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Niente bollo auto nel 2027…ma solo per qualcuno

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Il provvedimento copre le auto con potenza fino a 80 kw e l’intera categoria dei motocicli e ciclomotori. Per capire se il proprio mezzo rientra nei parametri basta verificare il valore riportato al punto P2 della carta di circolazione.

Di Francesca Fontana

Niente bollo auto per il 2027. Un regalo sotto l’albero per tutti gli italiani che hanno auto di piccola cilindrata. Una misura contenuta del decreto legge che è destinata alle persone fisiche e non alle aziende.

Il provvedimento copre le auto con potenza fino a 80 kw e l’intera categoria dei motocicli e ciclomotori. Per capire se il proprio mezzo rientra nei parametri basta verificare il valore riportato al punto P2 della carta di circolazione.

Ma ci sono e regole e limiti ben precisi.

Chi possiede più veicoli con i requisiti richiesti non potrà azzerare la tassa per tutti: il bollo viene azzerato per un solo mezzo, quello con la potenza minore o con il costo del bollo più basso in caso di parità. Lo stesso principio vale per chi possiede più moto o un mix tra ciclomotori e motoveicoli. Condizione indispensabile: il mezzo deve essere assicurato. La misura riguarda veicoli  a benzina e a gasolio, compresi quelle ibride, ma lascia fuori i veicoli aziendali.

Sul piano pratico, chi ha attivo l’addebito automatico sul conto corrente deve muoversi con cautela. Prima di revocare il mandato di pagamento conviene attendere che il decreto venga convertito in legge dal Parlamento entro il termine di 60 giorni, anche se le regioni dovrebbero riconoscere in autonomia i requisiti di potenza dai dati del veicolo.

L’impatto economico della misura è significativo. La relazione tecnica del decreto evidenzia un taglio pari al 30,4% del gettito totale del bollo auto, che oggi ammonta a 7,68 miliardi di euro. Il beneficio stimato è di circa 168,4 euro a testa per una platea di 13,2 milioni di autovetture, a cui si aggiunge un risparmio medio di 59 euro per 2 milioni di moto. La copertura finanziaria, pari a 2,362 miliardi di euro, è stata individuata attraverso la rimodulazione di capitoli di spesa nazionali e fondi ministeriali. La misura resta una parentesi temporanea limitata al solo 2027, in attesa del completamento dell’iter parlamentare.

E l’europa sta pensando di muoversi sulla scia dell’Italia. “Prendiamo atto della misura adottata dall’Italia – dice un portavoce della commissione Ue – e valuteremo il provvedimento nel prossimo semestre europeo”. Bruxelles ancora non si sbilancia, ma forse l’intenzione potrebbe aprirsi la strada.

Per ora in Italia si tratta solo di una sospensione. Per il 2028 si dovrà valutare la disposizione delle risorse.

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