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Cinema & Teatro

La casa – Il rogo del male

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A tre anni di distanza da La Casa – Il risveglio del male (Evil Dead Rise) di Lee Cronin, esce nelle sale il nuovo capitolo del franchise horror de La Casa (Evil Dead) inaugurato da Sam Raimi.

di Marvyn Mura

A tre anni di distanza da La Casa – Il risveglio del male (Evil Dead Rise) di Lee Cronin, esce nelle sale il nuovo capitolo del franchise horror de La Casa (Evil Dead) inaugurato da Sam Raimi.
La Casa – Il rogo del male (Evil Dead Burn) è al momento il sequel più folle e disturbante della saga; è diretto e scritto dal francese Sébastien Vaniček ed è il capitolo diretto meglio dal punto di vista registico dopo L’Armata delle Tenebre (Army of Darkness) di Sam Raimi.

Se il reboot diretto da Fede Alvarez e il sequel di Cronin risultavano dei film diretti discretamente, ma che comunque non riuscivano a toccare le vette e le intuizioni di Raimi, il film di Vaniček è invece quello che più si avvicina alla genialità di Raimi. Il regista francese imprime tutta la sua visionarietà nella pellicola e la sua voglia di mostrare tutto il suo talento; lo stile registico si rifà in parte alla New-Wave French Horror (o Nuovo Cinema Estremo Francese) di registi come Alexandre Aja, Pascal Laugier, Xavier Gens, Alexandre Bustillo e Julien Maury; anche se la produzione è americana, il film ha uno spirito da horror europeo e francese, la violenza tocca vette malsane, disgustose e spesso grottesche. I demoni kandariani o deaditi (gli spiriti demoniaci della serie) in questo film sono molto più sfaccettati e inquietanti che nei due precedenti film.

Il film narra il rapporto complicato tra Alice (Souheila Yacoub) e la famiglia del suo marito defunto William (George Pullar), morto a causa di un deadite dopo essersi allontanato in auto dopo un litigio con la moglie Alice; dopo il fnuerale di William, il padre Edgar interrompe la pratica della cremazione per dare un ultimo saluto al figlio, ma William si risveglia come spirito demoniaco e contagia il padre. Il padre inizialmente sembra essere normale, ma pian piano si trasforma anche lui in un demone scatenando il caos nella famiglia.

La Casa – Il rogo del male è un horror spaventoso, offensivo, feroce e agghiacciante, con diversi jumpscare riuscitissimi, tanti momenti disgustosamente splatter (effetti rigorosamente pratici e senza l’utilizzo di cgi) e un ritmo frenetico in cui non si riesce a trovare un momento di pausa; il film contiene anche qualche momento più umoristico e grottesco (a differenza dei precedenti due film fin troppo seriosi). La lore della saga in questo capitolo viene espansa notevolmente con l’introduzione de “Il circolo dei saggi”, un gruppo di persone dedite allo studio del Necronomicon e nel cercare modi per sconfiggere i demoni; un personaggio del circolo è infatti legato strettamente alla famiglia protagonista delle vicende del film.

La regia di Vaniček è veramente ispirata, tra inquadrature capovolte, close-up, piani sequenza, rallenty e riusciti omaggi a Sam Raimi; il regista francese dimostra più di Alvarez e Croinin di essere più creativo nei movimenti di macchina e di saper gestire ottimamente l’aspetto orrorifico e la tensione senza cali o momenti di noia. Nel terzo atto ci sono anche dei riferimenti al cinema di James Cameron (lo scontro finale sfocia quasi nell’action e ricorda molto lo scontro nella fabbrica tra Sarah Connor e il Terminator nel primo film).

Per i fan degli horror e per i fan della saga de La Casa, il film di Vaniček è assolutamente imperdibile, un divertente horror moderno che riesce in modo più che convincente ad avvicinarsi qualitativamente ai classici di Raimi; il film contiene anche due scene post-credits che lasciano diverse questioni aperte, per cui non lasciate la sala fino a quando non finiscono tutti i titoli di coda.

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