Tecnologia
La Banca Centrale Europea avverte delle minacce informatiche abilitate dall’IA-The European Central Bank Warns of AI-Enabled Cyber Threats
La Banca Centrale Europea avverte delle minacce informatiche abilitate dall’IA: perché la transizione verso la sicurezza quantistica deve iniziare ora
Di Prof. Gabriele Pao-Pei Andreoli
L’Intelligenza Artificiale è da tempo celebrata come motore della prossima rivoluzione industriale. Oggi, tuttavia, sta emergendo anche come una delle sfide più importanti per la sicurezza finanziaria globale.
Il 7 luglio 2026, il Consiglio Europeo per il Rischio Sistemico ha emesso un avviso formale riguardo ai rischi informatici sistemici posti dai modelli di intelligenza artificiale di frontiera. Parallelamente, la BCE Banking Supervision ha invitato le banche significative dell’area euro sotto la sua diretta supervisione a valutare il panorama delle minacce in evoluzione e a sviluppare piani d’azione completi entro il 31 ottobre 2026. Questi piani dovrebbero identificare misure concrete, responsabilità, risorse e tempistiche di implementazione per rafforzare la resilienza cibernetica e operativa. La ragione di questo intervento è chiara. Modelli di IA sempre più capaci possono aiutare a scoprire vulnerabilità, automatizzare elementi delle operazioni cibernetiche e accelerare lo sviluppo di strategie di attacco sofisticate. Secondo le autorità europee, l’IA di frontiera potrebbe aumentare la velocità, la scala e la sofisticazione degli attacchi informatici, potenzialmente erodendo l’intervallo difensivo tra la scoperta di una vulnerabilità e il suo sfruttamento.
Non si tratta semplicemente di un altro esercizio regolatorio.
Quando le autorità finanziarie stabiliscono scadenze concrete per le azioni correttive, segnalano che una minaccia è andata oltre la speculazione astratta ed è entrata nel campo della preparazione istituzionale. La preoccupazione non è più solo che l’Intelligenza Artificiale possa aiutare i cybercriminali. Si tratta che i sistemi di IA avanzati possono comprimere sostanzialmente il tempo necessario per identificare, analizzare e sfruttare le debolezze nelle infrastrutture digitali critiche. Operazioni che prima richiedevano una vasta esperienza umana e una preparazione prolungata possono diventare più veloci, più scalabili e più accessibili. L’Europa affronta una sfida strutturale aggiuntiva. Una parte considerevole della sua infrastruttura finanziaria dipende da architetture tecnologiche altamente complesse sviluppate nel corso di molti anni. Questi sistemi sono continuamente mantenuti e modernizzati, ma sostituirli o riprogettarli fondamentalmente richiede investimenti significativi, test estesi e una pianificazione operativa attenta.
Eppure questi sistemi ora proteggono qualcosa di ancora più prezioso della valuta fisica; Proteggono la fiducia. Stipendi, pensioni, risparmi, mutui, investimenti e transazioni quotidiane esistono sempre più spesso come registri digitali che si muovono attraverso reti interconnesse. Il denaro è diventato inseparabile dai dati, e i dati sono diventati uno dei beni più strategici della civiltà contemporanea. Gli scenari potenziali includono interruzioni dei sistemi di pagamento, compensazione e saldo; attacchi contro fornitori di tecnologia comuni; operazioni cibernetiche sponsorizzate dallo Stato; fallimenti che si diffondono tra istituzioni interconnesse; e manipolazione delle informazioni capace di amplificare l’instabilità finanziaria. In un sistema finanziario altamente digitalizzato, un incidente informatico sufficientemente grave potrebbe compromettere i servizi essenziali, diffondersi oltre i confini istituzionali e, in ultima analisi, minare la fiducia pubblica. La fiducia, una volta compromessa, è sorprendentemente difficile da ristabilire. Per molti anni, il calcolo quantistico crittograficamente rilevante è stato trattato come una tappa tecnologica lontana. Personalmente credo che la maturità quantistica dovrebbe ora essere calcolata in mesi e non più in anni. La migrazione delle infrastrutture critiche verso la crittografia post-quantistica è un’impresa complessa e pluriennale. Richiede alle istituzioni di identificare dove viene utilizzata la crittografia, classificare le risorse critiche, modernizzare i protocolli, coordinarsi con i fornitori, testare l’interoperabilità e sostituire i sistemi vulnerabili senza interrompere i servizi essenziali. Questo è particolarmente importante perché le informazioni criptate raccolte oggi potrebbero potenzialmente essere conservate e attaccate in futuro. I dati che richiedono la riservatezza a lungo termine devono quindi essere protetti sia da capacità tecnologiche attuali che da quelle emergenti. Governi, istituzioni finanziarie, aziende tecnologiche, specialisti in cybersecurity e istituzioni accademiche devono collaborare per rafforzare la resilienza operativa, sviluppare l’agilità crittografica e accelerare la transizione responsabile verso la sicurezza quantistica. Ecco proprio perché il prossimo Quantum Day, organizzato dal Centre for the Fourth Industrial Revolution (C4IR) Arabia Saudita, rappresenta una tappa così importante. L’Istituto per gli Studi Avanzati e la Cooperazione (IASC) è onorato di partecipare come partner ufficiale a questa iniziativa internazionale, riunendo esperti di primo piano provenienti da governi, industria e mondo accademico per esplorare il futuro delle tecnologie quantistiche e le loro implicazioni pratiche per la società. Sono personalmente onorato di essere moderatore di uno dei distinti panel dell’evento dedicati al futuro della finanza nell’era quantistica. Tra i panellist di fama internazionale ci sarà Kevin Kane, World Changer IASC, CEO e co-fondatore di American Binary, una società di cybersecurity che ha sviluppato soluzioni crittografiche post-quantistiche per la sicurezza nazionale e le reti aziendali. Il futuro della sicurezza finanziaria non dipenderà esclusivamente da tecnologie più potenti. Dipenderà dalla nostra capacità di combinare innovazione con lungimiranza, cooperazione e responsabilità costituzionale.
The European Central Bank Warns of AI-Enabled Cyber Threats: Why the Transition to Quantum-Safe Security Must Begin Now
By Prof. Gabriele Pao-Pei Andreoli
Artificial Intelligence has long been celebrated as an engine of the next industrial revolution. Today, however, it is also emerging as one of the most consequential challenges to global financial security.
On 7 July 2026, the European Systemic Risk Board issued a formal warning concerning the systemic cyber risks posed by frontier artificial-intelligence models. In parallel, ECB Banking Supervision called upon significant euro-area banks under its direct supervision to assess the evolving threat landscape and develop comprehensive action plans by 31 October 2026. These plans are expected to identify concrete measures, responsibilities, resources and implementation timelines for strengthening cyber and operational resilience. The reason for this intervention is clear. Increasingly capable AI models can assist in discovering vulnerabilities, automating elements of cyber operations and accelerating the development of sophisticated attack strategies. According to the European authorities, frontier AI may increase the speed, scale and sophistication of cyberattacks, potentially eroding the defensive interval between the discovery of a vulnerability and its exploitation.
This is not simply another regulatory exercise.
When financial authorities establish concrete deadlines for remedial action, they signal that a threat has moved beyond abstract speculation and entered the domain of institutional preparedness. The concern is no longer merely that Artificial Intelligence may assist cybercriminals. It is that advanced AI systems can substantially compress the time required to identify, analyse and exploit weaknesses in critical digital infrastructure. Operations that previously demanded extensive human expertise and prolonged preparation may become faster, more scalable and more accessible. Europe faces an additional structural challenge. A considerable part of its financial infrastructure depends upon highly complex technological architectures developed over many years. These systems are continuously maintained and modernised, but replacing or fundamentally redesigning them requires significant investment, extensive testing and careful operational planning.
Yet these systems now protect something even more valuable than physical currency; they protect trust. Salaries, pensions, savings, mortgages, investments and daily transactions increasingly exist as digital records moving through interconnected networks. Money has become inseparable from data, and data has become one of the most strategic assets of contemporary civilisation. The potential scenarios include disruption of payment, clearing and settlement systems; attacks against common technology providers; state-sponsored cyber operations; failures spreading across interconnected institutions; and information manipulation capable of amplifying financial instability. In a highly digitalised financial system, a sufficiently serious cyber incident could compromise essential services, spread across institutional boundaries and ultimately undermine public confidence. Trust, once compromised, is remarkably difficult to restore. For many years, cryptographically relevant quantum computing was treated as a distant technological milestone. I personally believe Quantum maturity should now be calculated in months and not years anymore. The migration of critical infrastructure to post-quantum cryptography is a complex, multiyear undertaking. It requires institutions to identify where cryptography is used, classify critical assets, modernise protocols, coordinate with suppliers, test interoperability and replace vulnerable systems without interrupting essential services. This is particularly important because encrypted information collected today may potentially be retained and attacked in the future. Data requiring long-term confidentiality must consequently be protected against both present and emerging technological capabilities. Governments, financial institutions, technology companies, cybersecurity specialists and academic institutions must work together to strengthen operational resilience, develop cryptographic agility and accelerate the responsible transition towards quantum-safe security. This is precisely why the upcoming Quantum Day, organized by the Centre for the Fourth Industrial Revolution (C4IR) Saudi Arabia, represents such an important milestone. The Institute for Advanced Studies and Cooperation (IASC) is honoured to participate as an official partner in this international initiative, bringing together leading experts from government, industry, and academia to explore the future of quantum technologies and their practical implications for society. I am personally honoured to serve as moderator of one of the event’s distinguished panel discussions dedicated to the future of finance in the quantum era. Among the internationally respected panellists will be IASC World Changer Kevin Kane, CEO and Co-Founder of American Binary, a cybersecurity company pioneering post-quantum cryptographic solutions for national security and enterprise networks. The future of financial security will not depend exclusively upon more powerful technology. It will depend upon our capacity to combine innovation with foresight, cooperation and constitutional responsibility.
