiamo risolvere. Le rinnovabili, insieme al risparmio e all’efficienza energetica, rappresentano invece una strada già percorribile.

I tempi stringono. Lo dice la scienza e lo vediamo noi che osserviamo il mare da decenni. Marevivo lo monitora e lo difende da oltre quarant’anni. Io personalmente mi immergo da settantacinque. Avevo cinque anni quando trovai una maschera nel dinghy di mio padre e, mettendo per la prima volta la testa sott’acqua, scoprii un altro pianeta.

Da allora non ho mai smesso di guardarlo.

Questa estate torrida ho trovato un mare diverso: più caldo, in alcuni luoghi torbido, con chiari segnali di sofferenza. Intere popolazioni di organismi si riducono o scompaiono da luoghi nei quali eravamo abituati a trovarle.

Allora facciamoci finalmente una domanda: che cosa abbiamo fatto al grande sistema vivente che rende possibile la nostra vita sul Pianeta?

Lo abbiamo riscaldato, acidificato, inquinato, impoverito. Abbiamo alterato habitat, coste, fondali e fiumi. E ora rischiamo di guardare allo stesso mare soprattutto come a una nuova frontiera economica da sfruttare.

La chiamano Blue Economy. Ma un nome non basta a rendere sostenibile ciò che viene fatto. Il mare non è un giacimento infinito di risorse, né uno spazio per piattaforme, porti, turismo, pesca, trasporti ed energia. È il grande sistema naturale dal quale dipendono il clima, la biodiversità e la nostra stessa vita.

Per questo mi rivolgo a Ursula, Giorgia ed Elly. Per secoli le decisioni che hanno trasformato il Pianeta sono state prese quasi esclusivamente da uomini. Oggi tre donne possono incidere, in modi diversi, sulle scelte che determineranno il futuro delle prossime generazioni.

Non basta che siano cambiate le persone che decidono. Devono cambiare anche le priorità.

Non dobbiamo scegliere tra ambiente ed economia: senza un ambiente capace di sostenerci, prima o poi, non ci sarà economia da difendere.

La transizione richiederà tempo. Ma una cosa è gestire l’uscita da un sistema fondato sui combustibili fossili, un’altra è cercare nuove riserve per prolungarne la vita.

Il mare ce lo sta dicendo. Noi lo ascoltiamo da più di quarant’anni.

Stiamo costruendo la salvezza delle prossime generazioni o le stiamo portando verso il baratro?

Rosalba Giugni

Presidente della Fondazione Marevivo

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