Diritti umani
Imputabilità dei minorenni, SOS Villaggi dei Bambini: “Responsabilità sì, automatismi no”
La maturità non si presume: deve continuare a essere valutata caso per caso. L’Organizzazione chiede al Parlamento di preservare la valutazione individuale dei giovani e di rafforzare prevenzione, servizi educativi e percorsi di giustizia riparativa.
Responsabilizzare un adolescente che commette un reato, anche grave, è necessario. Trasformare però la sua capacità di intendere e di volere in una presunzione generale rischia di indebolire uno dei principi fondamentali della giustizia minorile: la valutazione individuale del ragazzo o della ragazza, della sua maturità e del contesto personale, familiare e sociale nel quale è cresciuto.
SOS Villaggi dei Bambini esprime preoccupazione per il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 23 luglio, che introduce una presunzione relativa di imputabilità per i minorenni tra i 14 e i 18 anni.
Il provvedimento non abbassa l’età minima dell’imputabilità e non aumenta le pene, ma cambia il punto di partenza dell’accertamento: la capacità di intendere e di volere del minorenne verrebbe considerata la regola, salvo che emergano elementi concreti in senso contrario. È proprio questo rovesciamento a sollevare una questione di equità. Non tutti i ragazzi e le ragazze, soprattutto quando provengono da contesti familiari e sociali difficili, dispongono della stessa rete di adulti, e risorse necessarie per far emergere tempestivamente il proprio grado effettivo di maturità. Il rischio è che la presunzione finisca per incidere più duramente proprio sui minorenni più vulnerabili.
«Un ragazzo che commette un reato deve essere aiutato a comprenderne la gravità, ad assumersi la responsabilità delle conseguenze e, quando possibile, a riparare il danno provocato», dichiara Samantha Tedesco, Responsabile dell’Accademia SOS di SOS Villaggi dei Bambini. «Ma responsabilizzare un adolescente non significa presumere che sia già un adulto. Significa costruire una risposta capace di proteggere le vittime, interrompere il percorso che lo ha condotto al reato e ridurre concretamente il rischio che torni a commetterlo».

I dati mostrano che l’esclusione dell’imputabilità per immaturità viene già applicata in un numero estremamente limitato di casi. Le sentenze di non luogo a procedere emesse dal giudice dell’udienza preliminare per accertata immaturità sono passate da 256 nel 2004 a 110 nel 2014 e a 60 nel 2024. Nello stesso anno i proscioglimenti pronunciati per la medesima ragione dal Tribunale per i minorenni sono stati quattro1.
Questi numeri non descrivono un sistema indulgente, nel quale l’immaturità rappresenti una facile via d’uscita. Mostrano, al contrario, che la non imputabilità è già riconosciuta soltanto in situazioni eccezionali. Eliminare la necessità di un accertamento positivo rischierebbe, quindi, di produrre un cambiamento più culturale e sistemico che concretamente utile sul piano della sicurezza.
SOS Villaggi dei Bambini chiede che, nel corso dell’esame parlamentare, sia preservato il dovere del giudice di valutare individualmente la capacità e la maturità del ragazzo, che siano ascoltati magistrati minorili, avvocati, neuropsichiatri, educatori, assistenti sociali, organizzazioni impegnate nella tutela dell’infanzia e giovani con esperienza diretta dei percorsi di accoglienza e della giustizia minorile.
«La domanda non è se un adolescente debba rispondere delle proprie azioni, ma quale risposta sia davvero capace di renderlo più responsabile e di evitare nuovi reati», conclude Tedesco. «La sicurezza non si costruisce scegliendo tra fermezza ed educazione. Si costruisce attraverso una giustizia rigorosa e individualizzata, insieme a scuola, sostegno alle famiglie, servizi territoriali, opportunità educative e percorsi di giustizia riparativa. Il compito degli adulti comincia prima del reato e non può terminare con la condanna».

SOS Villaggi dei Bambini ETS è parte della Federazione SOS Children’s Villages, presente in più di 130 tra Paesi e territori dove aiuta oltre 7.9 milioni di persone, portando avanti il suo impegno dal 1949, affinché i bambini e i ragazzi, che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, realizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente.
In Italia opera da oltre 60 anni ed è capofila della Rete SOS Villaggi dei Bambini che riunisce le Cooperative responsabili della gestione dei Villaggi SOS e si attiva attraverso 2 Programmi e 5 Villaggi SOS, a Trento, Ostuni, Vicenza, Saronno, Mantova, Torino e Milano. SOS Villaggi dei Bambini ETS si prende cura di oltre 2.000 persone, tra bambini e ragazzi e famiglie che vivono gravi situazioni di disagio, e sostiene i diritti di quasi 400 bambini e giovani, attraverso attività di Advocacy e di sensibilizzazione.
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