Social Network

Diritti umani

Le pensioni nel 2026

Pubblicato

-

Tempo di lettura: 2 minuti

L’età fino al 2026 per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni per tutte le categorie e anche per ottenere l’assegno sociale.

 di Giuliana Scrocca

La pensione in Italia sta diventando sempre più una chimera, si pensi solo che la pensione di vecchiaia si può prendere nel 2026 con 41 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall’età ed è sparita l’Opzione Donna e Quota 103. L’età fino al 2026 per la pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni per tutte le categorie e anche per ottenere l’assegno sociale. Dal 2027 l’età richiesta salirà a 67 anni e 1 mese, dal 2028 a 67 anni e 3 mesi.

Per uscire prima dal lavoro resta l’Ape sociale per chi è in disoccupazione, fa lavori usuranti o gravosi, è invalido o caregiver di disabile grave e l’importo è pari alla pensione che spetterebbe in quel momento ma non può superare euro 1.500,00 mensili ed i requisiti occorrenti per ottenerlo sono l’età, almeno 63 anni e 5 mesi; i contributi partono da 30 anni per disoccupati, invalidi e caregiver, si calcola un anno in meno per figlio fino ad un massimo di due se si è mamma.

Previsto un adeguamento delle pensioni all’inflazione, con una rivalutazione piena per assegni fino a 4 volte il minimo (che sale a €611,85 nel 2026). Le pensioni minime riceveranno un incremento aggiuntivo di circa 20 euro lordi mensili.

Per quanto riguarda la Previdenza Complementare aumenta il limite di deducibilità fiscale per i contributi versati, che sale a 5.300 euro annui dal 1° gennaio 2026.

Viene reso obbligatorio il versamento del TFR alle aziende con almeno 60 dipendenti.

Il 2026 pertanto inizia a mettere degli importanti paletti che limitano l’accesso al pensionamento anticipato e mettono  in evidenza la difficoltà di sostenere un adeguato sistema pensionistico a causa dell’allungamento della vita ed il conseguente invecchiamento della popolazione.

Advertisement